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INCONTRO
DEL PAPA CON I GIOVANI DELLA GMG (6/04/2006) |
Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio Vaticana,
7 aprile 2006
IERI
POMERIGGIO A SAN PIETRO IL PAPA HA INCONTRATO I GIOVANI
DELLA GMG. “IL
MATRIMONIO, CREATO NEL
DINAMISMO DELL'AMORE
TRA L’UOMO E LA DONNA”
Grande
incontro ieri pomeriggio a San Pietro tra il Papa e i
giovani di Roma e del Lazio in vista della Giornata
Mondiale della Gioventù che si celebrerà il 9 aprile a
livello diocesano. Il tema della giornata sarà “Lampada
ai miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino” e
invita i giovani ad amare
la Parola
di Dio e
la Chiesa
che indicano il cammino della vera libertà e della
felicità. Il pomeriggio è
stato caratterizzato dall'intervento di numerosi artisti,
gruppi musicali, cantanti, cori, ma è stato il coro
diretto da monsignor Marco Frisina, accompagnato
dall'orchestra diocesana, ad aprire intorno alle 17.00 il
primo incontro di Papa Benedetto XVI con i giovani della
sua diocesi. Alessandro Guarasci:
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I
giovani sono tornati a riunirsi attorno al Papa. Sui loro
volti la speranza di incontrare il Pontefice per vivere
un’esperienza che ravvivi la loro fede.
La Croce
in legno, simbolo della GMG, è stata consegnata dai
giovani di Colonia a quelli di Sidney, dove si svolgerà
la prossima Giornata mondiale. Ma l’evento di ieri
pomeriggio è stato anche un grande momento di festa con
balli, cantautori come Povia e Ron, testimonianze. Il
tutto nel ricordo di Giovanni Paolo II, a un anno dalla
morte, e a contatto con Benedetto XVI. Sono stati
direttamente i giovani a rivolgere le domande al Papa.
Una
ragazza gli ha chiesto come vivere con responsabilità la
vita affettiva:
“Il
sacramento del matrimonio non è invenzione della Chiesa.
E’ realmente concreata con l’uomo come tale, come
dinamismo dell’amore nel quale l’uomo e la donna si
trovano e così trovano anche il creatore che li ha
chiamati all’amore”.
Un
altro ragazzo ha parlato di come rispondere alla chiamata
alla vita consacrata. Il Pontefice gli ha risposto,
ripercorrendo alcuni momenti della sua vita, durante il
nazismo, quando la dittatura affermava che non c’era
bisogno di sacerdoti.
“C’è
bisogno di sacerdoti. Proprio questo contrasto e vedere
questa cultura antiumana mi ha confermato che il Signore,
che il Vangelo, la fede ci mostra la strada giusta.
Dobbiamo aiutare perché viva questa strada”.
Tra
le tante testimonianze quella della sorella di Don Andrea
Santoro, il sacerdote fautore del dialogo tra le religioni
ucciso in Turchia, che ha ricordato le parole del fratello
pochi giorni prima della morte:
“Io
mi sento prete per tutti, perché questi sono i figli che
Dio ama. Dio ama i musulmani, ama gli ebrei, ama i
cristiani e questo amore guida i nostri occhi”.
Il
Papa ha abbracciato lei, l’altra sorella e la madre di
don Santoro, anche loro presenti a San Pietro. Una ragazza
ha invece raccontato quanto
la Buona Novella
abbia illuminato la sua mente dopo alcuni giorni di
esercizi spirituali:
“Era
cambiato che io non stavo più davanti alla Parola, ma ero
dentro quella Parola fino a comprendere che quello scritto
era addirittura più vivo di me, di me, persona del
2006”.
Alla
fine, il Papa e alcuni giovani hanno pregato sulla tomba
di Giovanni Paolo II. “Vogliamo ricordare in lui un
nostro capo – ha detto il Pontefice parlando ai ragazzi
–, il quale ci ha annunziato la parola di Dio e
considerando attentamente l'esito del suo tenore di vita,
vogliamo impegnarci ad imitarne la fede”.
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Come
abbiamo ascoltato, il Papa ha invitato i giovani ad amare
la Parola di Dio e la Chiesa, che indicano il cammino
della vera libertà e della felicità. Ma cosa
rappresentano le Sacre Scritture per i giovani di oggi?
Roberta Moretti lo ha chiesto ad alcuni tra le migliaia di
ragazzi riuniti in Piazza San Pietro:
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R.
– Le Sacre Scritture sono molto attuali. Possono
insegnare anche a risolvere un problema concreto, come
rispondere ad un compagno, come cercare di dare un
consiglio ad un amico che ha un problema grave.
R.
– Nell’oscurità,
la Parola
di guida: ti indica la via da seguire.
R.
– Nelle Scritture ritrovo la mia vita.
R.
– Ti fanno conoscere Gesù, il suo immenso amore. Da una
parte ti scruta, ti fa conoscere quello che c’è nel tuo
cuore, dall’altra ti indica la strada.
R.
– Il venirsi incontro, la condivisione con qualsiasi
persona, indipendentemente dalla religione che professa,
dalla razza, dalle sue ideologie politiche.
R.
– Io sono abituata a leggerle ogni mattina e ogni
mattina mi dà una forza in più per affrontare la
giornata.
D
– Cosa rappresentano per te queste iniziative come
la GMG
?
R.
– Ci fanno sentire comunità, soprattutto quando la
comunità, a volte, è un po’ spenta e fa fatica. In
queste occasioni uno si rafforza, trova il coraggio, trova
l’entusiasmo.
R.
– Anzitutto è l’occasione per ascoltare il Santo
Padre, che ha sempre avuto una parola per i giovani, li
incita a non vergognarsi di essere cristiani; poi la
possibilità di fare comunione, di sapere che
la Chiesa
è giovane, ci sono tanti altri cristiani giovani che
compiono la loro missione nella loro vita.
R.
– Si avvicina il primo anniversario dell’elezione di
Benedetto XVI: che cosa ti piace di questo Papa, che ti ha
colpito di più di questo Pontificato?
R.
– E’ un Papa saldo, misericordioso, ma al tempo stesso
vero. Dice la verità con la carità.
R.
– Una determinazione, una forza, una precisione. Io poi
sono molto appassionata di teologia e quando lo sento
parlare mi arricchisco sempre.
R.
– Non ha paura di dire la verità, di tutelare la vita,
la famiglia, avere una parola per tutti, anche per coloro
che non credono.
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