Nato a
Rosiers-d'Égletons, nella regione francese del Limosino,
attorno al 1336, successe a Papa
Urbano V nel 1370 come uno dei Papi
di Avignone.
Nel 1348
lo zio Papa
Clemente VI lo creò cardinale con il titolo
di Santa Maria Nuova.
Durante
il suo pontificato vennero prese misure vigorose contro
le "eresie"
che avevano preso piede in Germania, Inghilterra,
ed altre parti d'Europa;
venne inoltre fatto uno sforzo sincero di portare ad una
riforma dei vari ordini
monastici. Le diciannove proposizioni di John
Wyclif e i tredici articoli del "Sachenspiegel"
vennero condannati formalmente da Gregorio XI nel 1373.
Le sue
energie vennero ampiamente stimolate dalle parole
evocanti di Caterina
da Siena, alle quali si deve quasi completamente il
ritorno della sede pontificia in Italia,
avvenuto il 27
gennaio 1377.
Gregorio
non sopravvisse molto al ritorno, morendo il 27
marzo 1378. Il suo successore fu Papa
Urbano VI, ma anche l'antipapa Clemente
VII ricevette molto supporto, e lo scisma
durò per quaranta anni.
PAPA
GREGORIO XI
FONTE:
ITALICA RAI
Al
secolo Pierre Roger de Beaufort, nacque a Maumont
(Francia) nel 1329. Nipote di Clemente VI, fu mandato da
suo zio a studiare legge presso l’Università di
Perugia. Grazie alla sua profonda conoscenza della
politica italiana, ricoprì vari incarichi sia ad
Avignone, dove assunse una posizione di spicco nel
collegio cardinalizio, sia a Roma durante il ritorno del
papato nella Città Eterna voluto da Urbano V.
Alla
morte di questi, fu elevato al soglio pontificio il 30
dicembre 1370, e si dimostrò subito ben disposto nei
confronti di Petrarca, a cui, come già aveva fatto
Urbano, si affrettò a offrire un beneficio
ecclesiastico di cui il poeta parla in due epistole
dirette al suo corrispondente fiorentino Francesco Bruni
(Variae 15 e Seniles XIII, 12).
Continuatore in gran parte dell’azione politica del
suo predecessore, tentò anch’egli la mediazione fra
Inghilterra e Francia e il dialogo con la Chiesa
d’Oriente, promosse alcuni tentativi di rilanciare la
crociata, mentre in Italia si impegnava nell’azione di
freno all’espansionismo dei Visconti.
Sul
versante propriamente pastorale, notevole fu il suo
impegno per la riforma degli ordini monastici e nel
reprimere il nascere di eresie, facendo ampio uso
dell’Inquisizione in Francia e condannando le
posizioni del riformatore John Wycliffe in Inghilterra.
Nel 1376 papa Gregorio riceveva un’ambasceria
fiorentina guidata da santa Caterina da Siena, che
sembra sia stata decisiva nell’indurlo alla decisione
di riportare la sede papale a Roma nel gennaio 1377. Qui
si spegneva poco più di un anno dopo, nel marzo del
1378.