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DISCORSO AI MAESTRI DI SCI 

Radio Vaticana 15 novembre 2010

Il Papa sullo sport: insegni rispetto delle regole e valori morali. Il grazie all'Italia per l'accoglienza dei cattolici feriti a Baghdad


“Praticato con passione e senso etico, lo sport” è scuola di “valori umani e cristiani”: è quanto ha affermato il Papa incontrando oggi in Vaticano una rappresentanza dei Maestri di sci italiani. Presente all’udienza anche il ministro degli Esteri Franco Frattini, che il Papa ha ringraziato per l’intervento del governo italiano a favore dei cattolici iracheni feriti durante l’attentato del 31 ottobre scorso a Baghdad. Il servizio di Sergio Centofanti.

Il Papa ringrazia l’Italia per l’ospitalità data agli iracheni feriti durante l’attacco contro la Cattedrale siro-cattolica di Baghdad, alla vigilia della Solennità di Tutti i Santi. L’attentato ha causato quasi 60 morti, tra cui 8 bambini, 10 donne e 2 sacerdoti. Numerosi feriti sono stati prontamente accolti nelle strutture italiane per l’assistenza sanitaria. Parlando ai Maestri di sci, Benedetto XVI ha poi ribadito che “l’attività sportiva rientra tra i mezzi che concorrono allo sviluppo armonico della persona ed al suo perfezionamento morale” contribuendo “a stimolare alcune capacità”…

“ … ad esempio la costanza nel perseguire gli obiettivi, il rispetto delle regole, la tenacia nell’affrontare e superare le difficoltà. Praticato con passione e senso etico, lo sport, oltre che esercitare ad un sano agonismo, diventa scuola per apprendere e approfondire valori umani e cristiani”.

“Mediante l’attività sportiva – ha proseguito il Papa - la persona comprende meglio che il suo corpo non può essere considerato un oggetto, ma che, attraverso la corporeità, esprime se stessa ed entra in relazione con gli altri”:

“In tal modo, l’equilibrio tra la dimensione fisica e quella spirituale porta a non idolatrare il corpo, ma a rispettarlo, a non farne uno strumento da potenziare a tutti i costi, utilizzando magari anche mezzi non leciti”.

Il Papa si è poi riferito al fatto che lo sci si pratica immersi nell’ambiente montano: “un ambiente – ha detto - che, in modo speciale, ci fa sentire piccoli”, rendendoci capaci “di interrogarci sul senso del creato, di guardare in alto, di aprirci al Creatore” e al nostro compito di essere custodi del mondo. Una responsabilità che “neppure il peccato dell’uomo ha eliminato” e che l’attività sportiva può aiutare a coltivare:

“I progressi nell’ambito scientifico e tecnologico danno all’uomo la possibilità di intervenire e manipolare la natura, ma il rischio, sempre in agguato, è quello di volersi sostituire al Creatore e di ridurre il creato quasi a un prodotto da usare e consumare. Qual è invece l’atteggiamento giusto da assumere? Sicuramente è quello di un profondo sentimento di gratitudine e riconoscenza, ma anche di responsabilità nel conservare e coltivare l’opera di Dio”.

Infine, Benedetto XVI invita quanti hanno responsabilità nella formazione sportiva ad agire d’intesa con le famiglie, specialmente quando gli allievi sono minori, e in collaborazione con la scuola e le altre realtà educative, ricordando anche di “dare la giusta centralità ai momenti fondamentali per la vita di fede, specialmente alla santificazione della domenica come giorno del Signore”.



DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI

DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
A
D UNA RAPPRESENTANZA DEI MAESTRI DI SCI ITALIANI

Sala Clementina
Lunedì, 15 novembre 2010
 

Signor Ministro,
gentili Signore e Signori,

sono lieto di porgere a voi tutti il mio cordiale saluto. Un deferente pensiero rivolgo all’onorevole Franco Frattini, Ministro degli Affari Esteri dello Stato Italiano, che ha voluto  partecipare a questa Udienza, essendo lui stesso parte del folto gruppo degli istruttori di sci. Lo ringrazio per le cortesi parole che mi ha rivolto a nome di tutti e, con l’occasione, gli esprimo la mia viva gratitudine per essersi adoperato affinché numerosi cattolici, feriti di recente a Baghdad, fossero accolti prontamente in Italia. La vostra presenza mi suggerisce due brevi riflessioni, sul valore rispettivamente dello sport e dell’ambiente naturale.

