Fonte,
Radio Vaticana, 5 febbraio 2007
CARI
GIOVANI, IMPARATE AD AMARE NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI
COME FECE GESU’ NELLA SUA QUOTIDIANITA’, PERCHE’
SOLO L’AMORE CHE VIENE DA DIO CAMBIA IL CUORE
DELL’UOMO E DURA PER SEMPRE: COSI’ BENEDETTO XVI NEL
MESSAGGIO PER LA GMG 2007, CHE QUEST’ANNO SI CELEBRA A
LIVELLO DIOCESANO
Un
Messaggio per “ravvivare” nei giovani la “fiducia
nell’amore vero, fedele, forte”, l’amore che
“genera pace e gioia” e che rende “testimoni della
carità”. E’ la dichiarazione d’intenti che apre il
Messaggio di Benedetto XVI per la Giornata mondiale della
gioventù 2007, che quest’anno si celebrerà a livello
diocesano, come di consueto, la Domenica delle Palme, il
prossimo primo aprile. Sui contenuti del Messaggio, il
servizio di Alessandro De Carolis.
**********
Cari
giovani “vorrei invitarvi a osare l’amore”, perché
l’amore “è la sola forza in grado di cambiare il
cuore dell’uomo e l’umanità intera, rendendo proficue
le relazioni tra uomini e donne, tra ricchi e poveri, tra
culture e civiltà”. Un amore che non va confuso con i
sentimenti umani, che sono volubili, che possono generare
“carenze” o, peggio, “delusioni”. Si avvertono
chiari echi dell’enciclica Deus
caritas est nelle pagine che racchiudono il Messaggio
di Benedetto XVI per la GMG 2007, preludio al raduno
mondiale di Sydney del prossimo anno. “Come io vi ho
amato, così amatevi gli uni gli altri” è il titolo
della meditazione papale. Ma, si chiede subito il
Pontefice, “è possibile amare”? E’
“un’utopia”, “bisogna rassegnarsi”? La risposta
di Benedetto XVI ai giovani è no: l’amore “vero,
fedele e forte”, quello “che lega le persone,
facendole sentire libere nel reciproco rispetto” esiste.
Il
Papa sviluppa la sua riflessione in tre momenti,
applicandone poi i principi spirituali agli ambiti
dell’esistenza di ogni giovane: vita quotidiana, ricerca
del futuro, presenza nella Chiesa. Dio, afferma, è
l’’unica’ sorgente ‘dell’amore vero’ e il
mistero della Trinità è la rivelazione “più luminosa
della fonte dell’amore”. Ma è in Gesù che il mistero
di Dio-Amore si manifesta all’uomo: un amore che ha la
misura “senza limiti” del dono di sé, che Gesù
dimostra morendo sulla Croce. Guardando a Cristo, scrive
ai giovani Benedetto XVI, si comprende dunque “come”
si ama secondo Dio. E trasferendo l’altezza di questo
modello nella vita di tutti giorni, il Papa si sofferma
sulla vocazione dei giovani che si preparano al futuro.
“Se siete fidanzati, Dio ha un progetto di amore sul
vostro futuro di coppia e di famiglia ed è quindi
essenziale che voi lo scopriate con l’aiuto della
Chiesa, liberi – dice il Pontefice - dal pregiudizio
diffuso che il cristianesimo, con i suoi comandamenti e i
suoi divieti, ponga ostacoli alla gioia dell’amore ed
impedisca in particolare di gustare pienamente quella
felicità che l’uomo e la donna cercano nel loro
reciproco amore”. La castità del fidanzamento,
aggiunge, “permette di maturare nell’amore” e
“sviluppare il rispetto dell’altro”, giacché il
“vero amore” non ricerca per prima cosa “il proprio
soddisfacimento o il proprio benessere”.
Benedetto XVI invita i giovani a coltivare la
preghiera che illumina il percorso di vita di ogni
persona, nella vita di famiglia come in quella di
consacrazione a Dio. L’Eucaristia, ripete, “è la
grande scuola dell’amore” perché permette di
penetrare nel cuore dell’amore di Dio, permettendo di
“sfuggire alla rassegnazione” e di “infondere
coraggio” per essere coerenti al Vangelo. Indicando ai
giovani l’esempio dei Santi e in particolare citando
quello offerto da Madre Teresa di Calcutta, Benedetto XVI
lascia questa consegna ai ragazzi e alle ragazze che si
preparano alla GMG di Sidney 2008: “Cari giovani,
coltivate i vostri talenti non soltanto per conquistare
una posizione sociale, ma anche per aiutare gli altri ‘a
crescere’. Sviluppate le vostre capacità, non solo per
diventare più ‘competitivi’ e ‘produttivi’, ma
per essere ‘testimoni della carità’”.
