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I Palazzi
Apostolici , detti anche Palazzi Papali o Palazzi
Vaticani, sono la residenza ufficiale del Papa nella
Città del Vaticano.
Il Palazzo
è un complesso di costruzioni, che comprende
l'Appartamento Papale, gli uffici del governo della Chiesa
Cattolica Romana, i Musei Vaticani, la Biblioteca
Apostolica Vaticana oltre a più di 1.000 stanze tra le
quali la Cappella Sistina, la Sala Regia e le stanze
affrescate da Raffaello Sanzio.
Le altre
residenze papali sono il Palazzo
del Laterano e Castel
Gandolfo fuori Roma.
Prima del
1871, la residenza ufficiale del Papa era il Palazzo
del Quirinale.
Fonte:
Treccani
IL
PALAZZO APOSTOLICO IN VATICANO
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Solo
con l’acquisizione sabauda della città di Roma
nel 1870 i Papi abitarono nel Palazzo Apostolico
vaticano e che prima di allora essi optarono per
decine e decine di diverse residenze.
Innocenzo III (1198-1216) fece costruire una
residenza in Vaticano ponendo così un'alternativa
al Laterano. I Pontefici dell’età moderna che
presero in maggiore considerazione l’idea di
sfruttare l'area del Vaticano furono Niccolò V e
Alessandro VI (1492-1503). |
Entrambi
ampliarono il Palazzo e si impegnarono a realizzare nel
Borgo una vera e propria cittadella curiale, per giunta
fortificata e ben separata dalla zona più popolata di
Roma da un Tevere che restò fino a metà Ottocento
attraversato da tre soli ponti (con l’esclusione di
Ponte Milvio). Lo stretto valico che più direttamente
conduceva a San Pietro portava sotto le mura di Castel
Sant’Angelo e questo garantiva la sicurezza del
passaggio. C’era però un’altra realtà: i Papi
faticavano a trovare una sistemazione entro il Palazzo
vaticano. Alessandro VI si provvide di un appartamento
(noto come Borgia) che i suoi immediati successori però
non adoperarono. Fu Giulio II (1503-13) a trasferirsi al
piano superiore dello stesso edificio, in quelle che oggi
sono note come 'Stanze di Raffaello', che continuarono a
essere abitate da chi lo seguì fino a Paolo III (morto
nel 1549). Papa Farnese si spostava però di continuo,
entro e fuori Roma e soprattutto passò lunghi periodi a
Palazzo Venezia. A Giulio III (1550-55) quelle stanze non
piacquero e si costruì così un appartamento sopra uno
dei corridoi del Belvedere (quello verso Sant’Anna). Qui
rimase anche Paolo IV (1555-59), poi Pio IV (1560-65)
iniziò - e Pio V (1566-72) concluse - la costruzione di
una nuova residenza Papale tra la Torre Borgia e il
corridoio del Belvedere che dà verso i giardini.
Non era
finita. Gregorio XIII (1572-85), insoddisfatto anche di
questa soluzione, realizzando un nuovo ordine di logge sul
cortile di San Damaso, ne allestì il retro come propria
nuova abitazione. Nel suo fervore costruttivo non si tirò
poi indietro Sisto V (1585-90) che infine costruì il
palazzo attuale sede del pontefice e dove né lui, né i
suoi successori, per tre secoli, avrebbero però posto
almeno stabile dimora. Cercherò di dire perché, ma
intanto, a giustificare quello che fin qui s’è detto,
vado a ricordare che l’architetto del Palazzo sistino,
Domenico Fontana, celebrò le virtù dell’edificio che
andava realizzando sottolineando come questo fosse ampio,
aperto su tre lati, esposto alla luce e ai venti. La
precedente irrequietezza abitativa dei Pontefici in
Vaticano si spiega soprattutto così: attorno al nucleo
antico del Palazzo si potevano solo realizzare residenze
esposte a nord e sostanzialmente povere o del tutto prive
di luce.
Il Palazzo sistino risolse così il problema, ma, una
volta realizzata quella che sembrava la dimora ideale, i
Papi non mostrarono di gradirla particolarmente e
continuarono a frequentare Palazzo San Marco e presero a
utilizzare il Quirinale, ch’era intanto sorto, quale
ennesima realizzazione di Sisto V.
Fonte:
Wikipedia
PALAZZO
DEL LATERANO
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La
ricerca fino ad oggi non è riuscita a identificare
da quale momento la residenza del Vescovo di Roma
sia stata posta al Laterano. Si trovava comunque non
lontana dal Palazzo Imperiale, parti del quale sono
ancora identificabili nella chiesa di Santa Croce in
Gerusalemme. La Basilica Laterana era l'unica delle
tre grandi basiliche costantiniane che si trovava
dentro le mura della città. |
La
consacrazione ufficiale del Palazzo e della Basilica fu
fatta nel 324 da Papa Silvestro I, che dichiarò entrambi Domus
Dei (casa di Dio). In conseguenza del primato nel
mondo come chiesa madre di tutte le chiese, sono incise
sulla facciata della chiesa le parole Sacrosancta
Lateranensis ecclesia omnium urbis et orbis ecclesiarum
mater et caput" (Santissima Chiesa Lateranense, madre
e capo di tutte le chiese nell'Urbe e nel Mondo).
