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GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU' (18 - 21 AGOSTO 2011)

Radio Vaticana, 21 agosto 2011

Messa per la Gmg. Il Papa ai giovani: annunciate a tutto il mondo l'Amore di Cristo. Appuntamento a Rio de Janeiro nel 2013

Annunciare in tutto il mondo l’Amore di Cristo. Questo è “il compito” che Benedetto XVI lascia ai giovani al termine della XXVI Giornata mondiale della gioventù di Madrid 2011. Si stima che i partecipanti all’Eucaristia, tra i presenti a Cuatro Vientos e quelli che non hanno potuto raggiungere l'area perché già satura e sono stati dirottati in altri luoghi dotati di maxi schermi, siano stati circa due milioni. Anche oggi i giovani esultanti hanno accolto e acclamato il Papa con immensa allegria. Ormai si definiscono “la Gioventù del Papa”. Presenti alla Messa anche i Reali di Spagna, Juan Carlos e Sofia. Il servizio della nostra inviata Debora Donnini:

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Andate in tutto il mondo e annunciate il Vangelo. Questo è il mandato con cui Benedetto XVI conclude la Giornata mondiale della gioventù nella Messa a Cuatros Vientos. Continua a manifestarsi il grande affetto verso il Papa dei giovani che hanno trascorso qui la notte dopo le ‘avventure di ieri’. La Veglia, infatti, è stata interrota da forte vento e pioggia che però, appunto, non hanno fermato la loro travolgente allegria. E fin dall’inizio dell’Eucaristia Benedetto XVI gli rivolge un saluto a braccio:

“Queridos jóvenes, he pensado mucho en vosotros en estas horas…
Cari giovani, ho pensato molto a voi in queste ore in cui non ci siamo visti. Spero che abbiate potuto dormire un po' nonostante il tempo inclemente... Dio trae il bene da tutto. Con questa fiducia, sapendo che il Signore non ci abbandona, iniziamo la nostra Celebrazione eucaristica pieni di entusiasmo e saldi nella fede”.

La fede “ha origine nell’iniziativa di Dio”, ma suppone poi l’adesione di tutto l’uomo, una relazione personale con Gesù Cristo, ricorda il Papa nell’omelia, dopo il Vangelo sulla confessione di fede di Pietro. Anche ai voi, dice il Papa, Cristo oggi rivolge la domanda: chi dite che io sia?

“Respondedle con generosidad y valentía, como que ha dado tu vida …
Rispondetegli con generosità e audacia, come corrisponde a un cuore giovane qual è il vostro. Ditegli: Gesù, io so che Tu sei il Figlio di Dio, che hai dato la tua vita per me…Tu mi conosci e mi ami. Io mi fido di te e metto la mia intera vita nelle tue mani”.

Ma per seguire Gesù bisogna camminare con Lui nella Chiesa. “Non si può, dice, seguire Gesù da soli”. Chi cede alla tentazione di vivere la fede secondo una mentalità individualista, che predomina nella società, “corre il rischio di non incontrare mai Gesù Cristo, o di finire seguendo un’immagine falsa di Lui”:

“Os pido, queridos amigos, que ameis a la Iglesia, que os ha engendrado…
“Vi chiedo, cari amici, di amare la Chiesa, che vi ha generati alla fede…. Per la crescita della vostra amicizia con Cristo è fondamentale riconoscere l’importanza del vostro gioioso inserimento nelle parrocchie, comunità e movimenti, così come la partecipazione all’Eucarestia di ogni domenica”, ma anche la confessione, la preghiera, la meditazione della Parola di Dio.

E il suo pensiero all’Angelus va anche agli amici dei giovani presenti a Madrid, che vorranno sapere “cosa è cambiato in voi” dopo essere stati alla Gmg:

“¡Cuanto he pensado en estos días en aquellos jóvenes que aguardan…
Quanto ho pensato in questi giorni a quei giovani che attendono il vostro ritorno! Trasmettete loro il mio affetto, in particolare ai più sfortunati, e anche alle vostre famiglie e alle comunità di vita cristiana alle quali appartenete”.

Il Papa si dice colpito anche dal numero così significativo di vescovi presenti, circa 800, e di migliaia di sacerdoti.

Infine l’annuncio del luogo dove si terrà la prossima Gmg:

“Me complace anunciar ahora que la sede de la proxima Jornada Mundial…
Sono lieto di annunciare ora che la sede della prossima Giornata Mondiale della Gioventù, nel 2013, sarà Rio de Janeiro”.

(applausi)

I giovani spagnoli consegnano dunque la croce della Gmg ai loro coetanei brasiliani.

