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UDIENZA
ALL'ISPETTORATO PRESSO IL VATICANO
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Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 12 gennaio 2007
“SIAMO
TUTTI CHIAMATI AD ESSERE CUSTODI DEL NOSTRO PROSSIMO”:
L’ESORTAZIONE DI BENEDETTO XVI, NELL’UDIENZA DI INIZIO
ANNO ALL’ISPETTORATO GENERALE
DI PUBBLICA SICUREZZA PRESSO IL VATICANO
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Accompagnare
sempre il nostro prossimo, nei momenti di gioia come
in quelli di difficoltà: è l’esortazione di
Benedetto XVI, levata durante l’udienza di stamani
al personale dell’Ispettorato Generale di Pubblica
Sicurezza presso il Vaticano. Un incontro nel quale
il Pontefice ha espresso l’apprezzamento per il
servizio prestato dagli agenti di polizia nei luoghi
che costituiscono il cuore della Roma cristiana. A
rivolgere l’indirizzo d’omaggio al Papa, il
dirigente dell’Ispettorato, dott. Vincenzo Caso.
Il servizio di Alessandro Gisotti:
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“Possa
ciascuno sentirsi aiutato e custodito dalla vostra
presenza e sia così favorito nel partecipare al grande
patrimonio spirituale della comunità cristiana”: è la
riflessione offerta dal Papa al personale
dell’Ispettorato Generale di Pubblica Sicurezza presso
il Vaticano. Un’udienza che ha dato l’occasione al
Pontefice di ringraziare gli agenti per il loro impegno
nella “custodia dei luoghi e della cura delle
persone”. Cura e custodia, ha sottolineato, sono proprio
gli “elementi essenziali per comprendere il reale
significato dell’impegno” che viene richiesto a quanti
operano nella pubblica sicurezza:
“Avete
il compito di custodire e di sorvegliare luoghi che hanno
un valore inestimabile per la memoria e la fede di milioni
di pellegrini; luoghi che contengono grandi tesori di
storia e di arte, ma dove soprattutto avviene, per
imperscrutabile mistero, l’incontro vivo dei fedeli con
il Signore Gesù”.
I
pellegrini, ha aggiunto, spalanchino “il cuore
all’incontro con il Dio vero e vivificante”. Benedetto
XVI ha, così, levato un’esortazione a tutti fedeli,
affinché sappiano sempre aiutare il prossimo in difficoltà:
“Siamo
tutti chiamati ad essere custodi del nostro prossimo. Il
Signore ci chiederà conto della responsabilità a noi
affidata, del bene o del male che avremo compiuto nei
confronti dei nostri fratelli: se li avremo accompagnati
con attenzione nel cammino quotidiano, facendoci partecipi
delle ansie e delle gioie manifestate dal loro cuore; se
ci saremo affiancati, in modo discreto ma costante, al
loro viaggio e li avremo aiutati e sorretti quando la
strada si faceva più impegnativa e faticosa”.
“Cari
amici – ha proseguito – portiamo insieme i pesi gli
uni degli altri, condividendo la gioia di appartenere al
Signore e di vivere costantemente alla luce del suo
Vangelo, parola di verità che salva”. Infine,
l’invocazione del Papa a Maria, affinché all’inizio
del nuovo anno possiamo “amare, gioire e vivere nella
fede del Figlio di Dio”, affidandole “ogni tristezza,
ogni ansa e speranza”.
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UDIENZA
ALL'ISPETTORATO PRESSO IL VATICANO
Signor
Questore,
Signor
Dirigente,
Cari
Funzionari ed Agenti!
Dopo le
solenni festività natalizie e all’inizio di un nuovo
anno, l’incontro con voi che formate l’Ispettorato
Generale di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano
rappresenta un momento sempre gradito e familiare. Rivolgo
a ciascuno il mio cordiale saluto e sono lieto di questa
occasione per esprimervi il mio apprezzamento e la mia
riconoscenza per il vostro prezioso servizio. Ringrazio in
particolare il Dirigente Generale, Dottor Vincenzo Caso,
per le cortesi espressioni che mi ha presentato; e rivolgo
il mio grato pensiero anche al Capo della Polizia,
Prefetto Gianni De Gennaro, e al Prefetto Salvatore Festa.
A tutti sono lieto di formulare i migliori auguri per
l’anno da poco iniziato.
Questo
appuntamento, cari amici, ci offre sempre, oltre alla
gioia di ritrovarci insieme, anche un motivo di
riflessione, e contribuisce a rafforzare in voi le
motivazioni del compito che vi è stato assegnato. So
bene, anche per esperienza diretta, quanto sia importante
per i pellegrini e i turisti la vostra discreta presenza
presso i luoghi che costituiscono il cuore di Roma
cristiana. Ognuno di loro, che desidera visitare la
Basilica di San Pietro e sosta entro l’imponente
Colonnato del Bernini, incontra i vostri volti e non di
rado si avvale delle vostre premure. C’è un aspetto di
questo insostituibile lavoro che vorrei oggi sottolineare:
è quello della custodia dei luoghi e della cura delle
persone. Cura e custodia sono elementi essenziali per
comprendere il reale significato dell’impegno specifico
che vi viene richiesto. Avete il compito di custodire e di
sorvegliare luoghi che hanno un valore inestimabile per la
memoria e la fede di milioni di pellegrini; luoghi che
contengono grandi tesori di storia e di arte, ma dove
soprattutto avviene, per imperscrutabile mistero,
l’incontro vivo dei fedeli con il Signore Gesù. Il
popolo di Dio, il pellegrino, ogni persona comprende,
passando accanto a voi, di godere di una speciale,
rassicurante protezione. Possa ciascuno sentirsi aiutato e
custodito dalla vostra presenza, e sia così favorito nel
partecipare al grande patrimonio spirituale della comunità
cristiana. Come componenti di questo speciale Corpo di
Pubblica Sicurezza, abbiate la sollecitudine di vegliare
affinché ogni persona possa giungere con tranquillità
fin sulla soglia dei luoghi santi; da voi vigilati, i
pellegrini spalanchino poi il cuore all’incontro con il
Dio vero e vivificante.
E’
questa, cari fratelli e sorelle, una riflessione che vale
per ognuno di noi: siamo tutti chiamati ad essere custodi
del nostro prossimo. Il Signore ci chiederà conto della
responsabilità a noi affidata, del bene o del male che
avremo compiuto nei confronti dei nostri fratelli: se li
avremo accompagnati con attenzione nel cammino quotidiano,
facendoci partecipi delle ansie e delle gioie manifestate
dal loro cuore; se ci saremo affiancati, in modo discreto
ma costante, al loro viaggio e li avremo aiutati e
sorretti quando la strada si faceva più impegnativa e
faticosa.
Cari
amici, portiamo insieme i pesi gli uni degli altri,
condividendo la gioia di appartenere al Signore e di
vivere costantemente alla luce del suo Vangelo, parola di
verità che salva. Domandiamo la materna protezione della
Vergine Madre, all’inizio di questo nuovo anno,
affidandole ogni tristezza, ogni ansia e speranza, perché
in tutte le circostanze della vita possiamo amare, gioire
e vivere nella fede del Figlio di Dio che per noi si è
fatto uomo. Con questi sentimenti, mentre vi auguro un
sereno e proficuo lavoro, invoco su di voi, sulle vostre
famiglie e su tutti i vostri cari l’abbondanza dei doni
celesti, e di cuore vi imparto una speciale Benedizione
Apostolica.
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