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INCONTRO
DEL PAPA CON I GIOVANI PER LA LITURGIA
PENITENZIALE (28/03/2007) |
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio Vaticana,
29 marzo 2007
La
vita è priva di senso se non s'incontra con l'amore vero.
Cosi’
il Papa ai giovani romani nella Basilica di San Pietro per
la liturgia penitenziale
Un
invito a “incidere con una testimonianza autenticamente
cristiana” per edificare nel mondo intero la civiltà
dell’Amore. Lo ha rivolto il Papa ieri pomeriggio ai
numerosissimi giovani romani accorsi in Basilica di San
Pietro e in Aula Paolo VI per la celebrazione della
liturgia penitenziale in preparazione alla 22.ma
Giornata Mondiale della Gioventù che si celebrerà nelle
singole diocesi domenica prossima, Domenica delle Palme.
“Come io vi ho amato, così
amatevi anche voi gli uni gli altri”, è il tema di
quest’anno. Il servizio è di Paolo Ondarza.
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“Un
incontro attorno alla Croce”: il Papa ha definito così
la celebrazione della liturgia penitenziale a San Pietro
con i giovani di Roma. Al centro dell’altare il
Crocifisso della Cappella Sistina: segno della
misericordia divina incarnata da Gesù fino alla follia
della Croce. Benedetto XVI ha ricordato il comandamento
nuovo di Cristo, pronunciato prima del tradimento: “Come
io vi ho amati, così amatevi
anche voi gli uni gli altri”. 7 giovani hanno presentato
all’altare i 7 vizi capitali, poi 7 lumi sono stati
accesi: la luce della speranza portata da Cristo che
illumina il buio della realtà umana macchiata dal
peccato. Il Papa ha citato l’Enciclica Redemptor
hominis di Giovanni Paolo II:
“'L’uomo
non può vivere senza amore. Egli rimane per se stesso un
essere incomprensibile, la sua vita è priva di senso, se
non gli viene rivelato
l’amore, se non s’incontra con l’amore, se non lo
sperimenta e non lo fa proprio, se non vi partecipa pienamente'.
Ancor più il cristiano non può vivere senza amore. Anzi,
se non incontra l’amore vero non può dirsi nemmeno
pienamente cristiano".
“L’incontro
con la Persona di Cristo da vita a un nuovo orizzonte”
ha detto Benedetto XVI citando la Deus
caritas est:
"L’amore
di Dio per l’uomo, che si esprime in pienezza sulla
Croce, è descrivibile con il termine agape, ossia 'amore
oblativo che cerca esclusivamente il bene dell’altro',
ma pure con il termine eros. Infatti, mentre è amore che
offre all’uomo tutto ciò che Dio è, come ho osservato
nel Messaggio per questa Quaresima, è anche un amore dove
il 'cuore stesso di Dio,
l’Onnipotente, attende il ‘sì’ delle sue creature
come un giovane sposo quello della sua sposa'”.
Per
dire sì a Cristo ecco il sacramento della Confessione
amministrato dal sacerdote: ricevendolo con fede e
devozione e dopo un attento esame di coscienza l’uomo
abbandona “l’illusione di un’impossibile
autosufficienza e la seduzione delle menzogne del
Maligno”.
La
Basilica di San Pietro si è trasformata in spazio della
misericordia. I giovani romani hanno dapprima formulato
una richiesta comune di perdono, poi il momento più
forte: la Confessione individuale amministrata dal Santo
Padre e da oltre 200 sacerdoti. Ai partecipanti il Papa ha
affidato un impegno:
"Uscendo
da questa celebrazione, con i cuori ricolmi
dell’esperienza dell’amore di Dio, siate preparati ad
'osare' l’amore nelle vostre famiglie, nei
rapporti con i vostri amici e anche con chi vi ha offeso.
Siate preparati ad incidere con una testimonianza
autenticamente cristiana negli ambienti di studio e di
lavoro, ad impegnarvi nelle comunità parrocchiali, nei
gruppi, nei movimenti, nelle associazioni e in ogni ambito
della società".
“Il
mondo aspetta questo contributo per l’edificazione della
civiltà dell’amore" –
ha aggiunto:
“L’orizzonte
dell’amore è davvero sconfinato: è il mondo intero!”
Il
Papa ha invitato i fidanzati a vivere vivete "il
fidanzamento nell’amore vero, che comporta sempre il
reciproco rispetto, casto e responsabile". Ai giovani
chiamati alla consacrazione ha chiesto di rispondere con
un “sì” a Dio "generoso e senza compromessi”.
Per essere pienamente vero, libero e sorgente di gioia –
ha detto – l’amore richiede sacrificio, abnegazione,
fedeltà e perseveranza.
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