L’attività sportiva rientra tra i mezzi che concorrono allo sviluppo armonico della persona ed al suo perfezionamento morale (cfr Conc Vat. II, Dich. Gravissimum educationis, 4). Anche il vostro impegno come “Maestri di sci” contribuisce a stimolare alcune capacità, ad esempio la costanza nel perseguire gli obiettivi, il rispetto delle regole, la tenacia nell’affrontare e superare le difficoltà. Praticato con passione e senso etico, lo sport, oltre che esercitare ad un sano agonismo, diventa scuola per apprendere e approfondire valori umani e cristiani. Esso, infatti, insegna ad armonizzare dimensioni importanti della persona umana favorendo il suo sviluppo integrale. Mediante l’attività sportiva, la persona comprende meglio che il suo corpo non può essere considerato un oggetto, ma che, attraverso la corporeità, esprime se stessa ed entra in relazione con gli altri. In tal modo, l’equilibrio tra la dimensione fisica e quella spirituale porta a non idolatrare il corpo, ma a rispettarlo, a non farne uno strumento da potenziare a tutti i costi, utilizzando magari anche mezzi non leciti.

L’altro aspetto a cui vorrei accennare è suggerito dal fatto che lo sci si pratica immersi nell’ambiente montano, un ambiente che, in modo speciale, ci fa sentire piccoli, ci restituisce la giusta dimensione del nostro essere creature, ci rende capaci di interrogarci sul senso del creato, di guardare in alto, di aprirci al Creatore. Penso a quante volte salendo su una montagna per poi scendervi sciando, oppure praticando lo sci da fondo, vi si sono aperti panorami che, in modo spontaneo, elevano lo spirito e invitano ad alzare lo sguardo non solo esteriore, ma anche del cuore. Contemplando la creazione l’uomo riconosce la grandezza di Dio, sorgente ultima del proprio essere e dell’universo. Non va dimenticato che il rapporto con il creato costituisce un elemento importante per lo sviluppo dell’identità umana e neppure il peccato dell’uomo ha eliminato il suo compito di essere custode del mondo. Anche l’attività sportiva può essere concepita e vissuta come parte di questa responsabilità. I progressi nell’ambito scientifico e tecnologico danno all’uomo la possibilità di intervenire e manipolare la natura, ma il rischio, sempre in agguato, è quello di volersi sostituire al Creatore e di ridurre il creato quasi a un prodotto da usare e consumare. Qual è invece l’atteggiamento giusto da assumere? Sicuramente è quello di un profondo sentimento di gratitudine e riconoscenza, ma anche di responsabilità nel conservare e coltivare l’opera di Dio (cfr Gen 2,15). L’attività sportiva aiuta a perseguire tali obiettivi incidendo sullo stesso stile di vita, che viene orientato all’insegna dell’equilibrio, dell’autodisciplina e del rispetto. In particolare per voi, poi, il contatto con la natura è motivo per coltivare un profondo amore verso la creazione di Dio.

Alla luce di queste riflessioni, il vostro ruolo appare rilevante sia per una sana formazione sportiva, sia per un’educazione al rispetto dell’ambiente. Si tratta perciò di un compito da attuare in modo non isolato, ma d’intesa con le famiglie, specialmente quando i vostri allievi sono minori, e in collaborazione con la scuola e le altre realtà educative. Importante è anche la vostra testimonianza di fedeli laici che, pur nel contesto dell’attività sportiva, sanno dare la giusta centralità ai momenti fondamentali per la vita di fede, specialmente alla santificazione della domenica come giorno del Signore

Cari amici, vi ringrazio per la vostra cordiale visita e, mentre vi auguro ogni bene per l’attività professionale e sportiva, vi assicuro la mia preghiera e di cuore benedico voi tutti, i vostri familiari e i vostri allievi.

 

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