INCONTRO DI BENEDETTO XVI CON IL REVERENDO SAMUEL KOBIA |
Fonte: Radio Vaticana
“L’IMPEGNO DELLA CHIESA CATTOLICA NELLA RICERCA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI È IRREVERSIBILE”: LO HA DICHIARATO STAMANE BENEDETTO XVI INCONTRANDO IL REVERENDO SAMUEL KOBIA, SEGRETARIO GENERALE DEL CONSIGLIO ECUMENICO DELLE CHIESE
- Intervista con il reverendo Samuel Kobia -
“L’impegno della Chiesa cattolica nella ricerca per l’unità dei Cristiani è irreversibile”: lo ha dichiarato stamane Benedetto XVI ricevendo in udienza il reverendo Samuel Kobia, segretario generale del Consiglio mondiale delle Chiese, accompagnato dalla moglie e da una delegazione di questo organismo con sede a Ginevra, cui aderiscono 342 confessioni cristiane. Il servizio di Roberta Gisotti:
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“The commitment of Catholic Church to the search for…”
Rafforzare “i legami di comprensione e di amicizia” questa la speranza espressa da Benedetto XVI, quale frutto di questa visita alla Santa Sede alla luce dell’impegno “irreversibile” della Chiesa cattolica per realizzare “la preghiera di Cristo ‘Ut unum sint’” e il desiderio “di continuare la cooperazione con questo “importante” organismo ecumenico.
Ha rammentato il Santo Padre che le relazioni tra Chiesa cattolica e Consiglio mondiale delle Chiese si sono sviluppate durante il Concilio Vaticano II, ai cui lavori parteciparono anche due osservatori da Ginevra, e che nel 1965 fu creato un Gruppo di lavoro congiunto, quale “strumento di continuo contatto e collaborazione, per “tenere a mente il comune dovere di unità”. E a 40 anni dalla sua fondazione si terrà nel novembre prossimo una rilevante consultazione sul futuro di questo Gruppo. Spero e prego – ha detto il Papa – perché il suo proposito e la metodologia di lavoro siano “ulteriormente
chiariti nell’interesse di una sempre maggiore comprensione, cooperazione e progresso ecumenici”. Benedetto XVI ha quindi richiamato “il compito primario” - assunto nei primi giorni del pontificato – “di lavorare instancabilmente per ricostituire la piena e visibile unità di tutti i seguaci di Cristo”, chiarendo anche in questa occasione che ciò richiede “in aggiunta alle buone intenzioni concreti gesti che entrino negli animi e smuovano le coscienze”.
Parole, “chiari segnali di speranza”, ha rilevato il reverendo Samuel Kobia, nel suo saluto al Papa, indicando in particolare “tre aree di capitale importanza” da approfondire per il bene del movimento ecumenico nel suo insieme: la spiritualità, la formazione e il dibattito ecclesiologico, che comporterà quesiti fondamentali e risposte che riguarderanno tra l’altro – ha detto il dott. Kobia – la capacità o incapacità di riconoscersi reciprocamente come Chiese. La nostra fede – ha aggiunto – è più efficace e vibrante quando è vissuta insieme con tutti i fratelli e sorelle in Cristo”, così
come “la nostra testimonianza profetica, la nostra missione e il nostro servizio sono tanto più efficaci quando possiamo pregare, confessare, parlare e agire insieme piuttosto che separatamente”.
Ma ascoltiamo ora un commento del reverendo Kobia, al microfono di Philippa Hitchen della nostra redazione inglese:
R. – YES, I MUST SAY THAT I VERY….
Sì, devo anzitutto dire che ho apprezzato come un caloroso benvenuto le affermazioni fatte dal Santo Padre Benedetto XVI, per il quale l’ecumenismo risulta essere una priorità. Inoltre una delle cose che voglio fare è esprimere il mio più profondo apprezzamento per aver preso questa posizione, sottolineandogli che siamo pronti veramente a collaborare e lavorare insieme per il raggiungimento di una grande unità fra Cristianesimo e Chiese del mondo.
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Radio Vaticana, 16 giugno 2005
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