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DISCORSO
AGLI ARCIVESCOVI METROPOLITI (30 GIUGNO 2009) |
Il
Papa agli arcivescovi metropoliti: siate pastori esemplari
e rafforzate la comunione con il Successore di Pietro
Un’occasione
per prolungare la gioia della comunione vissuta nella
Festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo: Benedetto XVI ha
definito così l’udienza di stamani ai nuovi arcivescovi
metropoliti ricevuti in Aula Paolo VI, assieme ai
famigliari e ai pellegrini delle proprie diocesi. Il Papa
si è soffermato sul significato del Sacro Pallio, la
stola imposta ai metropoliti, ieri nella Basilica
Vaticana. Un simbolo di unità, ha detto il Papa, che lega
i pastori delle Chiese particolari al Successore di
Pietro. Il servizio di Alessandro Gisotti:
Provenienti da ogni continente, ha osservato Benedetto
XVI, gli arcivescovi metropoliti mostrano “in modo
significativo il volto della Chiesa cattolica diffusa su
tutta la terra”. Nel suo discorso in più lingue,
rivolgendosi agli arcivescovi italiani, Benedetto XVI ha
esortato i pastori a far fruttificare l’Anno Sacerdotale
appena iniziato:
“Siamo all’inizio dell’Anno Sacerdotale: sia
pertanto vostra cura essere pastori esemplari, zelanti e
ricchi di amore per il Signore e per le vostre comunità.
Potrete così guidare e sostenere saldamente i sacerdoti,
vostri primi collaboratori nel ministero pastorale, e
cooperare in modo efficace alla diffusione del Regno di
Dio nell’amata terra d’Italia”.
E’
stata poi la volta dei saluti ai metropoliti e ai
pellegrini di lingua francese. Il Papa ha ribadito che il
Pallio è un segno di comunione non solo per i vescovi:
“Que ce signe soit aussi pour les prêtres et les
fidèles... ”
“Che questo segno - ha affermato - sia anche per i
sacerdoti e i fedeli delle vostre diocesi un appello a
consolidare sempre più un’autentica comunione con i
propri pastori e tra tutti i membri della Chiesa”. E
parlando ai pellegrini anglofoni ha aggiunto: il Pallio
ricorda ai vescovi la loro responsabilità di essere
pastori secondo il cuore di Gesù. Le croci di seta nera
del Pallio, ha proseguito in lingua spagnola, rammentano
ai pastori che devono configurarsi ogni giorno di più a
Gesù Cristo:
“Siguiendo su huellas de Buen Pastor, sed siempre
signos…”
“Seguendo le orme del Buon Pastore”, è stato il
suo monito, i metropoliti siano sempre segno di unità in
mezzo ai fedeli, consolidando i legami di comunione con il
Successore di Pietro. Un pensiero speciale il Papa lo ha
riservato a mons. Mieczyslaw Mokrzycki, arcivescovo di
Lviv dei Latini, ringraziandolo per il servizio reso alla
Chiesa, come suo collaboratore, e, prima, di Giovanni
Paolo II. L’odierna memoria dei Protomartiri di Roma, ha
concluso, sia stimolo per ognuno dei nuovi arcivescovi
metropoliti “a un amore sempre più intenso verso Gesù
Cristo e la sua Chiesa”.
DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Cari
Fratelli nell’Episcopato,
cari
fratelli e sorelle,
dopo le
celebrazioni della solennità dei santi apostoli Pietro e
Paolo, è per me un vero piacere incontrare, in udienza
speciale, tutti voi, Arcivescovi Metropoliti che ieri
nella Basilica Vaticana avete ricevuto il Pallio ed
accogliere anche i vostri familiari ed amici che vi
accompagnano. Si prolunga così la gioia della comunione
vissuta nella festa dei due grandi Apostoli, in cui ho
potuto imporvi il Pallio, simbolo dell’unità che lega i
Pastori delle Chiese particolari al Successore di Pietro,
Vescovo di Roma. Rivolgo il mio cordiale benvenuto a
ciascuno di voi, che provenite da ogni continente,
mostrando in modo significativo il volto della Chiesa
cattolica diffusa in tutta la terra.
