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GIORNATA
MONDIALE DELLA GIOVENTU' (18 - 21 AGOSTO 2011) |
Radio Vaticana, 18 agosto 2011
Il
Papa ai giornalisti sul volo per Madrid: le Gmg, una
cascata di luce che dà visibilità alla presenza di Dio
◊
Sul volo diretto a Madrid, Benedetto XVI ha risposto, come
da tradizione, ad alcune domande rivolte dai giornalisti.
Il Papa ha sottolineato l’importanza delle Gmg non solo
per i giovani, ma per tutta la Chiesa. Quindi, rispondendo
sull’attuale crisi economica, ha ribadito che l’uomo e
non il profitto devono essere al centro dell’economia.
Il servizio di Alessandro Gisotti:
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
La Gmg “collega il mondo e Dio”, ed è
“un’importante realtà per il futuro dell’umanità”:
è quanto sottolineato da Benedetto XVI che, conversando
con i giornalisti sul volo papale, ha messo l’accento
sul valore straordinario delle Giornate Mondiali della
Gioventù, dono ed ispirazione del Beato Giovanni Paolo II:
“Direi che queste Gmg sono un segnale, una cascata
di luce; danno visibilità alla fede, alla presenza di Dio
nel mondo e creano così il coraggio di essere credenti.
Spesso i credenti si sentono isolati in questo mondo,
quasi perduti. Qui vedono che non sono soli, che c’è
una grande comunità di credenti nel mondo, che è bello
vivere in questa amicizia universale”.
Le Gmg, ha detto ancora il Papa, non sono un
“avvenimento isolato”, fanno parte di un cammino più
grande che esige ben più di una preparazione tecnica.
Quindi, ha offerto una riflessione sul cammino che inizia
dopo questi grandi eventi ecclesiali:
“Mi sembra che la Gmg si debba considerare in
questo senso, come segno, una parte di un grande cammino,
crea amicizie, apre frontiere e rende visibile che è
bello essere con Dio, che Dio è con noi. In questo senso,
vogliamo continuare con questa grande idea del Beato Papa
Giovanni Paolo II”.
La seconda domanda rivolta al Papa si è focalizzata
sull’attuale crisi economica mondiale i cui effetti
negativi si fanno sentire soprattutto nei confronti dei
giovani:
“Si conferma nella crisi attuale economica quanto
è già apparso nella precedente grande crisi, che la
dimensione etica non è una cosa esteriore ai problemi
economici, ma una dimensione interiore e fondamentale.
L’economia non funziona solo con una
autoregolamentazione mercantile, ma ha bisogno di una
ragione etica per funzionare”.
Benedetto XVI ha quindi richiamato il magistero sociale
di Giovanni Paolo II e in particolare la sua affermazione
che l'uomo deve essere al centro dell'economia e che
“l’economia non è da misurare secondo il massimo
profitto, ma secondo il bene di tutti”. Il Papa ha così
rimarcato la necessità di non trascurare il valore della
responsabilità. L’Europa, ha avvertito, deve anche
pensare ai problemi economici di chi, in altre parti del
mondo, soffre la fame e non ha futuro. Ancora, il Papa ha
richiamato la dimensione della responsabilità verso le
nuove generazioni:
“Se i giovani di oggi non trovano prospettive
nella loro vita, anche il nostro oggi è sbagliato...
Quindi, la Chiesa con la sua dottrina sociale, con la sua
dottrina sulla responsabilità di Dio, apre la capacità
di rinunciare al massimo del profitto e di vedere le cose
nella dimensione umanistica e religiosa, cioè essere
l’uno per l’altro”.
Quindi, rispondendo ad una domanda sui frutti delle Gmg,
ha osservato che la “seminagione di Dio è sempre
silenziosa, non appare subito nelle statistiche”:
“Certamente, molto si perde, non possiamo subito
dire: da domani ricomincia una grande crescita della
Chiesa. Così Dio non agisce. Ma cresce in silenzio,
tanto. So dalle altre Gmg che hanno fatto nascere tante
amicizie, amicizie per la vita; tante nuove esperienze che
Dio c’è”.
