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VISITA
ALLA CASA NATALE DI SAN GIUSEPPE FREINADEMETZ (5 AGOSTO 2008) |
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio
Vaticana, 7 agosto 2008
E’
importante che la Cina si apra al Vangelo: così il Papa
in visita presso la casa natale di San Giuseppe
Freinademetz, missionario verbita in terra cinese
La
Cina e San Giuseppe Freinademetz, evangelizzatore nel
Paese asiatico per quasi 30 anni, sono stati al centro
della visita di Benedetto XVI, ieri pomeriggio ad Oies, in
Val Badia, alla casa natale del missionario canonizzato da
Giovanni Paolo II nel 2003. In questo luogo, diventato
meta di tanti pellegrini e devoti provenienti da ogni
parte dell’Europa e del mondo, il Papa ha sottolineato
l’importanza per la Cina di aprirsi al Vangelo. Il
servizio di Amedeo Lomonaco:
(musica)
La strada percorsa da San Giuseppe Freinademetz,
partito nel 1879 da Oies - paese incastonato tra le
montagne della Val Badia - per tradurre in Cina la propria
vocazione missionaria, è anche un segno per il futuro
della Chiesa. Il Papa, riferendosi a questa straordinaria
figura di missionario in terra cinese, ha ricordato
l’attuale fase storica della Cina:
“Un Santo di grandissima attualità: sappiamo che
la Cina diventa sempre più importante nella vita
politica, economica e anche nella vita delle idee. E’
importante che questo grande Paese si apra al Vangelo”.
San Giuseppe Freinademetz – ha osservato il Papa –
“voleva non solo vivere e morire come cinese, ma anche
in Cielo rimanere cinese: così si è idealmente
identificato con questo popolo, nella certezza che esso si
sarebbe aperto alla fede in Gesù Cristo”. Preghiamo –
ha aggiunto Benedetto XVI – che sia un incoraggiamento
ad “andare verso Cristo perché Lui solo, Cristo, può
unire i popoli, può unire le culture”:
“E San Giuseppe Freinademetz ci mostra che la fede
non è una alienazione per nessuna cultura, per nessun
popolo, perché tutte le culture aspettano Cristo e non
vanno distrutte dal Signore: giungono anzi alla loro
maturità”.
Il Papa si era soffermato sulla Cina anche domenica
scorsa dopo l’Angelus, quando ha rivolto il proprio
saluto agli organizzatori e agli atleti delle Olimpiadi
che si apriranno venerdì a Pechino. Il Papa ha auspicato,
in quell’occasione, che i Giochi Olimpici offrano
“alla comunità internazionale un valido esempio di
convivenza tra persone delle più diverse provenienze, nel
rispetto della comune dignità”.
(musica)
VISITA
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
ALLA CASA NATALE DI SAN GIUSEPPE FREINADEMETZ
AD OIES (VAL BADIA)
Martedì,
5 agosto 2008
Cari
fratelli e sorelle,
sono
profondamente commosso da questa accoglienza così
calorosa che qui trovo, e posso soltanto dire grazie con
tutto il mio cuore. E ringrazio il Signore che ci ha
donato questo grande Santo, San Giuseppe Freinademetz, che
ci mostra la strada della vita ed è un segno, anche, per
il futuro della Chiesa. Un Santo di grandissima attualità:
sappiamo che la Cina diventa sempre più importante nella
vita politica, economica e anche nella vita delle idee. È
importante che questo grande Paese si apra al Vangelo. E
San Giuseppe Freinademetz ci mostra che la fede non è una
alienazione per nessuna cultura, per nessun popolo, perché
tutte le culture aspettano Cristo e non vanno distrutte
dal Signore: giungono anzi alla loro maturità. San
Giuseppe Freinademetz, come abbiamo sentito, voleva non
solo vivere e morire come cinese, ma anche in Cielo
rimanere cinese: così si è idealmente identificato con
questo popolo, nella certezza che esso si sarebbe aperto
alla fede in Gesù Cristo. Adesso preghiamo che questo
grande Santo sia un incoraggiamento per noi tutti a vivere
di nuovo in questo nostro tempo la vita della fede, ad
andare verso Cristo perché Lui solo, Cristo, può unire i
popoli, può unire le culture. E preghiamo anche che dia a
molti giovani il coraggio di dedicare la loro vita
totalmente al Signore ed al suo Vangelo. Tuttavia,
semplicemente, non posso dire altro che "grazie"
al Signore che ci ha donato questo Santo e grazie a voi
tutti per questa accoglienza, che mi mostra visibilmente
che la Chiesa è viva anche oggi e la fede è gioia che ci
unisce e ci guida sulle strade della vita.
Grazie a
voi tutti!
Al
termine dell’incontro, uscendo dalla chiesa, il Santo
Padre ha aggiunto le seguenti parole:
Cari
fratelli e sorelle, vorrei semplicemente dire grazie per
la vostra presenza. Ho sentito che alcuni hanno aspettato
per ore: grazie per questa pazienza, per questo coraggio.
Il Signore vi benedica tutti
Und natürlich
grüsse ich auch alle deutschsprachigen ganz herzlich:
vergelt’s Gott für Ihre Gegenwart, Gottes Segen Ihnen
allen. Herzlich vergelt’s Gott!
[E
naturalmente saluto di cuore anche tutti i presenti di
lingua tedesca: Dio vi ricompensi tutti, la benedizione
del Signore sia su tutti voi. Dio vi ricompensi!]
©
Copyright 2008 - Libreria Editrice Vaticana
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