DISCORSO
AI MEMBRI DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE (10 GENNAIO 2009)
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il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio
Vaticana 11 gennaio 2009
I
frutti del cammino neocatecumenale: messi in luce ieri
pomeriggio dal Papa nel discorso per i 40 anni della prima
comunità a Roma
“La
vostra presenza così folta e animata sta a testimoniare i
prodigi operati dal Signore nei trascorsi 4 decenni”.
Così il Papa nel discorso rivolto ieri pomeriggio ai
circa 25 mila membri del Cammino neocatecumenale presenti
nella Basilica vaticana per i 40 anni della prima comunità
nata a Roma. I frutti, in questi anni, del Cammino
neocatecumenale sono stati presentati a Benedetto XVI
dagli iniziatori Kiko Argüello e Carmen Hernandez.
Presente anche padre Mario Pezzi, membro dell’Équipe
responsabile internazionale del Cammino neocatecumenale.
Il servizio di Debora Donnini.
(canto)
Gioia e canti hanno accompagnato l’ingresso del Papa
nella Basilica vaticana salutato dalle migliaia di persone
accalcate alle transenne. Famiglie in missione nelle zone
più scristianizzate del mondo, presbiteri, comunità che
andranno in altre parrocchie. Sono i frutti del Cammino
neocatecumenale presentati ieri a Benedetto XVI. “Il
Papa, Vescovo di Roma, vi ringrazia - ha detto il
Pontefice – per il generoso servizio che rendete
all’evangelizzazione di questa Città e per la dedizione
con cui vi prodigate per recare l’annuncio cristiano in
ogni suo ambiente”.
“Come non benedire il Signore per i frutti
spirituali che, attraverso il metodo di evangelizzazione
da voi attuato, si sono potuti raccogliere in questi anni?
Quante fresche energie apostoliche sono state suscitate
sia tra i sacerdoti che tra i laici! Quanti uomini e
donne, e quante famiglie, che si erano allontanate dalla
comunità ecclesiale o avevano abbandonato la pratica
della vita cristiana, attraverso l’annuncio del kerigma
e l’itinerario di riscoperta del Battesimo sono state
aiutate a ritrovare la gioia della fede e l’entusiasmo
della testimonianza evangelica!”.
Ricordata poi l’approvazione degli Statuti.
“La recente approvazione degli Statuti del
‘Cammino’ è venuta a suggellare la stima e la
benevolenza con cui la Santa Sede segue l’opera che il
Signore ha suscitato attraverso i vostri Iniziatori”.
Tutto ebbe inizio qui a Roma 40 anni or sono, ha
ricordato Benedetto XVI. E infatti l’occasione
dell’incontro è stato proprio l’anniversario della
prima comunità della parrocchia dei Martiri Canadesi,
dove è iniziato il Cammino a Roma: comunità presente con
i suoi circa 50 membri e i 100 figli. “So con quanto
zelo stiano operando le comunità del Cammino
Neocatecumenale in ben 103 parrocchie di Roma. Mentre vi
incoraggio a proseguire in questo impegno, vi esorto ad
intensificare la vostra adesione a tutte le direttive del
Cardinale Vicario, mio diretto collaboratore nel governo
pastorale della Diocesi”. “L’inserimento organico
del ‘Cammino’ nella pastorale diocesana e la sua unità
con le altre realtà ecclesiali – ha aggiunto –
torneranno a beneficio dell’intero popolo cristiano, e
renderanno più proficuo lo sforzo della Diocesi teso ad
un rinnovato annuncio del Vangelo in questa nostra Città”.
Ricordato dal Papa anche il frutto rappresentato dai tanti
sacerdoti, “una vera primavera di speranza per la
comunità diocesana di Roma e per la Chiesa!” e ribadito
il mandato missionario.
“Le parole di Gesù, riferiteci dall’evangelista
san Matteo, risuonano come un invito a non scoraggiarci
dinanzi alle difficoltà, a non ricercare umani successi,
a non temere incomprensioni e persino persecuzioni.
Incoraggiano piuttosto a porre la fiducia unicamente nella
potenza di Cristo, a prendere la propria croce e a seguire
le orme del nostro Redentore, che in questo tempo
natalizio ormai al termine, ci è apparso nell’umiltà e
nella povertà di Betlemme”.
Durante l’incontro Kiko Argüello ha presentato le
varie realtà presenti: oltre alla prima comunità della
parrocchia dei Martiri Canadesi di Roma, le oltre 200
famiglie che andranno in tutto il mondo per annunciare il
vangelo, 500 sono già partite; i 700 itineranti che hanno
aperto nel mondo l’esperienza del Cammino; le nuove 15
missio ad gentes, che si aggiungono alle 7 già partite.
