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Radio
Vaticana 5 settembre 2009
Il
Papa per la Giornata missionaria mondiale: la Chiesa
esiste per portare la salvezza di Cristo a tutti i popoli
“Le
nazioni cammineranno alla sua luce”: è il titolo del
Messaggio del Papa per la Giornata missionaria mondiale
che la Chiesa celebrerà domenica 18 ottobre. Ce ne parla Sergio
Centofanti.
La Missione “essenziale” della Chiesa “è quella
di chiamare tutti i popoli alla salvezza operata da Dio
tramite il Figlio suo incarnato”. E’ quanto ribadisce
il Papa nel Messaggio per la Giornata missionaria
mondiale: “è in questione la salvezza eterna delle
persone – sottolinea - il fine e compimento stesso della
storia umana e dell’universo”. Quindi aggiunge:
“Dobbiamo sentire l’ansia e la passione di illuminare
tutti i popoli, con la luce di Cristo, che risplende sul
volto della Chiesa”. Ed è in questa prospettiva che i
cristiani “sparsi in tutto il mondo operano, si
affaticano, gemono sotto il peso delle sofferenze e donano
la vita”. “La Chiesa – prosegue il Pontefice - non
agisce per estendere il suo potere o affermare il suo
dominio, ma per portare a tutti Cristo, salvezza del
mondo”. Una missione sempre più urgente ad una umanità
che “conosce stupende conquiste, ma sembra avere
smarrito il senso delle realtà ultime e della stessa
esistenza”.
Di fronte ai conflitti, alle povertà e alle sofferenze
del mondo, dunque, “la missione della Chiesa è quella
di ‘contagiare’ di speranza tutti i popoli”. Un
servizio che non è “a misura dei bisogni materiali o
anche spirituali che si esauriscono nel quadro
dell’esistenza temporale, ma di una salvezza
trascendente, che si attua nel Regno di Dio”. Regno che,
“pur essendo nella sua completezza escatologico e non di
questo mondo (cfr Gv 18,36), è anche in questo mondo e
nella sua storia forza di giustizia, di pace, di vera
libertà e di rispetto della dignità di ogni uomo. La
Chiesa mira a trasformare il mondo con la proclamazione
del Vangelo dell'amore, ‘che rischiara sempre di nuovo
un mondo buio e ci dà il coraggio di vivere e di agire’”.
Il Papa ricorda “quei missionari e missionarie che si
trovano a testimoniare e diffondere il Regno di Dio in
situazioni di persecuzione, con forme di oppressione che
vanno dalla discriminazione sociale fino al carcere, alla
tortura e alla morte. Non sono pochi – rileva - quelli
che attualmente sono messi a morte a causa del suo ‘Nome’”
e seguono “lo stesso destino del loro Maestro”: “Se
hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi” (Gv
15,20). Questo perché la Chiesa “non agisce in base ad
una logica umana o contando sulle ragioni della forza, ma
seguendo la via della Croce”.
Il Papa invita i cattolici a “sostenere i
missionari, le missionarie e le comunità cristiane
impegnate in prima linea in questa missione, talvolta in
ambienti ostili di persecuzione” e allo stesso tempo
esorta “tutti a dare un segno credibile di comunione tra
le Chiese, con un aiuto economico, specialmente nella fase
di crisi che sta attraversando l’umanità, per mettere
le giovani Chiese locali in condizione di illuminare le
genti con il Vangelo della carità”.
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