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GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU' A COLONIA (16 - 21 AGOSTO 2005)

 
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18 AGOSTO

 

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana il 18 agosto 2005

Fonte: Radio Vaticana, 18 agosto 2005

BENEDETTO XVI E’ A COLONIA PER LA VENTESIMA GMG: LA GIOIA DEL SANTO PADRE TORNATO NELLA SUA TERRA NATALE PER INCONTRARE I GIOVANI DI TUTTO IL MONDO. NEL SUO PRIMO DISCORSO A COLONIA, BENEDETTO XVI RICORDA GIOVANNI PAOLO II E INVITA I GIOVANI A “CERCARE LA VERITA’, LA GIUSTIZIA E L’AMORE”. OGGI POMERIGGIO, SUL RENO, LA FESTA D’ACCOGLIENZA AL PAPA. DOMANI LA VISITA ALLA SINAGOGA DI COLONIA

- Interviste con don Paolo Giulietti ed il dottor Michael Rado -  

Tornare in patria per incontrare i giovani di tutto il mondo, riuniti in Cristo: poco dopo mezzogiorno, Benedetto XVI è sceso dall’aereo, che da Roma lo ha portato a Colonia per prendere parte alla Ventesima Giornata Mondiale della Gioventù. Sereno, sorridente, divertito da un vento dispettoso che ha soffiato durante tutta la cerimonia d’accoglienza. In una parola: felice. 

  Così, il Santo Padre si è presentato sulla pista dell’aeroporto di Bonn-Colonia, dove è stato accolto dalle massime autorità dello Stato, ma anche da tanti giovani desiderosi di offrire al Papa un anticipo del caloroso entusiasmo, che lo accompagnerà nei prossimi giorni di GMG. Su questo momento storico, atto d’inizio del primo viaggio internazionale di Benedetto XVI, il servizio del nostro inviato a Colonia, Massimiliano Menichetti:  

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Benedetto XVI è a Colonia accolto dalle massime cariche istituzionali del Paese, dagli onori militari, dalle note degli inni nazionali, dall'affetto di migliaia di giovani di tutto il mondo venuti in città per la GMG. Il Papa è arrivato nella sua terra per il primo viaggio internazionale per sua prima Giornata M'rizzazione della terza età “E’Newsondiale della gioventù.ondiale della Gioventù come pastore della Chiesa universale. Un mosaico di bandiere colorate, di applausi di speranza ha accolto all'aeroporto internazionale di Bonn-Colonia il Papa che visibilmente emozionato è sceso dall’aereo e simpaticamente ha perso lo zucchetto, a causa del forte vento, ha sorriso e proseguito il suo cammino verso il palco. Ad attenderlo il presidente della Repubblica federale Köhler quindi il saluto del cancelliere Schröder.  

Prima della partenza da Ciampino ai giornalisti ha confidato di essere commosso per questo incontro con i giovani. Lo ha definito straordinario, un incontro fra i ragazzi di tutte le culture uniti nella ricerca della verità, uniti sotto il segno di Gesù Cristo. E ha ribadito che questi giovani sono la forza di pace nel mondo. E i suoi giovani che si sono assiepati sulle tribune all’aeroporto, nei pressi dei maxi schermi in città per vedere l’arrivo del Papa lo attendono in massa per un abbraccio di amore oggi pomeriggio sulle rive del Reno per la festa dell’accoglienza.  

Quindi il Papa aprendo il suo discorso con un fuori-programma ha salutato i ragazzi presenti chiamandoli giovani uomini, quindi ha rimarcato la grande intuizione avuta da Giovanni Paolo II per la GMG. Ed ha sottolineato la profonda gioia di trovarsi nella sua patria, la Germania, per la prima volta dopo l’elezione alla Cattedra di Pietro ed ha mostrato gratitudine per la calorosa accoglienza e l’impegno di tutti coloro che hanno lavorato e lavorano per la realizzazione della GMG. Quindi ha sottolineato che la  Chiesa che vive in Germania e l’intera “popolazione della Repubblica Federale Tedesca possono vantare una vasta e consolidata tradizione di apertura alla mondialità, come testimoniano, tra l’altro, le tante iniziative di solidarietà, in particolare a favore dei Paesi in via di sviluppo”. E con questo spirito di sensibilità e di accoglienza – ha evidenziato il Papa – ci apprestiamo a vivere la Giornata Mondiale della Gioventù:  

DIE BEGEGNUNG SO VIELER JUGENDLICHER MIT DEM NACHFOLGER PETRI IST …

“L’incontro di tanti giovani col Successore di Pietro è un segno della vitalità della Chiesa. Sono felice di stare in mezzo ai giovani, di sostenerne la fede e di animarne la speranza. Al tempo stesso, sono certo di ricevere anche qualcosa dai giovani, soprattutto dal loro entusiasmo, dalla loro sensibilità e dalla loro disponibilità ad affrontare le sfide del futuro”.

