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ALL'ASSEMBLEA
PLENARIA DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA FAMIGLIA (5
APRILE 2008) |
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 5 aprile 2008
Ripartire
dai nonni, presenza viva nella famiglia, per rispondere
alla mentalità individualistica: così il Papa alla
plenaria del dicastero per la Famiglia. Intervista con il
cardinale Claudio Hummes
Valorizzare
la presenza dei nonni nelle famiglie: è l’invito di
Benedetto XVI nell’udienza ai partecipanti alla XVIII
assemblea plenaria del Pontificio consiglio per la
Famiglia, che ha avuto per tema: “I nonni: la loro
testimonianza e presenza nella famiglia”. Il Papa ha
rivolto un affettuoso pensiero al cardinale capo
dicastero, Alfonso López Trujillo, assente per malattia,
augurandogli una pronta guarigione. L’indirizzo di
saluto è stato rivolto dal Papa al cardinale Ricardo
Vidal, membro del Comitato di presidenza del pontificio
consiglio. Il servizio di Alessandro Gisotti:
I nonni sono “un tesoro che non possiamo strappare
alle nuove generazioni”: Benedetto XVI invita a
ripartire dai nonni per rispondere alla crisi della
famiglia. Fondamentale, ha detto, è la loro “robustezza
di valori e progetti”, “non si può infatti progettare
il futuro senza rifarsi ad un passato carico di esperienze
significative e di punti di riferimento spirituale e
morale”:
“Ritornino i nonni ad essere presenza viva nella
famiglia, nella Chiesa e nella società. Per quanto
riguarda la famiglia, i nonni continuino ad essere
testimoni di unità, di valori fondati sulla fedeltà ad
un unico amore che genera la fede e la gioia di vivere”.
Una sfida ancor più urgente, è stato il suo richiamo
dinanzi a quei cosiddetti “nuovi modelli di famiglia”
ed al “relativismo dilagante” che “hanno
indebolito” i valori fondamentali del nucleo familiare.
Da più parti, ha rilevato, “sembra purtroppo avanzare
la cultura della morte, che insidia anche la stagione
della terza età. Con crescente insistenza si giunge
persino a proporre l’eutanasia come soluzione per
risolvere certe situazioni difficili”:
“Oggi, l’evoluzione economica e sociale ha
portato profonde trasformazioni nella vita delle famiglie.
Gli anziani, tra cui molti nonni, si sono trovati in una
sorta di 'zona di parcheggio': alcuni si accorgono di
essere un peso in famiglia e preferiscono vivere soli o in
case di riposo, con tutte le conseguenze che queste scelte
comportano”.
Per questo, è stata la sua esortazione, “la
vecchiaia, con i suoi problemi legati anche ai nuovi
contesti familiari e sociali a causa dello sviluppo
moderno, va valutata con attenzione e sempre alla luce
della verità sull’uomo, sulla famiglia e sulla comunità”:
“Occorre unirsi per sconfiggere insieme ogni
emarginazione, perché ad essere travolti dalla mentalità
individualistica non sono solo loro - i nonni, le nonne,
gli anziani - ma tutti. Se i nonni, come spesso e da più
parti si dice, costituiscono una preziosa risorsa, occorre
mettere in atto scelte coerenti che permettano di
valorizzarla al meglio”.
“Occorre sempre reagire con forza a ciò che
disumanizza la società”, ha ribadito il Papa. Quindi,
ha esortato le comunità parrocchiali e diocesane “a
venire incontro alle moderne esigenze degli anziani”.
Pensando ai nonni “alla loro testimonianza di amore e di
fedeltà alla vita”, ha detto ancora, “vengono in
mente le figure bibliche di Abramo e Sara, di Elisabetta e
Zaccaria, di Gioacchino e Anna”, tutti costoro “ci
ricordano come in ogni età il Signore chiede a ciascuno
l’apporto dei propri talenti”. Benedetto XVI ha,
infine, rivolto lo sguardo al VI Incontro Mondiale delle
Famiglie, che si celebrerà in Messico nel gennaio del
2009. “Tutte le famiglie cristiane del mondo - ha
affermato - guardano a questa nazione ‘sempre fedele’
alla Chiesa, che aprirà le porte a tutte le famiglie del
mondo”.