Il
Palazzo e la Basilica furono dedicati altre due volte.
Papa Sergio III li dedicò a San Giovanni Battista nel X
secolo in onore del nuovo battistero. Nel XII secolo Papa
Lucio II dedicò il Palazzo Laterano e la basilica anche a
San Giovanni Evangelista. Nel X
secolo Papa Sergio III restaurò il palazzo dopo un
disastroso incendio e successivamente fu notevolmente
abbellito da papa Innocenzo III. Questo fu il periodo
della maggiore magnificenza, quando Dante dice che il
palazzo era superiore a tutti i successi umani. In quel
tempo il centro del piazza davanti al palazzo, in cui ora
si leva in piedi l'obelisco, era occupato dal palazzo e
dalla torretta degli Annibaldeschi. Fra questo palazzo e
la Basilica di San Giovanni c'era la statua equestre di
Marco Aurelio, che allora si credeva che rappresentasse
Costantino, che ora è al Campidoglio. Tutta la facciata
del palazzo era occupata con l'"Aula Concilii",
un corridoio magnifico con undici absidi, in cui furono
tenuti vari Concili Laterani durante il medioevo. Le
stanze private dei papi in questo palazzo erano situate
fra questo "Triclinium" e le mura della città.
Tra il
clero del Vaticano e quello del Laterano si sviluppò da
subito una concorrenza, in cui entrambe le parti
affermavano di possedere la medesime reliquie oppure che
la propria chiesa già dall'antichità avesse la priorità
sull'altra. Il clero del Vaticano non esitò ad insultare
quello del Laterano come Giudei infedeli. Tuttavia
il posto principale per le devozioni era sempre il
Vaticano, con la tomba di San Pietro; il Laterano non
poteva offrire nulla di ugual valore e di conseguenza
acquisì un incredibile numero di reliquie del Vecchio e
del Nuovo Testamento come l'arca dell'alleanza, le Tavole
delle Leggi, il sangue di Cristo ed un altare di Pietro.
Tutti i
Papi a partire da Milziade occuparono il Palazzo e lo
usarono come residenza. Ma nel 1309 il papa francese
Clemente V, decise di trasferire la sede ufficiale del
Papato ad Avignone, una proprietà che costituiva una enclave
all'interno della Francia. Finché i
papi desiderarono presentarsi principalmente come Vescovi
Romani e padroni della città, il complesso Laterano,
costruito su un terreno imperiale, serviva loro come punto
di controllo della città, ed anche, in misura minore,
come sede per la loro consacrazione ed incoronazione. Con
l'universalizzazione del papato tuttavia cominciarono a
dare maggior importanza al Vaticano, anche se la
concorrenza fra i due poli si risolse solo con il Giubileo
del 1300 gradualmente a favore del Vaticano.
Quando i
papi tornarono a Roma il Palazzo e la Basilica furono
ritenuti inadeguati a causa delle pessime condizioni in
cui si trovavano. Di conseguenza il papa mise la sua
residenza in primo luogo al Santa Maria in Trastevere, poi
alla Basilica di Santa Maria Maggiore. Infine fu costruito
un nuovo palazzo oltre il Tevere ed i papi del Vaticano
fissarono la loro residenza al Vaticano nel 1377. Ciò fu
reso necessario non solo per le condizioni strutturali del
Palazzo Laterano, ma anche per il desiderio dei Papi di
enfatizzare più nettamente, con la vicinanza alla tomba
di Pietro, la loro pretesa alla guida universale. Nella
piazza antistante il Palazzo si trovava nel Medio Evo la
statua equestre di Marco Aurelio, che si riteneva fosse un
monumento di Costantino o di Teodorico. Il cosiddetto caballus
Constantini era contemporaneamente un monumento del
potere ed anche il posto per le esecuzioni; per questo
Papa Giovanni XIII fece appendere un prefetto urbano
ribelle ai capelli della statua. La statua era solo una
del ricco patrimonio, di cui fa parte anche la Lupa
Capitolina, i cui originali si trovano ora ai Musei
Capitolini. La statua di Marco Aurelio fu spostata per
volere di papa Paolo III nella Piazza del Campidoglio.