**********
MESSAGGIO
DEL PAPA
"Come
io vi ho amato,
così amatevi anche voi gli uni gli altri" (Gv
13,34)
Cari
giovani,
in
occasione della XXII Giornata Mondiale della Gioventù,
che sarà celebrata nelle Diocesi la prossima Domenica
delle Palme, vorrei proporre alla vostra meditazione le
parole di Gesù: "Come io vi ho amato, così
amatevi anche voi gli uni gli altri" (Gv
13,34).
E’
possibile amare?
Ogni
persona avverte il desiderio di amare e di essere amata.
Eppure quant’è difficile amare, quanti errori e
fallimenti devono registrarsi nell’amore! C’è persino
chi giunge a dubitare che l’amore sia possibile. Ma se
carenze affettive o delusioni sentimentali possono far
pensare che amare sia un’utopia, un sogno
irraggiungibile, bisogna forse rassegnarsi? No! L’amore
è possibile e scopo di questo mio messaggio è di
contribuire a ravvivare in ciascuno di voi, che siete il
futuro e la speranza dell’umanità, la fiducia
nell’amore vero, fedele e forte; un amore che genera
pace e gioia; un amore che lega le persone, facendole
sentire libere nel reciproco rispetto. Lasciate allora che
percorra insieme a voi un itinerario, in tre momenti, alla
"scoperta" dell’amore.
Dio,
sorgente dell’amore
Il primo
momento riguarda la sorgente dell’amore vero, che è
unica: è Dio. Lo pone bene in evidenza san Giovanni
affermando che "Dio è amore" (1 Gv 4,8.16);
ora egli non vuol dire solo che Dio ci ama, ma che
l’essere stesso di Dio è amore. Siamo qui dinanzi alla
rivelazione più luminosa della fonte dell’amore che è
il mistero trinitario: in Dio, uno e trino, vi è un
eterno scambio d’amore tra le persone del Padre e del
Figlio, e questo amore non è un’energia o un
sentimento, ma una persona, è lo Spirito Santo.
La Croce
di Cristo rivela pienamente l’amore di Dio
Come si
manifesta a noi Dio-Amore? Siamo qui al secondo momento
del nostro itinerario. Anche se già nella creazione sono
chiari i segni dell’amore divino, la rivelazione piena
del mistero intimo di Dio è avvenuta con
l’Incarnazione, quando Dio stesso si è fatto uomo. In
Cristo, vero Dio e vero Uomo, abbiamo conosciuto l’amore
in tutta la sua portata. Infatti "la vera novità del
Nuovo Testamento – ho scritto nell’Enciclica Deus
caritas est - non sta in nuove idee, ma nella figura
stessa di Cristo, che dà carne e sangue ai concetti - un
realismo inaudito" (n. 12). La manifestazione
dell’amore divino è totale e perfetta nella Croce,
dove, come afferma san Paolo, "Dio dimostra il suo
amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora
peccatori, Cristo è morto per noi" (Rm
5,8). Ognuno di noi può pertanto dire senza tema di
sbagliare: "Cristo mi ha amato e ha dato se stesso
per me" (cfr Ef 5,2). Redenta dal suo
sangue, nessuna vita umana è inutile o di poco valore,
perché tutti siamo amati personalmente da Lui con un
amore appassionato e fedele, un amore senza limiti. La
Croce, follia per il mondo, scandalo per molti credenti,
è invece "sapienza di Dio" per quanti si
lasciano toccare fin nel profondo del proprio essere,
"perché ciò che è stoltezza di Dio è più
sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è
più forte degli uomini" (cfr 1 Cor
1,24-25). Anzi, il Crocifisso, che dopo la risurrezione
porta per sempre i segni della propria passione, mette in
luce le "contraffazioni" e le menzogne su Dio,
che si ammantano di violenza, di vendetta e di esclusione.
Cristo è l’Agnello di Dio, che prende su di sé il
peccato del mondo e sradica l’odio dal cuore
dell’uomo. Ecco la sua veritiera
"rivoluzione": l’amore.
