I
rapporti con l'Impero carolingio
Si
rifiutò di garantire l'annullamento del
matrimonio di Lotario II con Teutberga, di modo
che potesse sposare l'amante Valdrada. Quando un
concilio si pronunciò in favore
dell'annullamento, Niccolò I dichiarò il
concilio deposto, i suoi messaggeri scomunicati, e
le sue decisioni nulle. Nonostante la pressione
dei Carolingi, che strinsero d'assedio Roma, le
sue decisioni restarono.
I
rapporti con l'Impero bizantino
Durante
il suo pontificato, le relazioni con l'Impero
Bizantino si inasprirono a causa del suo sostegno
al Patriarca Ignazio che era stato rimosso e
sostituito dal laico Fozio come Patriarca di
Costantinopoli. Al di là effettivamente del fatto
che l'elezione di Fozio fosse contraria alle norme
canoniche, il Papa voleva in sostanza ribadire che
era a lui che spettava decidere tutte le questioni
ecclesiastiche sia in occidente sia in oriente.
Egli inviò dunque due emissari a Costantinopoli,
questi tuttavia acconsentirono alla decisione di
indire un concilio che decidesse della regolarità
dell'elezione. Quando quest'assemblea approvò la
nomina del patriarca Fozio, il Papa organizzò un
nuovo sinodo in Laterano che dichiarò invece
Fozio deposto.
Successivamente
il contrasto con Bisanzio si accentuò
ulteriormente, precisamente sulla questione
bulgara. Infatti, il Regno bulgaro recentemente
cristianizzato, non voleva soggiacere
ecclesiasticamente al patriarca di Costantinopoli,
ma voleva divenire una chiesa autocefala. I
bulgari si rivolsero quindi al Papa che cercò di
attirare la Bulgaria nell'orbita romana e, per un
breve periodo, ci riuscì.
L'imperatore
di Bisanzio Michele III si scagliò allora contro
il Papa, contestando il primato papale, chiedendo
la revoca del giudizio verso Fozio e attaccando la
chiesa occidentale, accusandola di eresia per la
formula del Credo relativa alla processione dello
Spirito Santo dal Padre e dal Figlio (tema che sarà
poi alla base del definitivo scisma fra cattolici
e ortodossi del 1054).
Nel
867 un sinodo a Costantinopoli arrivò a
scomunicare Papa Niccolo I.
Canonizzazione
La
Chiesa Cattolica lo ha elevato alla gloria degli
altari attribuendogli anche il titolo di Magno,
per cui oggi è conosciuto come San Niccolò
Magno.