Per motivi di sicurezza, oggi molti ragazzi non hanno potuto ricevere la Comunione. Il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi fa sapere in una nota che la decisione è stata presa dai vertici della Polizia spagnola a seguito dei danni causati dalla tormenta di ieri sera. A farne le spese, infatti, anche alcuni tendoni che conservavano le ostie consacrate e che sono stati chiusi per evitare eventuali crolli.

Al cuore di questa Giornata mondiale della gioventù, la nuova evangelizzazione. Il cardinale Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici che organizza le Gmg, ringrazia il Papa a nome dei giovani, con forza, molte volte, per le sue parole di speranza. Così come il suo “grazie” va al beato Giovanni Paolo II per il dono delle Gmg che hanno raggiunto 25 anni di storia.

“Quante vite cambiate! Quante scelte vocazionali compiute! Quanti frutti di santità!”. Il cardinale ricorda che questa è la gioventù del Papa e che “tutti i giovani presenti sono pronti a partire da Madrid per il mondo intero”, “come apostoli della nuova evangelizzazione” per annunciare che solo in Cristo, morto e risorto, c’è salvezza.

“Santo Padre bendiga a este pueblo…
Benedica, Santo Padre, questo popolo di giovani missionari ‘radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede’ pronti ad andare e testimoniare la loro fede fino ai confini della terra! Grazie, Santo Padre!”.

(applausi)

Il Papa ha quindi consegnato a 5 giovani una piccola croce missionaria. Un gesto che suggella le sue parole dell’omelia e dell’Angelus:

“Llevada el conocimiento y el amor de Cristo por todo el mundo. …
Portate la conoscenza e l’amore di Cristo a tutto il mondo. Egli vuole che siate suoi apostoli nel ventunesimo secolo e messaggeri della sua gioia. Non deludetelo! Grazie”

(applausi)

E, dunque, da Madrid, cuore pulsante di una fede giovane, circa 2 milioni di persone sono state inviate in tutto il mondo per annunciare il Vangelo negli angoli più remoti della Terra.

Di seguito il testo dell’omelia:

Cari giovani,

con la celebrazione dell’Eucaristia giungiamo al momento culminante di questa Giornata Mondiale della Gioventù. Nel vedervi qui, venuti in gran numero da ogni parte, il mio cuore si riempie di gioia pensando all’affetto speciale con il quale Gesù vi guarda. Sì, il Signore vi vuole bene e vi chiama suoi amici (cfr Gv 15,15). Egli vi viene incontro e desidera accompagnarvi nel vostro cammino, per aprirvi le porte di una vita piena e farvi partecipi della sua relazione intima con il Padre. Noi, da parte nostra, coscienti della grandezza del suo amore, desideriamo corrispondere con ogni generosità a questo segno di predilezione con il proposito di condividere anche con gli altri la gioia che abbiamo ricevuto. Certamente, sono molti attualmente coloro che si sentono attratti dalla figura di Cristo e desiderano conoscerlo meglio. Percepiscono che Egli è la risposta a molte delle loro inquietudini personali. Ma chi è Lui veramente? Come è possibile che qualcuno che ha vissuto sulla terra tanti anni fa abbia qualcosa a che fare con me, oggi?

Nel Vangelo che abbiamo ascoltato (cfr Mt 16,13-20) vediamo descritti due modi distinti di conoscere Cristo. Il primo consisterebbe in una conoscenza esterna, caratterizzata dall’opinione corrente. Alla domanda di Gesù: «La gente chi dice che sia il Figlio dell’Uomo?», i discepoli rispondono: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Vale a dire, si considera Cristo come un personaggio religioso in più di quelli già conosciuti. Poi, rivolgendosi personalmente ai discepoli, Gesù chiede loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro risponde con quella che è la prima confessione di fede: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». La fede va al di là dei semplici dati empirici o storici, ed è capace di cogliere il mistero della persona di Cristo nella sua profondità.

Però la fede non è frutto dello sforzo umano, della sua ragione, bensì è un dono di Dio: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne, né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli». Ha la sua origine nell’iniziativa di Dio, che ci rivela la sua intimità e ci invita a partecipare della sua stessa vita divina. La fede non dà solo alcune informazioni sull’identità di Cristo, bensì suppone una relazione personale con Lui, l’adesione di tutta la persona, con la propria intelligenza, volontà e sentimenti alla manifestazione che Dio fa di se stesso. Così, la domanda «Ma voi, chi dite che io sia?», in fondo sta provocando i discepoli a prendere una decisione personale in relazione a Lui. Fede e sequela di Cristo sono in stretto rapporto. E, dato che suppone la sequela del Maestro, la fede deve consolidarsi e crescere, farsi più profonda e matura, nella misura in cui si intensifica e rafforza la relazione con Gesù, la intimità con Lui. Anche Pietro e gli altri apostoli dovettero avanzare per questo cammino, fino a che l’incontro con il Signore risorto aprì loro gli occhi a una fede piena.

