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MESSAGGIO
AI MOVIMENTI E ALLE COMUNITA' ECCLESIALI (31 MAGGIO 2006) |
Radio Vaticana,
31 maggio 2006
BENEDETTO
XVI NEL MESSAGGIO AI MOVIMENTI E LE COMUNITA’
ECCLESIALI: EVANGELIZZATE LA SOCIETA’, PORTANDO LA
VERITA’ E LA BELLEZZA DEL VANGELO AL
MONDO FRASTORNATO DALLE IDEOLOGIE
I
Movimenti “siano sempre scuole di comunione, compagnie
in cammino in cui si impara a vivere nella verità e
nell’amore”. E’ uno dei passaggi principali del
Messaggio che Benedetto XVI ha indirizzato ai circa 300
delegati dei Movimenti ecclesiali e delle nuove Comunità,
riuniti da questa mattina a Rocca di Papa nei pressi di
Roma, per il loro secondo Congresso mondiale, in vista del
grande raduno con il Papa in Piazza San Pietro, in
programma sabato prossimo. Sui contenuti del Messaggio, il
servizio di Alessandro De Carolis.
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C’è
una mente frastornata dalla ridda di voci e ideologie
contemporanee e c’è un mistero che la sottrae al suo
“torpore”: quel mistero, come scrisse San Bonaventura
nei suoi sermoni, è “la bellezza di ogni bellezza”,
cioè Cristo. A testimoniare oggi al mondo “la bellezza
della verità” e la “bellezza dell’amore”
cristiano sono in prima linea, tra gli altri, i Movimenti
ecclesiali e le nuove Comunità, con la loro capacità di
rendere il Vangelo un’esperienza vissuta in ogni ambito
sociale. Benedetto XVI riconosce queste qualità
spirituali alle innumerevoli realtà – oltre 100 saranno
quelle rappresentate in Piazza San Pietro, la vigilia di
Pentecoste – fiorite specialmente dopo il Vaticano II.
Nel ricordare lo storico, primo incontro di otto anni fa -
che vide Giovanni Paolo II benedire i Movimenti come
“segni di speranza per la Chiesa” e l’allora
cardinale Ratzinger definirne la “collocazione
teologica” nel corso di un magistrale intervento –
Benedetto XVI si dice “consapevole del cammino percorso
da allora sul sentiero tracciato dalla sollecitudine
pastorale” di Papa Wojtyla. Consapevole al punto da
voler ripetere quell’esperienza dei giorni di Pentecoste
per ribadire i due concetti che hanno dato il via al suo
ministero petrino: “La bellezza di essere cristiano e la
gioia di comunicarlo”.
Per
il Papa è questa, in sostanza, la vocazione dei Movimenti
ecclesiali: quella di essere “scuole di comunione,
compagnie in cammino in cui si impara a vivere nella verità
e nell’amore di Cristo”. “Portate la luce di Cristo
in tutti gli ambienti sociali e culturali in cui
vivete”, esorta il Papa. “Illuminate l’oscurità di
un mondo frastornato dai messaggi contraddittori delle
ideologie. Non c’è bellezza che valga se non c’è una
verità da riconoscere e da seguire, se l’amore scade a
sentimento passeggero, se la felicità diventa miraggio
inafferrabile, se la libertà degenera in istintività”.
“Dove la carità si manifesta come passione per la vita
e per il destino degli altri, irradiandosi negli affetti e
nel lavoro e diventando forza di costruzione di un ordine
sociale più giusto, lì – asserisce il Pontefice - si
costruisce la civiltà capace di fronteggiare l’avanzata
della barbarie”.
E
l’apprezzamento di Benedetto XVI diventa più profondo.
“I Movimenti ecclesiali e le nuove Comunità – scrive
ancora - sono oggi segno luminoso della bellezza di Cristo
e della Chiesa, sua Sposa. Voi appartenete alla struttura
viva della Chiesa”. Ed essa, conferma, “vi ringrazia
per il vostro impegno missionario, per l’azione
formativa che sviluppate in modo crescente sulle famiglie
cristiane, per la promozione delle vocazioni al sacerdozio
ministeriale e alla vita consacrata che sviluppate al
vostro interno”. Il Papa conclude invitando ognuna di
queste realtà ecclesiali a vivere in obbedienza e unità
ai vescovi. “Al di là dell’affermazione del diritto
alla propria esistenza – è l’invito di Benedetto XVI
- deve sempre prevalere con indiscutibile priorità,
l’edificazione del Corpo di Cristo in mezzo agli uomini.