Il Santo Padre ha quindi parlato del programma del viaggio: momenti importanti per intensificare il cammino di dialogo ovvero l’incontro con i rappresentanti delle altre Chiese e Comunità ecclesiali, la visita alla Sinagoga e l’incontro con i rappresentanti di alcune Comunità islamiche.   

Volgendo lo sguardo ai Re Magi, le cui reliquie sono conservate nel Duomo della città, ha detto: “I magi non sapevano che sarebbero stati ancora una volta pellegrini non sapevano che la loro meta sarebbe stata Colonia”:


IM LAUFE DIESES WELTJUGENDTAGS WERDEN WIR GEMEINSAM NACHDENKEN …

“Nel corso di questa Giornata Mondiale della Gioventù rifletteremo insieme sul tema “Siamo venuti per adorarlo” (Mt 2,2). Si tratta di un’opportunità da non perdere per approfondire il significato dell’esistenza umana come “pellegrinaggio”, compiuto sotto la guida della “stella”, alla ricerca del Signore. Guarderemo insieme alle figure dei Magi che, provenendo da terre diverse e lontane, furono tra i primi a riconoscere in Gesù di Nazaret, nel Figlio della Vergine Maria, il Messia promesso, ed a prostrarsi davanti a Lui (cfr Mt 2,1-12)”. 

Come i Magi, ha aggiunto Benedetto XVI “tutti i credenti, in particolare i giovani, sono chiamati ad affrontare il cammino della vita alla ricerca della verità, della giustizia, dell’amore. E’ un cammino la cui meta risolutiva si può trovare soltanto mediante l'incontro con Cristo, un incontro che non si realizza senza la fede”.

Quindi il riferimento al grande patrimonio culturale che ha lasciato la tradizione cristiana nel cuore dell'Europa, l'eredità spirituale, l'esperienza mistica dei Santi, che "testimonia la fecondità della fede e della tradizione cristiana". E parlando di san Bonifacio, sant'Orsola, sant'Alberto Magno, santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) e del beato Adolph Kolping, ha rimarcato siano "modelli" e "patroni" della Giornata Mondiale della Gioventù. Quindi il Papa ha invocato l'intercessione della Vergine Maria.

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Fra meno di tre ore, dunque, attorno alle ore 17, il primo corale abbraccio dei giovani a Benedetto XVI in questa GMG di Colonia. Il Papa riceverà una festa di accoglienza davvero suggestiva in navigazione sul Reno. L’imbarcazione del Pontefice, scortata da altri 5 battelli - una per ogni continente – percorrerà 10 chilometri sul grande fiume. A metà percorso, il battello papale si fermerà di fronte ad una banchina dove sono radunati i giovani. Già palpabile l’emozione tra i ragazzi che aspettano con trepidazione questo incontro, come testimoniano le voci raccolte stamani dal nostro inviato, Massimiliano Menichetti: 

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D. – Che cosa cerchi qui a Colonia?  

R. – Cerco il Signore. Sono venuta qui per adorarlo.  

R. – Cerchiamo di avere un contatto con tutte le parrocchie del mondo, insieme uniti anche se magari siamo di diverse città. Il pellegrinaggio è un momento di gioia e di ricerca.  

D. – Che cosa sei venuto a cercare?  

R. – Sono venuto a cercare una conversione.  

D. – L’incontro con il Papa come te lo aspetti?  

R. – L’incontro con il Papa è un momento forte che spero sappia comunicare dei contenuti significativi e testimoniare con coraggio la sua fede in Cristo.  

R. – Per me se ci fossero 10 volte all’anno queste cose sarebbe anche meglio.  

R. – Sono contento, in particolare in questa giornata, perché è da tanto che la prepariamo. E’ un pellegrinaggio che non si è svolto solo qui a Colonia, ma è iniziato da Reggio Emilia. Finalmente, anche noi possiamo portare come i Magi al Signore qualcosa di bello. 

