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GIORNATA
MONDIALE DELLA GIOVENTU' (18 - 21 AGOSTO 2011) |
Radio Vaticana, 18 agosto 2011
Benedetto
XVI a Madrid. Appello ai giovani: testimoniate la
meravigliosa avventura della fede: non vergognatevi di Gesù!
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Benedetto XVI arriva a Madrid per confermare tutti nella
fede e dire: non vergognatevi del Signore. Intorno alle
12, l’atterraggio all’aeroporto di Barajas dove è
stato accolto dai Reali spagnoli Juan Carlos e Sofia, dal
premier Rodriguez Zapatero, dall’arcivescovo di Madrid,
cardinale Antonio María Rouco Varela, dal nunzio,
l’arcivescovo Renzo Fratini. Con lui, anche il cardinale
segretario di Stato, Tarcisio Bertone. Il servizio della
nostra inviata, Debora Donnini:
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
"Llego como Sucesor de Pedro para confirmar a
todos en la fe…"
“Giungo come Successore di Pietro, per confermare
tutti nella fede, vivendo alcuni giorni di intensa attività
pastorale per annunciare che Gesù Cristo è la Via, la
Verità e la Vita; per dare impulso all’impegno di
costruire il Regno di Dio nel mondo, tra noi; per esortare
i giovani a incontrarsi personalmente con Cristo Amico e
così, radicati nella sua Persona, convertirsi in suoi
fedeli discepoli e coraggiosi testimoni”.
Fin dal suo arrivo all’aeroporto di Barajas,
Benedetto XVI spiega chiaramente lo scopo della sua
visita. Ringrazia i Reali spagnoli per le
“indimenticabili dimostrazioni di simpatia ricevute”
nei precedenti viaggi in Spagna e tutti coloro che si sono
impegnati nell’ambito ecclesiale e civile per la
realizzazione della Giornata mondiale della gioventù.
Perché i ragazzi sono venuti a Madrid? Molti di loro
hanno udito la voce di Dio, dice il Papa, forse solo come
un lieve sussurro che li ha spinti a cercarlo più
assiduamente. Ma tante sono le sfide che i giovani si
trovano di fronte: superficialità, consumismo, edonismo,
“tanta banalizzazione nel vivere la sessualità”,
“tanta mancanza di solidarietà”, tanta corruzione.
Sfide ardue da affrontare ma “con Lui accanto, avranno
luce per camminare e ragioni per sperare”, ricorda.
Per Benedetto XVI la Gmg è dunque un’occasione
privilegiata perché i ragazzi possano “animarsi l’un
l’altro in un cammino di fede e di vita, nel quale
alcuni si credono soli o ignorati nei propri ambienti
quotidiani. Invece no, non sono soli”, sottolinea con
forza Benedetto XVI. Molti loro coetanei condividono i
loro stessi propositi e, fidandosi completamente di
Cristo, “non temono gli impegni decisivi che danno
pienezza a tutta la vita”. “Per me è un’immensa
gioia ascoltarli, pregare insieme e celebrare
l’Eucaristia”. Sussistono certamente tensioni e
scontri in tanti luoghi del mondo: la giustizia e il
valore della persona umana si sottomettono facilmente a
interessi materiali, egoisti e ideologici, c’è
preoccupazione nei giovani per le difficoltà di trovare
un lavoro degno, o l’hanno perduto o è precario. Non
pochi soffrono la discriminazione che arriva anche alla
persecuzione aperta o occulta.
"Se les acosa queriendo apartarlos de Él, prívandolos
de los signos …"
“Li si perseguita volendo allontanarli da Lui –
dice Benedetto XVI – privandoli dei segni della sua
presenza nella vita pubblica, e mettendo a tacere perfino
il suo santo Nome. Invece io mi accingo a dire ai giovani,
con tutta la forza del mio cuore: che niente e nessuno vi
tolga la pace; non vergognatevi del Signore. Egli non ha
avuto riserve nel farsi uno come noi e sperimentare le
nostre angustie per portarle a Dio, e così ci ha
salvato”.
E’ dunque urgente aiutare i discepoli di Cristo ad
rimanere saldi nella fede con una testimonianza
coraggiosa, “decisa e prudente al contempo, senza
nascondere la propria identità cristiana, in un clima di
rispettosa convivenza con altre legittime opzioni ed
esigendo, nello stesso tempo, il dovuto rispetto”. Il
Papa testimonia la sua ammirazione per la Spagna ricca di
storia e cultura per la vitalità della fede che ha
portato Santi e Sante in tutte le epoche: un tesoro da
custodire. E benché vi siano attualmente motivi di
preoccupazione, è maggiore l’ansia degli spagnoli di
superarli “con il dinamismo che li caratterizza e al
quale tanto contribuiscono le sue profonde radici
cristiane, molto feconde nel corso dei secoli”.