Al Pontefice è stata anche rivolta una domanda
sull’annuncio della Verità in un mondo in cui i giovani
vivono in ambienti multiculturali e multiconfessionali. Il
Papa ha riconosciuto che in passato ci sono stati abusi
del concetto di verità. Ed ha aggiunto che “la verità
è accessibile solo nella libertà”:
“Si possono imporre con violenza i comportamenti,
le osservanze ... ma non la verità! La verità si apre
solo alla libertà, al consenso libero e perciò libertà
e verità sono intimamente unite, l’una è condizione
per l’altra”.
“Dobbiamo essere sempre alla ricerca della verità,
dei veri valori”, ha proseguito il Papa che ha indicato
nei diritti umani fondamentali “un nucleo di valori”
comuni. Infine, ha ribadito che non bisogna avere paura
della verità:
“La verità come tale è dialogale perché cerca
di conoscere meglio, di capire meglio e lo fa in dialogo
con gli altri. Così, ricercare la verità e la dignità
dell’uomo è la maggiore difesa della libertà”.
INTERVISTA
CONCESSA DAL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
AI GIORNALISTI DURANTE IL VOLO VERSO MADRID
Volo Papale
Giovedì, 18 agosto 2011
P.
Lombardi: Santità, benvenuto tra noi, grazie mille,
come al solito, di darci questo breve incontro durante il
volo di andata. La “comunità volante” dei
giornalisti, qui, è composta di 56 persone di tanti Paesi
diversi, ma i giornalisti che la aspettano a Madrid sono
più di 4.000: quasi 5.000. E’ un record per la Spagna e
anche per gli avvenimenti mondiali. Ci impegneremo tutti,
naturalmente, a dare l’eco adeguata alle sue parole per
questo bellissimo avvenimento. Come al solito, le propongo
alcune domande che mi sono state date nei giorni passati
dai giornalisti qui presenti.
Santo
Padre, siamo alla 26a Giornata Mondiale
della Gioventù, la 12a celebrata con un
grande incontro mondiale. Giovanni Paolo II, che le ha
inventate, ora è Beato ed è Protettore ufficiale di
questa GMG di Madrid. All’inizio del Suo Pontificato ci
si era domandati se lei avrebbe continuato sulla linea del
suo Predecessore. Ora lei è già alla sua terza Giornata
mondiale, dopo Colonia e Sydney. Come vede il significato
di questi eventi nella “strategia” pastorale della
Chiesa universale nel terzo Millennio?
Santo
Padre: Cari amici, buongiorno! Sono contento di andare
con voi in Spagna per questo grande avvenimento. Dopo due
GMG vissute anche personalmente, posso soltanto dire che
è stata realmente un’ispirazione quella che è stata
donata a Papa Giovanni Paolo II, quando ha creato questa
realtà di un grande incontro dei giovani e del mondo con
il Signore. Direi che queste GMG sono un segnale, una
cascata di luce; danno visibilità alla fede, visibilità
alla presenza di Dio nel mondo e creano così il coraggio
di essere credenti. Spesso i credenti si sentono isolati
in questo mondo, quasi perduti. Qui, vedono che non sono
soli, che c’è una grande rete di fede, una grande
comunità di credenti nel mondo, che è bello vivere in
questa amicizia universale. E così, mi sembra, nascono
amicizie, amicizie oltre i confini delle diverse culture,
dei diversi Paesi. E questa nascita di una rete universale
di amicizia, che collega mondo e Dio, è un’importante
realtà per il futuro dell’umanità, per la vita
dell’umanità di oggi. Naturalmente, la GMG non può
essere un avvenimento isolato: fa parte di un cammino più
grande, va preparato da questo cammino della Croce che
trasmigra in diversi Paesi e già unisce giovani nel segno
della Croce e nel meraviglioso segno della Madonna. E così
la preparazione della GMG è molto più che preparazione
tecnica di un avvenimento con tanti problemi tecnici,
naturalmente; è una preparazione interiore, un mettersi
in cammino verso gli altri, insieme verso Dio. E poi,
dopo, segue la fondazione di gruppi di amicizia, tenere
questo contatto universale che apre le frontiere delle
culture, dei contrasti umani, religiosi, e così è un
cammino continuo che poi guida ad un nuovo vertice, ad una
nuova GMG. Mi sembra, in questo senso, che si debba vedere
la GMG come segno, parte di un grande cammino; crea
amicizie, apre frontiere e rende visibile che è bello
essere con Dio, che Dio è con noi. In questo senso,
vogliamo continuare con questa grande idea del Beato Papa
Giovanni Paolo II.
