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INCONTRO CON I MILITARI ITALIANI (16 DICEMBRE 2005) |
Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte: Radio Vaticana, 16 dicembre 2005
IN QUESTO PERIODO DI AVVENTO, I MILITARI SI PREPARINO ALL’INCONTRO CON CRISTO, PRINCIPE DELLA PACE: COSI’, BENEDETTO XVI AI COMPONENTI DELLE FORZE ARMATE ITALIANE, CHE STAMANI HANNO PRESO PARTE AD UNA MESSA IN SAN PIETRO, CELEBRATA DALL’ORDINARIO MILITARE, MONS. ANGELO BAGNASCO
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In questo periodo di Avvento, che “ci spinge alla fiducia”, i militari si preparino ad incontrare Cristo, “il Principe della pace”: è l’esortazione di Benedetto XVI ai componenti delle Forze Armate Italiane, che stamani hanno preso parte in San Pietro alla Santa Messa di preparazione al Natale. Circa 8 mila militari delle 4 Armi: Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri hanno partecipato all’evento.
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La Messa è stata presieduta dall’Ordinario militare, l’arcivescovo Angelo Bagnasco. Tra le autorità presenti, anche il ministro della Difesa, Antonio Martino. Al termine del
rito, il Papa si è dunque recato nella Basilica per salutare i militari italiani e offrire loro una riflessione sul significato del Natale. Il servizio di Alessandro Gisotti:
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(Cori)
Prepararsi ad accogliere Gesù con “umiltà e sincerità”: è l’invito rivolto dal Papa ai militari italiani. Ha così sottolineato come Cristo venga a liberare “con il suo amore il cuore dell’uomo”. A Natale, ha ribadito il Pontefice in una Basilica Vaticana dove - fatto inconsueto - spiccavano divise e stellette, “verrà l’atteso Messia, Colui che nella sinagoga di Nazaret applicherà a sé le antiche parole profetiche: Il Signore mi ha mandato [...] per proclamare la liberazione ai prigionieri”.
“Verrà a liberarci il Redentore dell’uomo – ha detto ancora – e spezzerà i vincoli dell’errore, dell’egoismo, del peccato, che ci rendono prigionieri”. Parole, queste, corredate da una profonda riflessione:
“Nel mistero del Natale di Cristo, il Padre celeste manifesta all’umanità la sua misericordia. Egli non ha voluto abbandonare l’uomo a se stesso e al suo peccato, ma a lui è venuto incontro, offrendogli il perdono che libera dall’oppressione del peccato con la potenza della sua grazia. Possano allora questi ultimi giorni dell’Avvento rendere ancora più forte in ognuno di voi, cari militari, il desiderio dell’incontro con Cristo, il Principe della pace, sorgente della nostra autentica gioia”.
“Ogni giorno – ha proseguito – sperimentiamo la precarietà e la provvisorietà della vita terrena, ma, grazie all’incarnazione del Figlio unigenito del Padre, il nostro sguardo riesce a cogliere sempre l’amore provvidenziale di Dio che dà senso e valore a tutta la nostra esistenza”. Quindi, ha sottolineato l’importanza dell’affidarsi a Maria affinché ci “accompagni all’incontro con l’Emmanuele, il Dio-con-noi”.
Dal canto suo, nell’omelia, mons. Bagnasco ha sottolineato la “particolare umanità” che i nostri militari hanno “nell’animo”. Umanità, ha detto l’Ordinario Militare, che “brilla all'estero” nelle numerose missioni di pace e che “attinge ispirazione dalle radici cristiane del nostro Paese”. Parole ribadite nel saluto al Santo Padre:
“La vita dei militari, come è noto, richiede senso di responsabilità, spirito di dovere, dedizione. Il loro servizio, negli anni passati e recenti, testimonia la verità di questi valori, vissuti con intelligenza e grande generosità e a volte, purtroppo, anche con il sacrificio supremo della vita”.
