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DISCORSO
AI VESCOVI DEL MYANMAR (30 MAGGIO 2008) |
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 30 maggio 2008
Il
Papa ai vescovi del Myanmar: auspico che gli aiuti
internazionali raggiungano effettivamente le vittime del
ciclone Nargis e si favorisca anche la ricostruzione del
Paese
Un
augurio nel segno di San Paolo, perché la Chiesa locale
birmana non tema, nel presente e nel futuro, di soccombere
a difficoltà o persecuzioni, ma resti salda nella fiducia
in Dio e certa del sostegno concreto da parte delle altre
Chiese del mondo. Lo ha detto Benedetto XVI nel suo
discorso ai vescovi del Myanmar, ricevuti oggi in udienza
a conclusione della loro visita ad Limina. Il Papa ha
dedicato ampio spazio alla situazione nel Paese - colpito
dal ciclone Nargis e in difficoltà con la distribuzione
degli aiuti - ed ha sollecitato i vescovi a studiare con
“chiarezza” i piani pastorali con i quali provvedere
alla piccola comunità cattolica locale. Il servizio di Alessandro
De Carolis:
“La Chiesa in Myanmar è conosciuta e ammirata per la
sua solidarietà verso i poveri e i bisognosi”. E questo
“è emerso particolarmente nella preoccupazione che
avete dimostrato in seguito al ciclone Nargis”.
Benedetto XVI parte dalla più stretta attualità - dal
dramma delle oltre 30 mila vite spezzate dalla catastrofe
naturale, senza contare i 100 mila dispersi e le migliaia
di senza tetto - per mettere in risalto il grande lavoro
della piccola comunità cattolica del Myanmar, 650 mila
fedeli in un Paese con 40-45 milioni di buddhisti. Atti di
generosità di un pugno fedeli capaci di portare conforto
alle vittime, in contrasto con i calcoli politici di chi
finora ha rallentato o impedito che la macchina della
solidarietà internazionale dispiegasse appieno il proprio
potenziale. Benedetto XVI parla degli uni e degli altri,
invocando una sorta di corsia preferenziale per quegli
“sforzi concertati” che - dice - diano “sollievo
alle sofferenze” e facilitino la ricostruzione delle
“infrastrutture del Paese”:
“During these difficult days…
Nel corso di questi giorni difficili, so quanto il
popolo birmano sia stato grato per gli sforzi compiuti
dalla Chiesa per fornire riparo, cibo, acqua, medicine
alle persone ancora in difficoltà. Mi auguro, dopo
l'accordo raggiunto di recente sulla fornitura di aiuti da
parte della comunità internazionale, che tutti coloro che
sono pronti a portare aiuto siano in grado di fornire
l’assistenza di cui c’è bisogno e possano godere di
un accesso effettivo ai luoghi dove ve ne è più necessità”.
Passando dall’emergenza all’analisi della
situazione ecclesiale nel Myanmar, il Papa dedica ampio
spazio al tema delle vocazioni sacerdotali e religiose.
“Sono lieto di constatare - afferma - che un numero
sempre maggiore di donne rispondono alla chiamata alla
vita consacrata nella vostra regione” e prega perché la
loro testimonianza ispiri altri sulla via dei consigli
evangelici. Quindi, si sofferma sull’“investimento di
tempo e di risorse” che richiede la formazione dei
seminaristi e incoraggia i vescovi a “compiere i
sacrifici necessari” perché ci siano altri “araldi
della Nuova evangelizzazione”, all’interno di una
Chiesa che oggi può contare complessivamente - come aveva
ricordato in precedenza il presidente dei vescovi del
Myanmar, l’arcivescovo Paul Grawng - su 658 sacerdoti,
1330 religiosi totali e 2084 catechisti. Ma, sostiene poco
dopo Benedetto XVI, anche i laici:
“Are in need of a robust and dynamic Christian
formation…
Hanno bisogno di una solida e dinamica formazione
cristiana che li spinga a portare il messaggio del Vangelo
nei loro luoghi di lavoro, nelle famiglie, e nella società
in generale. I vostri rapporti accennano all'entusiasmo
con il quale i laici stanno organizzando molte nuove
iniziative catechistiche e spirituali, che spesso
coinvolgono un gran numero di giovani”.