P
Lombardi: Santità, i tempi cambiano. L’Europa e il
mondo occidentale in generale vivono una crisi economica
profonda, ma che manifesta anche dimensioni di grave
disagio sociale e morale e di grande incertezza per il
futuro, che diventano particolarmente dolorose per i
giovani. Nei giorni scorsi abbiamo visto, ad esempio, i
fatti avvenuti in Gran Bretagna, con scatenamento di
ribellione o di aggressività. Allo stesso tempo ci sono
segni di impegno generoso ed entusiasta, di volontariato e
solidarietà, di giovani credenti e non credenti. A Madrid
incontreremo moltissimi giovani meravigliosi. Quali
messaggi può dare la Chiesa per la speranza e
l’incoraggiamento dei giovani del mondo, soprattutto
quelli che sono oggi tentati di scoraggiamento e di
ribellione?
Santo
Padre: Ecco. Si conferma nell’attuale crisi
economica quanto è già apparso nella precedente grande
crisi, che la dimensione etica, cioè, non è una cosa
esteriore ai problemi economici, ma una dimensione
interiore e fondamentale. L’economia non funziona solo
con un’autoregolamentazione di mercato, ma ha bisogno di
una ragione etica per funzionare per l’uomo. E appare di
nuovo quanto aveva già detto nella sua prima enciclica
sociale Papa Giovanni Paolo II, che l’uomo dev’essere
il centro dell’economia e che l’economia non è da
misurare secondo il massimo del profitto, ma secondo il
bene di tutti, include responsabilità per l’altro e
funziona veramente bene solo se funziona in modo umano,
nel rispetto dell’altro. E con le diverse dimensioni:
responsabilità per la propria Nazione e non solo per se
stessi; responsabilità per il mondo – anche una Nazione
non è isolata, anche l’Europa non è isolata, ma è
responsabile per l’intera umanità e deve pensare ai
problemi economici sempre in questa chiave della
responsabilità anche per le altre parti del mondo, per
quelle che soffrono, hanno sete e fame, non hanno futuro.
E quindi – terza dimensione di questa responsabilità
– è la responsabilità per il futuro. Sappiamo che
dobbiamo proteggere il nostro pianeta, ma dobbiamo
proteggere – tutto sommato – il funzionamento del
servizio del lavoro economico per tutti e pensare che il
domani è anche l’oggi. Se i giovani di oggi non trovano
prospettive nella loro vita, anche il nostro oggi è
sbagliato e “male”. Quindi, la Chiesa con la sua
dottrina sociale, con la sua dottrina sulla responsabilità
verso Dio, apre la capacità di rinunciare al massimo del
profitto e di vedere le cose nella dimensione umanistica e
religiosa, cioè: essere l’uno per l’altro. Così si
possono anche aprire le strade. Il grande numero di
volontari che lavorano in diverse parti del mondo, non per
sé ma per l’altro, e trovano proprio così il senso
della vita, dimostrano che è possibile fare questo e che
un’educazione a questi grandi scopi, come cerca di fare
la Chiesa, è fondamentale per il nostro futuro.
P
Lombardi: Santità, i giovani del mondo di oggi vivono
generalmente in ambienti multiculturali e
multiconfessionali. La tolleranza reciproca è più
necessaria che mai. Lei insiste sempre molto sul tema
della verità. Non pensa che questa insistenza sulla verità
e sull’unica Verità che è Cristo sia un problema per i
giovani di oggi? Non pensa che questa insistenza li
indirizzi alla contrapposizione e alla difficoltà di
dialogare e cercare insieme agli altri?
