Radio
Vaticana,21 febbraio 2007
“Spirituale
vicinanza e fraterna comprensione”: la esprime il Papa
a
mons. Stanislaw Wielgus,
dopo le dimissioni da arcivescovo di Varsavia
“Spirituale
vicinanza e fraterna comprensione”: esprime il Papa a
mons. Stanislaw Wielgus,
in una Lettera datata 12 febbraio, resa nota ieri dal
nunzio apostolico mons. Józef
Kowalczyk, nell’ambito del
Consiglio permanente della Conferenza episcopale, riunito
ieri a Varsavia, alla vigilia dell’odierna Giornata di
preghiera e penitenza del clero polacco, nella ricorrenza
del Mercoledì delle Ceneri, indetta dai vescovi con una
Lettera pastorale del 12 gennaio scorso, dopo le
dimissioni dell’arcivescovo di Varsavia. Il Servizio di
Roberta Gisotti.
“La
missione vescovile, oggi, come nel passato, è segnata
dalla sofferenza. Che Nostro Signore non cessi di
sostenerla con la sua grazia”: così Benedetto XVI
scrive a mons. Stanislaw Wielgus,
dimessosi – lo ricordiamo - il 7 gennaio scorso da
arcivescovo di Varsavia, dopo aver prima negato e poi
ammesso pubblicamente di aver collaborato con i Servizi
segreti del passato regime comunista. Riferisce il Papa di
una lettera inviatagli dello stesso mons. Wielgus
all’indomani della rinuncia, nella quale il presule
mostra “la dolorosa sofferenza del suo cuore”
“conscio” – sottolinea il Santo Padre - che la
situazione creatasi non gli permetteva di “iniziare il
servizio episcopale con l’indispensabile autorità”.
Da qui le sue dimissioni quale “atto di profonda
sensibilità per il bene della Chiesa di Varsavia e della
Polonia” ed anche segno della “sua umiltà e
distacco dagli incarichi”. Rammenta il Papa le
“eccezionali circostanze” nelle quali mons. Wielgus
“svolgeva il suo servizio, quando il regime comunista in
Polonia usava tutti i mezzi per soffocare le libertà dei
cittadini e in modo speciale del clero”, sottolineando
pure che egli “ha dato prova di grande pietà e del
profondo amore per Gesù Cristo e per la Chiesa”,
“come rettore dell’Università di Lublino e
come vescovo di Plock.
Infine l’incoraggiamento “a proseguire con fiducia e
serenità nel cuore” e a riprendere l’attività “a
servizio di Cristo nella maniera in cui sarà
possibile”, conclude Benedetto XVI la sua missiva.
Ed
oggi nell’intera Polonia si
prega e si fa penitenza perché “la santità dei
sacerdoti – come ha chiesto il Papa all’Angelus,
domenica scorsa – colmi tutti i fedeli dello spirito di
perdono, di riconciliazione e di reciproca fiducia”.
Secondo l’invito rivolto dai presuli polacchi, in tutte
le chiese del Paese vengono
celebrate Messe “per il perdono di errori e di debolezze
nella proclamazione del Vangelo”.