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DISCORSO
AD UNA DELEGAZIONE DI LUTERANI (10 FEBBRAIO 2010) |
Radio
Vaticana, 10 febbraio 2010
Il
Papa incontra una delegazione di luterani
Benedetto
XVI ha ricevuto stamani una delegazione della Chiesa
evangelica luterana d'America. Il Papa ha ricordato i
risultati finora raggiunti nel dialogo tra cattolici e
luterani auspicando nuovi passi sulla strada della piena e
visibile unità tra i cristiani. Il servizio di Amedeo
Lomonaco:
Il Papa, incontrando la delegazione della Chiesa
evangelica luterana, ha detto che sin dall’inizio del
proprio Pontificato è stato incoraggiato dal fatto che
“le relazioni tra cattolici e luterani hanno continuato
a svilupparsi, soprattutto a livello di una collaborazione
concreta al servizio del Vangelo”. Il Santo Padre ha
ricordato che nell'Enciclica “Ut unum sint” Giovanni
Paolo II, riferendosi alle relazioni tra cattolici e
luterani, parla di “ritrovata fraternità”.
L’auspicio di Benedetto XVI è che questo costante
dialogo, sia negli Stati Uniti sia a livello
internazionale, possa contribuire “a sviluppare le
intese raggiunte finora”.
Un importante compito restante – ha detto il Santo
Padre – è di raccogliere “i risultati del dialogo
cattolico luterano”, iniziato in modo promettente dopo
il Concilio Vaticano II. Per costruire su quello che è
stato realizzato insieme da quel momento, un ecumenismo
spirituale deve essere radicato “nella preghiera ardente
e nella conversione a Cristo, sorgente di grazia e verità”.
Il Santo Padre ha poi rinnovato l’auspicio di Giovanni
Paolo II ricordando i passi compiuti nel suo Pontificato
sulla strada “della piena e visibile unità tra i
cristiani”.
“Disponiamoci ad essere aperti al Signore – ha
affermato Benedetto XVI rievocando le parole di Giovanni
Paolo II in occasione dell’udienza ai vescovi della
Chiesa luterana d’America del 26 settembre del 1985 -
così che possa usare questo incontro per i suoi fini, per
conseguire l’unità che egli desidera”. Il Signore –
ha concluso il Santo Padre – aiuti “a far tesoro di
quanto è stato realizzato finora e a promuoverne lo
sviluppo”.
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