Amare il
prossimo come Cristo ci ama
Ed eccoci
ora al terzo momento della nostra riflessione. Sulla croce
Cristo grida: "Ho sete" (Gv
19,28): rivela così un’ardente sete di amare e di
essere amato da ognuno di noi. Solo se arriviamo a
percepire la profondità e l’intensità di un tale
mistero, ci rendiamo conto della necessità e
dell’urgenza di amarlo a nostra volta "come"
Lui ci ha amati. Questo comporta l’impegno di dare
anche, se necessario, la propria vita per i fratelli
sostenuti dall’amore di Lui. Già nell’Antico
Testamento Dio aveva detto: "Amerai il tuo
prossimo come te stesso" (Lv 19,18), ma la
novità di Cristo consiste nel fatto che amare come Lui ci
ha amati significa amare tutti, senza distinzioni, anche i
nemici, "fino alla fine" (cfr Gv 13,1).
Testimoni
dell’amore di Cristo
Vorrei
ora soffermarmi su tre ambiti della vita quotidiana dove
voi, cari giovani, siete particolarmente chiamati a
manifestare l’amore di Dio. Il primo ambito è la Chiesa
che è la nostra famiglia spirituale, composta da tutti i
discepoli di Cristo. Memori delle sue parole: "Da
questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete
amore gli uni per gli altri" (Gv 13,35),
alimentate, con il vostro entusiasmo e la vostra carità,
le attività delle parrocchie, delle comunità, dei
movimenti ecclesiali e dei gruppi giovanili ai quali
appartenete. Siate solleciti nel cercare il bene
dell’altro, fedeli agli impegni presi. Non esitate a
rinunciare con gioia ad alcuni vostri svaghi, accettate di
buon animo i sacrifici necessari, testimoniate il vostro
amore fedele per Gesù annunciando il suo Vangelo
specialmente fra i vostri coetanei.
Prepararsi
al futuro
Il
secondo ambito, dove siete chiamati ad esprimere l’amore
e a crescere in esso, è la vostra preparazione al futuro
che vi attende. Se siete fidanzati, Dio ha un progetto di
amore sul vostro futuro di coppia e di famiglia ed è
quindi essenziale che voi lo scopriate con l’aiuto della
Chiesa, liberi dal pregiudizio diffuso che il
cristianesimo, con i suoi comandamenti e i suoi divieti,
ponga ostacoli alla gioia dell’amore ed impedisca in
particolare di gustare pienamente quella felicità che
l’uomo e la donna cercano nel loro reciproco amore.
L’amore dell’uomo e della donna è all’origine della
famiglia umana e la coppia formata da un uomo e da una
donna ha il suo fondamento nel disegno originario di Dio (cfr
Gn 2,18-25). Imparare ad amarsi come coppia è un
cammino meraviglioso, che tuttavia richiede un tirocinio
impegnativo. Il periodo del fidanzamento, fondamentale per
costruire la coppia, è un tempo di attesa e di
preparazione, che va vissuto nella castità dei gesti e
delle parole. Ciò permette di maturare nell’amore,
nella premura e nell’attenzione verso l’altro; aiuta
ad esercitare il dominio di sé, a sviluppare il rispetto
dell’altro, caratteristiche tutte del vero amore che non
ricerca in primo luogo il proprio soddisfacimento né il
proprio benessere. Nella preghiera comune chiedete al
Signore che custodisca ed incrementi il vostro amore e lo
purifichi da ogni egoismo. Non esitate a rispondere
generosamente alla chiamata del Signore, perché il
matrimonio cristiano è una vera e propria vocazione nella
Chiesa. Ugualmente, cari giovani e care ragazze, siate
pronti a dire "sì", se Iddio vi chiama a
seguirlo sulla via del sacerdozio ministeriale o della
vita consacrata. Il vostro esempio sarà di
incoraggiamento per molti altri vostri coetanei, che sono
alla ricerca della vera felicità.
Crescere
nell’amore ogni giorno
Il terzo
ambito dell’impegno che l’amore comporta è quello
della vita quotidiana con le sue molteplici relazioni. Mi
riferisco segnatamente alla famiglia, alla scuola, al
lavoro e al tempo libero. Cari giovani, coltivate i vostri
talenti non soltanto per conquistare una posizione
sociale, ma anche per aiutare gli altri "a
crescere". Sviluppate le vostre capacità, non solo
per diventare più "competitivi" e
"produttivi", ma per essere "testimoni
della carità". Alla formazione professionale unite
lo sforzo di acquisire conoscenze religiose utili per
poter svolgere la vostra missione in maniera responsabile.