UDIENZA
AI PARTECIPANTI ALL’ASSEMBLEA PLENARIA DEL PONTIFICIO
CONSIGLIO PER LA FAMIGLIA
Signori
Cardinali,
venerati Fratelli nell’episcopato e nel sacerdozio,
cari fratelli e sorelle!
Sono
lieto di incontrarvi al termine della XVIII Assemblea
Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia, che ha
avuto per tema: "I nonni: la loro testimonianza e
presenza nella famiglia". Vi ringrazio per aver
accolto la mia proposta di Valencia, dove dissi:
"Mai, per nessuna ragione, i nonni siano esclusi
dall’ambito familiare. Essi sono un tesoro che non
possiamo strappare alle nuove generazioni, soprattutto
quando danno testimonianza di fede". Saluto in
particolare il Cardinale Ricardo Vidal, Arcivescovo di
Cebu, membro del Comitato di Presidenza, che si è fatto
interprete dei sentimenti di tutti voi, e rivolgo un
affettuoso pensiero al caro Cardinale Alfonso López
Trujillo, che da 18 anni guida il Dicastero con passione e
competenza. Sentiamo la sua mancanza in mezzo a noi. A lui
il nostro augurio di pronta guarigione e la nostra
preghiera.
Il tema
che avete affrontato è a tutti molto familiare. Chi non
ricorda i suoi nonni? Chi può dimenticare la loro
presenza e la loro testimonianza nel focolare domestico?
Quanti tra di noi ne portano il nome in segno di continuità
e di riconoscenza! E’ consuetudine nelle famiglie, dopo
la loro dipartita, ricordarne l’anniversario con la
celebrazione della Messa in loro suffragio e, se
possibile, con una visita al cimitero. Questi ed altri
gesti di amore e di fede sono la manifestazione della
nostra gratitudine nei loro confronti. Essi per noi si
sono donati, si sono sacrificati, in certi casi si sono
anche immolati.
La Chiesa
ha sempre avuto nei riguardi dei nonni un’attenzione
particolare, riconoscendo loro una grande ricchezza sotto
il profilo umano e sociale, come pure sotto quello
religioso e spirituale. I miei venerati Predecessori Paolo
VI e Giovanni Paolo II – di quest’ultimo abbiamo
appena celebrato il terzo anniversario della morte –
sono intervenuti più volte sottolineando la
considerazione che la comunità ecclesiale ha per gli
anziani, per la loro dedizione e la loro spiritualità. In
particolare, Giovanni Paolo II, durante il Giubileo
dell’Anno 2000, convocò nel settembre in Piazza San
Pietro il mondo della "terza età" e in quella
circostanza ebbe a dire: "Nonostante le limitazioni
sopraggiunte con l’età, conservo il gusto della vita.
Ne ringrazio il Signore. E’ bello potersi spendere fino
alla fine per la causa del Regno di Dio". Sono parole
contenute nel messaggio che circa un anno prima,
nell’ottobre del 1999, egli aveva indirizzato agli
anziani e che conserva intatta la sua attualità umana,
sociale e culturale.
La vostra
Assemblea Plenaria ha affrontato il tema della presenza
dei nonni nella famiglia, nella Chiesa e nella società,
con uno sguardo capace di comprendere il passato, il
presente e il futuro. Analizziamo brevemente questi tre
momenti. In passato i nonni avevano un ruolo importante
nella vita e nella crescita della famiglia. Anche quando
l’età avanzava, essi continuavano ad essere presenti
con i loro figli, con i nipoti e magari i pronipoti, dando
viva testimonianza di premura, di sacrificio e di un
quotidiano donarsi senza riserve. Erano testimoni di una
storia personale e comunitaria che continuava a vivere nei
loro ricordi e nella loro saggezza. Oggi, l’evoluzione
economica e sociale ha portato profonde trasformazioni
nella vita delle famiglie. Gli anziani, tra cui molti
nonni, si sono trovati in una sorta di "zona di
parcheggio": alcuni si accorgono di essere un peso in
famiglia e preferiscono vivere soli o in case di riposo,
con tutte le conseguenze che queste scelte comportano.
