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MESSAGGIO
PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU' (21
LUGLIO 2007) |
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 21 luglio 2007
Illuminate
il mondo con la verità di Cristo: l'esortazione di
Benedetto XVI ai giovani, nel Messaggio per la XXIII GMG
di Sydney
Lo
Spirito Santo e la missione sono il "filo
conduttore" della preparazione alla Giornata mondiale
della Gioventù, che si svolgerà nel 2008 nella metropoli
australiana di Sydney sul tema "Avrete forza dallo
Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete
testimoni". Sui temi principali che stanno segnando
le tappe d'avvicinamento al grande evento giovanile si
sofferma Benedetto XVI nel Messaggio per la XXIII GMG. Il
Papa lo ha firmato nella giornata di ieri ed oggi è stato
diffuso in lingua italiana, mentre nei prossimi giorni
verranno fornite traduzioni in altre lingue. Sui contenuti
del Messaggio, il servizio di Alessandro Gisotti:
(Inno GMG Sydney 2008)
“Siate pronti a porre in gioco la vostra vita per
illuminare il mondo con la verità di Cristo”: è
l’esortazione di Benedetto XVI a tutti i giovani,
chiamati a “rispondere con amore all'odio e al disprezzo
della vita, per proclamare la speranza di Cristo risorto
in ogni angolo della terra”. Un messaggio lungo e
articolato, quello che il Papa indirizza ai giovani ad un
anno esatto dalla GMG di Sydney. Evento, spiega, in cui si
potrà “sperimentare appieno la potenza dello Spirito
Santo” ed “invocare una nuova Pentecoste sul mondo”.
Di qui, l’appello del Papa a partecipare numerosi, per
essere “segno di speranza e sostegno prezioso per le
comunità della Chiesa in Australia”, chiamata a
riscoprire le proprie radici cristiane. Il Santo Padre ha
parole di incoraggiamento, accompagnate da profonde
riflessioni, in particolare sullo Spirito Santo, tema
della Giornata, “grande Protagonista della storia della
Salvezza”.
E’ lo Spirito Santo, “respiro vitale” della vita
cristiana - scrive il Papa - che ci aiuta a maturare una
comprensione di Gesù “sempre più approfondita e
gioiosa e, contemporaneamente, di realizzare un’efficace
attuazione del Vangelo all’alba del Terzo Millennio”.
Con il Messaggio, Benedetto XVI offre, dunque, alla
gioventù un “tracciato di meditazione” sul quale
“verificare la qualità” della propria fede nello
Spirito Santo. E rassicura i giovani, sottolineando che la
Chiesa, “anzi l’umanità stessa”, “attende
molto” da loro perché portatori del dono supremo del
Padre, lo Spirito di Gesù. Benedetto XVI sottolinea che
“l'attento ascolto della Parola di Dio a riguardo del
mistero e dell'opera dello Spirito Santo ci apre a
conoscenze grandi e stimolanti”. La Pentecoste,
ribadisce, è il “punto di partenza della missione della
Chiesa”. E’ proprio grazie allo Spirito Santo, rileva,
che gli Apostoli, da pescatori intimoriti, diventano
araldi coraggiosi del Vangelo, stupendo anche i propri
nemici.
