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BASILICHE DI SAN FRANCESCO E DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI IN ASSISI |
Fonte: Radio Vaticana, 19 novembre 2005
IL PAPA STABILISCE LE NUOVE NORME PER LE BASILICHE DI SAN FRANCESCO E DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI IN ASSISI CHE SONO AFFIDATE D’ORA IN AVANTI ALLA GIURISDIZIONE DEL NUOVO VESCOVO DELLA DIOCESI MONS. DOMENICO SORRENTINO, NOMINATO OGGI
Con un Motu Proprio in data 9 novembre, Benedetto XVI ha stabilito i nuovi vincoli ai quali dovranno attenersi d’ora in poi, per le loro iniziative pastorali, i massimi luoghi sacri della tradizione francescana: la Basilica e il Sacro Convento di Assisi e la Basilica di Santa Maria degli Angeli. Nella sostanza, ad avere la giurisdizione canonica su entrambe le Basiliche sarà la diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, per la quale il Papa ha nominato l’arcivescovo Domenico Sorrentino, che prende il posto – per raggiunti limiti di età - di mons.
Sergio Goretti. Per i particolari del documento pontificio, il Servizio di Alessandro De Carolis.
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“Il vescovo di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino d’ora innanzi avrà la giurisdizione prevista dal diritto sulle chiese e sulle case religiose per quanto riguarda tutte le attività pastorali svolte dai Padri Conventuali della Basilica di San Francesco e dai Frati Minori di Santa Maria degli Angeli”. E inoltre, i Padri Francescani, Conventuali e Minori, “per tutte le iniziative che hanno risvolti pastorali”, dovranno “chiedere ed ottenere il consenso” del vescovo locale, il quale potrà “sentire il parere del presidente della Conferenza episcopale umbra per le iniziative che hanno
riflessi sulla Regione umbra o della presidenza della Conferenza episcopale italiana per le quelle a più ampio raggio”. Sono i paragrafi 2 e 3 del Motu Proprio di Benedetto XVI a contenere le disposizioni principali che ridisegnano i rapporti gerarchici tra le Basiliche di Assisi e la diocesi locale.
Benedetto XVI spiega nel preambolo del documento le ragioni che hanno portato all’aggiornamento dell’attuale disciplina giuridica, fissata nel 1968 da Paolo VI. Si tratta, scrive il Papa, di “realizzare una più efficace intesa” delle attività che si svolgono nella Basilica di San Francesco e in quella di Santa Maria degli Angeli con la pastorale della diocesi di Assisi. Nel ricordare, all’inizio, come “da tutto il mondo” si guardi “con speciale considerazione” a questi luoghi resi celebri dal Serafico Padre, Benedetto XVI ribadisce pure i “singolari vincoli” e la “speciale
sollecitudine” che i Papi hanno sempre nutrito, nei secoli, riguardo i “due Templi maggiori francescani”, finora “soggetti direttamente alla loro giurisdizione”. Una predilezione riconfermata al punto 1 del Motu Proprio con l’assegnazione di un cardinale in veste di rappresentante pontificio, il quale – spiega il Papa – “pur non godendo di giurisdizione, avrà il compito di perpetuare con la sua autorità morale gli stretti vincoli di comunione tra i luoghi sacri alla memoria del Poverello e questa Sede Apostolica”. E potrà, inoltre, “impartire la Benedizione Papale nelle celebrazioni che presiederà in occasione delle maggiori solennità
liturgiche”.
Nel contesto di tale riforma, si inserisce la nomina dell’arcivescovo Domenico Sorrentino, 57 anni, a capo della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino. Originario della provincia di Napoli, mons. Sorrentino è dal 2003 segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, dopo aver prestato servizio per anni presso la Prima sezione della Segreteria di Stato. Spetterà dunque al nuovo vescovo della diocesi umbra – teologo ma anche dottore in Scienze
politiche - il compito di guidare il nuovo corso inaugurato da Benedetto XVI in collaborazione con i Padri Francescani dei due Ordini, Minori e Conventuali. Esortati dal Papa – in conclusione del documento - ad “attenersi con generosa disponibilità” alle norme esposte nel Motu proprio, “in spirito di sincera comunione” con il vescovo di Assisi e, attraverso di lui, con la Conferenza episcopale regionale e con quella nazionale.
