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PRIMI
BATTESIMI CONFERITI DA BENEDETTO XVI (8 GENNAIO 2006) |
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio Vaticana,
8 gennaio 2006005
PRIMI
BATTESIMI CONFERITI STAMANE DA BENEDETTO XVI A 10 BAMBINI
NELLA CAPPELLA SISTINA. NELL’ODIERNA FESTA DEL BATTESIMO
DEL SIGNORE, IL PAPA, HA INVITATO A DIRE SÌ A CRISTO E
ALLA VITA E NO AL MALE E ALLA CULTURA DI MORTE AMPIAMENTE
DOMINANTE NEL NOSTRO TEMPO. IL VALORE ECUMENICO DEL
SACRAMENTO DELL’INIZIAZIONE CRISTIANA SOTTOLINEATO
ALL’ANGELUS
Nel
giorno della Festa del Battesimo di Gesù, che conclude il
tempo di Natale, Benedetto XVI ha conferito stamane nella
splendida cornice della Cappella Sistina il sacramento
dell’iniziazione cristiana a 10 bambini, rinnovando una
tradizione cara a Giovanni Paolo II, che soleva in questa
solennità amministrare personalmente il Battesimo ad
alcuni neonati in questo luogo sacro. Una fredda ma
assolata giornata ha poi accolto le migliaia di fedeli
radunati in piazza San Pietro per la recita
dell’Angelus. Il Papa li esortati “a comprendere
sempre più il valore” del Battesimo anche in senso
ecumenico e “di testimoniarlo con una degna condotta di
vita”. Il servizio di Roberta Gisotti
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Sono
risuonati ancora sotto le volte michelangiolesche della
Cappella Sistina i vagiti di dieci neonati battezzati da
Benedetto XVI. L’ultima volta era stato nel 2003, rito
poi sospeso negli ultimi due anni a causa della malattia
di Papa Wojtyla. Si è rivolto il Santo Padre con parole
che sono andate dritte al cuore dei genitori, madrine e
padrini dei bimbi, svolgendo interamente a braccio la sua
omelia, e tralasciando il testo scritto già preparato.
“Il Battesimo è un dono - ha spiegato – il dono della
vita eterna”, ma ''noi non siamo in grado di dare questo
dono per tutto l'arco del futuro sconosciuto - e perciò
ci affidiamo al Signore per ottenere questo dono da lui.
Con
il battesimo questo bambino va inserito in una compagnia
di amici che non lo abbandonerà mai nella vita e nella
morte e questa compagnia di amici è la famiglia di Dio,
che porta in sé la promessa dell’eternità.
Una
compagnia che lo accompagnerà sempre anche nel giorni
della sofferenza, nella valle oscura della morte e che gli
dà consolazione, conforto e luce, gli indica la strada
giusta gli da' amicizia, gli dà vita. Questa compagnia
assolutamente affidabile non scompare mai.
“Nessuno
di noi sa che cosa succederà nel nostro Pianeta, nella
nostra Europa nei prossimi 50, 60, 70 anni, ma su un punto
siamo sicuri: che la famiglia di Dio sarà sempre presente
e chi appartiene a questa famiglia non è mai solo, ha
sempre l’amicizia sicura di Colui che è la
vita”.
E
per questo anche ai nostri giorni – ha ammonito
Benedetto XVI - si impone di dire sì a Cristo, alla vita
e ‘no’ al male, alla morte
“Possiamo
dire che anche nel nostro tempo è necessario un ‘no’
ad una cultura ampiamente dominante della morte, una
anticultura che si mostra per esempio nella fuga, nella
droga. Fuga dal reale nell’illusorio, in una felicità
falsa che si mostra nella menzogna, nella truffa, nella
ingiustizia, nel disprezzo dell’altro, della solidarietà,
della responsabilità per i poveri e per i
sofferenti; che si mostra in una sessualità che diventa
puro divertimento senza responsabilità, che diventa una
‘cosificazione’ – per così dire – dell’uomo che
non è più considerato come persona in un amore personale
con fedeltà, ma diventa merce, una cosa pura. A questa
apparente promessa di fedeltà, a questa pompa di una vita
apparente che in realtà è solo strumento della morte, a
questa ‘anticultura’ diciamo no, per coltivare una
cultura della vita”.
Una
cultura della vita che si esprime nel sì al dieci
comandamenti, “che non sono delle proibizioni ma
sono una visione di vita”
“Sono
un sì ad un Dio che da' senso, nei primi comandamenti; sì
alla famiglia, quarto comandamento; sì alla vita, quinto
comandamento; sì all'amore responsabile, sesto
comandamento; sì alla solidarietà' e alla responsabilità
sociale e alla giustizia, settimo comandamento; sì alla
verità. Questa è la filosofia della vita e la cultura
della vita che diviene concreta e praticabile e bella
nella comunione con Cristo''.
“Il
Battesimo - ha concluso Benedetto XVI - è dono della vita
e sfida di vivere la vita”, dicendo no “all’attacco
della morte che si presenta con la maschera della vita”.
Il
tema del Battesimo è stato poi anche al centro
dell’Angelus. Il Papa ha ricordato che la fonte
battesimale “rappresenta il ‘grembo’ della Chiesa,
dalle cui acque benedette vengono generati i figli di
Dio”
“Il
dono ricevuto dai neonati chiede di essere accolto da
loro, una volta fattisi adulti, in modo libero e
responsabile: questo processo di maturazione li porterà
poi a ricevere il sacramento della Cresima o
Confermazione, che, appunto, confermerà il Battesimo e
conferirà a ciascuno il “sigillo” dello Spirito
Santo”.
Battesimo
che unisce tutti i seguaci di Cristo
“Il
Battesimo, inoltre, unisce i cristiani di ogni
confessione. In quanto battezzati, siamo tutti figli di
Dio in Cristo Gesù, nostro Maestro e Signore”.
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