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TELEGRAMMA
AL PRESIDENTE INDONESIANO (11/08/2006) |
Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio Vaticana,
11 agosto 2006
BENEDETTO
XVI CHIEDE AL PRESIDENTE INDONESIANO UN ATTO DI CLEMENZA
IN FAVORE DEI TRE CATTOLICI CONDANNATI A MORTE PER DOMANI.
PROTESTE NEL PAESE PER UN PROCESSO DEFINITO
“INGIUSTO”
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Intervista con padre Bernardo Cervellera -
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Un
appello alla clemenza da parte di Benedetto XVI in favore
dei tre cattolici condannati a morte in Indonesia, la cui
esecuzione è fissata per domani. In un telegramma al
presidente della Repubblica indonesiana, Susilo
Yudhoyono, il cardinale segretario di Stato, Angelo
Sodano, invoca a nome del Papa “per motivi
umanitari ed alla luce della particolarità del caso” un
“atto di clemenza” per i tre uomini di fede cattolica.
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“Unendo la mia voce alle altre – si legge inoltre nel
telegramma - vorrei sottolineare la posizione della Chiesa
cattolica che in numerose occasioni si è espressa contro
la pena di morte”. E un appello accorato per salvare le
vite dei tre cristiani era stato lanciato, attraverso la
Comunità di Sant’Egidio, anche dal vescovo di Manado,
Joseph Theodorus Suwatan, dal leader degli Ulema musulmani
e dal presidente dell’Associazione delle Chiese
protestanti. Il motivo della condanna - contro la quale
hanno manifestato migliaia di persone, chiedendo la
riapertura del processo definito “ingiusto” –
riguarda le presunte responsabilità dei tre cattolici
negli scontri interetnici, avvenuti sull’arcipelago di
Sulawesi, tra il 1998 ed il 2001. Sulla vicenda, Amedeo
Lomonaco ha sentito il direttore dell’Agenzia AsiaNews,
padre Bernardo Cervellera:
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R.
- L’unica speranza è che il presidente Yudhoyono possa
dare la grazia o bloccare l’esecuzione e quindi rivedere
il processo. L’ultimo desiderio, infatti, di Fabianus
Tibo, uno dei tre condannati a morte, è proprio un
appello personale al presidente. Il cristiano in questo
appello dice: “Il mio ultimo desiderio è che lei riveda
il processo, perché noi siamo condannati
ingiustamente”.
D.
- A proposito di appelli, si sono mobilitati non solo la
comunità cristiana, ma anche molti rappresentanti
musulmani. Questo è un segno di unità che va
sottolineato…
R.
– In Indonesia c’è una grande organizzazione,
composta da musulmani moderati, che è impegnata
continuamente per una convivenza con i cristiani. Questa
organizzazione è capeggiata dall’ex presidente
indonesiano, Abdul Rahman Wahid, che
lavora da tempo affinché venga effettuata la revisione
del processo. Purtroppo, sembra che il presidente
Yudhoyono sia sordo anche a queste pressioni.
D.
– Come vivono i cristiani in Indonesia? Si sentono
perseguitati?
R.
– Da un punto di vista teorico, c’è una parità di
dignità e di libertà per tutte le confessioni, le cinque
religioni riconosciute ufficialmente anche dalla
Costituzione indonesiana. Ma in Indonesia sta crescendo
adesso anche il fondamentalismo e l’integralismo; spesso
i cristiani si trovano di fronte a violenze. Per quanto
riguarda il fondamentalismo, in passato ci sono stati
degli attacchi a delle chiese; c’è disprezzo – a
volte - verso i cristiani, i missionari, i preti. In
alcune zone, soprattutto nelle grandi città e nelle
grandi isole, c’è una certa convivenza tra cristiani e
musulmani. Ci sono, comunque, molte difficoltà: per
l’espressione della propria fede, per costruire una
propria chiesa, per avere dei momenti di preghiera
pubblici ci sono grandi difficoltà.
D.
– Padre, come procede la convivenza fra cristiani e
musulmani sull’arcipelago indonesiano di Sulawesi dopo i
durissimi scontri scoppiati tra il 1998 e il 2001 costati
la vita a centinaia di persone?
R. – Questi scontri sono avvenuti perché, da una parte,
si sono infiltrati integralisti islamici che cercavano di
aizzare la popolazione musulmana contro la popolazione
cristiana di queste isole. Sono aree, di cui sono
originari i cristiani; i musulmani sono venuti dopo. I
musulmani sono dunque immigrati ed hanno anche problemi
economici. C’è stata, però, anche un’influenza da
parte dell’esercito, che ha soffiato sul fuoco, spesso
distribuendo armi a questi gruppi musulmani. Adesso, dopo
la pace di Malino, siamo in una situazione un po’ più
tranquilla. Ma, ogni tanto, si verificano degli incidenti;
ci sono chiese distrutte e degli scontri.
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LE
PAROLE DEL PAPA
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FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -
His
Excellency
Susilo Yudhoyono
President of the Republic of Indonesia
Jakarta
I am
writing to you in regard to the imminent executions of
Fabianus Tibo, Dominggus da Silva and Marinus Riwu. In the
name of His Holiness Pope Benedict XVI I turn to you again,
Your Excellency, to seek your intervention on humanitarian
grounds, and in light of the particularity of the case, in
order that an act of clemency might be granted to these
three Catholic citizens of your nation. In adding my voice
to others I would also note the position of the Catholic
Church which on numerous occasions has spoken out against
the death penalty. Trusting that this appeal made on
behalf of His Holiness will meet with a positive outcome,
I extend to you my sentiments of esteem.
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