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SANTA MESSA NELLA SOLENNITA' DELL'ASSUNZIONE  (15 AGOSTO 2006) 

Radio Vaticana, 15 agosto 2006

NELLA MESSA PER LA SOLENNITA’ DELL’ASSUNZIONE DI MARIA IN CIELO, IL PAPA NELLA PARROCCHIA PONTIFICIA DI CASTEL GANDOLFO, HA SOTTOLINEATO CHE ATTRAVERSO MARIA COMPRENDIAMO CHE L’AMORE DI DIO PREVALE SEMPRE SULLA VIOLENZA DEL MONDO  

Prima dell’Angelus, il Papa ha celebrato la Santa Messa per la Solennità dell’Assunzione di Maria, nella parrocchia pontificia San Tommaso da Villanova, in Castel Gandolfo. Benedetto XVI ha affermato che nel volto della Vergine possiamo vedere la bellezza di Dio e, attraverso il suo esempio, sperimentare che l’amore di Dio vince sempre il male. Il servizio di Alessandro Gisotti:  

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(cori)  

Maria, dimora di Dio, ci indica la via per trovare la vera felicità. Nell’omelia, tenuta a braccio, il Papa ha sottolineato come Maria ci mostri che non l’odio, ma l’amore di Dio vince nella storia e, con questo amore, prevale la pace. Richiamandosi alla Prima Lettura, tratta dall’Apocalisse di San Giovanni, Benedetto XVI ha affermato che Dio sconfigge il drago, simbolo di tutti i poteri della violenza del mondo. Riflessione corredata da un’invocazione a Maria per la pace tra i popoli:  

“Preghiamo Maria, la Regina della Pace, perché aiuti per la vittoria della pace, oggi”.  

Maria, ha affermato il Papa, è Beata per tutte le generazioni perché ha creduto, “perché è unita a Dio, vive con Dio”. Maria, ha proseguito, “ha preparato qui in terra la dimora per Dio con corpo e anima” ed ha “aperto la terra per il cielo”. E questo, ha detto, “è tutto il contenuto del dogma dell’Assunzione di Maria alla gloria del cielo”.  Quindi, è tornato a sottolineare il significato fondamentale delle parole di Elisabetta alla Madre di Dio: “Beata colei che ha creduto”:  

“Il primo e fondamentale atto per trovare dimora in Dio e per trovare così la felicità definitiva è credere. E’ la fede, la fede in Dio, quel Dio che si è mostrato in Gesù Cristo e si fa sentire nella Parola divina della Sacra Scrittura”.  

Credere, ha detto ancora, “non è aggiungere un’opinione ad altre”. Se Dio non c’è, infatti, “la vita è vuota, il futuro è vuoto”. Se Dio c’è, invece, “tutto è cambiato, la vita è luce, il nostro avvenire è luce e abbiamo l’orientamento per come vivere”. Maria, è la riflessione del Pontefice, oltre a questo “atto fondamentale della fede, che è un atto vitale” aggiunge nel Magnificat: “Stende la sua misericordia su quelli che lo temono”. Parla dunque del “timor di Dio”. Un timore, ha spiegato il Papa, che non è angoscia, giacché come figli “non abbiamo angoscia del Padre”:  

“Timor di Dio è quel senso di responsabilità che noi dobbiamo avere, responsabilità, per la porzione del mondo che ci è affidata nella nostra vita. Responsabilità di amministrare bene questa parte del mondo e della storia che siamo noi e così servire per l’edificazione giusta del mondo, servire per la vittoria del bene e della pace”.  

In una parrocchia gremita di fedeli, che hanno pregato per la pace in Medio Oriente, il Papa ha dunque voluto ribadire che “proprio vedendo il volto di Maria” possiamo vedere la “bellezza di Dio, la sua bontà, la sua misericordia”.  

(cori)

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