Mi
rivolgo innanzitutto a voi, amati Pastori della Chiesa che
è in Italia. Saluto Monsignor Giuseppe Betori,
Arcivescovo di Firenze, Monsignor Salvatore Pappalardo,
Arcivescovo di Siracusa e Monsignor Domenico Umberto
D’Ambrosio, Arcivescovo di Lecce. Siamo all’inizio
dell’Anno Sacerdotale: sia pertanto vostra cura essere
pastori esemplari, zelanti e ricchi di amore per il
Signore e per le vostre comunità. Potrete così guidare e
sostenere saldamente i sacerdoti, vostri primi
collaboratori nel ministero pastorale, e cooperare in modo
efficace alla diffusione del Regno di Dio nell’amata
terra d’Italia.
Je suis
heureux d’accueillir les pèlerins francophones venus
accompagner les nouveaux Archevêques métropolitains à
qui j’ai eu la joie de remettre le pallium. Je voudrais
d’abord saluer Monseigneur Ghaleb Moussa Abdalla Bader,
Archevêque d’Alger (Algérie), Monseigneur Pierre-André
Fournier, Archevêque de Rimouski (Canada), Monseigneur
Joseph Aké Yapo, Archevêque de Gagnoa (Côte d’Ivoire),
Monseigneur Marcel Utembi Tapa, Archevêque de Kisangani (République
démocratique du Congo), et Monseigneur Philippe Ouédraogo,
Archevêque de Ouagadougou (Burkina Faso). J’adresse
aussi mes salutations chaleureuses aux Évêques, aux prêtres
et aux fidèles de vos pays, les assurant de ma prière
fervente. Le pallium est un signe de communion particulière
avec le Successeur de Pierre. Que ce signe soit aussi pour
les prêtres et les fidèles de vos diocèses un appel à
consolider toujours plus une authentique communion avec
leurs Pasteurs et entre tous les membres de l’Église.
I extend
warm greetings to the English-speaking Metropolitan
Archbishops upon whom I conferred the Pallium
yesterday: Archbishop Paul Mandale Khumalo of Pretoria (South
Africa); Archbishop J. Michael Miller of Vancouver
(Canada); Archbishop Allen Henry Vigneron of Detroit
(USA); Archbishop Anicetus Bongsu Antonius Sinaga of Medan
(Indonesia); Archbishop Philip Naameh of Tamale (Ghana);
Archbishop Timothy Michael Dolan of New York (USA);
Archbishop Vincent Gerard Nichols of Westminster (UK);
Archbishop Robert James Carlson of Saint Louis (USA);
Archbishop Francis Xavier Kriengsak Kovithavanij of
Bangkok (Thailand); Archbishop George Joseph Lucas of
Omaha (USA); Archbishop Gregory Michael Aymond of New
Orleans (USA) and Archbishop Patebendige Don Albert Malcom
Ranjith of Colombo (Sri Lanka). I also welcome their
family members, their relatives, friends and the faithful
of their respective Archdioceses who have come to Rome to
pray with them and to share their joy on this happy
occasion. The Pallium is received from the hands of
the Successor of Peter and worn by the Archbishops as a
sign of communion in faith and love and in the governance
of God’s People. It also recalls to Pastors their
responsibilities as shepherds after the heart of Jesus. To
all of you I affectionately impart my Apostolic Blessing
as a pledge of peace and joy in the Lord.
Saludo
cordialmente a los Arzobispos metropolitanos de lengua
española venidos a Roma para la solemne ceremonia de la
imposición del palio: Domingo Díaz Martínez, de
Tulancingo; Manuel Felipe Díaz Sánchez, de Calabozo; José
Luis Escobar Alas, de San Salvador; Carlos Osoro Sierra,
de Valencia; Víctor Sánchez Espinosa, de Puebla de los
Ángeles; Carlos Aguiar Retes, de Tlalnepantla; Ismael
Rueda Sierra, de Bucaramanga, y Braulio Rodríguez Plaza,
de Toledo, así como a los familiares, amigos, sacerdotes
y fieles de sus respectivas Iglesias particulares, que los
acompañan. Queridos hermanos en el Episcopado, que las
cruces de seda negra que el palio lleva bordadas, os
recuerden que debéis configuraros cada día más con
Jesucristo. Siguiendo sus huellas de Buen Pastor, sed
siempre signos de unidad en medio de vuestros fieles,
afianzando vuestros lazos de comunión con el Sucesor de
Pedro, con vuestros Obispos sufragáneos y con todos los
que colaboran en vuestra misión evangelizadora. En este Año
Sacerdotal apenas iniciado, llevad muy dentro de vuestro
corazón a vuestros presbíteros, quienes esperan de
vosotros un trato afable, como padres y hermanos que los
acogen, escuchan y se preocupan de ellos. Bajo el amparo
de María Santísima, Reina de los Apóstoles, que es tan
venerada en las tierras de las que procedéis, México,
Venezuela, El Salvador, Colombia y España, pongo vuestras
personas y vuestras comunidades diocesanas.