In un loro comunicato, i frati del Sacro Convento di Assisi esprimono “gioia e speranza” per la nomina di mons. Sorrentino a capo della diocesi umbra. “Nel suo messaggio – scrive al vescovo padre Vincenzo Coli, superiore del Convento - siamo felici di trovare un chiaro riferimento ai valori francescani di Assisi, questo per noi e' motivo di gioia e di speranza”.
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IL TESTO DEL MOTU PROPRIO
- FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -
Da tutto il mondo si guarda con speciale considerazione alla Basilica di San Francesco in Assisi che conserva e custodisce le spoglie mortali del Serafico Santo e alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, che racchiude in sé la insigne chiesetta della Porziuncola: la prima è affidata all’Ordine dei Frati Minori Francescani Conventuali e la seconda all’Ordine Francescano dei Frati Minori.
I Romani Pontefici, da parte loro, hanno sempre avuto singolari vincoli e speciale sollecitudine per questi due Templi Maggiori francescani propter eorum praestantiam atque dignitatem e li hanno voluti finora soggetti direttamente alla loro giurisdizione. Lungo i secoli i Frati Conventuali ed i Frati Minori con la loro sollecita opera e la loro testimonianza hanno tenuto vivo lo spirito ed il carisma di San Francesco, diffondendo nel mondo intero il suo messaggio evangelico di pace, di fraternità e di bene.
Considerata l’esigenza di realizzare una più efficace intesa tra le attività che si svolgono sia nella Basilica di San Francesco (con annesso Sacro Convento), sia nella Basilica di Santa Maria degli Angeli (ed unito Convento) e la pastorale della Diocesi di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino, e anche con la pastorale promossa a livello regionale e nazionale dalle rispettive Conferenze episcopali, ci è parso utile modificare l’attuale disciplina giuridica, così come regolata dal nostro venerato Predecessore, Papa Paolo VI di f. m. mediante il M. p. "Inclita toto", dell’8 agosto 1969, per quanto riguarda la Basilica di San
Francesco (con annesso Sacro Convento), e mediante la Decisione ex Audientia, del 12 maggio 1966, per quanto attiene alla Basilica di Santa Maria degli Angeli (ed unito Convento), aggiornandone le norme alle odierne necessità.
Disponiamo e stabiliamo pertanto quanto segue:
I. Alla Basilica di San Francesco e all’annesso Sacro Convento, come anche alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, assegniamo come Nostro Legato un Cardinale di S.R.C., il quale, pur non godendo di giurisdizione, avrà il compito di perpetuare con la sua autorità morale gli stretti vincoli di comunione tra i luoghi sacri alla memoria del Poverello e questa Sede Apostolica. Egli potrà impartire la Benedizione Papale nelle celebrazioni che presiederà in occasione delle maggiori solennità liturgiche.
II. Il Vescovo di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino d’ora innanzi avrà la giurisdizione prevista dal diritto sulle chiese e sulle case religiose per quanto riguarda tutte le attività pastorali svolte dai Padri Conventuali della Basilica di San Francesco e dai Frati Minori di Santa Maria degli Angeli.
III. I Padri Francescani, Conventuali e Minori, per tutte le iniziative che hanno risvolti pastorali, dovranno pertanto chiedere ed ottenere il consenso del Vescovo di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino. Questi, poi, sentirà il parere del Presidente della Conferenza Episcopale Umbra per le iniziative che hanno riflessi sulla Regione umbra o della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana per le quelle a più ampio raggio.
IV. Quanto alla celebrazione dei sacramenti nelle Basiliche suddette valgono le norme del Codice di diritto canonico e quelle vigenti nella Diocesi di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino.
Esorto quindi i Figli di San Francesco, cui sono affidate le due menzionate Basiliche, ad attenersi con generosa disponibilità alle norme esposte in questo Motu proprio in spirito di sincera comunione con il Vescovo di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino e, per suo tramite, con la Conferenza episcopale regionale e con quella nazionale.
Nonostante qualunque cosa in contrario.
Dato a Roma, presso S. Pietro il 9 novembre 2005, anniversario della Dedicazione della Basilica Lateranense, primo anno del Nostro Pontificato.
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