Si sofferma così sullo Spirito Santo “anima della
Chiesa e principio di comunione” ed esorta a tornare al
Cenacolo dove i discepoli restarono assieme, pregando con
Maria, in attesa dello Spirito promesso. E’ questa,
avverte, l’icona della Chiesa nascente alla quale ogni
comunità cristiana “deve costantemente ispirarsi”. E
ribadisce che l’efficacia della missione presuppone che
le comunità siano unite, “abbiano cioè un cuore solo e
un’anima sola”. Noi, si legge nel Messaggio, “siamo
i frutti di questa missione della Chiesa per opera dello
Spirito Santo”. Ed invita la gioventù che si riunirà a
Sydney a non dimenticarlo mai, “perché lo Spirito del
Signore si ricorda sempre di ciascuno” e vuole, specie
attraverso i giovani, “suscitare nel mondo il vento e il
fuoco di una nuova Pentecoste”. Lo Spirito Santo, spiega
ancora, è Maestro Interiore da accogliere come “guida
delle nostre anime”, che ci introduce nel Mistero
trinitario. E’ lo Spirito a spingerci verso gli altri, a
renderci missionari della carità di Dio. E ancora,
evidenza che anche oggi lo Spirito Santo continua ad agire
con potenza nella Chiesa. Ma, avverte, “i suoi frutti
sono abbondanti nella misura in cui siamo disposti ad
aprirci alla sua forza rinnovatrice”. Per questo, è il
suo richiamo, è importante che ciascuno di noi lo conosca
ed entri in rapporto con Lui, specie in un tempo in cui,
per non pochi cristiani, lo Spirito “continua ad essere
il grande sconosciuto”.
Come - si chiede dunque il Papa - possiamo lasciarci
rinnovare dallo Spirito Santo? La risposta, scrive, è nei
Sacramenti, perché la fede “nasce e si irrobustisce in
noi” proprio grazie ai Sacramenti, soprattutto quelli
della iniziazione cristiana, il Battesimo, la
Confermazione e l’Eucaristia. Il Santo Padre non manca
di rilevare che la verità su questi Sacramenti è
trascurata nella vita di fede di non pochi cristiani. E si
rammarica che molti giovani, dopo la Confermazione, si
allontanino dalla vita di fede. E’ allora urgente
riscoprire il valore del Battesimo e della Confermazione
per la nostra crescita spirituale. E, ancora una volta,
ricorda che ogni battezzato, “lasciandosi guidare dallo
Spirito”, “può apportare il proprio contributo
all’edificazione della Chiesa”. Il Pontefice rivolge
così il pensiero all’Eucaristia, “fonte e culmine
della vita ecclesiale”. L’Eucaristia, scrive il Papa
ai giovani, è “una Pentecoste perpetua, poiché ogni
volta che celebriamo la Santa Messa riceviamo lo Spirito
Santo che ci unisce più profondamente a Cristo e in Lui
ci trasforma”. E li rassicura che laddove non
arriveranno con le proprie forze, è lo Spirito Santo che
li colmerà della sua forza, rendendoli “testimoni pieni
dell’ardore missionario del Cristo Risorto”. Proprio
alla necessità della missione, Benedetto XVI dedica
l’ultima parte del suo Messaggio. Di fronte ai tanti
problemi che devono affrontare, afferma, i giovani
confidino sempre in Gesù, il solo che “può colmare le
aspirazioni più intime del cuore dell’uomo”. E
aggiunge: “Chi si lascia guidare dallo Spirito comprende
che mettersi al servizio del Vangelo non è un'opzione
facoltativa, perché avverte quanto sia urgente
trasmettere anche agli altri questa Buona Novella”.
Qualcuno, prosegue il Papa, “pensa che presentare il
tesoro prezioso della fede alle persone che non la
condividono significhi essere intolleranti verso di
loro”. Ma, sottolinea Benedetto XVI, “non è così,
perché proporre Cristo non significa imporlo”. Come
Duemila anni fa, è la sua esortazione, “anche oggi
occorrono discepoli di Cristo che non risparmino tempo ed
energie per servire il Vangelo”. All’insegna della
speranza, la conclusione del Messaggio. “Occorrono
giovani - è la consegna del Papa - che lascino ardere
dentro di sé l'amore di Dio e rispondano generosamente al
suo appello pressante, come hanno fatto tanti giovani
beati e santi del passato e anche di tempi a noi
vicini”. Anche oggi, è la rassicurazione di Papa
Benedetto, lo Spirito di Gesù “invita voi giovani ad
essere portatori della bella notizia di Gesù ai vostri
coetanei”.
MESSAGGIO
DEL PAPA
Cari
giovani!