Acolho
com alegria os familiares e amigos dos novos Arcebispos
Metropolitas do Brasil, que vieram acompanhá-los na recepção
do pálio, sinal de profunda comunhão com o Sucessor de
Pedro. Nesta comunhão dirijo uma particular saudação a
Dom Sérgio da Rocha, de Teresina; Dom maurício Grotto de
Camargo, de Botucatu; Dom Gil Antônio Moreira, de Juiz de
Fora; e Dom Orani João Tempesta, de São Sebastião do
Rio de Janeiro. Transmiti as minhas saudações aos presbíteros
e a todos os fiéis das vossas arquidioceses, para que
unidos na mesma fé de Pedro possam contribuir para a
evangelização da sociedade. Como penhor de alegria e de
paz no Senhor, a todos concedo a minha Bênção.
Вітаю
Тебе,
Преосвященний
Мечиславе
Мокшицький,
Архиєпископе
Львівський
латинського
обряду, і
всіх тих,
які Тебе
супроводжують
у цю мить
живої
церковної
спільності.
Ще раз
дякую
Тобі за
Твоє
служіння
для
Церкви, як
мій
співробітник,
а перед
тим – мого
достойного
попередника
Івана
Павла ІІ.
Нехай
Господній
Дух
супроводжує
Тебе у
пастирському
служінні
для добра
вірних,
довірених
Твоєму
дбанню,
яким
передаю
щирі
вітання.
[Saluto
Lei, Monsignor Mieczyslaw Mokrzycki, Arcivescovo di Lviv
dei Latini, e quanti la circondano in questo momento di
viva comunione ecclesiale. Ancora una volta, Le sono grato
per il servizio che ha reso alla Chiesa, quale
collaboratore mio, e, prima, del mio venerato predecessore
Giovanni Paolo II. Lo Spirito del Signore La accompagni
nel ministero pastorale a favore dei fedeli affidati alle
Sue cure, ai quali invio un cordiale saluto.]
Witam
serdecznie obecnych tu Polaków. Pozdrawiam szczególnie
nowego Metropolitę Szczecińsko-Kamieńskiego,
Arcybiskupa Andrzeja Dzięgę, który wczoraj
otrzymał paliusz i wiernych tej Metropolii. Niech ten
paliusz w Roku Kapłańskim będzie także
dla wszystkich kapłanów symbolem i zachętą
do budowania jedności z własnym biskupem, między
sobą oraz wśród wiernych. Upraszając dla
wszystkich dary Bożej miłości z serca wam błogosławię.
Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus.
[Saluto
cordialmente i polacchi qui presenti. In particolare
saluto il nuovo Metropolita di Szczecin-Kamień,
Arcivescovo Andrzej Dzięga il quale ieri ha ricevuto
il pallio e i fedeli provenienti da questa Metropoli.
Nell’anno Sacerdotale il pallio sia anche per i
presbiteri un simbolo e una sfida per costruire la
comunione con il proprio vescovo, tra loro e anche con i
fedeli. Implorando per voi tutti i doni della Divina carità,
di cuore vi benedico. Sia lodato Gesù Cristo.]
Cari
fratelli e sorelle, l’odierna memoria dei Protomartiri
di Roma sia stimolo per ognuno di voi a un amore sempre più
intenso verso Gesù Cristo e la sua Chiesa. Vi accompagni
la materna assistenza di Maria, Madre della Chiesa, dei
santi Apostoli Pietro e Paolo e di san Giovanni Maria
Vianney. A tutti e a ciascuno la mia benedizione.
©
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