Venne eletto nel giorno di San
Martino, durante il Concilio
di Costanza da un conclave formato da ventitre
cardinali e trenta delegati del concilio che avevano manifestato molte perplessità
sulle rivendicazioni in conflitto di Gregorio
XII e Benedetto
XIII. La sua elezione mise la parola fine allo Scisma
d'Occidente.
Figlio di Agapito
Colonna
e Caterina Conti, nato attorno al 1368,
apparteneva ad una delle più vecchie e più importanti
famiglie di Roma.
Divenne protonotaio
apostolico sotto Papa
Urbano VI e fu nominato cardinale-diacono da Papa
Innocenzo VII. Nel 1410
fu uno dei delegati di Alessandro
V all'audizione dell'appello portato al papato da Jan
Hus.
Fu giustamente stimato per la sua moderazione,
cultura, rettitudine e abilità nel trattare, ma fallì
nell'ottenere, come avrebbe potuto, l'onore di diventare
un Papa riformatore. Il suo primo atto dopo l'elezione
fu quello di pubblicare una nota che confermava tutti i
regolamenti dei suoi predecessori riguardanti la
cancelleria pontificia — regolamenti che erano da
tempo oggetto di giuste lamentele. Quando le
"nazioni" del concilio spinsero i loro piani
di riforma, Martino propose un piano alternativo, e alla
fine entrò in negoziati per concordati
distinti, in gran parte vaghi ed illusori, con Germania,
Inghilterra
e Francia.
Martino lasciò
Costanza
alla chiusura del concilio (maggio 1418), ma viaggiò
lentamente attraverso l'Italia,
soffermandosi a Firenze,
e non si avventurò ad entrare a Roma fino al settembre 1420,
quando il suo primo compito fu il cercare di ristabilire
la prosperità e l'ordine ai quali la città era
diventata estranea. In accordo con il decreto di
Costanza, confermato da lui stesso, che prevedeva che si
dovesse tenere un concilio ogni cinque anni, nel 1423
ne convocò uno che si riunì a Pavia
e successivamente a Siena;
la partecipazione fu abbastanza scarsa, e la circostanza
diede al Papa il pretesto per scioglierlo non appena
giunse alla conclusione che « l'unione interna
della Chiesa per mezzo della riforma deve avere la
precedenza sull'unione esterna ». Il concilio
venne rinviato per sette anni e si riunì infine a Basilea;
poco dopo l'apertura Martino morì, per un colpo
apoplettico, il 20
febbraio 1431.
PAPA
MARTINO V
FONTE:
ITALICA RAI
Fu papa
dall’11 novembre 1417 al 20 febbraio 1431, succedendo,
a conclusione dello scisma d’Occidente, al legittimo
Gregorio XII. ‘Oddo’ o ‘Ottone’ Colonna, di
Roma, nato nel 1368, valente canonista e già cardinale
sotto Innocenzo VII (1405), presente ai concili di Pisa
e Costanza, fu eletto pontefice in seguito alla rinuncia
del suo legittimo predecessore e alla deposizione e
scomunica da parte del concilio di Costanza di Giovanni
XXIII e di Benedetto XIII. Uomo saggio e abile
diplomatico, seppe evitare gli scogli delle pericolose
teorie conciliari e sottrarsi a chi voleva trarlo in
Germania o ad Avignone: attraversati infatti il Piemonte
e la Lombardia, dopo un soggiorno di due anni a Firenze,
giunse a Roma (30 settembre 1420), accoltovi in trionfo
come un salvatore. Nel 1429 riuscì a ottenere la
rinuncia dell’antipapa Clemente VII, ponendo fine allo
scisma.
Di
fronte alle miserande condizioni materiali e morali
d’Italia, dissanguata da guerre e carestie, e di Roma
«ridotta a una città di mandriani», si accinse con
animo intrepido all’opera di ricostruzione, facendosi
mediatore di pace in Italia e ricostruendo pezzo per
pezzo lo Stato della Chiesa, per cui fu detto il
fondatore della "monarchia pontificia". A lui
Roma deve la sua prodigiosa rinascita edilizia. Gli è
stato però rimproverato il nepotismo e l’ostinazione
a ritardare la riforma generale della Chiesa, che spianò
la via alla riforma protestante. A Martino V successe
Eugenio IV.