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MESSAGGIO
PER LA GIORNATA MONDIALE DEL TURISMO (26/09/2006) |
Radio Vaticana,
26 settembre 2006
IL
TURISMO, OCCASIONE PER UNO SCAMBIO DI VALORI CIVILI E
SPIRITUALI TRA I POPOLI: LO SCRIVE BENEDETTO XVI NEL
MESSAGGIO PER LA 27.MA GIORNATA MONDIALE DEL TURISMO
-
Intervista con l’arcivescovo Francesco Brugnaro -
Un
fenomeno oggi praticato “da milioni di famiglie” e che
per questo taglia trasversalmente tutti gli ambiti della
vita umana. Si tratta del turismo di massa, esploso negli
ultimi decenni, da sempre oggetto di attenzione e cura
pastorale da parte della Chiesa, che lo ha sempre ritenuto
occasione “di arricchimento umano e spirituale”.
Questo concetto è ribadito e sviluppato da Benedetto XVI
nel Messaggio inviato nei giorni scorsi a nome del Papa
dal cardinale Angelo Sodano, allora in veste di segretario
di Stato, in vista della 27.ma Giornata mondiale del
turismo che si celebra domani. Il servizio di Alessandro
De Carolis.
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“Il
turismo arricchisce” recita il titolo della Giornata
mondiale del turismo 2006, e mai come in altre circostanze
il verbo si presta a varie spiegazioni, tutte ugualmente
valide: non solo le finanze di moltissimi Paesi traggono
dai flussi turistici internazionali linfa vitale per le
loro economie, ma questo particolare comparto della
mobilità umana incide sulle politica, sulla cultura,
perfino sull’arte e l’ecologia. E, senza dubbio,
riveste un aspetto di particolare importanza anche in
ambito religioso.
Su
questi binari prende l’avvio la riflessione di Benedetto
XVI, che individua “nella reciproca accoglienza tra il
visitatore e l’ospite” la possibilità di uno
“scambio di beni della terra e della cultura che rende
l’umana convivenza più fraterna e solidale”. La
concordia tra le popolazioni svela un aspetto ideale del
turismo che, dunque, non deve essere considerato, scrive
Benedetto XVI, da un punto di vista “puramente economico
o materiale”. Del resto, osserva il Papa, il Concilio
Vaticano II aveva auspicato già 40 anni fa, quando il
turismo di massa era praticamente sconosciuto, che il
progressivo aumento del tempo libero rispetto a quello
lavorativo fosse “impiegato per distendere lo spirito,
per fortificare la salute dell’anima e del corpo”,
attraverso “viaggi in altri Paesi” grazie ai quali,
riconosceva l’assise conciliare, lo spirito dell’uomo
“si affina”.
All’ingresso
del 21.mo secolo, per Benedetto XVI l’affermazione dei
padri conciliari ha acquistato ancor più forza. “Il
viaggiare, - afferma Benedetto XVI - arricchisce lo
spirito dell'uomo quando ci si mette in moto per scoprire
il nuovo, quando si è spinti a conoscere le risposte che
altri hanno dato ai grandi interrogativi dell'esistenza.
Il turismo può esprimere, soprattutto nella nostra epoca,
la fondamentale istanza della persona umana che è quella
di crescere nella conoscenza e di sperimentare come l'uomo
sia portatore multiplo di civiltà e di bene”.
“Evitando l’improvvisazione e la superficialità”,
conclude il Papa, “il turismo può diventare un'altra,
efficace risorsa di autentico arricchimento dell'umanità;
attraverso di esso infatti gli uomini e le culture si
scambiano i valori della conoscenza e del benessere, della
giustizia e della libertà, della bellezza e della pace,
che danno senso pieno alla vita”.
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Sul
tema di questa Giornata, mons. Francesco Brugnaro,
osservatore permanente della Santa Sede presso
l’Organizzazione mondiale del turismo, che ha sede a
Madrid. L’intervista è di Giovanni Peduto:
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R.
