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PREGHIERA
PER L'IMMACOLATA |
Radio
Vaticana, 8 dicembre 2009
La
preghiera di Benedetto XVI alla statua dell'Immacolata: la
Madonna disintossica i cuori spesso induriti dal male
amplificato dai media
◊ “Maria
è la madre che ripete anche agli uomini del nostro tempo:
non abbiate paura, Gesù ha vinto il male, l’ha vinto
alla radice liberandoci dal suo dominio”. E' uno dei
pensieri di Benedetto XVI che hanno caratterizzato il
tradizionale atto di venerazione alla statua della
Immacolata in piazza di Spagna, compiuto ieri pomeriggio
dal Papa a Roma, durante il quale il Pontefice ha
stigmatizzato l'eccesso di risalto dato dai media al male,
che inquina il cuore delle persone. Alla cerimonia erano
presenti, tra gli altri, il cardinale vicario, Agostino
Vallini, e il sindaco della capitale, Gianni Alemanno. La
cronaca di Cecilia Seppia:
(canto)
L’abbraccio dei fedeli ha accolto il Santo Padre
anche quest’anno nel cuore di Roma: in centinaia hanno
sfidato la pioggia e il freddo e si sono stretti attorno
alla statua dell’Immacolata, nel giorno di festa a Lei
dedicato. A loro, il Papa ha ricordato come la presenza di
Maria dolce e rassicurante che veglia sulle nostre vite,
come sulla città intera, ci incoraggia ogni giorno a non
avere paura a non lasciarci sopraffare dal male, perché
Cristo, Suo figlio, ha vinto il male:
“Quanto abbiamo bisogno di questa bella notizia!
Ogni giorno, infatti, attraverso i giornali, la
televisione, la radio, il male viene raccontato, ripetuto,
amplificato, abituandoci alle cose più orribili,
facendoci diventare insensibili e, in qualche maniera,
intossicandoci, perché il negativo non viene pienamente
smaltito e giorno per giorno si accumula. Il cuore si
indurisce e i pensieri si incupiscono. Per questo la città
ha bisogno di Maria, che con la sua presenza ci parla di
Dio, ci ricorda la vittoria della Grazia sul peccato e ci
induce a sperare anche nelle situazioni umanamente più
difficili”.
Quindi, il Pontefice ha esortato tutti ad essere sempre
attori e protagonisti “a volgere al bene i propri
comportamenti, a non dimenticare quelle persone spesso
invisibili che popolano la città, sfruttate dai media
solo per fare notizia, a resistere a quell’inquinamento
dello spirito, che pur essendo meno visibile di quello
dell’aria è altrettanto pericoloso e devastante, ci
rende cupi, tristi, indifferenti, soli”:
“La città, cari fratelli e sorelle, siamo tutti
noi! Ciascuno contribuisce alla sua vita e al suo clima
morale, in bene o in male. Maria Immacolata ci aiuta a
riscoprire e a difendere la profondità delle persone. La
Madonna ci insegna ad aprirci all’azione di Dio, per
guardare gli altri come li guarda Lui: con misericordia,
con amore, con tenerezza infinita, specialmente quelli più
soli, disprezzati, sfruttati”.
Poi, il Papa ha voluto rendere omaggio pubblicamente a
tutti coloro che in silenzio, non a parole ma con i fatti,
si sforzano di praticare la legge evangelica dell’amore,
che manda avanti il mondo e che purtroppo raramente fanno
notizia. Infine, Benedetto XVI ha voluto richiamare i
romani a prestare l’orecchio alla voce dolcissima di
Maria. “Il Suo appello all’amore, silenzioso e
pressante non può - ha detto - non essere ascoltato, solo
così la città sarà più bella, più cristiana, più
umana”.
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