Lettera
di Benedetto XVI al cardinale Erdő per l’ottavo
centenario della nascita di Santa Elisabetta di Turingia o
d’Ungheria, “Santa 'europea'”
“Santa
‘europea’”, “si rivelò vera figlia della Chiesa,
offrendo una testimonianza concreta, visibile e
significativa della carità di Cristo”: è quanto
afferma Benedetto XVI, nella lettera indirizzata al
cardinale Péter Erdő, arcivescovo di
Esztergom-Budapest e primate d’Ungheria, in occasione
dei festeggiamenti in corso per l’ottavo centenario
della nascita di Santa Elisabetta di Turingia o
d’Ungheria.
“Formulo fervidi voti – auspica il Papa – affinché
la conoscenza approfondita della personalità e dell'opera
di Elisabetta di Turingia possa aiutare a riscoprire con
sempre più viva consapevolezza le radici cristiane
dell’Ungheria e della stessa Europa, spingendo i
responsabili a sviluppare in modo armonico e rispettoso il
dialogo tra la Chiesa e le società civili, per costruire
un mondo realmente libero e solidale”. L’Anno
internazionale elisabettiano è stato inaugurato a Roma il
17 novembre 2006. La Messa di chiusura è in programma il
17 novembre prossimo, presso la Basilica di Santa Maria
degli Angeli ad Assisi. (Fonte: Radio Vaticana, 7
luglio 2007)
LETTERA DEL
SANTO PADRE AL PRIMATE DI UNGHERIA, EM.MO CARD. PÉTER ERDŐ,
IN OCCASIONE DELLE CELEBRAZIONI PER L’VIII CENTENARIO
DELLA NASCITA DI SANTA ELISABETTA DI TURINGIA O D’UNGHERIA
, 07.07.2007
Venerabili Fratri Nostro
FRIDERICO S.R.E. CARDINALI WETTER
Archiepiscopo emerito Monacensi et Frisingensi
Al
Venerato Fratello
PÉTER
Card. ERDŐ
Arcivescovo
degli Strigoni
Primate di
Ungheria
Presidente
del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa
Con vivo
compiacimento ho appreso che si stanno predisponendo
speciali festeggiamenti per l’VIII centenario della
nascita di santa Elisabetta di Turingia o d’Ungheria,
che ricorre quest’anno. In tale felice circostanza Le
chiedo di rendersi interprete presso i fedeli d’Ungheria
e dell’intera Europa della mia spirituale partecipazione
alle celebrazioni previste: esse saranno opportuna
occasione per proporre all’intero Popolo di Dio e
specialmente all’Europa la splendida testimonianza di
questa Santa, la cui fama ha varcato i confini della
propria Patria, coinvolgendo moltissime persone anche non
cristiane in tutto il Continente.
Santa
"europea", Elisabetta nacque in un contesto
sociale di fresca evangelizzazione. Andrea e Gertrude,
genitori di tale autentica gemma della nuova Ungheria
cristiana, si preoccuparono di formarla alla
consapevolezza della propria dignità di figlia adottiva
di Dio. Elisabetta fece proprio il programma di Gesù
Cristo, Figlio di Dio, che facendosi uomo, "spogliò
se stesso assumendo la condizione di servo" (Fil
2,7). Grazie all'aiuto di ottimi maestri, si pose
sulle orme di san Francesco d'Assisi, proponendosi come
personale e ultimo obiettivo quello di conformare la sua
esistenza a quella di Cristo, unico Redentore dell'uomo.
Chiamata
ad essere sposa del Langravio di Turingia, non cessò di
dedicarsi alla cura dei poveri, nei quali riconosceva le
sembianze del Maestro divino. Seppe unire le doti di sposa
e di madre esemplare all'esercizio delle virtù
evangeliche, apprese alla scuola del Santo di Assisi. Si
rivelò vera figlia della Chiesa, offrendo una
testimonianza concreta, visibile e significativa della
carità di Cristo. Innumerevoli persone, lungo il corso
dei secoli, hanno seguito il suo esempio, guardando a lei
come a modello di specchiate virtù cristiane, vissute in
modo radicale nel matrimonio, nella famiglia e pure nella
vedovanza. A lei si sono ispirate anche personalità
politiche, traendone incitamento a lavorare alla
riconciliazione tra i popoli.
L'anno
internazionale elisabettiano, iniziato a Roma lo scorso 17
novembre, sta recando nuovi stimoli a meglio comprendere
la spiritualità di questa figlia della Pannonia, che
richiama ancora oggi ai suoi concittadini e agli abitanti
del Continente europeo l’importanza dei valori
imperituri del Vangelo.
Signor
Cardinale, formulo fervidi voti affinché la conoscenza
approfondita della personalità e dell'opera di Elisabetta
di Turingia possa aiutare a riscoprire con sempre più
viva consapevolezza le radici cristiane dell’Ungheria e
della stessa Europa, spingendo i responsabili a sviluppare
in modo armonico e rispettoso il dialogo tra la Chiesa e
le società civili, per costruire un mondo realmente
libero e solidale. Possa l’anno internazionale
elisabettiano costituire per gli Ungheresi, i Tedeschi e
per tutti gli Europei occasione quanto mai propizia per
evidenziare l'eredità cristiana ricevuta dai padri, sì
da continuare ad attingere da quelle radici la linfa
necessaria per un'abbondante fruttificazione nel nuovo
millennio da poco iniziato.
Mentre
invoco su tutti la costante protezione di Maria, Magna
Domina Hungarorum, di santo Stefano e di santa
Elisabetta, imparto a Lei, Signor Cardinale,
all'Episcopato, al clero, ai religiosi e ai fedeli tutti
una speciale Benedizione Apostolica, pegno di copiosi
favori celesti.
Dal
Vaticano, 27 Maggio 2007
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