Da più
parti poi sembra purtroppo avanzare la "cultura della
morte", che insidia anche la stagione della terza età.
Con crescente insistenza si giunge persino a proporre
l’eutanasia come soluzione per risolvere certe
situazioni difficili. La vecchiaia, con i suoi problemi
legati anche ai nuovi contesti familiari e sociali a causa
dello sviluppo moderno, va valutata con attenzione e
sempre alla luce della verità sull’uomo, sulla famiglia
e sulla comunità. Occorre sempre reagire con forza a ciò
che disumanizza la società. Le comunità parrocchiali e
diocesane sono fortemente interpellate da queste
problematiche e stanno cercando di venire incontro alle
moderne esigenze degli anziani. Ci sono associazioni e
movimenti ecclesiali che hanno abbracciato questa causa
importante e urgente. Occorre unirsi per sconfiggere
insieme ogni emarginazione, perché ad essere travolti
dalla mentalità individualistica non sono solo loro – i
nonni, le nonne, gli anziani – ma tutti. Se i nonni,
come spesso e da più parti si dice, costituiscono una
preziosa risorsa, occorre mettere in atto scelte coerenti
che permettano di valorizzarla al meglio.
Ritornino
i nonni ad essere presenza viva nella famiglia, nella
Chiesa e nella società. Per quanto riguarda la famiglia,
i nonni continuino ad essere testimoni di unità, di
valori fondati sulla fedeltà ad un unico amore che genera
la fede e la gioia di vivere. I cosiddetti nuovi modelli
di famiglia ed il relativismo dilagante hanno indebolito
questi valori fondamentali del nucleo familiare. I mali
della nostra società – come giustamente avete osservato
nel corso dei vostri lavori – hanno bisogno di urgenti
rimedi. Di fronte alla crisi della famiglia non si
potrebbe forse proprio ripartire dalla presenza e dalla
testimonianza di coloro – i nonni – che hanno una
maggiore robustezza di valori e di progetti? Non si può,
infatti, progettare il futuro senza rifarsi ad un passato
carico di esperienze significative e di punti di
riferimento spirituale e morale. Pensando ai nonni, alla
loro testimonianza di amore e di fedeltà alla vita,
vengono in mente le figure bibliche di Abramo e Sara, di
Elisabetta e Zaccaria, di Gioacchino e Anna, come pure gli
anziani Simeone e Anna, o anche Nicodemo: tutti costoro ci
ricordano come in ogni età il Signore chiede a ciascuno
l’apporto dei propri talenti.
Rivolgiamo
ora lo sguardo verso il VI Incontro Mondiale delle
Famiglie, che si celebrerà in Messico nel gennaio del
2009. Saluto e ringrazio il Cardinale Norberto Rivera
Carrera, Arcivescovo di México, qui presente, per quanto
ha già realizzato in questi mesi di preparazione insieme
con i suoi collaboratori. Tutte le famiglie cristiane del
mondo guardano a questa nazione "sempre fedele"
alla Chiesa, che aprirà le porte a tutte le famiglie del
mondo. Invito le comunità ecclesiali, specialmente i
gruppi familiari, i movimenti e le associazioni di
famiglie, a preparasi spiritualmente a questo evento di
grazia. Venerati e cari Fratelli, vi ringrazio di nuovo
per la vostra visita e per il lavoro svolto in questi
giorni; vi assicuro il mio ricordo nella preghiera e di
cuore imparto a voi e ai vostri cari la Benedizione
Apostolica.
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