Successe
a Innocenzo
VII il 30
novembre 1406,
essendo stato scelto a Roma da un conclave
composto da soli quindici cardinali, con l'esplicita
condizione che, se Benedetto
XIII, il Papa rivale di Avignone,
avesse rinunciato a tutte le pretese al papato,
anch'egli avrebbe rinunciato alle sue, di modo che
potesse essere svolta una nuova elezione e si potesse
porre fine allo Scisma
d'Occidente.
I due
pontefici aprirono dei negoziati prudenti, per
incontrarsi su suolo neutrale a Savona,
ma presto la loro determinazione cominciò a tentennare.
La famiglia Correr, parenti di Gregorio XII, e Ladislao
di Napoli, sostenitore di Gregorio, e del suo
predecessore, per ragioni politiche, usarono tutta la
loro influenza per impedire l'incontro, ed oltretutto il
timore di ciascun Papa di essere catturato dal partito
del rivale facilitò le cose.
I
cardinali di Gregorio XII mostrarono la loro
insoddisfazione sul suo modo di procedere e diedero
segno della loro intenzione di abbandonarlo. Il 4
maggio 1408,
Gregorio XII riunì i suoi cardinali a Lucca,
ordinandogli di non lasciare la città per alcun motivo,
ed incrementò il suo seguito nominando cardinali
quattro suoi nipoti, nonostante la promessa fatta al
conclave che non ne avrebbe ordinati di nuovi. Sette di
questi cardinali lasciarono Lucca in segreto e
negoziarono con i cardinali di Benedetto, a riguardo
della convocazione di un concilio generale, nel corso
del quale i due Papi sarebbero stati deposti e uno nuovo
eletto. Di conseguenza convocarono il Concilio
di Pisa ed invitarono entrambi i pontefici ad
esservi presenti. Né Gregorio XII, né Benedetto XIII
si fecero vedere. Gregorio restò presso il suo leale e
potente protettore, Principe Carlo di Malatesta, che si
recò a Pisa di persona, durante lo svolgimento del
concilio, allo scopo di appoggiarlo presso i due gruppi
di cardinali. Nel corso della quindicesima sessione, 5
giugno 1409,
il Concilio di Pisa depose i due pontefici come
scismatici, eretici, spergiuri e scandalosi; più tardi
verso la fine del mese elesse Alessandro
V come nuovo Papa.
Gregorio XII, che nel frattempo aveva ordinato altri
dieci cardinali, aveva convocato un concilio rivale a Cividale
del Friuli, nei pressi di Aquileia;
malgrado pochi vescovi vi partecipassero, i cardinali di
Gregorio dichiararono Benedetto XIII e Alessandro V
scismatici, spergiuri e devastatori della Chiesa.
La
situazione venne infine risolta con il Concilio
di Costanza. Gregorio nominò Carlo di Malatesta e
il Cardinale Dominici di Ragusa come suoi delegati. Il
cardinale convocò il concilio e autorizzò i suoi atti
di successione, preservando così le formule della supremazia
papale. Quindi Malatesta, agendo in nome di Gregorio
XII, pronunciò l'abbandono di Gregorio, che i cardinali
accettarono, ma in base a precedenti accordi,
accettarono anche di mantenere tutti i cardinali che
questi aveva creato, dando così soddisfazione alla
famiglia dei Correr, e nominando Gregorio vescovo di
Porto (Ostia)
e legato pontificio ad Ancona.
Il concilio mise inoltre da parte anche l'Antipapa
Giovanni XXIII (1415)
e lo Scisma d'Occidente giunse a conclusione. Gregorio
spese il resto della sua vita in una tranquilla oscurità
ad Ancona.