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VISITA AL SANTURAIO DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO (1 SETTEMBRE 2006)

Il Papa in pellegrinaggio al Santuario del Volto Santo di Manoppello: per trovare il Volto di Cristo occorre avere un cuore libero dall'egoismo, dalla menzogna e dall'indifferenza

01 settembre 2006 - RV)Una visita breve per durata, ma densa di significato: Benedetto XVI si è recato stamani al Santuario del Volto Santo, nel piccolo centro abruzzese di Manoppello. Durante il pellegrinaggio alla sacra reliquia, il Papa ha sottolineato che per riconoscere il Volto di Gesù nei nostri fratelli bisogna avere “mani e cuori puri”. Solo così si può entrare in comunione con Lui. Durata in tutto due ore, la visita di Benedetto XVI è stata accompagnata da manifestazioni di gioia dei fedeli, accorsi da tutto l’Abruzzo. Il servizio del nostro inviato a Manoppello, Alessandro Gisotti:

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Pellegrino tra i pellegrini, Benedetto XVI è stato accolto a Manoppello dal caloroso abbraccio dei fedeli, che fin dalle prime ore del mattino si sono raccolti a migliaia nel piazzale antistante il Santuario, posto su una collina immersa nel verde. Poco prima delle 10, cori festanti e lo sventolio di palloncini e drappi giallo-bianchi - i colori della bandiera vaticana - hanno salutato l’arrivo del Papa, atterrato in elicottero a pochi passi dal Santuario. Accolto dalle autorità politiche locali e dall’arcivescovo di Chieti-Vasto, mons. Bruno Forte e dal rettore del Santuario, padre Carmine Cucinelli, il Papa ha percorso a piedi il tragitto verso il Santuario stringendo le mani dei fedeli, che intonavano in coro messaggi di benvenuto. Giunto sul Sagrato, il Santo Padre ha subito voluto salutare i fedeli sottolineando che la Chiesa è davvero una grande famiglia, e questo viene testimoniato dal calore, dall’entusiasmo con cui è stato accolto. Ha dunque fatto il suo ingresso nel Santuario.

Dopo l’adorazione del Santissimo Sacramento, l’evento a lungo atteso dalla comunità abruzzese e dai Frati Cappuccini, in particolare. Il Papa si è raccolto in preghiera per alcuni minuti dinnanzi al Volto Santo. Un momento di grande, profonda intensità spirituale E che ha commosso, lo ha detto lui stesso, mons. Bruno Forte. Un evento inoltre che può a ragione definirsi storico: per la prima volta, infatti, un Pontefice si è recato in pellegrinaggio al Santuario. E ciò assume un duplice valore, ricorrendo quest’anno il cinquecentesimo anniversario dell’apparizione del velo a Manoppello. Nel suo discorso al clero locale, il Papa ha ringraziato mons. Forte, definito “un amico da tanti anni” oltre che insigne teologo. Il Pontefice ha affermato di ritenere sacerdoti e religiosi persone “innamorate di Cristo, attratte da Lui e impegnate a fare della propria esistenza una continua ricerca del suo Santo Volto”. Scrosciante l’applauso quando il Papa ha salutato i “seminaristi, futuro della Chiesa tra di noi”. Quindi, ha ribadito con forza che al cuore del Cristianesimo c’è l’incontro con Cristo, con il Suo amore:

“Chi incontra Gesù, chi si lascia da Lui attrarre ed è disposto a seguirlo sino al sacrificio della vita, sperimenta personalmente, come Egli ha fatto sulla croce, che solo il ‘chicco di grano’ che cade nella terra e muore porta ‘molto frutto’.

La via di Cristo, è stato il suo richiamo, è “la via dell’amore totale che vince la morte”. Un’esperienza straordinaria, ha sottolineato, vissuta dai primi due apostoli, che seguirono Gesù sul fiume Giordano. “Chi vive in Dio già su questa terra”, ha rilevato, è “attratto e trasformato dal fulgore del suo volto”. E qui ha indicato nei santi, degli esempi luminosi da seguire:

“Questa è l’esperienza dei veri amici di Dio, i santi, che hanno riconosciuto e amato nei fratelli, specialmente i più poveri e bisognosi, il volto di quel Dio a lungo contemplato con amore nella preghiera. Essi sono per noi incoraggianti esempi da imitare; ci assicurano che se percorriamo con fedeltà questa via, la via dell’amore, anche noi – come canta il Salmista – ci sazieremo della presenza di Dio”.