La missio ad gentes è costituita da un gruppo di 3 o 4
famiglie con numerosi figli e un presbitero che si
potrebbero definire come una cappellania missionaria.
Andranno a vivere in città scristianizzate della Germania
e di altri Paesi così come fra gli aborigeni australiani.
Infine le 15 comunità di Roma che hanno terminato
l’itinerario e andranno in parrocchie alla periferia
della capitale con situazioni sociali difficili, come ci
spiega lo stesso Kiko Argüello.
“E anche pensiamo che oggi sia un evento storico
per la Chiesa, perché è la prima volta nel Cammino che
le comunità che hanno finito un lungo periodo di
preparazione, di riscoperta del battesimo, si offrono alla
Chiesa per partire ed evangelizzare le zone più
difficili”.
Un incontro di gioia e ringraziamento, dunque, come
testimonia il canto finale del Te Deum.
(canto)
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DISCORSO
DEL PAPA
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Cari
fratelli e sorelle!
Con
grande gioia vi accolgo quest’oggi così
numerosi, in occasione del 40°
anniversario dell’inizio del Cammino
Neocatecumenale a Roma, che conta
attualmente ben 500 comunità. A voi tutti
il mio cordiale saluto. In special modo
saluto il Cardinale Vicario, Agostino
Vallini, come anche il Cardinale Stanisław
Ryłko, Presidente del Pontificio
Consiglio per i Laici, che con dedizione
vi ha seguiti nell’iter di approvazione
dei vostri Statuti. Saluto i responsabili
del Cammino Neocatecumenale: il Signor
Kiko Argüello, che ringrazio cordialmente
per le parole con cui si è fatto
interprete dei sentimenti di tutti voi, la
Signora Carmen Hernández e Padre Mario
Pezzi. Saluto le comunità che partono in
missione verso le periferie più bisognose
di Roma, quelle che vanno in "missio
ad gentes" nei cinque continenti, le
200 nuove famiglie itineranti, e i 700
catechisti itineranti responsabili del
Cammino Neocatecumenale nelle varie
Nazioni.
Questo
nostro incontro si svolge
significativamente nella Basilica Vaticana
costruita sul sepolcro dell’Apostolo
Pietro. Fu proprio lui, il Principe degli
Apostoli che, rispondendo alla domanda con
cui Gesù interpellava i Dodici sulla sua
identità, confessò con slancio: "Tu
sei il Cristo, il Figlio del Dio
vivente" (Mt 16,16). Voi oggi siete
qui riuniti per rinnovare questa stessa
professione di fede. La vostra presenza,
così folta ed animata, sta a testimoniare
i prodigi operati dal Signore nei
trascorsi 4 decenni; essa indica anche
l’impegno con cui intendete proseguire
il cammino iniziato, un cammino di fedele
sequela di Cristo e di coraggiosa
testimonianza del suo Vangelo, non solo
qui a Roma ma dovunque la Provvidenza vi
conduca; un cammino di docile adesione
alle direttive dei Pastori e di comunione
con tutte le altre componenti del Popolo
di Dio. Voi questo intendete fare, ben
consapevoli che aiutare gli uomini di
questo nostro tempo ad incontrare Gesù
Cristo, Redentore dell’uomo, costituisce
la missione della Chiesa e di ogni
battezzato. Il "Cammino
neocatecumenale" si inserisce in
questa missione ecclesiale come una delle
tante vie suscitate dallo Spirito Santo
con il Concilio Vaticano II per la nuova
evangelizzazione.
Tutto
ebbe inizio qui a Roma, quarant’anni or
sono, quando nella Parrocchia dei Santi
Martiri Canadesi si costituirono le prime
comunità del Cammino neocatecumenale.
Come non benedire il Signore per i frutti
spirituali che, attraverso il metodo di
evangelizzazione da voi attuato, si sono
potuti raccogliere in questi anni? Quante
fresche energie apostoliche sono state
suscitate sia tra i sacerdoti che tra i
laici! Quanti uomini e donne, e quante
famiglie, che si erano allontanate dalla
comunità ecclesiale o avevano abbandonato
la pratica della vita cristiana,
attraverso l’annuncio del kerygma e
l’itinerario di riscoperta del
Battesimo, sono state aiutate a ritrovare
la gioia della fede e l’entusiasmo della
testimonianza evangelica! La recente
approvazione degli Statuti del
"Cammino" da parte del
Pontificio Consiglio per i Laici è venuta
a suggellare la stima e la benevolenza con
cui la Santa Sede segue l’opera che il
Signore ha suscitato attraverso i vostri
Iniziatori. Il Papa, Vescovo di Roma, vi
ringrazia per il generoso servizio che
rendete all’evangelizzazione di questa
Città e per la dedizione con cui vi
prodigate per recare l’annuncio
cristiano in ogni suo ambiente.
