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PAPA
INNOCENZO VIII (1484-1492) |
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Fonte:
Wikipedia
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Innocenzo
VIII, nato Giovanni
Battista Cybo (Genova, 1432
- Roma, 25
luglio 1492),
fu Papa
dal 1484
alla sua morte.
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Nacque
a Genova,
figlio di un uomo di rango senatoriale. Spese i primi anni
alla corte
napoletana, successivamente si spostò a Padova
e a Roma
per la sua educazione. In quest'ultima città, l'influenza
delle sue amicizie gli fece ottenere diversi incarichi, da
Paolo
II il vescovato di Savona,
e nel 1473,
con l'appoggio di Giuliano
della Rovere, venne nominato cardinale
da Sisto
IV, cui successe il 29
agosto 1484.
Poco dopo
la sua elezione a pontefice, indirizzò un vano richiamo
alla difesa della cristianità, affinché si attuasse una
nuova Crociata
contro gli infedeli; la qualità del suo zelo può essere
in qualche modo valutata dal fatto che nel 1489,
in cambio di una somma annuale di 40.000 ducati e del dono
della punta di lancia che aveva trafitto il costato del
Salvatore, acconsentì a favorire il sultano Bajazet
II, detenendo il suo fratello fuggitivo in stretto
confino nel Vaticano.
Nel 1486, Enrico
VII d'Inghilterra venne da lui dichiarato detentore di
diritto della corona inglese per diritto
di conquista, ereditarietà
e scelta popolare.
Innocenzo,
nella sua bolla
papale Summis
desiderantes (5
dicembre 1484)
istigò misure molto severe nei confronti di maghi e
streghe in Germania;
i principi da lui enunciati vennero in seguito incorporati
nel Malleus
Maleficarum (1487).
Egli fu anche colui che nel 1487
nominò Tomás
de Torquemada come grande inquisitore di Spagna
-- fu un grande sostenitore dell'Inquisizione
spagnola; premette inoltre per una crociata contro i Valdesi,
offrendo l'indulgenza plenaria a tutti coloro i quali vi
si fossero impegnati. Nel 1486, proibì, con la minaccia
di severe censure ecclesiastiche, la lettura delle
novecento proposizioni di Pico
della Mirandola.
Un evento
importante del suo pontificato fu la caduta di Granada,
nel gennaio 1492,
che venne celebrata in Vaticano con grandi festeggiamenti
e fece guadagnare al re di Spagna l'epiteto di "Maestà
Cattolica". Innocenzo morì il 25
luglio 1492, lasciando dietro di sé numerosi figli (Octo
Nocens pueros genuit, totidemque puellas; Hunc merito
poterit dicere Roma patrem - "Otto figli malvagi
nacquero, e altrettante figlie, così quest'uomo può
intitolarsi ad essere chiamato il Padre di Roma"),
nei confronti dei quali il nepotismo
fu tanto eccessivo quanto senza vergogna. A tale riguardo
ecco come Jacob
Burckhardt nel suo capolavoro La
civiltà del Rinascimento in Italia descrive il
comportamento del Papa e del di lui figlio Franceschetto
Cibo:
«[...]
Innocenzo VIII e suo figlio eressero addirittura
una banca di grazie temporali, nella quale,
dietro il pagamento di tasse alquanto elevate,
poteva ottenersi l'impunità
per qualsiasi assassinio
o delitto:
di ogni ammenda cento cinquanta ducati
ricadevano alla Camera papale, il di più a
Franceschetto. E così Roma, negli ultimi anni
specialmente di questo pontificato, formicolava
da ogni parte d'assassini protetti e non
protetti: le fazioni, la cui repressione era
stata la prima opera di Sisto,
rifiorirono in pieno rigoglio; ma il Papa,
chiuso e ben custodito nel Vaticano,
non si preoccupava d'altro, che di porre qua e là
qualche agguato, per farvi cader dentro
malfattori che avessero mezzi di ben pagare. Per
Franceschetto poi, non era che un solo problema
fondamentale: questione principale sapere come
avrebbe potuto svignarsela con quanti più
tesori poteva, nel caso che il Papa venisse a
morire. Egli si tradì una volta nell'occasione
che di questa morte, ormai aspettata, corse una
falsa notizia (1490);
addirittura egli voleva portare con sé tutto il
danaro esistente nelle casse — il tesoro della
chiesa — e quando quelli stessi che lo
circondavano, glielo impedirono, volle almeno
che lo seguisse il principe turco Zizim; che
egli riguardava come un capitale vivente da
potersi eventualmente offrire a patti
vantaggiosissimi a Ferrante
di Napoli.»
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Il
successore di Innocenzo VIII fu Alessandro
VI.
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