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Questa GMG è stata già ribattezzata come la “Giornata dei due Papi”. Se Giovanni Paolo II ha esortato i giovani a diventare sentinelle del mattino, Benedetto XVI li invita alla costruzione di una civiltà dell’amore. Tante le sfide da affrontare per adempiere questo impegno. Ma i giovani non sono soli, perché vivono insieme la realtà della Chiesa come comunità accogliente. Massimiliano Menichetti ne ha parlato con don Paolo Giulietti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della CEI:  

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R. – Ci sono sfide che vanno incontro ai desideri, alle aspettative del loro cuore, di chi desidera la pace, la giustizia, lo sviluppo, la concordia tra i popoli. Sfide possibili nel senso che, poi è compito degli educatori aiutare i giovani a trasformare questi sogni in percorsi praticabili nel quotidiano, perché non rimangano un’utopia ma diventino invece possibilità concrete di impegno. I giovani hanno bisogno di essere aiutati innanzitutto a trovare la strada per vivere nella quotidianità la propria fede, i propri ideali, i propri sogni. Questa quotidianità che è difficile e che per questo ha bisogno di essere sostenuta in questo percorso quotidiano. Soprattutto questo: perché poi hanno energia, hanno entusiasmo, hanno la voglia di far bene.  

D. – I giovani stanno insieme nelle GMG e sperimentano la Chiesa. In che senso?

R. – Dunque, i giovani sperimentano innanzitutto di essere al cuore della Chiesa. La comunità cristiana si fa particolarmente accogliente e investe particolarmente risorse, energie e persone su di loro. Quindi sperimentano un volto accogliente di Chiesa, un volto giovane di Chiesa, direi anche un volto simpatico della comunità cristiana. Questo diventa un luogo propizio della riscoperta di Cristo nella loro vita. E direi che l’incontro di Colonia ripropone particolarmente questa centralità di Cristo attraverso la figura dei Magi che proprio si mettono alla ricerca del volto di Cristo e fanno di questa ricerca l’avventura grande della loro esistenza.  

D. – Insieme alla croce delle GMG anche l’icona mariana “Salus Popoli Romani”: Maria, potentissima Madre, che ci conduce a Cristo. Che valore ha questa icona?  

R. – I Magi incontrano Cristo presentato da Maria. Direi che questo è il ruolo della figura materna di Maria sempre, nella storia della Chiesa: presentare Cristo e guidare a Cristo, indicare Cristo, esortare a fare quello che Lui dirà. Quindi, questa mediazione materna di Maria che, anche per i giovani, acquista importanza.

D. – Le GMG nascono anche per fornire un momento di sosta nel costante pellegrinaggio di fede: quale l’importanza dell’incontro tra coetanei nel mondo in Cristo?  

R. – I giovani sperimentano, a volte, la solitudine nella propria esperienza quotidiana. Essere soli come cristiani negli ambienti di vita che spesso sono ostili. Ecco, a Colonia ci si scopre, invece, in tanti: membri di una stessa, grande famiglia che è la Chiesa diffusa in tutta la terra, accomunati da una stessa fede, da un medesimo ideale, e anche dalla capacità di comprendersi al di là delle lingue, delle culture differenti. Quindi, direi: come esperienza, estremamente motivante, questo incontro cattolico per i giovani.  

D. – Giovanni Paolo II prima, adesso Benedetto XVI …

R. – A me piace pensare che Benedetto XVI, con la semplicità con cui si è presentato, con la sua affabilità, anche con quella certa timidezza che a volte sembra caratterizzare in questi grandi incontri, ponga forte la questione della quotidianità, cioè del ritorno a casa, di una GMG che non può essere solamente un evento ma che deve portare a una quotidianità diversa, ad una ferialità diversa, con molta semplicità, con molta ordinarietà.

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Se i giovani sono i protagonisti assieme al Papa della GMG, a Colonia si vivranno momenti molto significativi anche sotto il profilo dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso. In tale contesto, di particolare rilievo è la visita di Benedetto XVI, domani mattina alle 12, alla sinagoga di Colonia, dove il Pontefice verrà accolto dal Rabbino Netanel Teitelbaum e dai tre presidenti della Comunità ebraica. L’incontro avviene 19 anni dopo la storica visita di Giovanni Paolo II alla sinagoga di Roma. Al microfono di Ludwig Waldmüller, il dottor Michael Rado - uno dei presidenti della comunità ebraica di Colonia - sottolinea l’importanza di questa visita di Benedetto XVI:  

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GRUNDSÄTZLICH MUSS MAN SAGEN: ...