La
vostra già tanto benemerita azione
apostolica sarà ancor più efficace nella
misura in cui vi sforzerete di coltivare
costantemente quell’anelito verso
l’unità che Gesù ha comunicato ai
Dodici durante l’Ultima Cena. Prima
della Passione, infatti, il nostro
Redentore pregò intensamente perché i
suoi discepoli fossero una cosa sola in
modo che il mondo fosse spinto a credere
in Lui (cfr Gv 17,21). E’ questa unità,
dono dello Spirito Santo e incessante
ricerca dei credenti, a fare di ogni
comunità un’articolazione viva e ben
inserita nel Corpo mistico di Cristo.
L’unità dei discepoli del Signore
appartiene all’essenza della Chiesa ed
è condizione indispensabile perché la
sua azione evangelizzatrice risulti
feconda e credibile. So con quanto zelo
stiano operando le comunità del Cammino
Neocatecumenale in ben 103 parrocchie di
Roma. Mentre vi incoraggio a proseguire in
questo impegno, vi esorto ad intensificare
la vostra adesione a tutte le direttive
del Cardinale Vicario, mio diretto
collaboratore nel governo pastorale della
Diocesi. L’inserimento organico del
"Cammino" nella pastorale
diocesana e la sua unità con le altre
realtà ecclesiali torneranno a beneficio
dell’intero popolo cristiano, e
renderanno più proficuo lo sforzo della
Diocesi teso a un rinnovato annuncio del
Vangelo in questa nostra Città. In
effetti, c’è bisogno oggi di una vasta
azione missionaria che coinvolga le
diverse realtà ecclesiali, le quali, pur
conservando ciascuna l’originalità del
proprio carisma, operino concordemente
cercando di realizzare quella
"pastorale integrata" che ha già
permesso di conseguire significativi
risultati. E voi, ponendovi con piena
disponibilità al servizio del Vescovo,
come ricordano i vostri Statuti, potrete
essere di esempio per tante Chiese locali,
che guardano giustamente a quella di Roma
come al modello a cui fare riferimento.
C’è
un altro frutto spirituale maturato in
questi quarant’anni, per il quale vorrei
ringraziare insieme con voi la Provvidenza
divina: è il grande numero di sacerdoti e
di persone consacrate che il Signore ha
suscitato nelle vostre comunità. Tanti
sacerdoti sono impegnati nelle parrocchie
e in altri campi di apostolato diocesano,
tanti sono missionari itineranti in varie
Nazioni: essi rendono un generoso servizio
alla Chiesa di Roma, e la Chiesa di Roma
offre un prezioso servizio
all’evangelizzazione nel mondo. E’ una
vera "primavera di speranza" per
la comunità diocesana di Roma e per la
Chiesa! Ringrazio il Rettore e i suoi
collaboratori del Seminario Redemptoris
Mater di Roma per l’opera educativa che
essi svolgono. Il loro compito non è
facile, ma molto importante per il futuro
della Chiesa. Li incoraggio pertanto a
proseguire in questa missione, adottando
gli indirizzi formativi proposti tanto
dalla Santa Sede quanto dalla Diocesi.
L’obiettivo a cui occorre mirare da
parte di tutti i formatori è quello di
preparare presbiteri ben inseriti nel
presbiterio diocesano e nella pastorale
sia parrocchiale che diocesana.
Cari
fratelli e sorelle, la pagina evangelica
che è stata proclamata, ci ha richiamato
le esigenze e le condizioni della missione
apostolica. Le parole di Gesù, riferiteci
dall’evangelista san Matteo, risuonano
come un invito a non scoraggiarci dinanzi
alle difficoltà, a non ricercare umani
successi, a non temere incomprensioni e
persino persecuzioni. Incoraggiano
piuttosto a porre la fiducia unicamente
nella potenza di Cristo, a prendere la
"propria croce" e a seguire le
orme del nostro Redentore che, in questo
tempo natalizio ormai al termine, ci è
apparso nell’umiltà e nella povertà di
Betlemme. La Vergine Santa, modello di
ogni discepolo di Cristo e "casa di
benedizione" come avete cantato, vi
aiuti a realizzare con gioia e fedeltà il
mandato che la Chiesa con fiducia vi
affida. Mentre vi ringrazio per il
servizio che rendete nella Chiesa di Roma,
vi assicuro la mia preghiera e di cuore
benedico voi qui presenti e tutte le
comunità del Cammino Neocatecumenale
sparse in ogni parte del mondo.
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