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MESSAGGIO AL PATRIARCA BARTOLOMEO i (30/11/2005)

Radio Vaticana, 30.11.2005

IN UN MESSAGGIO AL PATRIARCA BARTOLOMEO I PER LA FESTA PATRONALE DI SANT’ANDREA, BENEDETTO XVI RIBADISCE L’IMPEGNO DELLA CHIESA CATTOLICA A PROMUOVERE IL DIALOGO TRA ROMA E COSTANTINOPOLI E MANIFESTA IL DESIDERIO DI RECARSI AD ISTANBUL QUANTO PRIMA. OGGI, LA VISITA AL PATRIARCATO DELLA DELEGAZIONE DELLA SANTA SEDE, GUIDATA DAL CARDINALE WALTER KASPER

- A cura di Alessandro Gisotti e Andrea Sarubbi -  

La Chiesa cattolica è impegnata irrevocabilmente a promuovere il dialogo con il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli. Benedetto XVI lo sottolinea in un messaggio indirizzato al Patriarca Bartolomeo I per l’odierna festa patronale di Sant’Andrea. Nell’occasione, è in visita ad Istanbul una delegazione della Santa Sede, guidata dal cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’unità dei cristiani. In una nota, diramata dalla Sala Stampa della Santa Sede, viene sottolineato il desiderio di Benedetto XVI di recarsi quanto prima al Patriarcato di Costantinopoli. Il servizio di Alessandro Gisotti:  

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“La Chiesa cattolica è irrevocabilmente impegnata a promuovere ogni iniziativa utile a rafforzare la carità, la solidarietà e il dialogo teologico” tra Roma e Costantinopoli. E’ quanto sottolinea Benedetto XVI che nel messaggio al Patriarca ecumenico Bartolomeo I esprime la speranza che si arrivi ad una “comunione sempre più profonda per superare quegli ostacoli che ancora rimangono”, al fine di “poter celebrare assieme la Santa Eucaristia, sacrificio di Cristo per la vita del mondo”. D’altra parte, il Santo Padre sottolinea che avrebbe voluto essere presente a Istanbul per la festa patronale di Sant’Andrea.  

Benedetto XVI ricorda lo storico incontro tra Papa Paolo VI e il Patriarca Athenagoras, di cui il 7 dicembre prossimo si celebrerà il 40.mo anniversario. In quell’occasione, rammenta, si è tolto dalla memoria delle Chiese il ricordo delle sentenze di scomunica che novecento anni prima, nel 1054, erano diventate simbolo dello scisma tra Roma e Costantinopoli. Quell’evento di 40 anni fa, si legge nel messaggio, è divenuto la base “di una rinnovata relazione, caratterizzata dal reciproco rispetto e dalla riconciliazione”.  

La cancellazione delle scomuniche, prosegue Benedetto XVI, segnò “l’inizio di una nuova stagione di vita ecclesiale, di dialogo, che ha registrato dei progressi significativi”, anche se resta la sfida di continuare la rigorosa ricerca di quegli obiettivi maggiormente desiderati. In tale contesto, constata il Papa, “è una fonte di grande soddisfazione per me che dopo la pausa di alcuni anni sia ripreso nuovamente il nostro dialogo teologico”. Il Papa auspica dunque che questo percorso possa essere “fruttuoso”, nella convinzione che non verrà risparmiato alcuno sforzo per raggiungere tale traguardo.  

In una nota della Sala Stampa vaticana, che introduce il messaggio, si sottolinea l’importanza della visita del cardinale Kasper al Patriarcato. “Le conversazioni del 2005 – si legge nella nota – sono particolarmente importanti poiché vertono soprattutto sulla preparazione” della visita di Benedetto XVI al Patriarcato di Costantinopoli. Il Papa, ricorda la Sala Stampa, “aveva l’intenzione di essere presente ad Istanbul per la Festa di Sant’Andrea 2005 e desidera compiere quanto prima il Suo viaggio alla prima Sede dell’Ortodossia”. Tra gli altri argomenti delle conversazioni, si evidenziano “il progresso delle relazioni cattoliche – ortodosse, i problemi e le questioni che toccano la vita e la pastorale dei fedeli ortodossi in Italia, e soprattutto, dopo una pausa di cinque anni, la riattivazione del dialogo teologico ufficiale stabilita lo scorso settembre al Fanar, durante un incontro panortodosso presieduto dal Patriarca Bartolomeo”.