Al termine della celebrazione, l’arcivescovo Bagnasco ha consegnato al Santo Padre una raccolta della Rivista “Il Cursore”, mensile dell’Ordinariato Militare, stampato in 35 mila copie e inviato a tutte le parrocchie italiane. Inoltre, ha donato al Papa un cofanetto contenente il Crest, il simbolo dell’Ordinariato Militare. Dal canto suo, il ministro della Difesa, Antonio Martino, ha omaggiato il Pontefice con una targa celebrativa dell’evento.
(Musica)
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Venerati Fratelli,
distinte Autorità civili e militari,
cari Amici!
Con vero piacere sono venuto ad incontrarvi, al termine della Santa Messa celebrata qui, in questa Basilica, che conserva le vive memorie dell’Apostolo Pietro. Siamo ormai prossimi alla solennità del Santo Natale e questa è un’occasione quanto mai propizia per formulare fervidi voti augurali a tutti voi, che rappresentate le Forze Armate Italiane. A ciascuno rivolgo un affettuoso saluto. In particolare, saluto il vostro Pastore, l’Ordinario Militare Mons. Angelo Bagnasco, che ringrazio per le parole con le quali ha interpretato i comuni sentimenti. Con lui saluto i Cappellani militari, vostre guide spirituali, che hanno voluto accompagnarvi anche in
questo momento di intensa comunione ecclesiale. Il mio deferente pensiero va, poi, al Ministro della Difesa, ai Sottosegretari, ai Capi di Stato Maggiore e ai Comandanti Generali, che con la loro adesione hanno reso anche più significativo questo incontro.
Colui che adoriamo nel Sacramento dell’Altare è l’Emmanuele, il Dio con noi, venuto nel mondo per la nostra redenzione. Nella Novena di Natale, che proprio oggi iniziamo, man mano che ci avviciniamo alla Notte Santa, la liturgia con crescente intensità spirituale ci fa ripetere: "Maranatha! - Vieni, Signore Gesù!". Quest’invocazione sale dal cuore dei credenti in tutti gli angoli della terra e risuona incessante in ogni Comunità ecclesiale. A Natale verrà l’atteso Messia, Colui che nella sinagoga di Nazaret applicherà a sé le antiche parole profetiche: "Il Signore mi ha mandato [...] per proclamare la liberazione ai
prigionieri " (Lc 4,18). Verrà a liberarci il Redentore dell’uomo e spezzerà i vincoli dell’errore, dell’egoismo, del peccato, che ci rendono prigionieri. Verrà Cristo a liberare con il suo amore il cuore dell’uomo. Quanto è importante prepararsi ad accoglierlo con umiltà e sincerità!
Nel mistero del Natale di Cristo, il Padre celeste manifesta all’umanità la sua misericordia. Egli non ha voluto abbandonare l’uomo a se stesso e al suo peccato, ma a lui è venuto incontro, offrendogli il perdono che libera dall’oppressione del peccato con la potenza della sua grazia. Possano allora questi ultimi giorni dell’Avvento rendere ancora più forte in ognuno di voi, cari militari, il desiderio dell’incontro con Cristo, il Principe della pace, sorgente della nostra autentica gioia.
Ogni giorno sperimentiamo la precarietà e la provvisorietà della vita terrena, ma, grazie all’incarnazione del Figlio unigenito del Padre, il nostro sguardo riesce a cogliere sempre l’amore provvidenziale di Dio che dà senso e valore a tutta la nostra esistenza. La liturgia di questo tempo di Avvento ci spinge alla fiducia, ci incoraggia ad affidarci a Colui che può dare pieno compimento alle attese del nostro cuore. Maria, con il suo "sì" all'Angelo Gabriele, ha aderito totalmente alla volontà di Dio ed ha dato inizio al grande mistero della redenzione. Sia Lei ad accompagnarci all’incontro con l’Emmanuele, il Dio-con-noi. Con questi
sentimenti vi rinnovo i più cordiali auguri per il Santo Natale ormai vicino, cari militari, mentre volentieri imparto a tutti la mia Benedizione, che estendo alle vostre comunità di provenienza ed alle vostre famiglie.
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