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VIAGGIO
APOSTOLICO A MALTA, CERIMONIA DI BENVENUTO (17 APRILE 2010) |
Radio
Vaticana, 17 aprile 2010
Grande
accoglienza per il Papa a Malta. Benedetto XVI: avete un
importante ruolo nella promozione dei valori cristiani in
Europa
◊ Malta ha un ruolo
importante nel promuovere i valori cristiani in Europa: lo
ha sottolineato Benedetto XVI, ieri pomeriggio, nella
cerimonia di benvenuto a Malta all’aeroporto
internazionale di Luqa. Subito dopo il Papa si è recato
al Palazzo dei Gran Maestri alla Valletta per una visita
di cortesia al presidente maltese, caratterizzata da una
grande cordialità e da un fuori programma. Ce ne parla Sergio
Centofanti 
Il Papa sente molto il calore e l’amicizia del popolo
maltese: l’accoglienza della gente è andata oltre le
stesse attese delle autorità locali. E Benedetto XVI ha
risposto con gioia a tanto affetto. Nella visita al
presidente George Abela, migliaia di ragazzi gli hanno
cantato in festa gli auguri per i suoi 83 anni. E al
termine dell'incontro, il Pontefice, invece di salire -
come da programma - sulla papamobile, si è incamminato a
piedi verso la folla per salutare alcuni bambini, malati
terminali in carrozzella, salutandoli e benedicendoli uno
per uno, tra le lacrime dei genitori.
Nel discorso all’aeroporto, Benedetto XVI ha parlato
del ruolo di Malta in Europa, a cominciare dall’approdo
imprevisto di san Paolo nell’isola, che - ha affermato -
alcuni potrebbero giudicare un semplice accidente della
storia, mentre gli occhi della fede vi riconoscono
“l’opera della Divina Provvidenza”.
Malta - ha aggiunto - ha “giocato un ruolo chiave
nello sviluppo politico, religioso e culturale
dell’Europa, del Vicino Oriente e del Nord Africa”, ha
contribuito “moltissimo alla difesa della cristianità
sia per terra che per mare”, ha offerto una
testimonianza coraggiosa “durante i giorni bui
dell’ultima guerra mondiale” e continua a giocare
“un valido ruolo nei dibattiti odierni sull’identità,
la cultura e le politiche europee” e in campi come “la
tolleranza, la reciprocità, l’immigrazione ed altre
questioni cruciali per il futuro di questo Continente”:
“Your Nation should continue to stand up for the
indissolubility of marriage…
La vostra Nazione dovrebbe continuare a difendere
l’indissolubilità del matrimonio quale istituzione
naturale e sacramentale, come pure la vera natura della
famiglia, come già sta facendo nei confronti della
sacralità della vita umana dal concepimento sino alla
morte naturale, e il vero rispetto che si deve dare alla
libertà religiosa secondo modalità che portino ad un
autentico sviluppo integrale sia degli individui sia della
società”.
“Il popolo maltese, illuminato per quasi due
millenni dagli insegnamenti del Vangelo e continuamente
irrobustito dalle proprie radici cristiane – ha detto il
Papa - è giustamente fiero del ruolo indispensabile che
la fede cattolica ha avuto nello sviluppo della propria
Nazione”. Quindi il Pontefice ha rilevato “l’impegno
del Governo nei progetti umanitari ad ampio raggio,
specialmente in Africa” auspicando “che ciò possa
servire per promuovere il benessere dei meno fortunati …
quale espressione di genuina carità cristiana”.
Il Papa infine ha incoraggiato Malta a ad essere sempre
più “ponte nella comprensione tra i popoli, le culture
e le religioni presenti nel Mediterraneo” e a
“stendere la mano dell’amicizia ai propri vicini a
nord e a sud, ad est e ad ovest”.
Il presidente Abela, da parte sua, ha
sottolineato la profonda tradizione cristiana di Malta,
criticando quelle correnti laiciste che vogliono relegare
la fede nella sfera privata.
CERIMONIA DI
BENVENUTO
SALUTO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Aeroporto
Internazionale di Malta - Luqa
Sabato, 17 aprile 2010
Signor
Presidente,
Venerati Fratelli nell’Episcopato,
Distinte Autorità,
Signore e Signori,
Jien kuntent ħafna li ninsab fostkom! [sono lieto di
essere in mezzo a voi].
E’ per
me motivo di gioia essere oggi qui a Malta tra di voi.
Giungo come pellegrino per adorare il Signore e lodarlo
per le meraviglie che qui ha compiuto. Vengo inoltre come
Successore di san Pietro per confermarvi nella fede (cfr Lc
22,32) ed unirmi a voi nella preghiera all’unico Dio
vivo e vero, in compagnia di tutti i Santi, incluso il
grande Apostolo di Malta, san Paolo. Anche se la mia
visita sarà breve, prego che essa porti molti frutti.
Le sono
grato, Signor Presidente, per le parole gentili con le
quali mi ha dato il benvenuto a nome suo e del Popolo
maltese. La ringrazio per l’invito e per il duro lavoro
che Lei ed il Governo hanno posto in atto per preparare la
mia visita. Ringrazio il Primo Ministro, le Autorità
civili e militari, il Corpo Diplomatico e ognuno di voi
qui convenuto per onorare questa circostanza mediante la
vostra presenza e il vostro cordiale benvenuto.
