LETTERA
DEL PAPA AD ANGELA MERKEL
Radio
Vaticana, 22 aprile 2007
Lettera
del Papa ad Angela Merkel: i Paesi ricchi mantengano le
promesse sulla lotta alla povertà nel mondo
L’obiettivo
di eliminare l’estrema povertà entro il 2015 è uno dei
più importanti compiti del nostro tempo. E’ quanto
scrive il Papa in una lettera inviata al cancelliere
tedesco Angela Merkel in vista del prossimo Vertice del
G8, il Gruppo dei 7 Paesi più industrializzati più la
Federazione russa, che si terrà dal 6 all’8 giugno ad
Heiligendamm, sulla costa baltica della Germania. La
lettera porta la data del 16 dicembre 2006 ed è stata
scritta in occasione dell’inizio della presidenza
tedesca dell’Unione Europea e del G8. Angela Merkel, il
2 febbraio successivo, inviava una lettera di risposta al
Santo Padre. Oggi l’Osservatore Romano pubblica questo
importante carteggio. Ce ne parla Sergio Centofanti.
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Con la sua lettera Benedetto XVI manifesta
l’apprezzamento e l’incoraggiamento della Chiesa
Cattolica per l’intenzione espressa dal governo tedesco,
e condivisa dagli altri membri del G8, di mantenere il
tema della povertà al centro del prossimo Vertice di
Heiligendamm, con particolare attenzione agli aiuti
all’Africa.
Il Papa ricorda come la Germania condivida “la
preoccupazione della Santa Sede per la incapacità dei
Paesi ricchi di offrire ai Paesi più poveri, in
particolare a quelli dell'Africa, adeguate condizioni
finanziarie e commerciali che renderebbero possibile la
promozione di un loro sviluppo duraturo”. Senza
dimenticare che “i Governi dei Paesi più poveri hanno,
da parte loro, la responsabilità della good governance e
dell'eliminazione della povertà, che però in ciò è
irrinunciabile un'attiva collaborazione da parte dei
partner internazionali. Qui non si tratta – scrive il
Papa - di un compito straordinario o di concessioni che
potrebbero essere rimandate a causa di pressanti interessi
nazionali. Esiste piuttosto un dovere morale grave e
incondizionato, basato sulla comune appartenenza alla
famiglia umana così come sulla comune dignità e destino
dei Paesi poveri e dei Paesi ricchi che, mediante il
processo di globalizzazione, si sviluppano in modo sempre
più strettamente interconnesso. Per i Paesi poveri –
continua il Papa - bisognerebbe creare e garantire, in
modo affidabile e duraturo, condizioni commerciali
favorevoli che, soprattutto, includano un accesso ampio e
senza riserve ai mercati”. Per Benedetto XVI occorre
prendere “provvedimenti per una rapida cancellazione
completa ed incondizionata del debito estero dei Paesi
poveri fortemente indebitati (heavily indebted poor
countries - HIPC) e dei Paesi meno sviluppati (least
developed countries - LDC)”. Nello stesso tempo “vanno
prese misure affinché questi Paesi non finiscano di nuovo
in una situazione di debito insostenibile. Inoltre, i
Paesi industrializzati devono essere consapevoli degli
impegni che hanno assunto nell'ambito degli aiuti allo
sviluppo e assolverli pienamente. Occorrono poi – scrve
ancora il Papa nella sua lettera al cancelliere tedesco -
ampi investimenti nel campo della ricerca e dello sviluppo
di farmaci per il trattamento dell'AIDS, della
tubercolosi, della malaria e di altre malattie
tropicali”. E in quest'ottica esorta i Paesi
industrializzati ad affrontare “l'urgente compito
scientifico di creare finalmente un vaccino contro la
malaria” e a “mettere a disposizione tecnologie
mediche e farmaceutiche come pure conoscenze derivate
dall'esperienza nel campo dell'igiene, senza per questo
avanzare richieste giuridiche o economiche”. Benedetto
XVI afferma quindi con forza che “la comunità
internazionale deve continuare ad adoperarsi per una