Santo
Padre: Il collegamento tra verità e intolleranza,
monoteismo e incapacità di dialogo con gli altri, è un
argomento che spesso ritorna nel dibattito sul
cristianesimo di oggi. E, naturalmente, è vero che nella
storia ci sono stati anche abusi, sia del concetto della
verità, sia del concetto del monoteismo; ma sono stati
abusi. La realtà è totalmente diversa. L’argomento è
sbagliato, perché la verità è accessibile solo nella
libertà. Si possono imporre con violenza, comportamenti,
osservanze, attività, ma non la verità! La verità si
apre solo alla libertà, al consenso libero, e perciò
libertà e verità sono intimamente unite, l’una è
condizione per l’altra. E, del resto, cercare la verità,
i veri valori che danno vita e futuro, é senza
alternativa: non vogliamo la menzogna, non vogliamo il
positivismo di norme imposte con una certa forza; solo i
valori veri portano al futuro e diciamo che è necessario,
quindi, cercare i valori veri e non permettere
l’arbitrio di alcuni, non lasciare che si fissi una
ragione positivista che ci dice, circa i problemi etici, i
grandi problemi dell’uomo: non c’è una verità
razionale. Questo sarebbe veramente esporre l’uomo
all’arbitrio di quanti hanno il potere. Dobbiamo essere
sempre alla ricerca della verità, dei veri valori;
abbiamo un nucleo nei valori, nei diritti umani
fondamentali; altri simili elementi fondamentali sono
riconosciuti e, proprio questi, ci mettono in dialogo
l’uno con l’altro. La verità come tale è dialogica
perché cerca di conoscere meglio, di capire meglio e lo
fa in dialogo con gli altri. Così, ricercare la verità e
la dignità dell’uomo è la maggiore difesa della libertà.
Padre
Lombardi: Un ultima domanda, Santità. Le Giornate
Mondiali della Gioventù sono un tempo bellissimo e
suscitano molti entusiasmi, ma i giovani poi tornano a
casa e ritrovano un mondo in cui la pratica religiosa è
in diminuzione fortissima. Molti di loro probabilmente non
si vedranno più in chiesa. Come si può dare continuità
ai frutti delle Giornate Mondiali della Gioventù? Pensa
che diano effettivamente frutti di lunga durata al di là
dei momenti di grande entusiasmo?
Santo
Padre: La seminagione di Dio è sempre silenziosa, non
appare subito nelle statistiche. E con il seme che il
Signore mette nella terra con le GMG, è come con il seme
del quale Egli parla nel Vangelo: qualcosa cade sulla
strada e si perde; qualcosa cade sulla pietra, e si perde;
qualcosa cade tra i rovi, e si perde; ma qualcosa cade
sulla terra buona e porta grande frutto. Proprio così è
anche con la seminagione della GMG: molto si perde – e
questo è umano. Con altre parole del Signore: il granello
di senape è piccolo, ma cresce e diventa un grande
albero. Con altre parole ancora: certamente, molto si
perde, non possiamo subito dire: da domani ricomincia una
grande crescita della Chiesa. Dio non agisce così. Ma
cresce in silenzio e tanto. So dalle alte GMG che sono
nate tante amicizie, amicizie per la vita; tante nuove
esperienze che Dio c’è. E su questa crescita silenziosa
noi riponiamo fiducia e siamo sicuri, anche se le
statistiche non parleranno molto, che il seme del Signore
realmente cresce e sarà per moltissime persone l’inizio
di un’amicizia con Dio e con altri, di un’universalità
del pensiero, di una responsabilità comune che realmente
ci mostra che questi giorni portano frutto. Grazie!
P.
Lombardi: Grazie a lei, Santità, di questa
conversazione che già ci orienta verso i temi essenziali
di questi giorni bellissimi. Le facciamo, naturalmente, i
nostri auguri perché siano giorni – nonostante il caldo
– pieni di gioia e di soddisfazioni. Però, prima di
lasciarla tornare al suo posto, volevo dire che anche per
la nostra comunità oggi è un giorno di festa in
particolare, perché c’è una delle nostre decane, una
che ha fatto tutti i viaggi di Giovanni Paolo II e tutti i
suoi, tranne uno solo, perché non stava molto bene, e che
oggi compie gli anni. Gli anni sono naturalmente pochi,
anche se i viaggi sono stati molti. Si tratta di Paloma Gómez
Borrero a cui tutti facciamo gli auguri, e glieli facciamo
insieme a lei.
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