Per essere efficaci, nota quindi il Papa, i piani
pastorali devono essere strutturati con cura, anche
avvalendosi di “aiuti adeguati, tra cui opuscoli e
materiali audiovisivi, a complemento della formazione
orale”. Sono “certo - si è detto il Pontefice - che
le altre Chiese locali di tutto il mondo faranno quanto è
loro possibile per fornire materiali”. Infine, dopo
l’invito a “sviluppare sempre meglio le relazioni con
i buddisti per il bene delle vostre singole comunità e di
tutta la nazione”, il Papa ha concluso ricordando che
“il mese prossimo, la Chiesa inaugura uno speciale anno
giubilare in onore di San Paolo”. L’Apostolo delle
Genti, sottolinea Benedetto XVI, è stato ammirato
attraverso i secoli per la sua perseveranza nelle prove e
nelle tribolazioni e “ci esorta a mantenere fisso lo
sguardo sulla gloria che ci attende, senza cedere mai alla
disperazione, al dolore e alle sofferenze di oggi”. Un
esempio che per il Papa diventa l’augurio più
importante:
“I invite you to join Saint Paul…
Vi invito a unirvi a San Paolo nella sicura fiducia che
nulla - né angoscia, né persecuzione o carestia, né
presente né avvenire - sarà in grado di separarci
dall'amore di Dio in Cristo Gesù, nostro Signore”.
DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
AI VESCOVI DELLA CONFERENZA EPISCOPALE DEL MYANMAR
IN VISITA "AD LIMINA APOSTOLORUM"
Venerdì,
30 maggio 2008
Miei cari
fratelli Vescovi,
sono
lieto di accogliervi, Vescovi del Myanmar, giunti nella
città di Roma per venerare le tombe dei santi apostoli e
per rafforzare la vostra comunione con il Successore di
Pietro. Il nostro incontro di oggi rende testimonianza
dell'unità, della carità e della pace che ci uniscono e
animano la nostra missione di insegnare, guidare e
santificare il popolo di Dio. Sono grato per i cordiali
saluti e l'assicurazione delle preghiere che l'Arcivescovo
Paul Grawng mi ha espresso a vostro nome e a nome del
clero, dei religiosi e dei laici delle vostre rispettive
diocesi. Desidero ricambiare con saluti cordiali e con la
sincera preghiera che "Il Signore della pace vi dia
egli stesso la pace sempre e in ogni modo" (cfr Ts
3, 16).
La Chiesa
in Myanmar è nota e ammirata per la sua solidarietà con
i poveri e i bisognosi. Ciò è stato particolarmente
evidente dopo il ciclone Nargis. Le numerose agenzie e
associazioni cattoliche nel vostro Paese mostrano che le
persone a voi affidate hanno ascoltato il grido del
Battista: "Chi ha due tuniche, ne dia una a chi
non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto"
(Lc 3, 11). Ho fiducia nel fatto che con la vostra
guida, i fedeli continueranno a dimostrare la possibilità
di stabilire "un vincolo fecondo fra
evangelizzazione opere di carità" cosicché gli
altri "sperimentino la ricchezza della loro umanità"
(Ibidem 31; cfr 1 Pt 4, 8-11).
Durante
queste difficili giornate, so quanto il popolo birmano sia
grato per gli sforzi della Chiesa nell'offrire riparo,
cibo, acqua e medicine a quanti sono ancora in difficoltà.
Auspico che, dopo l'accordo recentemente raggiunto sugli
aiuti della comunità internazionale, quanti sono pronti
ad aiutare possano fornire il tipo di assistenza richiesta
e avere effettivo accesso ai luoghi in cui è più
necessaria. In questo momento difficile, rendo grazie a
Dio Onnipotente che ci ha fatto riunire (cfr 1 Ts 2,
17) perché mi offre l'occasione di assicurarvi ancora una
volta che la Chiesa universale è unita spiritualmente a
quanti piangono la perdita dei propri cari (cfr Rm 12,
15) mentre ricorda loro la promessa del Signore di
conforto e di consolazione (cfr Mt 5, 4). Che Dio
apra il cuore di tutti affinché si possa compiere
concordemente uno sforzo per facilitare e coordinare
l'attività di recare sollievo ai sofferenti e ricostruire
le infrastrutture del Paese.
La
missione di carità della Chiesa risplende in modo
particolare attraverso la vita religiosa, nella quale
uomini e donne si dedicano con cuore "indiviso"
al servizio di Dio e del prossimo. Sono lieto di osservare
che un numero sempre maggiore di donne risponde alla
chiamata alla vita consacrata nel vostro Paese. Prego
affinché la loro accettazione libera e radicale dei
consigli evangelici inspiri altri a scegliere la vita di
castità, povertà e obbedienza per la salvezza del regno.
