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VIAGGIO
APOSTOLICO A MALTA, VISITA ALLA GROTTA DI SAN
PAOLO (17 APRILE 2010) |
Radio
Vaticana, 17 aprile 2010
Annunciate
a tutti la bellezza della fede: così il Papa alla Grotta
di San Paolo
◊ Nella
serata di ieri, il Papa ha visitato la Grotta di San Paolo
a Rabat, dove, secondo la tradizione, l’Apostolo delle
Genti passò tre mesi predicando e facendone il punto di
riferimento per la prima comunità cristiana. Su questo
evento, il servizio del nostro inviato Alessandro De
Carolis 
La nube di cenere sui cieli d’Europa non ha fermato
ieri il volo di Benedetto XVI, come 1950 anni fa una
tempesta sul Mediterraneo non fermò San Paolo, che anzi
seppe trasformare quello che allora apparve un approdo
certamente “non programmato” – il naufragio sulle
spiagge maltesi – nell’inizio di una lunghissima
storia cristiana. Risale con questa consapevolezza
Benedetto XVI dalla penombra silenziosa che avvolge la
Grotta di San Paolo a Rabat per spiegare alla folla –
che qui è pronta ad acclamarlo con grandi feste ad ogni
sua apparizione in pubblico – che se i “marinai
possono tracciare una rotta”, è Dio, “nella sua
sapienza e provvidenza” a dispiegare “il proprio
itinerario”.
"Today the same Gospel which Paul preached
continues to summon the people ....".
"Oggi lo stesso Vangelo che Paolo predicò
continua a esortare il popolo di queste isole alla
conversione, ad una nuova vita e ad un futuro di speranza.
Mentre mi trovo fra voi come Successore dell’apostolo
Pietro, vi invito ad ascoltare la parola di Dio con animo
nuovo, come fecero i vostri antenati, e di lasciare che
essa sfidi i vostri modi di pensare e la maniera in cui
trascorrete la vostra vita”.
Un po’ di ritardo sui tempi previsti, il Papa era
giunto intorno alle 20.20 alla Chiesa di San Paolo, che da
secoli sovrasta la Grotta: si è inginocchiato in
preghiera davanti alla statua dell’Apostolo, ha offerto
una lampada votiva in argento cesellata a mano da maestri
orafi romani, quindi tornato all’esterno della Chiesa si
è rivolto alla gente e in particolare ai 250 missionari
presenti, che sull’esempio di San Paolo hanno imparato
il valore dell’essere apostoli in tutto il mondo:
"Dear missionaries: I thank all of you, in the
name of the whole Church, ...".
“Cari missionari: ringrazio ciascuno di voi, a
nome di tutta la Chiesa, per la vostra testimonianza al
Signore Risorto e per le vite spese al servizio degli
altri. La vostra presenza ed attività in così tanti
Paesi del mondo fa onore alla vostra Patria e testimonia
la spinta evangelica innestata nella Chiesa a Malta”.
Ma tutti i maltesi, in ogni ambito della loro vita,
sono stati esortati da Benedetto XVI a dare testimonianza,
specie ai giovani, della “bellezza” e della
“ricchezza” della fede cattolica:
"In the face of so many threats to
the sacredness of human life, ... ".
“Di fronte a così tante minacce alla sacralità
della vita umana, alla dignità del matrimonio e della
famiglia, non hanno forse bisogno i nostri contemporanei
– si è chiesto il Papa – di essere costantemente
richiamati alla grandezza della nostra dignità di figli
di Dio e alla vocazione sublime che abbiamo ricevuto in
Cristo?”
Il senso profondo di questa domanda lasciata in
consegna, come un pungolo collettivo, ai maltesi,
Benedetto XVI l’ha affidata come auspicio nella frase
scritta nel Libro degli Ospiti della Grotta di San Paolo:
“In questo luogo santo, che ha conosciuto i passi
pellegrini di San Paolo, prego che come lui noi possiamo
conoscere, amare e servire il Signore risorto nella pace e
nella gioia. Dio benedica Malta e Gozo".
VISITA ALLA
GROTTA DI SAN PAOLO
PAROLE
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Rabat
Sabato, 17 aprile 2010
Caro
Arcivescovo Cremona,
Cari fratelli e sorelle,
il mio pellegrinaggio
a Malta è iniziato con un momento di preghiera
silenziosa nella grotta di san Paolo, che per primo portò
la fede in queste isole. Sono venuto sulle orme di quegli
innumerevoli pellegrini lungo i secoli, che in questo
santo luogo hanno pregato, affidando se stessi, le loro
famiglie e la prosperità di questa Nazione
all’intercessione dell’Apostolo dei Gentili. Mi
rallegro di essere finalmente tra di voi e vi saluto tutti
con grande affetto nel Signore.
