INCONTRO
CON DIPENDENTI E DIRIGENTI DEI MUSEI VATICANI (23 NOVEMBRE 2006)
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24
novembre 2006 - Radio Vaticana
UN
INTRECCIO CONTINUO TRA ARTE E FEDE: COSI’ IL PAPA,
INCONTRANDO IERI DIRIGENTI
E DIPENDENTI DEI MUSEI VATICANI, HA RICORDATO CHE I
FAMOSISSIMI MUSEI CELEBRANO QUEST’ANNO IL V CENTENARIO
Un
intreccio continuo tra arte e fede: è quanto presentano i
Musei Vaticani, i cui dirigenti e dipendenti sono stati
ricevuti in udienza ieri dal Papa. Un incontro affettuoso
con il gruppo di dipendenti più numeroso della Città del
Vaticano, come ha sottolineato Benedetto XVI. Il Papa ha
anche ricordato come proprio quest’anno i Musei vaticani
celebrino il loro quinto centenario. Servizio di Francesca
Sabatinelli:
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E’
una straordinaria responsabilità quella che investe i
Musei Vaticani dal punto di vista del messaggio cristiano
e Benedetto XVI lo ha ricordato con affetto ai dipendenti
dell’istituzione, sottolineando come tra i tantissimi
visitatori che vi si recano ogni anno - nel 2006 hanno già
superato i 4 milioni - “molti non siano cattolici, tanti
non siano cristiani e forse - ha detto il Papa - neppure
credenti”:
“L’approccio
alla verità cristiana mediato attraverso l’espressione
artistica o storico-culturale ha una chance
in più per parlare all’intelligenza e alla sensibilità
di persone che non appartengono alla Chiesa cattolica e
talvolta possono nutrire verso di essa pregiudizi e
diffidenza. Coloro che visitano i Musei Vaticani hanno
modo di “immergersi” in un concentrato di “teologia
per immagini”, sostando in questo santuario di arte e di
fede”.
E’
nel codice genetico dei Musei Vaticani “che la grande
civiltà classica e quella ebraico-cristiana non si
oppongono tra loro, ma convergono nell’unico piano di
Dio”, e a dimostrazione di questa verità il Papa ha
citato il gruppo scultoreo del Laocoonte. L’originale
greco del I secolo a.C. diede origine proprio al primo
nucleo dei Musei Vaticani nel 1506 quando, subito dopo il
ritrovamento nel gennaio di quello stesso anno, fu
collocato da Papa Giulio II nell’allora cortile delle
Statue, oggi cortile ottagono. “Un’opera - ha detto
ancora il Papa - che possiamo qualificare profana, ma che
inserita nel contesto vaticano acquista la sua piena e più
autentica luce”.
“E’
la luce della creatura umana plasmata da Dio, della libertà
nel dramma della sua redenzione, protesa tra terra e
cielo, tra carne e spirito. E’ la luce di una bellezza
che irradia dall’interno dell’opera artistica e
conduce lo spirito ad aprirsi al sublime, là dove il
Creatore incontra la creatura fatta a sua immagine e
somiglianza”.
“La
sintesi tra Vangelo e cultura appare ancor più esplicita
in alcuni reparti e quasi materializzata in alcune
opere”, ha continuato il Papa pensando ai sarcofagi del
museo Pio-cristiano o alle
tombe della Necropoli sulla Via Trionfale, alla collezione
etnologica di provenienza missionaria. “Il Museo mostra
veramente un intreccio continuo tra Cristianesimo e
cultura, tra fede e arte, tra divino e umano - ha spiegato
ancora Benedetto XVI - e la Cappella Sistina costituisce,
al riguardo, un vertice insuperabile”. In chiusura di
incontro il Papa ha quindi ringraziato i dipendenti dei
Musei, li ha elogiati e ringraziati per il loro impegno
nella tutela, la conservazione e la custodia degli
ambienti, esortandoli anche a continuare ad offrire ai
visitatori una semplice ma incisiva testimonianza di fede.
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