Ogni problema deve essere affrontato dai Movimenti con
sentimenti di profonda comunione, in spirito di adesione
ai legittimi pastori. Vi sostenga – conclude - la
partecipazione alla preghiera della Chiesa, la cui
liturgia è la più alta espressione della bellezza della
gloria di Dio, e costituisce in qualche modo un
affacciarsi del cielo sulla terra”.
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MESSAGGIO
DEL SANTO PADRE AI PARTECIPANTI AL II CONGRESSO MONDIALE
DEI MOVIMENTI ECCLESIALI E DELLE NUOVE COMUNITÀ
Cari
fratelli e sorelle,
in attesa
dell’incontro previsto per sabato 3 giugno in Piazza San
Pietro con gli aderenti a più di 100 Movimenti ecclesiali
e nuove Comunità, sono lieto di porgere a voi,
rappresentanti di tutte queste realtà ecclesiali, riuniti
a Rocca di Papa in Congresso Mondiale, un caloroso saluto
con le parole dell’Apostolo: «Il Dio della speranza vi
riempia di ogni gioia e pace nella fede, perché
abbondiate nella speranza per la virtù dello Spirito
Santo» (Rm 15,13). È ancora vivo, nella mia
memoria e nel mio cuore, il ricordo del precedente
Congresso Mondiale dei Movimenti ecclesiali, svoltosi a
Roma dal 26 al 29 maggio 1998, al quale fui invitato a
portare il mio contributo, allora in qualità di Prefetto
della Congregazione per la Dottrina della Fede, con una
conferenza concernente la collocazione teologica dei
Movimenti. Quel Congresso ebbe il suo coronamento nel
memorabile incontro con l’amato Papa Giovanni Paolo II
del 30 maggio 1998 in Piazza San Pietro, durante il quale
il mio Predecessore confermò il suo apprezzamento per i
Movimenti ecclesiali e le nuove Comunità, che definì
"segni di speranza" per il bene della Chiesa e
degli uomini.
Oggi,
consapevole del cammino percorso da allora sul sentiero
tracciato dalla sollecitudine pastorale, dall’ affetto e
dagli insegnamenti di Giovanni Paolo II, vorrei
congratularmi con il Pontificio Consiglio per i Laici,
nelle persone del suo Presidente Mons. Stanislao Ryłko,
del Segretario Mons. Joseph Clemens e dei loro
collaboratori, per l’importante e valida iniziativa di
questo Congresso Mondiale, il cui tema - "La bellezza
di essere cristiani e la gioia di comunicarlo" -
prende spunto da una mia affermazione nell’omelia di
inizio del ministero petrino. E’ un tema che invita a
riflettere su ciò che caratterizza essenzialmente
l’avvenimento cristiano: in esso infatti ci viene
incontro Colui che in carne e sangue, visibilmente,
storicamente, ha portato lo splendore della gloria di Dio
sulla terra. A Lui si applicano le parole del Salmo 44: «Tu
sei il più bello tra i figli dell’uomo». E a Lui,
paradossalmente, fanno riferimento anche le parole del
profeta: «Non ha apparenza né bellezza per attirare i
nostri sguardi, non splendore per potercene compiacere» (Is
53,2). In Cristo s’incontrano la bellezza della verità
e la bellezza dell’amore; ma l’amore, si sa, implica
anche la disponibilità a soffrire, una disponibilità che
può giungere fino al dono della vita per coloro che si
amano (cfr Gv 15,13)! Cristo, che è "la
bellezza di ogni bellezza", come soleva dire san
Bonaventura (Sermones dominicales 1,7), si rende
presente nel cuore dell’uomo e lo attrae verso la sua
vocazione che è l’amore. È grazie a questa
straordinaria forza di attrazione che la ragione è
sottratta al suo torpore ed aperta al Mistero. Si rivela
così la bellezza suprema dell’amore misericordioso di
Dio e, allo stesso tempo, la bellezza dell’uomo che,
creato ad immagine di Dio, è rigenerato dalla grazia e
destinato alla gloria eterna.