Cari giovani, anche oggi Cristo si rivolge a voi con la stessa domanda che fece agli apostoli: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispondetegli con generosità e audacia, come corrisponde a un cuore giovane qual è il vostro. Ditegli: Gesù, io so che Tu sei il Figlio di Dio, che hai dato la tua vita per me. Voglio seguirti con fedeltà e lasciarmi guidare dalla tua parola. Tu mi conosci e mi ami. Io mi fido di te e metto la mia intera vita nelle tue mani. Voglio che Tu sia la forza che mi sostiene, la gioia che mai mi abbandona.

Nella sua risposta alla confessione di Pietro, Gesù parla della Chiesa: «E io a te dico: tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa». Che significa ciò? Gesù costruisce la Chiesa sopra la roccia della fede di Pietro, che confessa la divinità di Cristo.

Sì, la Chiesa non è una semplice istituzione umana, come qualsiasi altra, ma è strettamente unita a Dio. Lo stesso Cristo si riferisce ad essa come alla «sua» Chiesa. Non è possibile separare Cristo dalla Chiesa, come non si può separare la testa dal corpo (cfr 1Cor 12,12). La Chiesa non vive di se stessa, bensì del Signore. Egli è presente in mezzo ad essa, e le dà vita, alimento e forza.

Cari giovani, permettetemi che, come Successore di Pietro, vi inviti a rafforzare questa fede che ci è stata trasmessa dagli Apostoli, a porre Cristo, il Figlio di Dio, al centro della vostra vita. Però permettetemi anche che vi ricordi che seguire Gesù nella fede è camminare con Lui nella comunione della Chiesa. Non si può seguire Gesù da soli. Chi cede alla tentazione di andare «per conto suo» o di vivere la fede secondo la mentalità individualista, che predomina nella società, corre il rischio di non incontrare mai Gesù Cristo, o di finire seguendo un’immagine falsa di Lui.
Aver fede significa appoggiarsi sulla fede dei tuoi fratelli, e che la tua fede serva allo stesso modo da appoggio per quella degli altri. Vi chiedo, cari amici, di amare la Chiesa, che vi ha generati alla fede, che vi ha aiutato a conoscere meglio Cristo, che vi ha fatto scoprire la bellezza del suo amore. Per la crescita della vostra amicizia con Cristo è fondamentale riconoscere l’importanza del vostro gioioso inserimento nelle parrocchie, comunità e movimenti, così come la partecipazione all’Eucarestia di ogni domenica, il frequente accostarsi al sacramento della riconciliazione e il coltivare la preghiera e la meditazione della Parola di Dio.

Da questa amicizia con Gesù nascerà anche la spinta che conduce a dare testimonianza della fede negli ambienti più diversi, incluso dove vi è rifiuto o indifferenza. Non è possibile incontrare Cristo e non farlo conoscere agli altri. Quindi, non conservate Cristo per voi stessi! Comunicate agli altri la gioia della vostra fede. Il mondo ha bisogno della testimonianza della vostra fede, ha bisogno certamente di Dio. Penso che la vostra presenza qui, giovani venuti dai cinque continenti, sia una meravigliosa prova della fecondità del mandato di Cristo alla Chiesa: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura» (Mc 16,15). Anche a voi spetta lo straordinario compito di essere discepoli e missionari di Cristo in altre terre e paesi dove vi è una moltitudine di giovani che aspirano a cose più grandi e, scorgendo nei propri cuori la possibilità di valori più autentici, non si lasciano sedurre dalle false promesse di uno stile di vita senza Dio.

Cari giovani, prego per voi con tutto l’affetto del mio cuore. Vi raccomando alla Vergine Maria, perché vi accompagni sempre con la sua intercessione materna e vi insegni la fedeltà alla Parola di Dio. Vi chiedo anche di pregare per il Papa, perché come Successore di Pietro, possa proseguire confermando i suoi fratelli nella fede. Che tutti nella Chiesa, pastori e fedeli, ci avviciniamo ogni giorno di più al Signore, per crescere nella santità della vita e dare così testimonianza efficace che Gesù Cristo è veramente il Figlio di Dio, il Salvatore di tutti gli uomini e la fonte viva della loro speranza. Amen

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