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PROIEZIONE DEL FILM "KAROL, UN PAPA RIMASTO UOMO" (31/03/2006)

Radio Vaticana, 31 marzo 2006

UN PAPA IMMERSO NEL CONTATTO CON DIO, SEMPRE SENSIBILE ALLE ATTESE DEGLI UOMINI E LE CUI PAROLE DI PACE E DI SPERANZA RISUONANO ANCORA VIBRANTI. QUESTO - HA DETTO BENEDETTO XVI -  EMERGE DAL FILM  “KAROL UN PAPA RIMASTO UOMO”, PROIETTATO IERI IN ANTEPRIMA IN VATICANO    

Un grande apprezzamento quello di Benedetto XVI ieri sera per quanti hanno prodotto il film “Karol, un Papa, rimasto uomo”,  proiettato in anteprima nell’aula Paolo VI. La pellicola sarà trasmessa su Canale 5 il 10 e l’11 maggio prossimi. Benedetto XVI, ricordando il suo predecessore, ha voluto sottolineare quanto ancora risuonino vibranti le sue parole di pace e di speranza, di  condanna della guerra e dei regimi totalitari. Il servizio di Tiziana Campisi.

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(parole pronunciate nel film da Piotr Adamczyc che impersona Giovanni Paolo II):

“Oggi l’uomo è tormentato dal significato da dare alla storia … E’ assalito da dubbi che spesso diventano disperazione … Solo Lui ha parole di vita, di vita eterna …”  

“Un Papa immerso nel contatto con Dio e proprio per questo sempre sensibile alle attese degli uomini”: così Benedetto XVI ha definito Giovanni Paolo II al termine della proiezione in anteprima del film “Karol, un Papa rimasto uomo”. Le emozioni della platea, nel rivedere la vita del Pontefice scomparso, si sono tradotte in questo lungo applauso che si è fatto più intenso quando le immagini della fiction hanno ceduto il posto a quelle reali, all’allora decano del collegio cardinalizio Joseph Ratzinger che ha presieduto la celebrazione delle esequie dell’amato Papa. Benedetto XVI si è complimentato con la produzione che ha saputo far emergere con veridicità la personalità di Giovanni Paolo II:  

“E’ emersa la figura di un instancabile profeta di speranza e di pace, che ha percorso i sentieri del globo per comunicare il Vangelo a tutti”.  

Ma ascoltiamo il commento di chi il film l’ha scritto e diretto, Giacomo Battiato:  

“Grande fatica, fisica e psichica, è stato far diventare un attore di 33 anni credibile nel corso di una vita. Io ho raccontato il Papa dei sofferenti …”.  

Nello scorrere delle immagini i viaggi apostolici, l’incontro con l’arcivescovo Oscar Romero:  

(stralcio dal dialogo tra mons. Romero e Giovanni Paolo II)

“So che in Vaticano sono arrivati dei dossier contro di me …”.  

“La chiamano ‘il vescovo rosso’ …”.  

“Se nutro un affamato, dicono che sono un santo. Se chiedo perché quell’uomo è affamato, divento un comunista …”.  

E ancora, la grande amicizia con madre Teresa di Calcutta. E non ha nascosto le sue emozioni, Benedetto XVI, nell’evidenziare i momenti più toccanti del film:  

“Impietriti, come se fossimo presenti, abbiamo riudito gli spari del tragico attentato in Piazza San Pietro del 13 maggio 1981 …”.  

E come ha vissuto l’attore protagonista Piotr Adamczyc queste scene?  

“Mi sono molto emozionato quando ho girato qui, in San Pietro, le scene dell’attentato al Papa: queste sono state le più difficili!”.  

Gli anni del pontificato di Giovanni Paolo II trascorrono in pochi minuti nella pellicola, ma non è venuta meno l’incisività delle sue parole: questo ha voluto sottolineare Benedetto XVI:  

“Sono tornate alla mente le sue parole vibranti per condannare l’oppressione di regimi totalitari, la violenza omicida, la guerra… parole di coraggio e di denuncia verso la società consumistica e la cultura edonistica, protesa a costruire un benessere semplicemente materiale che non può soddisfare le attese profonde del cuore umano”.  

Infine gli ultimi drammatici momenti della vita di Karol Wojtyla e il suo ritorno alla casa del Padre:  

(voce fuori campo)

“Totus tuus … in queste mani lascio soprattutto la Chiesa e tutta l’umanità”.

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