Ad attenderlo ai piedi della scaletta Re Juan Carlos,
che cammina con l’aiuto di una stampella, la Regina
Sofia e l’arcivescovo di Madrid. Sulla pista lo
acclamano 2mila giovani. Presente anche il premier José
Luis Rodríguez Zapatero. Sul podio allestito per la
cerimonia di benvenuto si sono tenuti i discorsi del Papa
e del Re, onorato della terza visita di Benedetto XVI in
Spagna. Il re ricorda giovani e bambini vittime della
violenza, ma soprattutto sottolinea la necessità di
animare questa gioventù provata da tempi che non sono
facili.
Oggi a Madrid è caduta una leggera pioggia, il cielo
è nuvoloso. E quindi il clima, nei giorni scorsi
soffocante, oggi è un po’ più fresco. Per le strade si
continua a toccare la gioia dei ragazzi che cantano,
pregano, ascoltano anche oggi le catechesi dei loro
vescovi. E in un’atmosfera spiritualmente suggestiva,
nel Parque de el Retiro i giovani si mettono in fila per
confessarsi. Qui sono stati allestiti circa 200
confessionali dove si alternano, fino alle 22, 3- 4mila
sacerdoti con turni di 4 ore per confessare i ragazzi in
quella che viene chiamata la Festa del Perdono. Alcuni
madrileni li guardano e dicono: per fortuna che si vede
anche questa gioventù!
DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Aeroporto
Internazionale di Madrid Barajas
Giovedì, 18 agosto 2011
Maestà,
Signor Cardinale Arcivescovo di Madrid,
Signori Cardinali,
Venerati fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
Distinte Autorità nazionali, regionali e locali,
Cari fratelli e sorelle di Madrid e dell’intera Spagna,
grazie,
Maestà, per la sua presenza qui insieme alla Regina, e
per le parole così deferenti e cortesi che mi ha rivolto
dandomi il benvenuto. Parole che mi fanno rivivere le
indimenticabili dimostrazioni di simpatia ricevute nei
miei precedenti viaggi in Spagna, e, in modo particolare,
nel mio recente viaggio a Santiago de Compostela e a
Barcellona. Saluto molto cordialmente tutti i presenti qui
a Barajas e quanti seguono questa cerimonia attraverso la
radio e la televisione. Un ricordo molto riconoscente
anche a coloro che con tanto impegno e dedizione,
nell’ambito ecclesiale e civile, hanno contribuito col
proprio sforzo e lavoro perché questa Giornata Mondiale
della Gioventù a Madrid si svolga felicemente e ottenga
frutti abbondanti.
Desidero
anche ringraziare con tutto il cuore per l’ospitalità
di tante famiglie, parrocchie, collegi e altre istituzioni
che hanno accolto i giovani venuti da tutto il mondo,
prima in differenti regioni e città della Spagna, e ora
in questa grande Città di Madrid, cosmopolita e sempre
con le porte aperte.
Sono qui
per incontrarmi con migliaia di giovani di tutto il mondo,
cattolici, interessati a Cristo o in cerca della verità
che dà un senso genuino alla propria esistenza. Giungo
come Successore di Pietro per confermare tutti nella fede,
vivendo alcuni giorni di intensa attività pastorale per
annunciare che Gesù Cristo è la Via, la Verità e la
Vita; per dare impulso all’impegno di costruire il Regno
di Dio nel mondo, tra noi; per esortare i giovani a
incontrarsi personalmente con Cristo Amico e così,
radicati nella sua Persona, convertirsi in suoi fedeli
discepoli e coraggiosi testimoni.
Perché e
con quale scopo è venuta questa moltitudine di giovani a
Madrid? Sebbene la risposta dovrebbero darla gli stessi
giovani, si può ben pensare che essi desiderano ascoltare
la Parola di Dio, come si è loro proposto nel motto di
questa Giornata Mondiale della Gioventù, in modo che,
radicati ed edificati in Cristo, manifestino la fermezza
della loro fede.
Molti di
loro hanno udito la voce di Dio, forse solo come un lieve
sussurro, che li ha spinti a cercarlo più assiduamente e
a condividere con altri l’esperienza della forza che ha
la voce di Dio nella loro vita. Questa scoperta del Dio
vivo rianima i giovani e apre i loro occhi alle sfide del
mondo nel quale vivono, con i suoi limiti e le sue
possibilità. Vedono la superficialità, il consumismo e
l’edonismo imperanti, tanta banalizzazione nel vivere la
sessualità, tanta mancanza di solidarietà, tanta
corruzione. E sanno che senza Dio sarebbe arduo affrontare
queste sfide ed essere veramente felici, mettendo tutto il
loro entusiasmo nel conseguimento di una vita autentica.
