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VIAGGIO
APOSTOLICO A MALTA, INCONTRO CON I GIORNALISTI (17 APRILE 2010) |
Radio
Vaticana, 17 aprile 2010
Il
Papa sull'aereo spiega i motivi della visita a Malta:
omaggio a San Paolo, l'amore di Malta per una Chiesa
ferita dai peccati, il dramma dei profughi
◊ Nel consueto
incontro con i giornalisti sull'aereo papale, Benedetto
XVI ha spiegato i motivi del viaggio a Malta. Ce ne parla Francesca
Sabatinelli

Tre i motivi di questo viaggio a Malta, primo dei
cinque già programmati per quest’anno. Motivi che
Benedetto XVI ha sinteticamente riassunti in un discorso
breve e puntuale. Per seguire le orme di San Paolo, e
poter mettere in luce la grande figura e il suo messaggio:
“Io penso si possa sintetizzare
l’essenziale del suo viaggio con le parole che lui
stesso ha riassunto alla fine della lettera ai Galati:
fede operante nella carità. Queste sono le cose
importanti anche oggi: la fede, la relazione con Dio, che
si trasforma poi in carità”.
Dal naufragio dell’Apostolo delle
Genti, 1950 anni fa, per Malta nacque la fortuna di avere
la fede, ciò è valido anche per oggi ha spiegato il
Papa:
“Possiamo pensare anche noi che i naufragi della
vita possono fare il progetto di Dio per noi e possono
anche essere utili per nuovi inizi nella nostra vita”.
Secondo motivo del viaggio, per
rendere omaggio alla Chiesa di Malta, vivace e feconda
nelle vocazioni. Una Chiesa pronta a rispondere alle
odierne sfide:
“So che Malta ama Cristo e ama la sua
Chiesa che è il suo Corpo e sa che, anche se questo Corpo
è ferito dai nostri peccati, il Signore tuttavia ama
questa Chiesa, e il suo Vangelo è la vera forza che
purifica e guarisce”.
Una Chiesa ferita dai peccati come la crisi degli
abusi, a questo il Papa si riferiva, come ha poi spiegato
il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico
Lombardi, parlando di naufragio e di corpo ferito, ma
sottolineando anche la forza di guarigione che viene dal
Vangelo.
Malta è anche il punto, ha detto poi il Papa parlando
del terzo e ultimo motivo, dove le correnti dei profughi
arrivano dall’Africa per bussare alle porte
dell’Europa, e a questo occorre che rispondano tutti,
non può farlo solo Malta:
“Noi tutti dobbiamo rispondere a questa sfida,
lavorare perché tutti possano, nella loro terra, vivere
una vita dignitosa e dall’altra parte fare il possibile
perché questi profughi trovino qui dove arrivano,
trovino, in ogni caso, uno spazio di vita dignitosa”.
Questi quindi i punti cardine di
questo viaggio in un’isola che ricorda, ha concluso
Benedetto XVI, che proprio la fede è la forza che dà la
carità e dunque anche la fantasia per rispondere bene a
queste sfide.
INCONTRO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
CON I GIORNALISTI DURANTE IL VOLO VERSO MALTA
Volo Papale
Sabato, 17 aprile 2010
Padre
Lombardi: Cari
amici, ecco che Sua Santità è di nuovo con noi per il
primo di quei cinque viaggi di quest’anno che sono già
in programma. Siamo molto contenti di averlo con noi anche
all’inizio di questo viaggio perché possiamo così
fargli pure gli auguri per i due anniversari di questi
giorni, quello di ieri, il compleanno, e quello di lunedì
prossimo. Il Santo Padre ha ricevuto le domande che alcuni
di voi hanno presentato e che interpretano un po’ le
attese che tutti abbiamo all’inizio di questo viaggio e
quindi ci farà alcune riflessioni, alcune considerazioni,
sulla base di queste nostre attese. Non seguiremo lo
schema delle altre volte di domanda-risposta, lasciamo che
il Santo Padre, da par suo, ci faccia un suo discorso
sintetico. Grazie Santità e buon viaggio
Papa:
Cari amici, buonasera! Auguriamoci un buon viaggio,
senza questa nuvola oscura che sta sopra parte
dell’Europa.
Allora,
perché questo viaggio a Malta? I motivi sono molteplici.
Il primo
è San Paolo. E’ finito l’Anno paolino della Chiesa
universale, ma Malta festeggia 1950 anni dal naufragio e
questa è per me un’occasione per mettere ancora una
volta in luce la grande figura dell’Apostolo delle
genti, con il suo messaggio importante proprio anche per
oggi. Io penso si possa sintetizzare l’essenziale del
suo viaggio con le parole che lui stesso ha riassunto alla
fine della lettera ai Galati: fede operante nella carità.
Queste
sono le cose importanti anche oggi: la fede, la relazione
con Dio, che si trasforma poi in carità. Ma penso anche
che il motivo del naufragio parla per noi. Dal naufragio,
per Malta è nata la fortuna di avere la fede; così
possiamo pensare anche noi che i naufragi della vita
possono fare il progetto di Dio per noi e possono anche
essere utili per nuovi inizi nella nostra vita.
Il
secondo motivo: mi fa piacere di vivere in mezzo ad una
Chiesa vivace che è quella di Malta, che è feconda nelle
vocazioni anche oggi, piena di fede, in mezzo al nostro
tempo, e che risponde alle sfide del nostro tempo. So che
Malta ama Cristo e ama la sua Chiesa che è il suo Corpo e
sa che, anche se questo Corpo è ferito dai nostri
peccati, il Signore tuttavia ama questa Chiesa, e il suo
Vangelo è la vera forza che purifica e guarisce.
Terzo
punto: Malta è il punto dove le correnti dei profughi
arrivano dall’Africa e bussano alla porta dell’Europa.
Questo è un grande problema del nostro tempo, e,
naturalmente, non può essere risolto dall’isola di
Malta. Noi tutti dobbiamo rispondere a questa sfida,
lavorare perché tutti possano, nella loro terra, vivere
una vita dignitosa e dall’altra parte fare il possibile
perché questi profughi trovino qui dove arrivano,
trovino, in ogni caso, uno spazio di vita dignitosa. Una
risposta ad una grande sfida del nostro tempo: Malta ci
ricorda questi problemi e ci ricorda anche che proprio la
fede è la forza che dà carità, e dunque anche la
fantasia per rispondere bene a queste sfide. Grazie
Padre
Lombardi: Grazie Santità e buon viaggio allora,
l’accompagneremo anche con il nostro lavoro e la nostra
informazione.
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