1. La
XXIII Giornata Mondiale della Gioventù
Ricordo
sempre con grande gioia i vari momenti trascorsi insieme a
Colonia, nell'agosto 2005. Alla fine di quell'indimenticabile
manifestazione di fede e di entusiasmo, che resta impressa
nel mio spirito e nel mio cuore, vi ho dato appuntamento
per il prossimo incontro che si terrà a Sydney, nel 2008.
Sarà la XXIII Giornata Mondiale della Gioventù ed avrà
come tema: «Avrete forza dallo Spirito Santo che
scenderà su di voi e mi sarete testimoni» (At
1,8). Il filo conduttore della preparazione
spirituale all'appuntamento di Sydney è lo Spirito Santo
e la missione. Se nel 2006 ci siamo soffermati a meditare
sullo Spirito Santo come Spirito di verità, nel
2007 cerchiamo di scoprirlo più profondamente quale Spirito
d'amore, per incamminarci poi verso la Giornata
Mondiale della Gioventù 2008, riflettendo sullo Spirito
di fortezza e testimonianza, che ci dona il coraggio
di vivere il Vangelo e l'audacia di proclamarlo. Diventa
perciò fondamentale che ciascuno di voi giovani, nella
sua comunità e con i suoi educatori, possa riflettere su
questo Protagonista della storia della salvezza che è lo
Spirito Santo o Spirito di Gesù, per raggiungere questi
alti scopi: riconoscere la vera identità dello Spirito
anzitutto ascoltando la Parola di Dio nella Rivelazione
della Bibbia; prendere una lucida coscienza della sua
continua, attiva presenza nella vita della Chiesa, in
particolare riscoprendo che lo Spirito Santo si pone come
"anima", respiro vitale della propria vita
cristiana, grazie ai sacramenti dell'iniziazione cristiana
- Battesimo, Confermazione ed Eucaristia; diventare così
capace di maturare una comprensione di Gesù sempre più
approfondita e gioiosa e, contemporaneamente, di
realizzare un'efficace attuazione del Vangelo all'alba del
terzo millennio. Volentieri con questo messaggio vi offro
un tracciato di meditazione da approfondire lungo quest'anno
di preparazione, su cui verificare la qualità della
vostra fede nello Spirito Santo, ritrovarla se smarrita,
rafforzarla se indebolita, gustarla come compagnia del
Padre e del Figlio Gesù Cristo, grazie appunto all'opera
indispensabile dello Spirito Santo. Non dimenticate mai
che la Chiesa, anzi l'umanità stessa, quella che vi sta
attorno e che vi aspetta nel vostro futuro, attende molto
da voi giovani perché avete in voi il dono supremo del
Padre, lo Spirito di Gesù.
2. La
promessa dello Spirito Santo nella Bibbia
L'attento
ascolto della Parola di Dio a riguardo del mistero e
dell'opera dello Spirito Santo ci apre a conoscenze grandi
e stimolanti che riassumo nei punti seguenti.
Poco
prima della sua ascensione, Gesù disse ai discepoli: «Manderò
su di voi quello che il Padre mio ha promesso» (Lc 24,49).
Ciò si realizzò nel giorno della Pentecoste, quando essi
erano riuniti in preghiera nel Cenacolo con la Vergine
Maria. L'effusione dello Spirito Santo sulla Chiesa
nascente fu il compimento di una promessa di Dio assai più
antica, annunciata e preparata in tutto l'Antico
Testamento.
In
effetti, fin dalle prime pagine la Bibbia evoca lo spirito
di Dio come un soffio che «aleggiava sulle acque»
(cfr Gn 1,2) e precisa che Dio soffiò nelle
narici dell'uomo un alito di vita (cfr Gn 2,7),
infondendogli così la vita stessa. Dopo il peccato
originale, lo spirito vivificante di Dio si manifesterà
diverse volte nella storia degli uomini, suscitando
profeti per incitare il popolo eletto a tornare a Dio e ad
osservarne fedelmente i comandamenti. Nella celebre
visione del profeta Ezechiele, Dio fa rivivere con il suo
spirito il popolo d'Israele, raffigurato da "ossa
inaridite" (cfr 37,1-14). Gioele profetizza
un’"effusione dello spirito" su tutto il
popolo, nessuno escluso: «Dopo questo - scrive l'Autore
sacro -, io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo...