“Per entrare in comunione con Cristo e contemplarne il volto – ha affermato Benedetto XVI - per riconoscere il volto del Signore in quello dei fratelli e nelle vicende di ogni giorno, sono necessarie “mani innocenti e cuori puri”. Parole corredate da una profonda riflessione:

“Mani innocenti, cioè esistenze illuminate dalla verità dell’amore che vince l’indifferenza, il dubbio, la menzogna e l’egoismo; ed inoltre sono necessari cuori puri, cuori rapiti dalla bellezza divina, come dice la piccola Teresa di Lisieux nella sua preghiera al Volto Santo, cuori che portano impresso il volto di Cristo”.

Il Papa ha così espresso parole di incoraggiamento per i sacerdoti e i religiosi. E ancora, ha avuto parole di affetto per i seminaristi: “Non lasciatevi attrarre da null’altro che da Gesù e dal desiderio di servire la sua Chiesa”, è stata l’esortazione del Santo Padre. Ed ha invitato tutti a ricercare sempre – nel nostro pellegrinaggio terreno - il Volto di Gesù, per trovare la gloria eterna. Una certezza, questa, che ha animato i santi dell’Abruzzo e in particolare, il Papa ha citato Gabriele dell’Addolorata e Camillo de Lellis. Infine, ha invocato l’intercessione della Madonna, così venerata in tanti santuari sparsi nelle valli dell’Abruzzo, per il bene delle famiglie e delle nazioni. Un pensiero particolare è andato inoltre alla Salvaguardia del Creato.

“Ci aiuti la Madre del Creatore a rispettare anche la natura, grande dono di Dio che qui possiamo ammirare guardando le stupende montagne che ci circondano. Questo dono, però, è sempre più esposto a seri rischi di degrado ambientale e va pertanto difeso e tutelato”.

Dal canto suo, nell’indirizzo di saluto, mons. Bruno Forte ha espresso sentimenti di viva gratitudine al Papa di tutti i fedeli della diocesi. In particolare, ha ricordato gli appelli del Papa ad impegnarsi per la pace e appunto per la salvaguardia del Creato, a cui la Chiesa italiana dedica proprio oggi la prima giornata nazionale di riflessione e preghiera. Il presule ha poi voluto soffermarsi sui doni al Papa, in occasione della visita. Il primo: un’icona del Volto Santo opera di suor Blandina, cha da anni vive in eremitaggio a Manoppello. Secondo segno di gratitudine: una riproduzione dell’immagine della reliquia custodita nel Santuario, dono dei Padri Cappuccini. Terzo segno: un contributo per la carità del Papa, a testimonianza della generosità della gente, accompagnato infine da prodotti caratteristici della terra abruzzese, omaggio della municipalità di Manoppello.

Prima di lasciare Manoppello, il Papa si è soffermato con i Frati Cappuccini. Quindi, sul Sagrato del Santuario, ha voluto nuovamente salutare i fedeli incoraggiando in particolare i giovani a cercare sempre il Volto di Cristo.

Da Manoppello, Alessandro Gisotti, Radio Vaticana.
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Sul significato della visita del Papa a Manoppello ascoltiamo fra Emiliano, il religioso cappuccino che guida i pellegrini a visitare il Volto Santo. L’intervista è di Alessandro Gisotti:

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R. – Credo che abbia un significato profetico. Ultimamente, proprio il Papa diceva questo: “Noi cristiani dobbiamo riscoprire il Dio dal volto umano”. Il pellegrino che viene a Manoppello non vede un Dio grande, potente, che ci risolve i problemi, ma vede un Dio Uomo, che ha sofferto, ha versato lacrime e sangue … è stato umano. Ed è questa umanità che ci dà tanta consolazione. I pellegrini che vengono qui, non vengono tanto a guardare il Volto Santo, ma a lasciarsi guardare, a lasciarsi amare dal volto del Risorto.

D. – Ecco, il Papa si è fatto pellegrino tra i pellegrini…

R. – Sì, pellegrino tra i pellegrini. Nell’era dell’immagine è bello che il Signore ci parli tramite un’immagine. Un’immagine che può trasformare e trasfigurare la nostra vita in qualcosa di bello, perché – anche il Papa lo dice spesso – credere è bello. E questa bellezza che affascina, dobbiamo trasmetterla a tutti. Una bellezza che è nata proprio dall’esplosione della Risurrezione.

D. – Dunque, alla luce di questa visita di Benedetto XVI, qual è il messaggio che viene amplificato da Manoppello, dal Santuario del Volto Santo?

R. – Credo che sia un messaggio di contemplazione. Cristo ha avuto un unico volto. E’ vero che Dio è in tutti i volti, ma Cristo ha avuto un unico volto, e questo volto è fatto per essere guardato, per essere contemplato. Quindi, io credo che Manoppello debba diventare una clinica dello spirito ma anche un luogo di raccoglimento, di preghiera e di grande contemplazione.
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