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UDIENZA ALLE GUARDIE SVIZZERE (5 MAGGIO 2007)

Radio Vaticana, 5 maggio 2007

“Buoni soldati e cristiani esemplari”: la missione delle Guardie Svizzere Pontificie, ricevute dal Papa alla vigilia del giuramento delle nuove reclute

Una lunga storia di fede ed amore che dura da cinque secoli, quella delle Guardie Svizzere Pontificie, che Benedetto XVI ha ricevuto stamane con i loro familiari nella Sala Clementina, in occasione del Giuramento delle 38 nuove reclute, che avverrà domani pomeriggio nel Cortile di San Damaso, nel giorno della memoria dei 147 caduti a difesa del Papa Clemente VII, durante il Sacco di Roma, il 6 maggio del 1527. La commemorazione si svolgerà al mattino nel Cortile d’onore della Caserma, dopo la Santa Messa nella Basilica Vaticana presieduta dall’arcivescovo Dominique Mamberti, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati. Il servizio di Roberta Gisotti:

“Un atto tanto solenne e significativo per la Sede Apostolica” il giuramento delle nuove reclute, ha ricordato Benedetto XVI, giunti a 501 anni dalla fondazione, sotto Giulio II, di questo Corpo di Guardia la cui storia si è “intimamente intrecciata con gli eventi e la vita della Chiesa”. “Una lunga storia – ha rimarcato il Papa – di fedeltà e di generoso servizio prestato sempre con dedizione”, “sino all’eroismo del sacrificio della vita”. Da qui il rinnovato grazie di Benedetto XVI alla Guardie Svizzere per il costante “aiuto, sostegno e protezione” offerti alla persona del Papa, con una “presenza silenziosa ma efficiente” dove “la professionalità” si coniuga con “l’amore” per Cristo e la sua Chiesa.

“Buoni cristiani e soldati esemplari”, come raccomanda il nuovo regolamento del Corpo pontificio approvato lo scorso anno da Benedetto XVI in occasione del V centenario, dove si chiede alle Guardie Svizzere “di evitare quanto contrasta con la fede, la morale cristiana e i doveri del proprio stato” perseguendo “uno stile di vita semplice e sobrio”, esercitando “uno spirito di cristiana solidarietà”, chiamati “alla santità” “nel quotidiano adempimento” dei propri “doveri”. Infine l’incoraggiamento ai neo-alabardieri a lavorare ogni giorno “con coraggio e fedeltà”, sull’esempio dei santi protettori Martino, Sebastiano e Nicola di Flüe:

 “Per questo, non cessate di alimentare il vostro spirito con la preghiera e l’ascolto della parola di Dio; partecipate con devozione alla Santa Messa e coltivate una filiale devozione verso Maria”. 

DISCORSO DEL SANTO PADRE

Signor Comandante, care Guardie Svizzere!

È per me un vero piacere incontrarvi in occasione del giuramento delle nuove Guardie Svizzere. A ciascuno di voi, cari neo alabardieri, dirigo innanzitutto il mio cordiale saluto, che estendo a tutte le Guardie Svizzere, ringraziandovi per aver scelto di dedicare alcuni anni della vostra giovinezza al servizio del Papa e dei suoi più stretti collaboratori. Ringrazio anche il vostro Comandante per tutto ciò che egli fa, affinché voi possiate svolgere il vostro servizio nel modo giusto. Saluto il vostro Cappellano, come pure i parenti, i familiari, le ex Guardie Svizzere e gli amici che hanno desiderato essere presenti a un atto tanto solenne e significativo per la Sede Apostolica, quale è appunto il giuramento delle nuove Guardie Svizzere.

Mi è ancora ben impresso nella memoria il ricordo delle solenni celebrazioni commemorative del V centenario della fondazione del Corpo della Guardia Svizzera Pontificia, svoltesi lo scorso anno con grande partecipazione di popolo. Tali celebrazioni hanno contribuito a far meglio conoscere l’origine, la storia e il valore del vostro Corpo e della significativa testimonianza di fede e di amore, che da oltre 500 anni voi rendete alla Chiesa. In effetti tutto ebbe origine quando il 22 gennaio del 1506 giunse in Vaticano una truppa di 150 uomini richiesta dal mio predecessore Giulio II all’Eidgenossenschaft dell’Alta Alemagna. Da quel giorno sino ai nostri tempi la storia del vostro Corpo di Guardia si è intimamente intrecciata con gli eventi e la vita della Chiesa e, in particolare, del Papa. Ed è una lunga storia di fedeltà e di generoso servizio prestato sempre con dedizione, talora sino all’eroismo del sacrificio della vita. Questa vostra apprezzata dedizione ha meritato giustamente la stima e la fiducia di tutti i Pontefici, che nel vostro Corpo di Guardia hanno trovato costantemente aiuto, sostegno e protezione. Grazie, cari amici, per questa vostra silenziosa, ma efficiente presenza accanto alla persona del Papa; grazie per la professionalità ed anche per l’amore con cui svolgete la vostra missione.

Sì, la vostra non è solo una prestazione professionale; è anche una vera missione al servizio di Cristo e della sua Chiesa. Nel nuovo Regolamento della Guardia Svizzera Pontificia, da me approvato proprio lo scorso anno in occasione del V centenario della sua nascita, si dice che "le Guardie Svizzere devono dimostrarsi in tutte le circostanze buoni cristiani e soldati esemplari" (art 73); ed ancora "devono evitare quanto contrasta con la fede, la morale cristiana e i doveri del proprio stato. Devono inoltre essere sempre fedeli alle caratteristiche e tradizioni del Corpo, con uno stile di vita semplice e sobrio" (art. 75). Si aggiunge pure che "al fine di formare una vera comunità, devono coltivare a livello personale ed esercitare vicendevolmente uno spirito di cristiana solidarietà, che valga a conservare ed a promuovere la mutua unione degli animi" (art 77). Si tratta, com’è facile vedere, di indicazioni quanto mai precise e concrete per portare a compimento il disegno che Dio ha su ciascuno di voi, avendovi chiamati a servirlo in una così benemerita Istituzione. In definitiva, il Signore vi chiama alla santità, ad essere cioè suoi discepoli, pronti sempre ad ascoltare la sua voce, a compiere la sua volontà e a realizzarla nel quotidiano adempimento dei vostri doveri. Ciò contribuirà a fare di voi dei "buoni cristiani" e al tempo stesso dei "soldati esemplari", animati da quello spirito evangelico, che rende ogni battezzato "lievito" atto a fermentare la massa e "luce" che illumina e riscalda l’ambiente dove vive e lavora.

Vi aiuti il Signore, cari amici, a realizzare compiutamente questa vostra peculiare missione, lavorando ogni giorno "acriter et fideliter", con coraggio e con fedeltà. Per questo, non cessate di alimentare il vostro spirito con la preghiera e l’ascolto della parola di Dio; partecipate con devozione alla Santa Messa e coltivate una filiale devozione verso Maria. Invocate e cercate di imitare i vostri santi Patroni Martino, Sebastiano e Nicola di Flüe, "defensor pacis et pater patriae", perché dal Cielo vi assistano, e voi possiate "servire fedelmente, lealmente e onorevolmente il Sommo Pontefice ed i suoi legittimi Successori", come ognuno di voi pronunzia nella formula del giuramento. Quanto a me, mentre vi ringrazio ancora una volta per la vostra dedizione, esprimo voti augurali particolarmente per le nuove Guardie Svizzere. A tutti poi e a ciascuno imparto di cuore la mia Benedizione, estendendola volentieri alle vostre famiglie e alle persone a voi care.

 

 

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