Nel corso
dei secoli, il cristianesimo è stato comunicato e si è
diffuso grazie alla novità di vita di persone e di
comunità capaci di rendere una testimonianza incisiva di
amore, di unità e di gioia. Proprio questa forza ha messo
tante persone in "movimento" nel succedersi
delle generazioni. Non è stata, forse, la bellezza che la
fede ha generato sul volto dei santi a spingere tanti
uomini e donne a seguirne le orme? In fondo, questo vale
anche per voi: attraverso i fondatori e gli iniziatori dei
vostri Movimenti e Comunità avete intravisto con
singolare luminosità il volto di Cristo e vi siete messi
in cammino. Anche oggi Cristo continua a far echeggiare
nel cuore di tanti quel "vieni e seguimi" che può
decidere del loro destino. Ciò avviene normalmente
attraverso la testimonianza di chi ha fatto una personale
esperienza della presenza di Cristo. Sul volto e nella
parola di queste "creature nuove" diventa
visibile la sua luce e udibile il suo invito.
Dico
pertanto a voi, cari amici dei Movimenti: fate in modo che
essi siano sempre scuole di comunione, compagnie in
cammino in cui si impara a vivere nella verità e
nell’amore che Cristo ci ha rivelato e comunicato per
mezzo della testimonianza degli Apostoli, in seno alla
grande famiglia dei suoi discepoli. Risuoni sempre nel
vostro animo l’esortazione di Gesù: «Così risplenda
la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le
vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è
nei cieli» (Mt 5,16). Portate la luce di Cristo in
tutti gli ambienti sociali e culturali in cui vivete. Lo
slancio missionario è verifica della radicalità di
un’esperienza di fedeltà sempre rinnovata al proprio
carisma, che porta oltre qualsiasi ripiego stanco ed
egoistico su di sé. Illuminate l’oscurità di un mondo
frastornato dai messaggi contraddittori delle ideologie!
Non c’è bellezza che valga se non c’è una verità da
riconoscere e da seguire, se l’amore scade a sentimento
passeggero, se la felicità diventa miraggio
inafferrabile, se la libertà degenera in istintività.
Quanto male è capace di produrre nella vita dell’uomo e
delle nazioni la smania del potere, del possesso, del
piacere! Portate in questo mondo turbato la testimonianza
della libertà con cui Cristo ci ha liberati (cfr Gal
5,1). La straordinaria fusione tra l’amore di Dio e
l’amore del prossimo rende bella la vita e fa rifiorire
il deserto in cui spesso ci ritroviamo a vivere. Dove la
carità si manifesta come passione per la vita e per il
destino degli altri, irradiandosi negli affetti e nel
lavoro e diventando forza di costruzione di un ordine
sociale più giusto, lì si costruisce la civiltà capace
di fronteggiare l’avanzata della barbarie. Diventate
costruttori di un mondo migliore secondo l’ordo
amoris in cui si manifesta la bellezza della vita
umana.
I
Movimenti ecclesiali e le nuove Comunità sono oggi segno
luminoso della bellezza di Cristo e della Chiesa, sua
Sposa. Voi appartenete alla struttura viva della Chiesa.
Essa vi ringrazia per il vostro impegno missionario, per
l’azione formativa che sviluppate in modo crescente
sulle famiglie cristiane, per la promozione delle
vocazioni al sacerdozio ministeriale e alla vita
consacrata che sviluppate al vostro interno. Vi ringrazia
anche per la disponibilità che dimostrate ad accogliere
le indicazioni operative non solo del Successore di
Pietro, ma anche dei Vescovi delle diverse Chiese locali,
che sono, insieme al Papa, custodi della verità e della
carità nell’unità. Confido nella vostra pronta
obbedienza. Al di là dell’affermazione del diritto alla
propria esistenza, deve sempre prevalere, con
indiscutibile priorità, l’edificazione del Corpo di
Cristo in mezzo agli uomini. Ogni problema deve essere
affrontato dai Movimenti con sentimenti di profonda
comunione, in spirito di adesione ai legittimi Pastori. Vi
sostenga la partecipazione alla preghiera della Chiesa, la
cui liturgia è la più alta espressione della bellezza
della gloria di Dio, e costituisce in qualche modo un
affacciarsi del Cielo sulla terra.
Vi affido
all’intercessione di Colei che invochiamo come la
Tota pulchra, la "Tutta bella", un ideale di
bellezza che gli artisti hanno cercato sempre di
riprodurre nelle loro opere, la «Donna vestita di sole»
(Ap 12,1) in cui la bellezza umana si incontra con
la bellezza di Dio. Con questi sentimenti a tutti invio,
quale pegno di costante affetto, una speciale Benedizione
Apostolica.
Dal
Vaticano, 22 Maggio 2006
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