In particolare, vi invito ad approfondire la dottrina
sociale della Chiesa, perché dai suoi principi sia
ispirata ed illuminata la vostra azione nel mondo. Lo
Spirito Santo vi renda inventivi nella carità,
perseveranti negli impegni che assumete, e audaci nelle
vostre iniziative, perché possiate offrire il vostro
contributo per l’edificazione della "civiltà
dell’amore". L’orizzonte dell’amore è davvero
sconfinato: è il mondo intero!
"Osare
l’amore" seguendo l’esempio dei santi
Cari
giovani, vorrei invitarvi a "osare l’amore", a
non desiderare cioè niente di meno per la vostra vita che
un amore forte e bello, capace di rendere l’esistenza
intera una gioiosa realizzazione del dono di voi stessi a
Dio e ai fratelli, ad imitazione di Colui che mediante
l’amore ha vinto per sempre l’odio e la morte (cfr Ap
5,13). L’amore è la sola forza in grado di cambiare il
cuore dell’uomo e l’umanità intera, rendendo proficue
le relazioni tra uomini e donne, tra ricchi e poveri, tra
culture e civiltà. Questo testimonia la vita dei Santi
che, veri amici di Dio, sono il canale e il riflesso di
questo amore originario. Impegnatevi a conoscerli meglio,
affidatevi alla loro intercessione, cercate di vivere come
loro. Mi limito a citare Madre Teresa che, per affrettarsi
a rispondere al grido di Cristo "Ho sete", grido
che l’aveva profondamente toccata, iniziò a raccogliere
i moribondi nelle strade di Calcutta, in India. Da allora
l’unico desiderio della sua vita divenne quello di
estinguere la sete d’amore di Gesù non a parole, ma con
atti concreti, riconoscendone il volto sfigurato, assetato
d’amore, nel viso dei più poveri tra i poveri. La Beata
Teresa ha messo in pratica l’insegnamento del Signore:
"Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo
di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a
me" (cfr Mt 25,40). E il messaggio di
questa umile testimone dell’amore divino si è diffuso
nel mondo intero.
Il
segreto dell’amore
Ad ognuno
di noi, cari amici, è dato di raggiungere questo stesso
grado di amore, ma solo ricorrendo all’indispensabile
sostegno della Grazia divina. Soltanto l’aiuto del
Signore ci consente, infatti, di sfuggire alla
rassegnazione davanti all’enormità del compito da
svolgere e ci infonde il coraggio di realizzare quanto è
umanamente impensabile. Il contatto con il Signore nella
preghiera ci mantiene nell’umiltà, ricordandoci che
siamo "servi inutili" (cfr Lc 17,10).
Soprattutto l’Eucaristia è la grande scuola
dell’amore. Quando si partecipa regolarmente e con
devozione alla Santa Messa, quando si passano in compagnia
di Gesù eucaristico prolungate pause di adorazione è più
facile capire la lunghezza, la larghezza, l’altezza e la
profondità del suo amore che sorpassa ogni conoscenza (cfr
Ef 3,17-18). Condividendo il Pane eucaristico con i
fratelli della comunità ecclesiale si è poi spinti a
tradurre "in fretta", come fece la Vergine con
Elisabetta, l’amore di Cristo in generoso servizio ai
fratelli.
Verso
l’incontro di Sidney
Illuminante
è al riguardo l’esortazione dell’apostolo Giovanni: "Figlioli,
non amiamo a parole, né con la lingua, ma coi fatti e
nella verità. Da questo conosceremo che siamo nati dalla
verità" (1 Gv 3, 18-19). Cari giovani, è
con questo spirito che vi invito a vivere la prossima
Giornata Mondiale della Gioventù insieme con i vostri
Vescovi nelle vostre rispettive Diocesi. Essa rappresenterà
una tappa importante verso l’incontro di Sydney, il cui
tema sarà: "Avrete forza dallo Spirito Santo che
scenderà su di voi e mi sarete testimoni" (At
1,8). Maria, Madre di Cristo e della Chiesa, vi aiuti a
far risuonare ovunque il grido che ha cambiato il mondo:
"Dio è amore!". Vi accompagno con la preghiera
e di cuore vi benedico.
Dal
Vaticano, 27 Gennaio 2007