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MESSAGGIO
URBI ET ORBI (23 MARZO 2008) |
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 23 marzo 2008
La
Risurrezione di Gesù è un evento d'amore. Il Mistero
pasquale si manifesti in ogni parte del mondo, soprattutto
nelle terre martoriate. Così il Papa nel messaggio
pasquale seguito dalla benedizione Urbi et Orbi
“Gesù
Cristo è morto e risorto per tutti”: Egli è la nostra
speranza che ha cambiato il corso della storia, infondendo
“un rinnovato senso e valore alla vita dell’uomo”.
In piazza San Pietro il Papa, di fronte ad una distesa di
ombrelli colorati di migliaia di fedeli accorsi a dispetto
della pioggia sferzante, ha annunciato con queste parole
l’evento sorprendente della Risurrezione di Gesù.
Durante il messaggio pasquale seguito dalla benedizione
Urbi et Orbi (alla città e al mondo) e pronunciato dopo
la Santa Messa presieduta sul sagrato della Basilica,
Benedetto XVI ha anche auspicato che il Mistero pasquale
si manifesti in ciascuno di noi e, specialmente, in
regioni martoriate come il Darfur, la Somalia, l’Iraq,
il Libano, la Terra Santa ed il Tibet. Il servizio di Amedeo
Lomonaco:
(canto)
"Χριστός
ανέστη"
Cristo è risorto ed è Gesù crocifisso e risorto –
afferma Benedetto XVI – che ci ripete oggi questo
annuncio di gioia:
“Resurrexi, et adhuc tecum sum”
“Sono risorto e sono ancora e sempre con te”. In
queste parole - spiega il Papa - la Chiesa riconosce la
voce stessa di Gesù che, risorgendo, si rivolge al Padre:
“Nella solenne veglia di Pasqua le tenebre diventano
luce, la notte cede il passo al giorno che non conosce
tramonto. La morte e Risurrezione del Verbo di Dio
incarnato è un evento di amore insuperabile, è la
vittoria dell'Amore che ci ha liberati dalla schiavitù
del peccato e della morte. Ha cambiato il corso della
storia, infondendo un indelebile e rinnovato senso e
valore alla vita dell'uomo”.
Le parole “Sono ancora e sempre con te” – aggiunge
il Papa - sono un invito a “contemplare Cristo risorto,
facendone risuonare nel nostro cuore la voce” e
riguardano anche noi “figli di Dio e coeredi di Cristo,
se veramente partecipiamo alle sue sofferenze per
partecipare alla sua gloria”:
“Grazie alla morte e Risurrezione, il Signore dice
anche a noi: Sono risorto e sono sempre con te”.
L’odierna solennità – sottolinea Benedetto XVI – è
un invito “a seguire docilmente le orme dell’Agnello
immolato per la nostra salvezza” e ad imitare il
Redentore “mite e umile di cuore”. Il mistero pasquale
– aggiunge – è un appello “a convertirci
all’Amore”, rifiutando l’odio e l’egoismo.
“L'evento sorprendente della Risurrezione di Gesù - si
legge nel messaggio pasquale - è essenzialmente un evento
d'amore: amore del Padre che consegna il Figlio per la
salvezza del mondo; amore del Figlio che si abbandona al
volere del Padre per tutti noi; amore dello Spirito che
risuscita Gesù dai morti nel suo corpo trasfigurato”.
Gesù risorto - prosegue il Papa - “invia anche noi
dappertutto come testimoni della sua speranza”:
“Fratelli e sorelle cristiani di ogni parte del
mondo, uomini e donne di animo sinceramente aperto alla
verità! Che nessuno chiuda il cuore all'onnipotenza di
questo amore che redime! Cristo è morto e risorto per
tutti: Egli è la nostra speranza!”.
Benedetto XVI esorta ad aprirsi con sincera fiducia a
Cristo risorto, perché la forza rinnovatrice del Mistero
pasquale si manifesti in ogni parte del mondo, in
particolare nelle regioni africane del Darfur e della
Somalia, in Medio Oriente e in Tibet. Fissando lo sguardo
dell’animo nelle piaghe gloriose del suo corpo
trasfigurato – osserva il Santo Padre - possiamo capire
il senso e il valore della sofferenza”; possiamo lenire
tante ferite che continuano “ad insanguinare l’umanità
anche ai nostri giorni”:
"Quante volte le relazioni tra persona e persona,
tra gruppo e gruppo, tra popolo e popolo, invece che
dall'amore, sono segnate dall'egoismo, dall'ingiustizia,
dall'odio, dalla violenza! Sono le piaghe dell'umanità,
aperte e doloranti in ogni angolo del pianeta, anche se
spesso ignorate e talvolta volutamente nascoste, piaghe
che straziano anime e corpi di innumerevoli nostri
fratelli e sorelle".
