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MESSAGGIO
SUL RADUNO MONDIALE DELLE FAMIGLIE (24 SETTEMBRE 2010) |
Il
Papa sul raduno mondiale delle famiglie di Milano 2012:
lavoro e festività non disgreghino la famiglia
◊
Ripensare il rapporto tra il tempo del lavoro e quello
della festa, perché oggi il primo schiaccia il secondo
svuotando di senso soprattutto la domenica, con la
conseguenza di disgregare le famiglie. Lo scrive Benedetto
XVI al cardinale Ennio Antonelli, presidente del
Pontificio Consiglio per la Famiglia, in un messaggio nel
quale il Papa parla dei temi del prossimo Incontro
mondiale delle famiglie, che si svolgerà a Milano dal 30
maggio al 3 giugno 2012. Il servizio di Alessandro De
Carolis:
Quando il momento di “evasione” diventa sinonimo
del “fare festa” e quando la festa è in realtà solo
una parentesi da consumare in fretta prima e dopo
l’invadenza del lavoro è chiaro che la civiltà
impostata su questa architettura sociale ha smarrito il
senso più profondo dell’uomo e della famiglia.
Benedetto XVI reagisce a questo stato di cose
sollecitando, nel Messaggio indirizzato al cardinale
Antonelli, una “riflessione” e un “impegno” volti
“a conciliare – scrive – le esigenze e i tempi del
lavoro con quelli della famiglia e a ricuperare il senso
vero della festa, specialmente della domenica, pasqua
settimanale, giorno del Signore e giorno dell’uomo,
giorno della famiglia, della comunità e della solidarietà”.
Questo perché, osserva poco prima il Papa, “il lavoro e
la festa sono intimamente collegati con la vita delle
famiglie: ne condizionano le scelte, influenzano le
relazioni tra i coniugi e tra i genitori e i figli,
incidono sul rapporto della famiglia con la società e con
la Chiesa”. E oggi, prosegue, il condizionamento arriva
purtroppo da un’organizzazione del lavoro “pensata e
attuata in funzione della concorrenza di mercato e del
massimo profitto, e la concezione della festa come
occasione di evasione e di consumo”: uno scenario,
afferma il Pontefice, che contribuisce “a disgregare la
famiglia e la comunità e a diffondere uno stile di vita
individualistico”.
La Sacra Scrittura, ricorda invece Benedetto XVI, “ci
dice che famiglia, lavoro e giorno festivo sono doni e
benedizioni di Dio per aiutarci a vivere un’esistenza
pienamente umana”, mentre l’esperienza quotidiana
“attesta che lo sviluppo autentico della persona
comprende sia la dimensione individuale, familiare e
comunitaria, sia le attività e le relazioni funzionali,
come pure l’apertura alla speranza e al Bene senza
limiti”. In quest’ottica, il prossimo Incontro
mondiale delle famiglie – che sarà ospitato
dall’arcidiocesi di Milano a cavallo tra la fine di
maggio e gli inizi di giugno del 2012 – “costituisce
– dice il Papa – un’occasione privilegiata per
ripensare il lavoro e la festa nella prospettiva di una
famiglia unita e aperta alla vita, ben inserita nella
società e nella Chiesa, attenta alla qualità delle
relazioni oltre che all’economia dello stesso nucleo
familiare”. Perché il raduno mondiale centri questi
obiettivi dovrà però essere ben preparato e nel
Messaggio Benedetto XVI dice di auspicare che già nel
2011, nel 30.mo dell’Esortazione apostolica Familiaris
consortio, definita la “magna charta della pastorale
familiare”, “possa essere intrapreso un valido
itinerario con iniziative a livello parrocchiale,
diocesano e nazionale, mirate a mettere in luce esperienze
di lavoro e di festa nei loro aspetti più veri e
positivi, con particolare riguardo all’incidenza sul
vissuto concreto delle famiglie”.
In conclusione,
affidandone i preparativi alla Santa Famiglia di Nazaret,
il Papa ribadisce che il VII Incontro Mondiale di Milano
durerà, come in passato, cinque giorni e culminerà il
sabato sera con la “Festa delle Testimonianze” e
domenica mattina con la Messa solenne. “Queste due
celebrazioni, da me presiedute – preannuncia Benedetto
XVI – ci vedranno tutti riuniti come ‘famiglia di
famiglie’” e lo svolgimento complessivo dell’evento
“sarà curato in modo da armonizzare compiutamente le
varie dimensioni: preghiera comunitaria, riflessione
teologica e pastorale, momenti di fraternità e di scambio
fra le famiglie ospiti con quelle del territorio,
risonanza mediatica”.
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