Però con Lui accanto, avranno luce per camminare e
ragioni per sperare, senza arrestarsi davanti ai loro più
alti ideali, che motiveranno il loro generoso impegno per
costruire una società dove si rispetti la dignità umana
e la reale fraternità. Qui, in questa Giornata, hanno
un’occasione privilegiata per mettere in comune le loro
aspirazioni, scambiare reciprocamente la ricchezza delle
proprie culture ed esperienze, animarsi l’un l’altro
in un cammino di fede e di vita, nel quale alcuni si
credono soli o ignorati nei propri ambienti quotidiani.
Invece no, non sono soli. Molti loro coetanei condividono
i loro stessi propositi e, fidandosi completamente di
Cristo, sanno che hanno realmente un futuro davanti a loro
e non temono gli impegni decisivi che danno pienezza a
tutta la vita. Per questo è per me un’immensa gioia
ascoltarli, pregare insieme e celebrare l’Eucaristia con
loro. La Giornata Mondiale della Gioventù ci porta un
messaggio di speranza, come una brezza di aria pura e
giovanile, con soffio rinnovatore che ci riempie di
fiducia di fronte al domani della Chiesa e del mondo.
Certamente
non mancano difficoltà. Sussistono tensioni e scontri
aperti in tanti luoghi del mondo, anche con spargimento di
sangue. La giustizia e l’altissimo valore della persona
umana si sottomettono facilmente a interessi egoisti,
materiali e ideologici. Non sempre si rispetta, come si
deve, l’ambiente e la natura, che Dio ha creato con
tanto amore. Molti giovani, inoltre, guardano con
preoccupazione al futuro di fronte alla difficoltà di
trovare un lavoro degno, o perché l’hanno perduto o
perché precario e insicuro. Altri hanno bisogno di essere
messi in guardia per non cadere nella rete della droga, o
di avere un’assistenza efficace, se, purtroppo, vi
fossero caduti. Non pochi, a causa della loro fede in
Cristo, soffrono in se stessi la discriminazione, che
arriva al disprezzo e alla persecuzione aperta od occulta
che patiscono in determinate regioni e paesi. Li si
perseguita volendo allontanarli da Lui, privandoli dei
segni della sua presenza nella vita pubblica, e mettendo a
tacere perfino il suo santo Nome. Invece io mi accingo a
dire ai giovani, con tutta la forza del mio cuore: che
niente e nessuno vi tolga la pace; non vergognatevi del
Signore. Egli non ha avuto riserve nel farsi uno come noi
e sperimentare le nostre angustie per portarle a Dio, e
così ci ha salvato.
In questo
contesto è urgente aiutare i giovani discepoli di Gesù a
rimanere saldi nella fede e ad assumere la meravigliosa
avventura di annunciarla e testimoniarla apertamente con
la propria vita. Una testimonianza coraggiosa e piena di
amore per il fratello, decisa e prudente al contempo,
senza nascondere la propria identità cristiana, in un
clima di rispettosa convivenza con altre legittime opzioni
ed esigendo, nello stesso tempo, il dovuto rispetto per le
proprie.
Maestà,
nel rinnovare la mia gratitudine per il deferente
benvenuto che mi avete offerto, desidero manifestare anche
la mia stima e vicinanza a tutte le genti della Spagna,
così come la mia ammirazione verso un Paese così ricco
di storia e cultura, per la vitalità della propria fede,
che ha portato frutto in tanti santi e sante in tutte le
epoche, in numerosi uomini e donne che lasciando la
propria terra hanno portato il Vangelo in ogni angolo del
mondo, e in persone rette, solidali e ricchi di bontà in
tutto il proprio territorio. È un grande tesoro che
certamente vale la pena di custodire con atteggiamento
costruttivo, per il bene comune di oggi e per offrire un
orizzonte luminoso all’avvenire delle nuove generazioni.
Benché vi siano attualmente motivi di preoccupazione, è
maggiore l’ansia degli spagnoli di superarli con il
dinamismo che li caratterizza, e al quale tanto
contribuiscono le sue profonde radici cristiane, molto
feconde nel corso dei secoli.
Saluto
fin d’ora molto cordialmente tutti i cari amici spagnoli
e madrileni e quelli che sono venuti da altri paesi. Nel
corso di questi giorni sarò unito a voi, tenendo anche
ben presenti tutti i giovani del mondo, in particolare
quelli che attraversano delle prove di diversa natura.
Affidando questo incontro alla Santissima Vergine Maria e
all’intercessione dei santi protettori di questa
Giornata, chiedo a Dio che benedica e protegga sempre i
figli di Spagna. Grazie.
©
Copyright 2011 - Libreria Editrice Vaticana
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