– Il turismo è ricchezza perché non solo produce beni
economici, beni materiali, arricchisce la finanza dei
popoli, soprattutto degli Stati più fortunati che vivono
da più tempo l’esperienza del turismo. Il turismo
significa anche vedere come rendere culturalmente valido
il viaggiare, come permettere che chi ospita, che spesso
è in condizioni di minoranza rispetto a colui che
viaggia, possa beneficare del viaggio del turista. Non
solo esporsi alla curiosità e all’interesse del
turista, ma ricevere anche dei benefici e i benefici non
solo sono economici ma sono anche uno scambio di socialità,
uno scambio di cultura, un confronto di religione, la
possibilità di emanciparsi da condizioni di sottosviluppo
socioeconomico.
D.
– Monsignor Brugnaro, alla luce del messaggio di
Benedetto XVI, quali sono oggi i rischi e i pericoli del
turismo?
R.
- Il Papa mette in evidenza che un turismo vissuto in
maniera frettolosa, come spesso oggi si usa dire con
un’espressione non molto elegante ma che è in voga
“mordi e fuggi” – quando cioè uno va, gode di un
bene culturale oppure di un bene naturalistico, la
spiaggia, la vacanza e poi riparte - ecco il Papa dice che
un turismo vissuto in questa maniera, quindi superficiale,
rischia di danneggiare sia la persona che ospita che il
turista. E’ necessaria quindi una preparazione seria,
evitando le improvvisazioni; è necessario anche educare
al turismo attraverso le grandi istituzioni, la scuola, le
università, il mondo scientifico, culturale il mondo del
sindacato, garantire per esempio il turista dei diritti
che ha, ma garantire anche gli operatori, coloro che
favoriscono il turismo soprattutto le fasce più deboli,
quelli che hanno lavori saltuari, che vengono occupati
saltuariamente nei Paesi di accoglienza. Incoraggiare
quindi la formazione di competenze specifiche e dare
offerta di garanzie dinamiche nell’accoglienza dei
turisti, ma anche favorire e difendere coloro che vivono
del turismo, soprattutto nei Paesi più poveri e più
deboli.
D.
– Quali consigli darebbe lei, mons. Brugnaro, a un
turista?
R.
– Il turista è uno che innanzitutto dovrebbe andare a
vedere non ciò che già conosce o confrontarsi con se
stesso, ma dovrebbe andare mosso da una grande curiosità,
quindi essere incuriosito da ciò che di nuovo può
trovare. Allora, la prima cosa è immergersi nella cultura
che si incontra, nella mentalità e non pretendere da
quella cultura e da quella mentalità di ritrovare se
stesso ma di ritrovare qualcuno altro con le sue
ricchezze, la sua storia, la sua religione, le sue povertà,
le sue domande. Il Papa sostiene all’inizio che il
turismo è un’occasione anche per confrontare le grandi
domande che l’uomo si pone ovunque, in qualsiasi
condizione storica e in qualsiasi condizione
socioculturale nella quale si abbia trovare.
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MESSAGGIO
PER LA GIORNATA MONDIALE DEL TURISMO
Monsieur,
A l'occasion
de la Journée mondiale du Tourisme, qui se tiendra le 27
septembre prochain, je suis heureux de vous faire parvenir
le salut cordial de Sa Sainteté Benoît XVI, uni au
souhait que cette célébration significative contribue à
souligner le potentiel positif du tourisme, lorsqu'il est
inspiré par des valeurs humaines et spirituelles. Le thème
proposé cette année par cette Organisation mondiale, «Le
Tourisme, source d'enrichissement», offre l'opportunité
de réfléchir sur la façon de définir ultérieurement
la culture du voyage et de la mobilité humaine, telle qu'elle
se présente dans les diverses formes du tourisme
contemporain. Dans le même temps, il offre la possibilité
d'analyser les importants intérêts économiques et
financiers, ainsi que les nombreux aspects sociaux,
religieux, culturels, politiques et écologiques que l'actuelle
dimension mondialisée du tourisme soumet à l'attention
et à la responsabilité des Etats et des peuples.