Formare i candidati a questo servizio di preghiera e di
opera apostolica richiede un investimento di tempo e di
risorse. I corsi di formazione offerti dalla Conferenza
Religiosa cattolica del Myanmar attestano la cooperazione
possibile fra diverse comunità religiose con il dovuto
rispetto per il carisma particolare di ognuno e rispondono
alla necessità di una sana formazione accademica,
spirituale e umana.
Un segno
simile di speranza è il numero crescente di vocazioni al
sacerdozio. Questi uomini sono "chiamati" e
"mandati ad annunziare" (cfr Lc 9, 1-2)
per essere esempi di fedeltà e santità per il popolo di
Dio. Colmi dello Spirito Santo e guidati dalla
sollecitudine paterna, i sacerdoti possano svolgere i
propri doveri sacri con umiltà, semplicità e obbedienza.
Come sapete, ciò richiede una formazione completa in
sintonia con la dignità del loro ministero sacerdotale.
Quindi vi incoraggio a continuare a fare i sacrifici
necessari per garantire che i seminaristi ricevano la
formazione integrale che permetterà loro di divenire
autentici araldi della nuova evangelizzazione.
Miei cari
fratelli, la missione della Chiesa di diffondere la Buona
Novella dipende dalla risposta generosa e pronta dei laici
a divenire operai nella vigna (cfr Mt 20, 1-16; 9,
37-38). Anche loro hanno bisogno di una robusta e dinamica
formazione cristiana che li ispiri a portare il messaggio
evangelico nei posti di lavoro, in famiglia e nella società
in generale (cfr Ecclesia in Asia , n. 22). I
vostri resoconti fanno riferimento all'entusiasmo con cui
i laici organizzano numerose e nuove iniziative
catechetiche e spirituali, spesso coinvolgendo un gran
numero di giovani. Mentre promuovete e seguite tali
iniziative, vi incoraggio a ricordare a quanti sono a voi
affidati di rivolgersi sempre al nutrimento
dell'Eucaristia mediante la partecipazione alla liturgia e
la contemplazione silenziosa (cfr Ecclesia de
Eucharistia, n. 6). Anche programmi efficaci di
evangelizzazione e catechesi devono essere ben elaborati e
organizzati se devono raggiungere il fine desiderato di
insegnare la verità cristiana e di portare le persone
all'amore di Cristo. È auspicabile che si avvalgano di
strumenti appropriati come opuscoli e materiale
audiovisivo per integrare l'istruzione orale e fornire
punti di riferimento comuni per la dottrina autentica
della Chiesa. Sono certo che altre Chiese locali nel mondo
faranno del loro meglio per fornire materiale quando
possibile.
La vostra attiva
partecipazione al primo congresso missionario asiatico ha
portato a promuovere nuove iniziative basate sulla buona
volontà nei rapporti con i buddisti nel vostro
Paese. A questo proposito, vi incoraggio a sviluppare
relazioni ancora migliori con i buddisti per il bene delle
vostre comunità e dell'intera nazione.
Infine,
miei cari fratelli, desidero esprimere sincera gratitudine
per il vostro fedele ministero in circostanze e momenti
difficili che vanno oltre il vostro controllo. Il prossimo
mese, la Chiesa inaugurerà uno speciale anno giubilare in
onore di san Paolo. Questo "Apostolo dei
Gentili" è stato ammirato nel corso dei secoli per
la sua imperterrita perseveranza nelle prove e nelle
tribolazioni narrate vividamente nelle sue Lettere e negli
Atti degli Apostoli (cfr 2 Tm 1, 8-13; At 27,
13-44). Paolo ci esorta a tenere lo sguardo fisso sulla
gloria che ci attende per non disperarsi mai nella pena e
nella sofferenza dell'oggi. Il dono della speranza che
abbiamo ricevuto e per mezzo del quale siamo salvati (cfr Rm
8, 24) reca pace e trasforma la nostra vita (cfr Spe
salvi, n. 3). Illuminato dallo Spirito Santo vi invito
a unirvi a san Paolo nell'assoluta fiducia che nulla, né
la miseria, né la persecuzione o la carestia, né il
presente né il passato, possono separarci dall'amore di
Dio in Cristo Gesù il Signore (cfr Rm 8, 35-39).
Affidandovi
all'intercessione di Maria, Regina degli Apostoli, imparto
volentieri la mia Benedizione Apostolica a voi e al clero,
ai religiosi e ai laici.
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