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Stamani, dunque, l’incontro tra il Patriarca ecumenico Bartolomeo I e il cardinale Walter Kasper nella chiesa patriarcale di San Giorgio al Fanar. La visita avviene nel quadro dello scambio di visite tra Roma e Costantinopoli in occasione delle rispettive feste patronali. Un momento dal profondo significato ecumenico, su cui ci riferisce da Istanbul, Andrea Sarubbi:                   

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“L’invito al dialogo non nasconde tranelli, ma avvicina le anime”. Nella festa di Sant’Andrea, fondatore della Chiesa di Costantinopoli, il Patriarca Bartolomeo I lo ribadisce agli ospiti accorsi da tutto il mondo per la tradizionale liturgia ricca di fascino e di storia. Tre ore e più di canti e preghiere, secondo il rito di San Giovanni Crisostomo, al termine del quale il cardinale Kasper – capo della delegazione vaticana – ricorda con gioia l’amicizia ritrovata con gli ortodossi, a quarant’anni dalla fine del Concilio, che dopo nove secoli rimosse l’anatema lanciato nell’anno dello scisma.  

Dai Francescani di Istanbul alle suore piemontesi – abituati a vivere in borghese, in uno Stato a forte maggioranza islamica – è nutrita anche la rappresentanza cattolica. La loro presenza testimonia quanto particolare sia il rapporto che lega Roma a Costantinopoli. Bartolomeo I lo definisce “fraterno”, pur rammaricandosi “perché non siamo ancora riusciti ad avere la comunione del pane e del calice”: una “separazione spirituale” – aggiunge – che provoca “dolore”. Ma il dialogo proseguirà, “con grande gioia”: tanta è la fiducia in Benedetto XVI, “carissimo fratello”, perché vengano “rimossi gli ostacoli esistenti” con l’“amata Chiesa di Roma”.  

E gli ostacoli purtroppo non mancano, sulla via dell’unità fra le diverse confessioni cristiane. In mezzo a noi – ammette il Patriarca – “non tutti sono uomini di buona volontà”, e c’è chi chiama spesso in causa i precedenti storici per spiegare come quelli ecumenici siano “tentativi destinati all’insuccesso”. Ma è una tentazione a cui non bisogna cedere, come sottolinea lo stesso cardinale Kasper: Cristo – ricorda il presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani – “ci chiama a testimoniare i nostri legami di fratellanza, simbolo di riconciliazione e di amore in un mondo segnato da tensioni, ingiustizie e conflitti”. Una fratellanza, conclude, che il Papa vorrà suggellare il prossimo anno, con l’abbraccio di pace a Bartolomeo proprio qui, nel Patriarcato di Istanbul.  

Da Istanbul, Andrea Sarubbi, per la Radio Vaticana

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MESSAGGIO DEL PAPA

- FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -

To His Holiness Bartholomew I

Archbishop of Constantinople

Ecumenical Patriarch

"The grace of the Lord Jesus be with you!

My love to all of you in Christ Jesus " (1 Cor 16:23-24).

It is with great joy that I write to Your Holiness on the occasion of the Feast of Saint Andrew, apostle and brother of Saint Peter

The delegation which I send to you, led by the President of the Pontifical Council for Promoting Christian Unity, His Eminence Cardinal Walter Kasper, brings you the warmest fraternal greetings of the Church of Rome. While I myself would have wished to be present to assure you personally of my affection for you in the Lord and to pray with you, I nevertheless convey my fervent hope for an even deeper communion which will overcome those obstacles remaining between us and enable us to celebrate together the Holy Eucharist, the one sacrifice of Christ for the life of the world.

This year we commemorate the Fortieth Anniversary of 7 December 1965, that day on which Pope Paul VI and Patriarch Athenagoras, dissatisfied with what had occurred in 1054, decided together at Rome and Constantinople "to cancel from the Church’s memory the sentence of ex-communication which had been pronounced". That momentous event became the basis of a renewed relationship marked by reciprocal respect and reconciliation. We remember with joy the inspiring words pronounced that day in the Cathedral of the Phanar by the beloved Patriarch Athenagoras : "God is Love (1 Jn 4:9): love is the God-given mark of the disciples of Christ, the power which gathers in unity the Church, and the source of its peace, harmony and order, as a perpetual and brilliant manifestation of the indwelling Holy Spirit" (Response to The Common Declaration, 7 December 1965).

Indeed, this cancellation marked the beginning of a new season of ecclesial life, a season of dialogue, which has seen significant progress yet remains challenged to continue the rigorous pursuit of its much cherished goals. In this regard, it is a source of great satisfaction to me that after a pause of some years our theological dialogue begins once again. I pray that it will indeed be fruitful and am confident that no effort will be spared to make it so. He who puts his hand to the plough must not turn back (cf. Lk 9:62). Rather, he must persevere and bring his work to completion, sowing the seed and awaiting the abundant harvest that God in his goodness will provide. Attentive then to what the Spirit says to the needs of the Churches today and in the future, I assure Your Holiness and the Holy Synod, and through you all the Orthodox Churches, that the Catholic Church remains irrevocably committed to promoting all suitable and helpful initiatives to strengthen charity, solidarity and theological dialogue between us.

In the joy of the Feast of Saint Andrew, Holy Guardian of the Church of Constantinople, I renew to Your Holiness my fraternal love and send you my warm greetings in the embrace of peace.

From the Vatican, 26 November 2005

 

 

 

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