Le piaghe dell’umanità – conclude il Papa –
attendono di essere lenite dalle piaghe del Signore
risorto e dalla solidarietà di quanti spargono “segni
luminosi di speranza nei luoghi insanguinati dai conflitti
e dovunque la dignità della persona umana continua ad
essere vilipesa”.
(Suono di campane)
MESSAGGIO
DEL PAPA
"Resurrexi,
et adhuc tecum sum. Alleluia! - Sono risorto, sono
sempre con te. Alleluia!". Cari fratelli e sorelle,
Gesù crocifisso e risorto ci ripete oggi quest'annuncio
di gioia: è l'annuncio pasquale. Accogliamolo con intimo
stupore e gratitudine!
"Resurrexi
et adhuc tecum sum - Sono risorto e sono ancora e
sempre con te". Queste parole, tratte da un'antica
versione del Salmo 138 (v. 18b), risuonano all'inizio
dell'odierna Santa Messa. In esse, al sorgere del sole di
Pasqua, la Chiesa riconosce la voce stessa di Gesù che,
risorgendo da morte, si rivolge al Padre colmo di felicità
e d'amore ed esclama: Padre mio, eccomi! Sono risorto,
sono ancora con te e lo sarò per sempre; il tuo Spirito
non mi ha mai abbandonato. Possiamo così comprendere in
modo nuovo anche altre espressioni del Salmo: "Se
salgo in cielo, là tu sei, / se scendo negli inferi,
eccoti. / ... / Nemmeno le tenebre per te sono oscure, / e
la notte è chiara come il giorno; / per te le tenebre
sono come luce" (Sal 138, 8.12). È vero:
nella solenne veglia di Pasqua le tenebre diventano luce,
la notte cede il passo al giorno che non conosce tramonto.
La morte e risurrezione del Verbo di Dio incarnato è un
evento di amore insuperabile, è la vittoria dell'Amore
che ci ha liberati dalla schiavitù del peccato e della
morte. Ha cambiato il corso della storia, infondendo un
indelebile e rinnovato senso e valore alla vita dell'uomo.
"Sono
risorto e sono ancora e sempre con te". Queste parole
ci invitano a contemplare Cristo risorto, facendone
risuonare nel nostro cuore la voce. Con il suo sacrificio
redentore Gesù di Nazareth ci ha resi figli adottivi di
Dio, così che ora possiamo inserirci anche noi nel
dialogo misterioso tra Lui e il Padre. Ritorna alla mente
quanto un giorno Egli ebbe a dire ai suoi ascoltatori:
"Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno
conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il
Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo
voglia rivelare" (Mt 11,27). In questa
prospettiva, avvertiamo che l'affermazione rivolta oggi da
Gesù risorto al Padre, - "Sono ancora e sempre con
te" - riguarda come di riflesso anche noi,
"figli di Dio e coeredi di Cristo, se veramente
partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare alla sua
gloria" (cfr Rm 8,17). Grazie alla morte e
risurrezione di Cristo, pure noi quest'oggi risorgiamo a
vita nuova, ed unendo la nostra alla sua voce proclamiamo
di voler restare per sempre con Dio, Padre nostro
infinitamente buono e misericordioso.
Entriamo
così nella profondità del mistero pasquale. L'evento
sorprendente della risurrezione di Gesù è essenzialmente
un evento d'amore: amore del Padre che consegna il Figlio
per la salvezza del mondo; amore del Figlio che si
abbandona al volere del Padre per tutti noi; amore dello
Spirito che risuscita Gesù dai morti nel suo corpo
trasfigurato. Ed ancora: amore del Padre che
"riabbraccia" il Figlio avvolgendolo nella sua
gloria; amore del Figlio che con la forza dello Spirito
ritorna al Padre rivestito della nostra umanità
trasfigurata. Dall'odierna solennità, che ci fa rivivere
l'esperienza assoluta e singolare della risurrezione di
Gesù, ci viene dunque un appello a convertirci all'Amore;
ci viene un invito a vivere rifiutando l'odio e l'egoismo
e a seguire docilmente le orme dell'Agnello immolato per
la nostra salvezza, a imitare il Redentore "mite e
umile di cuore", che è "ristoro per le nostre
anime" (cfr Mt 11,29).