Anche sopra gli schiavi e sulle schiave, in quei giorni,
effonderò il mio spirito» (3,1-2).
Nella
"pienezza del tempo" (cfr Gal 4,4), l'angelo
del Signore annuncia alla Vergine di Nazaret che lo
Spirito Santo, "potenza dell'Altissimo", scenderà
e stenderà su di lei la sua ombra. Colui che ella
partorirà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio (cfr
Lc 1,35). Secondo l'espressione del profeta Isaia,
il Messia sarà colui sul quale si poserà lo Spirito del
Signore (cfr 11,1-2; 42,1). Proprio questa profezia Gesù
riprese all'inizio del suo ministero pubblico nella
sinagoga di Nazaret: «Lo Spirito del Signore - Egli disse
fra lo stupore dei presenti - è sopra di me; per questo
mi ha consacrato con l'unzione, e mi ha mandato per
annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai
prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per
rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di
grazia del Signore» (Lc 4,18-19; cfr Is 61,1-2).
Rivolgendosi ai presenti, riferirà a se stesso queste
parole profetiche affermando: «Oggi si è adempiuta
questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi»
(Lc 4,21). Ed ancora, prima della sua morte in
croce, annuncerà più volte ai discepoli la venuta dello
Spirito Santo, il "Consolatore", la cui missione
sarà quella di rendergli testimonianza e di assistere i
credenti, insegnando loro e guidandoli alla Verità tutta
intera (cfr Gv 14,16-17.25-26; 15,26; 16,13).
3.
La Pentecoste, punto di partenza della missione della
Chiesa
La
sera del giorno della sua risurrezione Gesù, apparendo ai
discepoli, «alitò su di loro e disse: "Ricevete lo
Spirito Santo"» (Gv 20,22). Con ancor più
forza lo Spirito Santo scese sugli Apostoli il giorno
della Pentecoste: «Venne all'improvviso dal cielo un
rombo - si legge negli Atti degli Apostoli - come
di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa
dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che
si dividevano e si posarono su ciascuno di loro» (2,2-3).
Lo
Spirito Santo rinnovò interiormente gli Apostoli,
rivestendoli di una forza che li rese audaci
nell'annunciare senza paura: «Cristo è morto
e risuscitato!». Liberi da ogni timore essi iniziarono a
parlare con franchezza (cfr At 2,29; 4,13;
4,29.31). Da pescatori intimoriti erano diventati araldi
coraggiosi del Vangelo. Persino i loro nemici non
riuscivano a capire come mai uomini «senza istruzione e
popolani» (cfr At 4,13) fossero in grado di
mostrare un simile coraggio e sopportare le contrarietà,
le sofferenze e le persecuzioni con gioia. Niente poteva
fermarli. A coloro che cercavano di ridurli al silenzio
rispondevano: «Noi non possiamo tacere quello che abbiamo
visto e ascoltato» (At 4,20). Così nacque
la Chiesa, che dal giorno della Pentecoste non ha cessato
di irradiare la Buona Novella «fino agli estremi confini
della terra» (At 1,8).