Bisogna dire che la visita di un Papa in una Sinagoga è un passo che dimostra a tutti i fedeli cristiani che il loro capo, la loro più alta autorità si reca presso gli ebrei, che egli stesso chiama ‘fratres maiores’, i fratelli maggiori e li va a trovare. Se poi si tratta di un Papa tedesco che va in una sinagoga tedesca, questo assume un significato ancora più alto. Fortunatamente, quegli eventi terribili che sono stati la Shoah, l’Olocausto non sono riconducibili ad un antisemitismo cristiano, ma  a un antisemitismo voluto politicamente. Il fatto che il Papa, un Papa tedesco, venga in una Sinagoga tedesca è un segno ulteriore, che emotivamente trova terreno fertilissimo.

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Questa mattina, prima dell’arrivo di Benedetto XVI, oltre 15 mila giovani hanno ascoltato all’Arena di Colonia la catechesi dell’arcivescovo Angelo Comastri, vicario del Papa per lo Stato della Città del Vaticano. Al centro della meditazione è stato il tema dell’Eucaristia. Ce ne parla Sergio Centofanti:  

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Mons. Comastri parla di Santa Teresa Benedetta della Croce Edith Stein, ebrea, cattolica, carmelitana, morta nel campo di concentramento di Auschwitz, e di altri testimoni cristiani che hanno dato la vita per amore perché nutriti dell’Eucaristia. Ma per comprendere bene cosa sia l’Eucaristia l’arcivescovo afferma che occorre ritornare al Cenacolo dove è stato istituito questo Sacramento: c’è un clima di tradimento, Gesù sa già che sarà abbandonato, rinnegato e tradito. Ma Lui prende su di sé tutto quel male. Ascoltiamo mons. Comastri:  

“Dio sfida il male con il bene. Dio sfida la cattiveria con la bontà. Dio affronta l’immensa potenza del peccato - e pensate quanto è potente il peccato. Immaginate di mettere insieme tutta la potenza del peccato che oggi c’è nel mondo, tutta la potenza dell’odio, tutta la potenza dell’egoismo, tutta la potenza dell’ingiustizia … spaventa tutto questo! Ebbene, Dio affronta l’immensa potenza del peccato con l’onnipotenza dell’amore. (Applausi) E per questo Gesù dona l’Eucaristia nel Cenacolo. E per questo, quando celebriamo l’Eucaristia dobbiamo dire “nella notte in cui veniva tradito”, per ricordarci che l’Eucaristia non l’abbiamo meritata e non la meriteremo mai. Nessuna Eucaristia è meritata. E’ sempre un regalo, è sempre un dono dell’amore infinito di Dio. Per questo si può sempre ricominciare”.  

Mons. Comastri si è poi chiesto cosa fare per evangelizzare la società di oggi: una società che appare spesso “sorda” e quasi “vaccinata contro il Vangelo”:  

“Lancio una provocazione a voi e a me: e se cominciassimo a credere di più nell’Eucaristia? E se offrissimo uno spettacolo di unità e di solidarietà, proprio partendo dall’Eucaristia, come faceva Madre Teresa? Io sono sicuro che tante persone si farebbero pensose e ci chiederebbero: “Ma dove trovate la forza per vivere così, per sorridere così, per amarvi così, per perdonare così, per essere generosi così? Dove trovate la forza?” Allora potremmo dire “nell’Eucaristia” e saremmo creduti. Ringraziamo con un grande applauso Gesù per il dono dell’Eucaristia”. (Applausi)

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  Come è consuetudine, all’inizio dei Viaggi apostolici internazionali, il Papa ha inviato un telegramma al presidente della Repubblica Italiana. Benedetto XVI augura al popolo italiano “pace e prosperità”. Dal canto suo, il presidente Ciampi ha manifestato il suo plauso al Santo Padre per l’attenzione riservata al “dialogo con le giovani generazioni”. “La ferma richiesta di pace, di giustizia, di valori etici, sia all’interno delle nostre società che nei rapporti tra gli Stati, di cui la gioventù è portatrice - scrive Ciampi in un telegramma al Papa – costituisce un elemento fondamentale per consolidare una comunità internazionale fondata sulla centralità della persona umana e sul dialogo tra civiltà e religioni”. Il Pontefice ha inoltre inviato un messaggio al presidente della Confederazione elvetica, Paese sorvolato nel viaggio da Roma a Colonia.

 

 

 

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