Le
tourisme est indubitablement une source de richesse, car
il fait fonctionner l'économie des nations et représente
un poste majeur dans le produit intérieur brut et la
balance des paiements de la majorité des Etats. De plus,
les diverses fonctions liées à l'activité du tourisme
emploient des millions de personnes et fournissent un
travail aux catégories sociales les plus variées. Des
sociétés financières multinationales et des entreprises
de travail nationales diversifiées se constituent, qui,
notamment pour les tranches d'âges comme celles des
jeunes et des retraités, facilitent les mouvements
touristiques en toute saison de l'année. Des millions de
personnes et de familles pratiquent le tourisme; celui-ci
donne lieu à la création d'associations de
professionnels et de coopératives familiales et
professionnelles; il touche les villes et les campagnes,
concerne les lieux de montagne et de mer, ainsi que les
sites significatifs du point de vue de la nature ou de la
culture. Le tourisme est ainsi une occasion bénéfique et
une indubitable ressource pour l'art et pour l'artisanat.
De plus, grâce à l'innovation technologique la plus
moderne (internet, avion, bateaux, autoroutes, trains
rapides, etc.), toute distance de temps et d'espace est éliminée
et le touriste peut ainsi facilement atteindre chaque
angle de la terre. Dans l'accueil réciproque entre le
visiteur et la communauté d'accueil, peut se réaliser l'échange
de biens de la terre et de la culture qui rend la
coexistence humaine plus fraternelle et solidaire.
Comme
cette Organisation mondiale l'a rappelé à plusieurs
reprises, le tourisme est avant tout une affaire d'êtres
humains. L'enrichissement qu'il peut produire ne doit donc
pas être purement économique ou matériel. A cet égard,
ce qu'observe le Concile Vatican II est éclairant: «Avec
la diminution plus ou moins généralisée du temps de
travail, les occasions de se cultiver se multiplient pour
la plupart des hommes. Que les loisirs soient bien employés,
pour se détendre et pour fortifier la santé de l'esprit
et du corps [...] à l'occasion de voyages en d'autres régions
(tourisme) qui affinent l'intelligence et qui, de surcroît,
enrichissent chacun par la connaissance de l'autre» (Const.
Gaudium et spes, n. 61). Le tourisme peut favoriser
un authentique développement humain et social grâce à
l'opportunité croissante qu'il offre de partages de biens,
d'échanges culturels fructueux, d'accès à des beautés
naturelles et artistiques, de confrontation entre mentalités,
traditions et religions diverses. Le voyage enrichit
l'esprit de l'homme lorsque l'on se met en route pour découvrir
quelque chose de nouveau, lorsque l'on est poussé à
connaître les réponses que d'autres ont apportées aux
grandes interrogations de l'existence. Le tourisme peut
exprimer, en particulier à notre époque, l'exigence
fondamentale de la personne humaine qui est celle de croître
dans la connaissance et de faire l'expérience que l'homme
est porteur à la fois de civilisation et de bien. Pour
que cela soit possible, il faut toutefois une préparation
sérieuse, qui évite l'improvisation et la superficialité.
Il est donc souhaitable que les Etats, les associations
des agents du tourisme, les institutions universitaires et
culturelles, et les syndicats du secteur encouragent la
formation de compétences spécifiques et l'offre de
garanties concrètes dans l'accueil des touristes. Il est
important que voit le jour une œuvre convaincante d'éducation
aux valeurs du tourisme à l'égard et en défense des
personnes, des communautés et des biens naturels et
culturels des pays d'accueil. Ce n'est qu'ainsi que les
nouveaux aréopages que sont le tourisme et le temps libre
deviendront des sources de véritable enrichissement
humain pour tous, sans exclure ceux qui proviennent de
situations défavorisées en raison de leur origine
naturelle ou socio-culturelle.
Sa
Sainteté invite tous ceux qui participent à l'action de
grand mérite de l'Organisation mondiale du Tourisme à un
engagement concret, chacun dans le domaine de ses propres
compétences, afin que le tourisme soit vécu comme une
occasion d'enrichissement humain et spirituel. De cette façon,
le tourisme peut devenir une source supplémentaire et
efficace d'authentique enrichissement de l'humanité. A
travers celui-ci, en effet, les hommes et les cultures s'échangent
les valeurs de la connaissance et du bien-être, de la
justice et de la liberté, de la beauté et de la paix,
qui donne tout son sens à la vie. Il accompagne ce
souhait de l'assurance de son souvenir particulier dans la
prière, tandis qu'il invoque sur tous la Bénédiction de
Dieu. J'unis volontiers également mon salut cordial et je
profite de cette occasion pour présenter l'expression de
ma haute considération.
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