Il
naufragio di Paolo e la sua sosta per tre mesi a Malta
hanno lasciato un segno indelebile nella storia del vostro
Paese. Le sue parole ai compagni prima di giungere a Malta
sono ricordate per noi negli Atti degli Apostoli e
sono state un tema speciale nella vostra preparazione alla
mia visita. Queste parole - “Jeħtieg iżda li
naslu fi gżira” [“Dovremo però andare a finire
su qualche isola”] (At 27,26) – nel contesto
originale sono un invito al coraggio di fronte
all’ignoto e alla fiducia incrollabile nella misteriosa
provvidenza di Dio. I naufraghi, infatti, furono
calorosamente accolti dalla gente di Malta, a seguito
dell’esempio dato da san Publio. Nel piano di Dio, san
Paolo divenne perciò il vostro padre nella fede
cristiana. Grazie alla sua presenza tra voi, il Vangelo di
Gesù Cristo si radicò saldamente e portò molto frutto
non soltanto nella vita degli individui, delle famiglie e
delle comunità, ma anche nella formazione dell’identità
nazionale di Malta, come pure nella sua vibrante e
particolare cultura.
Le
fatiche apostoliche di Paolo portarono pure una ricca
messe nella generazione di predicatori che seguirono le
sue orme, e particolarmente nel gran numero di sacerdoti e
religiosi che imitarono il suo zelo missionario lasciando
Malta per andare a portare il Vangelo in lidi lontani.
Sono lieto di aver avuto l’opportunità di incontrarne
oggi così tanti in questa Chiesa di san Paolo, e di
incoraggiarli nella loro vocazione piena di sfide e spesso
eroica. Cari missionari: ringrazio ciascuno di voi, a nome
di tutta la Chiesa, per la vostra testimonianza al Signore
Risorto e per le vite spese al servizio degli altri. La
vostra presenza ed attività in così tanti Paesi del
mondo fa onore alla vostra Patria e testimonia la spinta
evangelica innestata nella Chiesa a Malta. Preghiamo il
Signore affinché susciti ancor più uomini e donne, che
continuino la nobile missione di proclamare il Vangelo e
di operare per il progresso del Regno di Dio in ogni terra
e in tutti i popoli!
L’arrivo
di san Paolo a Malta non era programmato. Come sappiamo,
si stava recando a Roma quando sopraggiunse un violento
temporale e la sua nave fu scaraventata su quest’isola.
I marinai possono tracciare una rotta, ma Dio, nella sua
sapienza e provvidenza, dispiega il proprio itinerario.
Paolo, che aveva incontrato in maniera drammatica il
Signore Risorto sulla via di Damasco, lo sapeva molto
bene. Il corso della sua vita cambiò improvvisamente; per
lui, pertanto, vivere era Cristo (cfr Fil 1,21);
ogni sua azione ed ogni suo pensiero erano diretti ad
annunciare il mistero della croce ed il suo messaggio
d’amore di Dio che riconcilia.
Quella
stessa parola, la parola del Vangelo, ha tutt’oggi il
potere di irrompere nelle nostre vite e di cambiarne il
corso. Oggi lo stesso Vangelo che Paolo predicò continua
a esortare il popolo di queste isole alla conversione, ad
una nuova vita e ad un futuro di speranza. Mentre mi trovo
fra voi come Successore dell’apostolo Pietro, vi invito
ad ascoltare la parola di Dio con animo nuovo, come fecero
i vostri antenati, e di lasciare che essa sfidi i vostri
modi di pensare e la maniera in cui trascorrete la vostra
vita.
Da questo
luogo santo dove la predicazione apostolica si diffuse per
prima in queste isole, invito ciascuno di voi a far
propria la sfida esaltante della nuova evangelizzazione.
Vivete la vostra fede in maniera ancor più piena assieme
ai membri delle vostre famiglie, ai vostri amici, nei
vostri quartieri, nei luoghi di lavoro e nell’intero
tessuto della società maltese. In modo particolare esorto
genitori, insegnanti e catechisti a parlare agli altri del
vostro stesso incontro vivo con Gesù risorto,
specialmente ai giovani che sono il futuro di Malta. “La
fede si rafforza quando viene offerta agli altri” (cfr Redemptoris
missio, 2). Sappiate che i vostri momenti di fede
assicurano un incontro con Dio, il quale nella sua
onnipotenza tocca il cuore dell’uomo. Così,
introdurrete i giovani alla bellezza e alla ricchezza
della fede cattolica, offrendo loro una solida catechesi
ed invitandoli ad una partecipazione sempre più attiva
alla vita sacramentale della Chiesa.
Il mondo
ha bisogno di tale testimonianza! Di fronte a così tante
minacce alla sacralità della vita umana, alla dignità
del matrimonio e della famiglia, non hanno forse bisogno i
nostri contemporanei di essere costantemente richiamati
alla grandezza della nostra dignità di figli di Dio e
alla vocazione sublime che abbiamo ricevuto in Cristo? Non
ha forse bisogno la società di riappropriarsi e di
difendere quelle verità morali fondamentali che sono alla
base dell’autentica libertà e del genuino progresso?
Proprio
ora, mentre stavo davanti a questa grotta, riflettevo sul
grande dono spirituale (cfr Rm 1,11) che Paolo
diede a Malta, ed ho pregato che voi possiate mantenere
integra l’eredità consegnatavi dal grande Apostolo.
Possa il Signore conservare voi e le vostre famiglie nella
fede che opera mediante l’amore (cfr Gal 5,6), e
rendervi gioiosi testimoni di quella speranza che non
delude (cfr Rm 5,5). Cristo è risorto! Egli è
veramente risorto! Alleluia!
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