4. Lo
Spirito Santo, anima della Chiesa e principio di comunione
Ma per
comprendere la missione della Chiesa dobbiamo tornare nel
Cenacolo dove i discepoli restarono insieme (cfr Lc 24,49),
pregando con Maria, la "Madre", in attesa dello
Spirito promesso. A quest'icona della Chiesa nascente ogni
comunità cristiana deve costantemente ispirarsi. La
fecondità apostolica e missionaria non è principalmente
il risultato di programmi e metodi pastorali sapientemente
elaborati ed "efficienti", ma è frutto
dell'incessante preghiera comunitaria (cfr Paolo VI, Esort.
apost. Evangelii nuntiandi, 75). L'efficacia
della missione presuppone, inoltre, che le comunità siano
unite, abbiano cioè «un cuore solo e un'anima sola» (cfr
At 4,32), e siano disposte a testimoniare
l'amore e la gioia che lo Spirito Santo infonde nei cuori
dei fedeli (cfr At 2,42). Il Servo di Dio
Giovanni Paolo II ebbe a scrivere che prima di essere
azione, la missione della Chiesa è testimonianza e
irradiazione (cfr Enc. Redemptoris missio, 26). Così
avveniva all'inizio del cristianesimo, quando i pagani,
scrive Tertulliano, si convertivano vedendo l'amore che
regnava tra i cristiani: «Vedi - dicono - come si amano
tra loro» (cfr Apologetico, 39 § 7).
Concludendo
questo rapido sguardo alla Parola di Dio nella Bibbia, vi
invito a notare come lo Spirito Santo sia il dono più
alto di Dio all'uomo, quindi la testimonianza suprema del
suo amore per noi, un amore che si esprime concretamente
come "sì alla vita" che Dio vuole per ogni sua
creatura. Questo "sì alla vita" ha la sua forma
piena in Gesù di Nazaret e nella sua vittoria sul male
mediante la redenzione. A questo proposito non
dimentichiamo mai che l'Evangelo di Gesù, proprio in
forza dello Spirito, non si riduce ad una pura
constatazione, ma vuole diventare "bella notizia per
i poveri, liberazione per i prigionieri, vista ai
ciechi...". E’ quanto si manifestò con vigore il
giorno di Pentecoste, diventando grazia e compito della
Chiesa verso il mondo, la sua missione prioritaria.
Noi siamo
i frutti di questa missione della Chiesa per opera dello
Spirito Santo. Noi portiamo dentro di noi quel sigillo
dell'amore del Padre in Gesù Cristo che è lo Spirito
Santo. Non dimentichiamolo mai, perché lo Spirito del
Signore si ricorda sempre di ciascuno e vuole, mediante
voi giovani in particolare, suscitare nel mondo il vento e
il fuoco di una nuova Pentecoste.
5. Lo
Spirito Santo "Maestro interiore"
Cari
giovani, anche oggi lo Spirito Santo continua dunque ad
agire con potenza nella Chiesa e i suoi frutti sono
abbondanti nella misura in cui siamo disposti ad aprirci
alla sua forza rinnovatrice. Per questo è importante che
ciascuno di noi Lo conosca, entri in rapporto con Lui e da
Lui si lasci guidare. Ma a questo punto sorge naturalmente
una domanda: chi è per me lo Spirito Santo? Non sono
infatti pochi i cristiani per i quali Egli continua ad
essere il "grande sconosciuto". Ecco
perché, preparandoci alla prossima Giornata Mondiale
della Gioventù, ho voluto invitarvi ad approfondire la
conoscenza personale dello Spirito Santo. Nella nostra
professione di fede proclamiamo: «Credo nello Spirito
Santo, che è Signore e dà la vita e procede dal Padre e
dal Figlio» (Simbolo di Nicea-Costantinopoli). Sì,
lo Spirito Santo, Spirito d'amore del Padre e del Figlio,
è Sorgente di vita che ci santifica, «perché l'amore di
Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello
Spirito Santo che ci è stato dato» (Rm 5,5). Tuttavia
non basta conoscerLo; occorre accoglierLo come guida delle
nostre anime, come il "Maestro interiore" che ci
introduce nel Mistero trinitario, perché Egli solo può
aprirci alla fede e permetterci di viverla ogni giorno in
pienezza. Egli ci spinge verso gli altri, accende in noi
il fuoco dell'amore, ci rende missionari della carità di
Dio.