Fratelli
e sorelle cristiani di ogni parte del mondo, uomini e
donne di animo sinceramente aperto alla verità! Che
nessuno chiuda il cuore all'onnipotenza di questo amore
che redime! Gesù Cristo è morto e risorto per tutti:
Egli è la nostra speranza! Speranza vera per ogni essere
umano. Oggi, come fece con i suoi discepoli in Galilea
prima di tornare al Padre, Gesù risorto invia anche noi
dappertutto come testimoni della sua speranza e ci
rassicura: Io sono con voi sempre, tutti i giorni, fino
alla fine del mondo (cfr Mt 28,20). Fissando
lo sguardo dell'animo nelle piaghe gloriose del suo corpo
trasfigurato, possiamo capire il senso e il valore della
sofferenza, possiamo lenire le tante ferite che continuano
ad insanguinare l'umanità anche ai nostri giorni. Nelle
sue piaghe gloriose riconosciamo i segni indelebili della
misericordia infinita del Dio di cui parla il profeta:
Egli è colui che risana le ferite dei cuori spezzati, che
difende i deboli e proclama la libertà degli schiavi, che
consola tutti gli afflitti e dispensa loro olio di letizia
invece dell'abito da lutto, un canto di lode invece di un
cuore mesto (cfr Is 61,1.2.3). Se con umile
confidenza ci accostiamo a Lui, incontriamo nel suo
sguardo la risposta all'anelito più profondo del nostro
cuore: conoscere Dio e stringere con Lui una relazione
vitale, che colmi del suo stesso amore la nostra esistenza
e le nostre relazioni interpersonali e sociali. Per questo
l'umanità ha bisogno di Cristo: in Lui, nostra speranza,
"noi siamo stati salvati" (cfr Rm 8,24).
Quante
volte le relazioni tra persona e persona, tra gruppo e
gruppo, tra popolo e popolo, invece che dall'amore, sono
segnate dall'egoismo, dall'ingiustizia, dall'odio, dalla
violenza! Sono le piaghe dell'umanità, aperte e doloranti
in ogni angolo del pianeta, anche se spesso ignorate e
talvolta volutamente nascoste; piaghe che straziano anime
e corpi di innumerevoli nostri fratelli e sorelle. Esse
attendono di essere lenite e guarite dalle piaghe gloriose
del Signore risorto (cfr 1 Pt 2,24-25) e dalla
solidarietà di quanti, sulle sue orme e in suo nome,
pongono gesti d'amore, si impegnano fattivamente per la
giustizia e spargono intorno a sé segni luminosi di
speranza nei luoghi insanguinati dai conflitti e dovunque
la dignità della persona umana continua ad essere
vilipesa e conculcata. L’auspicio è che proprio là si
moltiplichino le testimonianze di mitezza e di perdono!
Cari
fratelli e sorelle, lasciamoci illuminare dalla luce
sfolgorante di questo Giorno solenne; apriamoci con
sincera fiducia a Cristo risorto, perché la forza
rinnovatrice del Mistero pasquale si manifesti in ciascuno
di noi, nelle nostre famiglie, nelle nostre città e nelle
nostre Nazioni. Si manifesti in ogni parte del mondo. Come
non pensare in questo momento, in particolare, ad alcune
regioni africane, quali il Darfur e la Somalia, al
martoriato Medioriente, e specialmente alla Terrasanta,
all'Iraq, al Libano, e infine al Tibet, regioni per le
quali incoraggio la ricerca di soluzioni che salvaguardino
il bene e la pace! Invochiamo la pienezza dei doni
pasquali, per intercessione di Maria che, dopo aver
condiviso le sofferenze della passione e crocifissione del
suo Figlio innocente, ha sperimentato anche la gioia
inesprimibile della sua risurrezione. Associata alla
gloria di Cristo, sia Lei a proteggerci e a guidarci sulla
via della fraterna solidarietà e della pace. Sono questi
i miei auguri pasquali, che rivolgo a voi qui presenti e
agli uomini e alle donne di ogni nazione e continente a
noi uniti attraverso la radio e la televisione. Buona
Pasqua!
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Copyright 2007 - Libreria Editrice Vaticana
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