riduzione significativa del commercio di armi sia legale
sia illegale, del traffico illegale di preziose materie
prime e della fuga di capitali dai Paesi poveri e deve
impegnarsi per l'eliminazione tanto di pratiche di
riciclaggio di denaro sporco quanto della corruzione di
funzionari nei Paesi poveri”. Si tratta di sfide che
vanno affrontate da tutti gli Stati membri della comunità
internazionale – sottolinea il Papa - ma “il G8 e
l'Unione Europea dovrebbero svolgere un ruolo-guida in
proposito”. Benedetto XVI ricorda infine che
"appartenenti a diverse religioni e culture di tutto
il mondo sono convinti che il raggiungimento
dell'obiettivo di eliminare l'estrema povertà entro il
2015 sia uno dei più importanti compiti del nostro
tempo” e “condividono, inoltre, la convinzione che
questo traguardo sia legato indissolubilmente alla pace e
alla sicurezza nel mondo”. Nella sua risposta Angela
Merkel, ringraziando il Pontefice per la sua lettera, lo
assicura che queste tematiche saranno affrontate sia
dall’Unione Europea che nell’ambito del prossimo G8
con l’auspicio che attraverso una globalizzazione “più
equa” si possa “giungere a più giustizia e pace”
nel mondo.
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Su questa corrispondenza epistolare tra Benedetto XVI e il
cancelliere tedesco Angela Merkel ascoltiamo il commento
del nostro direttore generale padre Federico Lombardi:
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La corrispondenza fra il Papa Benedetto XVI e la Dott.ssa
Merkel, Cancelliere della Repubblica Federale tedesca e
attualmente Presidente dell’Unione Europea e del G8, è
un fatto importante. Le necessità urgenti e spesso
drammatiche dei Paesi più poveri e in particolare
dell’Africa vengono riproposte al centro
dell’attenzione internazionale. Questa intenzione era
stata già manifestata con apprezzabile decisione dalla
Presidenza inglese dell’Unione Europea ed è stata
prontamente ripresa da quella tedesca, e la Chiesa
cattolica si affretta a manifestare il suo apprezzamento e
il suo sostegno in modo esplicito e motivato.
Il Papa richiama i grandi temi della visione della Chiesa
sulla lotta alla povertà e sulla instaurazione di una
maggiore giustizia nei rapporti fra i popoli nel contesto
dell’attuale processo di globalizzazione, come pure le
principali vie concrete per raggiungere questi obiettivi:
dal campo del commercio, della cancellazione del debito
estero e dell’impegno per gli aiuti allo sviluppo, a
quello della sanità, fino alla lotta al commercio delle
armi.
Due osservazioni. Anzitutto di “metodo”: la lettera
del Papa non ha nulla di astratto e di moralistico. Il
Papa sa che vi è una faticosa, difficile e altissima
responsabilità da esercitare nel campo politico ed
economico, e appoggia chiaramente con la sua autorità
morale e con le possibilità concrete di collaborazione
della Chiesa cattolica, ogni progetto concreto e ogni
sforzo per esercitarla con nobili intenti per il bene
comune della famiglia umana. La risposta della Signora
Merkel non è da meno, ponendosi allo stesso alto livello.
E’ un ottimo esempio di corretto rapporto fra autorità
politica e spirituale. Un segnale di speranza verso un
mondo più equo. Poi di ampiezza di orizzonte. Il Papa
manifesta la sua preoccupazione viva per i Paesi più
poveri e per l’Africa in particolare. E’ una
preoccupazione anche questa in piena continuità con
quelle dei suoi predecessori. Non è vero che egli sia “eurocentrico”,
come qualcuno sostiene. Fra poco si recherà
nell’America Latina. Quando parla all’Europa, il Papa
pensa a un’Europa aperta al mondo nella giustizia e
nella solidarietà, per la costruzione di un mondo
rispettoso della dignità di ogni persona umana.
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