Saluto in
modo speciale l’Arcivescovo Paolo Cremona, il Vescovo
Mario Grech e l’Ausiliare Annetto Depasquale, come pure
tutti gli altri Vescovi presenti. Nel salutare voi,
desidero esprimere il mio affetto ai sacerdoti, ai
diaconi, ai religiosi e alle religiose ed a tutti i fedeli
laici affidati alle vostre cure pastorali.
L’occasione
della mia visita a queste isole è il 1950° anniversario
del naufragio di san Paolo sulle spiagge dell’isola di
Malta. San Luca descrive questo evento negli Atti degli
Apostoli, ed è dal suo racconto che avete scelto il tema
della visita odierna: “Jeħtieg iżda li naslu
fi gżira” [“Dovremo però andare a finire su
qualche isola”] (At 27,26). Qualcuno potrebbe
considerare l’arrivo di san Paolo a Malta, attraverso un
evento umanamente imprevisto, come un semplice accidente
della storia. Gli occhi della fede, tuttavia, ci
permettono di riconoscervi l’opera della Divina
Provvidenza.
In realtà,
Malta è stata un crocevia di molti dei grandi eventi e
degli scambi culturali nella storia europea e
mediterranea, fino ai nostri stessi giorni. Queste isole
hanno giocato un ruolo chiave nello sviluppo politico,
religioso e culturale dell’Europa, del Vicino Oriente e
del Nord Africa. A questi lidi, pertanto, secondo gli
arcani disegni di Dio, il Vangelo fu recato da san Paolo e
dai primi seguaci di Cristo. La loro opera missionaria ha
portato molti frutti lungo i secoli, contribuendo in
innumerevoli modi a plasmare la ricca e nobile cultura di
Malta.
Quanto
alla loro posizione geografica, queste isole sono state di
grande importanza strategica in più di un’occasione,
anche in tempi recenti: la “Georg Cross” posta sulla
bandiera nazionale offre fiera testimonianza del grande
coraggio del vostro popolo durante i giorni bui
dell’ultima guerra mondiale. Allo stesso modo, le
fortificazioni che risaltano in maniera così prominente
nell’architettura dell’isola parlano di lotte
precedenti, quando Malta contribuì moltissimo alla difesa
della cristianità sia per terra che per mare. Voi
continuate a giocare un valido ruolo nei dibattiti odierni
sull’identità, la cultura e le politiche europee. Allo
stesso tempo, sono lieto di rilevare l’impegno del
Governo nei progetti umanitari ad ampio raggio,
specialmente in Africa. E’ da auspicare vivamente che ciò
possa servire per promuovere il benessere dei meno
fortunati di voi, quale espressione di genuina carità
cristiana.
In realtà,
Malta ha molto da offrire in campi diversi, quali la
tolleranza, la reciprocità, l’immigrazione ed altre
questioni cruciali per il futuro di questo Continente. La
vostra Nazione dovrebbe continuare a difendere
l’indissolubilità del matrimonio quale istituzione
naturale e sacramentale, come pure la vera natura della
famiglia, come già sta facendo nei confronti della
sacralità della vita umana dal concepimento sino alla
morte naturale, e il vero rispetto che si deve dare alla
libertà religiosa secondo modalità che portino ad un
autentico sviluppo integrale sia degli individui sia della
società.
Malta
gode di stretti vincoli con il Vicino Oriente, non
soltanto in termini culturali e religiosi, ma anche
linguistici. Permettetemi di incoraggiarvi a porre questo
insieme di abilità e di punti di forza a favore di un suo
uso più grande, per poter servire da ponte nella
comprensione tra i popoli, le culture e le religioni
presenti nel Mediterraneo. Molto deve essere ancora fatto
per costruire rapporti di genuina fiducia e di dialogo
fruttuoso, e Malta si trova in buona posizione per
stendere la mano dell’amicizia ai propri vicini a nord e
a sud, ad est e ad ovest.
Il popolo
maltese, illuminato per quasi due millenni dagli
insegnamenti del Vangelo e continuamente irrobustito dalle
proprie radici cristiane, è giustamente fiero del ruolo
indispensabile che la fede cattolica ha avuto nello
sviluppo della propria Nazione. La bellezza della nostra
fede viene espressa qui in vari e complementari modi, non
ultimo nelle vite di santità che hanno portato i maltesi
a donare se stessi per il bene degli altri. Tra di loro
dobbiamo includere Dun
Ġorġ Preca, che ho avuto la gioia di
canonizzare tre anni orsono (3
giugno 2007). Invito tutti voi ad invocare la sua
intercessione perché questa mia prima visita pastorale
fra voi porti molti frutti spirituali.
Attendo
di pregare con voi durante il tempo che trascorrerò a
Malta e vorrei, come padre e fratello, assicurarvi del mio
affetto nei vostri confronti, come pure del desiderio di
condividere questo tempo nella fede e nell’amicizia. Con
tali pensieri, affido tutti voi alla protezione di Nostra
Signora di Ta’Pinu e del vostro padre nella fede, il
grande Apostolo Paolo.
Il-Mulej
ibierek lill-poplu kollu ta’ Malta u ta’ Għawdex!
[Dio benedica tutta la gente di Malta e di Gozo]
©
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