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"La
vita dell'uomo non è un bene disponibile. In
Cristo è la risposta all'enigma del dolore":
così il Papa a conclusione della Giornata del
malato
“La
vita dell’uomo non è un bene disponibile”,
“in Cristo, Parola incarnata, si trova la
risposta all’enigma del dolore e della morte”.
Così Benedetto XVI ieri pomeriggio a conclusione
della 17.ma giornata mondiale del Malato in San
Pietro. Durante la celebrazione eucaristica
celebrata dal cardinale Javier Lozano Barragán,
presidente del Pontificio Consiglio per gli
Operatori Sanitari e concelebrata dal cardinale
vicario Agostino Vallini, presidente dell’Opera
Romana Pellegrinaggi, a dieci malati è stata
amministrata l’Unzione degli Infermi. Il
servizio è di Paolo Ondarza.
“Un prezioso scrigno da custodire e curare
con ogni attenzione possibile, dal momento del suo
inizio fino al suo ultimo e naturale
compimento”. Il Papa descrive così la vita
umana, un mistero che chiede responsabilità,
amore, pazienza e carità da parte di tutti e di
ciascuno:
“E’ necessario circondare di premure e
rispetto chi è ammalato e sofferente. Questo non
è sempre facile; sappiamo però dove poter
attingere il coraggio e la pazienza. Per noi
cristiani è in Cristo che si trova la risposta
all’enigma del dolore e della morte”.
Il Papa ha parlato di fronte ai tanti malati,
accompagnatori e volontari dell’Unitalsi e
dell’Opera Romana Pellegrinaggi riuniti nella
Basilica Vaticana per la giornata del malato.
“Una giornata – ha spiegato il Benedetto XVI -
che invita a far sentire con maggiore intensità
la vicinanza spirituale della Chiesa: famiglia di
Dio all’interno della quale nessuno deve
soffrire per mancanza del necessario”. Questa
ricorrenza – ha aggiunto il Papa - offre
l’opportunità di riflettere sul senso della
vita da realizzare pienamente anche quando è
sofferente. Il pensiero del Papa è andato ai
bambini ammalati, le creature più deboli e
indifese: “Se già si resta senza parole davanti
ad un adulto che soffre, cosa dire quando il male
colpisce un piccolo innocente? Come percepire
anche in situazioni così difficili l’amore
misericordioso di Dio che mai abbandona i suoi
figli nella prova?”:
“Sono frequenti e talora inquietanti tali
interrogativi, che in verità sul piano
semplicemente umano non trovano adeguate risposte,
poiché il dolore, la malattia e la morte restano,
nel loro significato, insondabili per la nostra
mente”.
Ma nel buio della sofferenza la luce della fede
viene in soccorso all’uomo, creato da Dio per la
felicità. “La malattia e la morte – ha detto
Benedetto XVI – sono entrate nel mondo come
conseguenza del peccato”:
“La fede ci aiuta a ritenere la vita umana
bella e degna di essere vissuta in pienezza pur
quando è fiaccata dal male”.
Il Signore non ci abbandona a noi stessi. Il
Padre della vita – ha aggiunto il Papa – non
cessa di chinarsi sull’umanità sofferente e
“in Gesù si trova la risposta all’enigma del
dolore e della morte”. Di qui l’invito a
mettersi alla scuola del Cristo eucaristico per
amare sempre la vita e accettare la nostra
apparente impotenza davanti a malattia e morte.
Quindi Benedetto XVI ha affidato tutti alla
protezione di Maria, nella festa della Vergine
Immacolata di Lourdes perché aiuti ogni uomo a
portare con Cristo la Croce. Il Santo Padre ha
ricordato il viaggio da lui compiuto nel Santuario
mariano francese per i 150 anni della apparizioni.
“E’ sempre emozionante – ha detto –
rivivere quel tipico clima di preghiera e
spiritualità che caratterizza quel luogo”.
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