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Igino
fu vescovo di Roma, e quindi Papa, all'incirca dal
136 al 140. Filosofo di origini ateniesi, nel suo
breve papato istituì gli ordini minori e ordinò
la gerarchia ecclesiastica, morì durante la
persecuzione dell'imperatore Antonino Pio. |
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Fonte:
Santi e beati
La
"memoria" di S. Igino è stata cancellata dal
Calendario rinnovato perché introdotta solo nel sec.
XII; non si ha motivo di ritenere che S. Igino morì
martire e se ne ignora il giorno della morte. Igino era
nono di questa serie, unico a portare questo nome,
successore di S. Telesforo "che diede una gloriosa
testimonianza", cioè subì il martirio, sotto
l'imperatore Adriano.
Il
Liber Pontificalis e il Martirologio Romano affermano
che anche Igino subì il martirio, l'11 gennaio (del
140?), durante la persecuzione di Antonino Pio, e fu
sepolto "presso il corpo del beato Pietro in
Vaticano". Sembra tuttavia improbabile, come abbiam
detto, che Igino sia morto martire. Altri furono i suoi
meriti. Durante il suo breve pontificato (136-140),
diminuiti gli attacchi dei pagani contro "la nuova
razza senza patria" (come venivano chiamati i
cristiani), la Chiesa si vide minacciata all'interno dal
proliferare di sètte eretiche.
Valentino
e Cerdone avevano osato recarsi nella stessa Roma a
spargervi l'eresia gnostica, un miscuglio di dottrine e
pratiche religiose a carattere filosofico e mistagogico
rette da questo principio fondamentale: c'è una fede
comune che può bastare al volgo, ma vi è anche una
scienza riservata ai dotti, che offre una spiegazione
filosofica della fede comune. 1 due eretici vennero
sconfessati da papa Igino che il Liber Pontificalis
definisce "filosofo", di origine ateniese. Un
filosofo, dunque, al timone della barca di Pietro nel
momento giusto, quando la serpeggiante eresia gnostica
tendeva ad assorbire la Rivelazione divina per farne
solo una filosofia religiosa.
Igino
si adoperò così per la preservazione dell'integrità
del genuino insegnamento evangelico. Egli inoltre, anche
sull'esempio del grande imperatore Adriano, che aveva
creato un efficiente apparato burocratico che assicurava
una saggia amministrazione dell'immenso impero romano,
intervenne sulla struttura gerarchica, istituendo gli
Ordini minori, che consentivano di migliorare il
servizio della Chiesa e di preparare i candidati al
sacerdozio mediante un avvicinamento progressivo ai
santi misteri. A lui sembra risalire anche l'istituzione
del padrinato per il battesimo.