So bene
quanto voi giovani portiate nel cuore grande stima ed
amore verso Gesù, come desideriate incontrarLo e parlare
con Lui. Ebbene ricordatevi che proprio la presenza dello
Spirito in noi attesta, costituisce e costruisce la nostra
persona sulla Persona stessa di Gesù crocifisso e
risorto. Rendiamoci dunque familiari dello Spirito Santo,
per esserlo di Gesù.
6.
I Sacramenti della Confermazione e dell'Eucaristia
Ma -
direte - come possiamo lasciarci rinnovare dallo Spirito
Santo e crescere nella nostra vita spirituale? La risposta
- lo sapete - è: lo si può per mezzo dei Sacramenti,
perché la fede nasce e si irrobustisce in noi grazie ai
Sacramenti, innanzitutto a quelli dell'iniziazione
cristiana: il Battesimo, la Confermazione e l'Eucaristia,
che sono complementari e inscindibili (cfr Catechismo
della Chiesa Cattolica, 1285). Questa verità sui tre
Sacramenti che sono all’inizio del nostro essere
cristiani è forse trascurata nella vita di fede di non
pochi cristiani, per i quali essi sono gesti compiuti nel
passato senza incidenza reale sull’oggi, come radici
senza linfa vitale. Avviene che, ricevuta la
Confermazione, diversi giovani si allontanano dalla vita
di fede. E ci sono anche giovani che nemmeno ricevono
questo sacramento. Eppure è con i sacramenti del
Battesimo, della Confermazione e poi, in modo
continuativo, dell'Eucaristia che lo Spirito Santo ci
rende figli del Padre, fratelli di Gesù, membri della sua
Chiesa, capaci di una vera testimonianza al Vangelo,
fruitori della gioia della fede.
Vi invito
perciò a riflettere su quanto qui vi scrivo. Oggi è
particolarmente importante riscoprire il sacramento della
Confermazione e ritrovarne il valore per la nostra
crescita spirituale. Chi ha ricevuto i sacramenti del
Battesimo e della Confermazione ricordi che è diventato
"tempio dello Spirito": Dio abita in lui. Sia
sempre cosciente di questo e faccia sì che il tesoro che
è in lui porti frutti di santità. Chi è battezzato, ma
non ha ancora ricevuto il sacramento della Confermazione,
si prepari a riceverlo sapendo che così diventerà un
cristiano "compiuto", poiché la Confermazione
perfeziona la grazia battesimale (cfr CCC, 1302-1304).
La
Confermazione ci dona una forza speciale per
testimoniare e glorificare Dio con tutta la nostra vita (cfr
Rm 12,1); ci rende intimamente consapevoli della
nostra appartenenza alla Chiesa, "Corpo di
Cristo", del quale tutti siamo membra vive, solidali
le une con le altre (cfr 1 Cor 12,12-25).
Lasciandosi guidare dallo Spirito, ogni battezzato può
apportare il proprio contributo all'edificazione della
Chiesa grazie ai carismi che Egli dona, poiché «a
ciascuno è data una manifestazione particolare dello
Spirito per l'utilità comune» (1 Cor 12,7).
E quando lo Spirito agisce reca nell'animo i suoi frutti
che sono «amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà,
fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal 5,22). A
quanti tra voi non hanno ancora ricevuto il sacramento
della Confermazione rivolgo il cordiale invito a
prepararsi ad accoglierlo, chiedendo l'aiuto dei loro
sacerdoti. E' una speciale occasione di grazia che il
Signore vi offre: non lasciatevela sfuggire!
