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UDIENZA
ALL'AMBASCIATORE DELLA MONGOLIA (20 MAGGIO 2010) |
Radio
Vaticana, 20 maggio 2010
La
religione promuove l'armonia e lo sviluppo: così il Papa
al nuovo ambasciatore della Mongolia
◊ Questa mattina il
Papa ha ricevuto anche l’ambasciatore della Mongolia,
Luvsantersen Orgil, per la presentazione delle Lettere
Credenziali. Quest’anno, la Mongolia celebra i 20 anni
di democrazia, mentre nel 2012 festeggerà due decadi di
rapporti diplomatici con la Santa Sede. Nel suo discorso,
Benedetto XVI ha espresso apprezzamento per la libertà
religiosa che vige nel Paese e solidarietà per le vittime
del freddo polare che ha colpito la Mongolia questo
inverno. Il servizio di Isabella Piro:
“Esprimo il mio apprezzamento per il supporto
costante del governo della Mongolia nell’assicurare la
libertà religiosa”, ha detto il Papa, sottolineando
come l’istituzione di una commissione per la corretta
applicazione della legge sulla libertà di culto
rappresenti il riconoscimento dell’importanza della
religione nel tessuto sociale e del suo potenziale nella
promozione dell’armonia e della prosperità.
“Religione e cultura – ha continuato Benedetto XVI –
espressioni correlate delle più profonde aspirazioni
spirituali di tutta l’umanità, servono naturalmente ad
incentivare il dialogo e la cooperazione tra i popoli, al
servizio della pace e del corretto sviluppo”. E in
effetti, ha aggiunto il Santo Padre, “uno sviluppo umano
autentico deve prendere in considerazione tutte le
dimensioni della persona, così che aspiri ai beni più
alti, nel rispetto della natura spirituale dell’uomo e
del suo destino fondamentale. E ancora, il Papa ha
ribadito che la Chiesa, fedele al Vangelo, contribuisce
allo sviluppo dell’intera comunità e coopera con il
governo mongolo per superare i problemi sociali,
riservando particolare attenzione nella formazione
“umana ed intellettuale” dei giovani, educandoli così
al rispetto, alla solidarietà e dell’attenzione verso i
meno fortunati.
Riferendosi, inoltre, al 20.mo anniversario
dell’instaurazione della democrazia in Mongolia,
Benedetto XVI si è detto fiducioso del fatto che “i
grandi progressi compiuti in questi anni continueranno a
portare frutti al consolidamento di un ordine sociale che
promuova il bene comune dei cittadini”. Su questo piano,
positivo naturalmente anche l’allacciamento, avvenuto
nel ’92, di rapporti diplomatici tra la Sante Sede e la
Mongolia, “un segno – ha detto il Papa -
dell’impegno del Paese a migliorare le relazioni con
l’intera comunità internazionale”. Infine, Benedetto
XVI ha espresso solidarietà alle tante vittime del freddo
polare che ha colpito la Mongolia nei mesi scorsi, con
temperature al di sotto dei 50 gradi, ed ha ribadito la
necessità che i temi ambientali, in particolare quelli
legati ai cambiamenti climatici, siano affrontati a
livello globale.
Dal suo canto, l’ambasciatore Orgil ha
assicurato che le tante risorse minerarie del Paese – in
particolare oro e rame - verranno investite nel welfare,
nell’educazione e nei servizi sanitari. Centrale, nel
suo indirizzo di saluto al Papa, anche il ricordo della
moratoria della pena di morte, proclamata nel gennaio
scorso, e l’impegno dell’esercito mongolo in molte
operazioni di pace dell’Onu.
Infine, qualche dato: la piccola Chiesa della Mongolia
conta 650 fedeli, decine di catecumeni, 87 missionari, 4
parrocchie. Numeri soddisfacenti per un Paese a
maggioranza buddista, che nel 1995 contava appena 14
cattolici.
DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
A S.E. IL SIG. LNVSANTSEREN ORGIL,
NUOVO AMBASCIATORE DI MONGOLIA
PRESSO LA SANTA SEDE
Giovedì, 20 maggio 2010
Eccellenza,
sono
lieto di accoglierla in Vaticano e di accettare le Lettere
che la accreditano quale Ambasciatore Straordinario e
Plenipotenziario della Mongolia presso la Santa Sede. Sono
molto grato per i saluti che mi ha trasmesso da parte del
Presidente Tsakhia Elbegdorj, e le chiedo di portargli i
miei ferventi buoni auspici per lui e per tutti i vostri
concittadini. Mentre la sua nazione celebra il ventesimo
anniversario del suo passaggio alla democrazia, esprimo
fiducia nel fatto che i grandi progressi compiuti in
questi anni continuino a recare frutti nel consolidamento
di un ordine sociale che promuova il bene comune dei
cittadini, favorendo le loro legittime aspirazioni per il
futuro.
Signor
Ambasciatore, colgo questa occasione anche per esprimere
la mia solidarietà e la mia sollecitudine per gli
individui e le famiglie numerosi che, lo scorso anno,
hanno sofferto a causa dell'inverno rigido e degli effetti
delle piogge torrenziali e delle inondazioni. Come ha
giustamente osservato, le questioni ambientali, in
particolare quelle legate al cambiamento climatico, sono
globali e devono essere affrontate a livello globale.
Come ha
osservato, Eccellenza, l'instaurazione di relazioni
diplomatiche fra la Mongolia e la Santa Sede, che ha avuto
luogo dopo i grandi cambiamenti politici e sociali di due
decenni fa, è un segno dell'impegno della sua nazione per
un interscambio fecondo nell'ambito della più ampia
comunità internazionale. La religione e la cultura, in
quanto espressioni interrelate delle più profonde
aspirazioni spirituali della nostra comune umanità,
servono naturalmente come incentivi al dialogo e alla
cooperazione fra i popoli al servizio della pace e dello
sviluppo autentico.
Lo
sviluppo umano autentico, in effetti, deve prendere in
considerazione ogni dimensione della persona e quindi
aspirare a quei beni superiori che rispettano la natura
spirituale dell'uomo e il suo destino ultimo (cfr. Caritas
in veritate, n. 11). Per questo motivo, desidero
esprimere apprezzamento per il sostegno costante del
Governo nel garantire la libertà religiosa. La creazione
di una commissione incaricata della corretta applicazione
del diritto e della tutela dei diritti di coscienza e di
libero esercizio della religione, è un riconoscimento
dell'importanza dei gruppi religiosi nel tessuto sociale e
del loro potenziale per la promozione di un futuro di
armonia e di prosperità.
Signor
Ambasciatore, colgo questa occasione per assicurarla del
desiderio dei cittadini cattolici della Mongolia di
contribuire al bene comune partecipando pienamente alla
vita della nazione. La principale missione della Chiesa è
di predicare il Vangelo di Gesù Cristo. In fedeltà al
messaggio liberatorio del Vangelo, essa cerca anche di
contribuire al progresso di tutta la comunità. È questo
che ispira gli sforzi della comunità cattolica a
cooperare con il Governo e con le persone di buona volontà,
operando per superare tutti i tipi di problemi sociali. La
Chiesa è anche interessata a svolgere il proprio ruolo
nell'opera di formazione intellettuale e umana,
soprattutto educando i giovani ai valori del rispetto,
della solidarietà e della sollecitudine per i meno
fortunati. In questo modo, essa lotta per servire il suo
Signore, mostrando sollecitudine caritatevole per i
bisognosi e per il bene di tutta la famiglia umana.
Signor
Ambasciatore, offro i miei buoni auspici ferventi per la
sua missione e la assicuro della disponibilità degli
uffici della Santa Sede ad assisterla nel compimento della
sue alte responsabilità. Ho fiducia nel fatto che la sua
rappresentanza contribuirà a rafforzare le buone
relazioni esistenti fra la Santa Sede e la Mongolia. Su di
Lei e sulla sua famiglia, su tutte le persone della sua
nazione, invoco di cuore abbondanti benedizioni divine.
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