Vorrei
qui aggiungere una parola sull'Eucaristia. Per crescere
nella vita cristiana, è necessario nutrirsi del Corpo e
Sangue di Cristo: infatti, siamo battezzati e confermati
in vista dell'Eucaristia (cfr CCC, 1322; Esort.
apost. Sacramentum caritatis, 17). "Fonte e
culmine" della vita ecclesiale, l'Eucaristia è una
"Pentecoste perpetua", poiché ogni volta che
celebriamo la Santa Messa riceviamo lo Spirito Santo che
ci unisce più profondamente a Cristo e in Lui ci
trasforma. Se, cari giovani, parteciperete frequentemente
alla Celebrazione eucaristica, se consacrerete un po' del
vostro tempo all'adorazione del SS.mo Sacramento, dalla
Sorgente dell'amore, che è l'Eucaristia, vi verrà quella
gioiosa determinazione di dedicare la vita alla sequela
del Vangelo. Sperimenterete al tempo stesso che là dove
non arrivano le nostre forze, è lo Spirito Santo a
trasformarci, a colmarci della sua forza e a renderci
testimoni pieni dell'ardore missionario del Cristo
risorto.
7.
La necessità e l'urgenza della missione
Molti
giovani guardano alla loro vita con apprensione e si
pongono tanti interrogativi circa il loro futuro. Essi si
chiedono preoccupati: Come inserirsi in un mondo segnato
da numerose e gravi ingiustizie e sofferenze? Come reagire
all'egoismo e alla violenza che talora sembrano prevalere?
Come dare senso pieno alla vita? Come contribuire perché
i frutti dello Spirito che abbiamo sopra ricordato,
"amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà,
fedeltà, mitezza e dominio di sé" (n. 6), inondino
questo mondo ferito e fragile, il mondo dei giovani
anzitutto? A quali condizioni lo Spirito vivificante della
prima creazione e soprattutto della seconda creazione o
redenzione può diventare l'anima nuova dell'umanità? Non
dimentichiamo che quanto più è grande il dono di Dio - e
quello dello Spirito di Gesù è il massimo - altrettanto
è grande il bisogno del mondo di riceverlo e dunque
grande ed appassionante è la missione della Chiesa di
darne testimonianza credibile. E voi giovani, con la
Giornata Mondiale della Gioventù, in certo modo attestate
la volontà di partecipare a tale missione. A questo
proposito, mi preme, cari amici, ricordarvi qui alcune
verità di riferimento su cui meditare. Ancora una volta
vi ripeto che solo Cristo può colmare le aspirazioni più
intime del cuore dell'uomo; solo Lui è capace di
umanizzare l'umanità e condurla alla sua
"divinizzazione". Con la potenza del suo Spirito
Egli infonde in noi la carità divina, che ci rende capaci
di amare il prossimo e pronti a metterci al suo servizio.
Lo Spirito Santo illumina, rivelando Cristo crocifisso e
risorto, ci indica la via per diventare più simili a Lui,
per essere cioè "espressione e strumento dell'amore
che da Lui promana" (Enc. Deus caritas est,
33). E chi si lascia guidare dallo Spirito
comprende che mettersi al servizio del Vangelo non è
un'opzione facoltativa, perché avverte quanto sia urgente
trasmettere anche agli altri questa Buona Novella.
Tuttavia, occorre ricordarlo ancora, possiamo essere
testimoni di Cristo solo se ci lasciamo guidare dallo
Spirito Santo, che è «l'agente principale
dell'evangelizzazione» (cfr Evangelii nuntiandi,
75) e «il protagonista della missione» (cfr Redemptoris
missio, 21). Cari giovani, come hanno più volte
ribadito i miei venerati Predecessori Paolo VI e Giovanni
Paolo II, annunciare il Vangelo e testimoniare la fede è
oggi più che mai necessario (cfr Redemptoris missio,
1). Qualcuno pensa che presentare il tesoro
prezioso della fede alle persone che non la condividono
significhi essere intolleranti verso di loro, ma non è
così, perché proporre Cristo non significa imporlo (cfr Evangelii
nuntiandi, 80). Del resto, duemila anni or sono
dodici Apostoli hanno dato la vita affinché Cristo fosse
conosciuto e amato. Da allora il Vangelo continua nei
secoli a diffondersi grazie a uomini e donne animati dallo
stesso loro zelo missionario. Pertanto, anche oggi
occorrono discepoli di Cristo che non risparmino tempo ed
energie per servire il Vangelo. Occorrono giovani che
lascino ardere dentro di sé l'amore di Dio e rispondano
generosamente al suo appello pressante, come hanno fatto
tanti giovani beati e santi del passato e anche di tempi a
noi vicini. In particolare, vi assicuro che lo Spirito di
Gesù oggi invita voi giovani ad essere portatori della
bella notizia di Gesù ai vostri coetanei. L’indubbia
fatica degli adulti di incontrare in maniera comprensibile
e convincente l'area giovanile può essere un segno con
cui lo Spirito intende spingere voi giovani a farvi carico
di questo. Voi conoscete le idealità, i linguaggi, ed
anche le ferite, le attese, ed insieme la voglia di bene
dei vostri coetanei. Si apre il vasto mondo degli affetti,
del lavoro, della formazione, dell’attesa, della
sofferenza giovanile... Ognuno di voi abbia il coraggio di
promettere allo Spirito Santo di portare un giovane a Gesù
Cristo, nel modo che ritiene migliore, sapendo
"rendere conto della speranza che è in lui, con
dolcezza" (cfr 1 Pt 3,15).
Ma per
raggiungere questo scopo, cari amici, siate santi, siate
missionari, poiché non si può mai separare la santità
dalla missione (cfr Redemptoris missio,
90). Non abbiate paura di diventare santi
missionari come san Francesco Saverio, che ha percorso
l'Estremo Oriente annunciando la Buona Novella fino allo
stremo delle forze, o come santa Teresa del Bambino Gesù,
che fu missionaria pur non avendo lasciato il Carmelo: sia
l'uno che l'altra sono "Patroni delle Missioni".
Siate pronti a porre in gioco la vostra vita per
illuminare il mondo con la verità di Cristo; per
rispondere con amore all'odio e al disprezzo della vita;
per proclamare la speranza di Cristo risorto in ogni
angolo della terra.
8.
Invocare una "nuova Pentecoste" sul mondo
Cari
giovani, vi attendo numerosi nel luglio 2008 a Sydney. Sarà
un'occasione provvidenziale per sperimentare appieno la
potenza dello Spirito Santo. Venite numerosi, per essere
segno di speranza e sostegno prezioso per le comunità
della Chiesa in Australia che si preparano ad accogliervi.
Per i giovani del Paese che ci ospiterà sarà
un'opportunità eccezionale di annunciare la bellezza e la
gioia del Vangelo ad una società per molti versi
secolarizzata. L'Australia, come tutta l'Oceania, ha
bisogno di riscoprire le sue radici cristiane.
Nell'Esortazione post-sinodale Ecclesia in Oceania Giovanni
Paolo II scriveva: «Con la potenza dello Spirito Santo,
la Chiesa in Oceania si sta preparando per una nuova
evangelizzazione di popoli che oggi sono affamati di
Cristo... La nuova evangelizzazione è una priorità per
la Chiesa in Oceania» (n. 18).
Vi invito
a dedicare tempo alla preghiera e alla vostra formazione
spirituale in quest'ultimo tratto del cammino che ci
conduce alla XXIII Giornata Mondiale della Gioventù,
affinché a Sydney possiate rinnovare le promesse del
vostro Battesimo e della vostra Confermazione. Insieme
invocheremo lo Spirito Santo, chiedendo con fiducia a Dio
il dono di una rinnovata Pentecoste per la Chiesa e per
l'umanità del terzo millennio.
Maria,
unita in preghiera agli Apostoli nel Cenacolo, vi
accompagni durante questi mesi ed ottenga per tutti i
giovani cristiani una nuova effusione dello Spirito Santo
che ne infiammi i cuori. Ricordate: la Chiesa ha fiducia
in voi! Noi Pastori, in particolare, preghiamo perché
amiate
e
facciate amare sempre più Gesù e Lo seguiate fedelmente.
Con questi sentimenti vi benedico tutti con grande
affetto.
©
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