Più
tardi Sisto V fece distruggere ciò che era ancora rimasto
dell'antico palazzo del Laterano ed fece costruire al suo
posto l'attuale edificio molto più piccolo. Il nuovo
palazzo Laterano fu questa volta costruito separatamente
dalla Basilica di San Giovanni in Laterano. Dal 1586
il Palazzo del Laterano, ricostruito, venne usato
nuovamente come residenza papale estiva. Fino al XIX
secolo i Papi venivano incoronati nella Basilica del
Laterano.
Nel 1929
i Patti Lateranensi assicurarono la sovranità alla Città
del Vaticano, e, tra le altre cose, lo status
extraterritoriale al Laterano ed a Castel Gandolfo, come
possedimenti della Santa Sede.
PALAZZO
APOSTOLICO A CASTELGANDOLFO
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L'attuale
villa pontificia, che ha una estensione di circa 70
ettari, è il risultato dell'unione di tre diverse
proprietà: al primitivo nucleo infatti, costituito
dal palazzo apostolico e dal piccolo giardino
annesso, si unì nel 1773 la villa Cybo, e nel 1929
in seguito al Trattato Lateranense la villa
Barberini sorta sui grandiosi resti della villa di
Domiziano. |
Chi
realizzò invece a Castel Gandolfo la residenza per la
villeggiatura dei papi fu Urbano VIII. Salito al soglio
pontificio nel 1623, Urbano VIII diede subito inizio ai
lavori di costruzione della villa, scegliendo per
edificarla il sito dell'antichissima acropoli di Alba
Longa, su cui i Gandulphi avevano costruito la loro rocca,
occupata in seguito dai Savelli. Si affidò l'incarico di
costruire il palazzo all'architetto Carlo Maderno che fu
coadiuvato da Bartolomeo Breccioli e Domenico
Castelli. Il
portale di cui fu dotata la recinzione, demolito nel 1933
per la costruzione di una nuova strada di accesso al
palazzo, era costruito su disegno del Bernini nel 1637. Alessandro
VII (1655-1667), che fu il primo pontefice ad abitare il
palazzo, riprese l'opera di Urbano VIII, completando
l'edificio con la costruzione della facciata principale e
del braccio ovest, comprendente la galleria verso il lago,
costruita con l'intervento del Bernini. In seguito per un
lungo periodo i papi non si recarono a Castel Gandolfo. Soltanto
con Benedetto XIV il palazzo tornò ad essere frequentato
e quindi restaurato e arricchito di nuovi ornamenti.
A
Clemente XIV (1769-1774) si devono interventi di restauro
del palazzo e la decorazione pittorica di alcune sale
vicine alla galleria,. Alla fine del XVIII secolo le
truppe francesi occuparono il palazzo danneggiandolo
gravemente; lavori di restauro furono in seguito condotti
da Pio VII, che provvide anche ad un nuovo arredamento, e
quindi da Pio VII che fece ripristinare anche i condotti
delle acque e il giardino, pur non consentendogli il suo
breve pontificato di poter usufruire delle delizie di
Castel Gandolfo. Un assiduo frequentatore della villa fu
Gregorio XVI che vi arrecò anche dei miglioramenti. Pio
IX fu l'ultimo pontefice ad abitarvi nel secolo scorso,
infatti dopo gli avvenimenti del 1870 e fino all'epoca del
Trattato Lateranense, il Palazzo restò abbandonata.
Fonte:
Wikipedia
PALAZZO
DEL QUIRINALE
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Prima
del 1871, la residenza ufficiale del Papa era il
Palazzo del Quirinale. A seguito della definitiva
caduta dello Stato Pontificio nel 1870, il Re
d'Italia confiscò il palazzo nel 1871, facendone la
residenza ufficiale del re; dopo l'abolizione della
monarchia in Italia nel 1946, divenne la residenza
del Presidente della Repubblica. |
Il Palazzo
del Quirinale sorge sull'omonimo colle di Roma. È la
residenza ufficiale del Presidente della Repubblica
Italiana ed uno dei simboli dello stato italiano.
Nel 1574
Papa Gregorio XIII iniziò la costruzione di una residenza
estiva, in un area considerata più salubre del Colle
Vaticano o del Laterano, che venne affidata all'architetto
Ottaviano Mascarino. Sotto
Papa Sisto V i lavori furono continuati da Domenico
Fontana. Papa
Paolo V affidò i lavori di ampliamento a Flaminio Ponzio
che realizzò l'ala verso il giardino, la sala del
Concistoro, oggi Salone delle Feste e la Cappella
dell'Annunziata, decorata dal 1609 al 1612 da Guido Reni
con la collaborazione di Giovanni Lanfranco, Francesco
Albani, Antonio Carracci e Tommaso Campana. Con la morte
del Ponzio nel 1613, i lavori di ampliamento vennero
proseguiti da Carlo Maderno, autore dell'ala sulla via del
Quirinale, dove realizzò: la Cappella Paolina, gli
appartamenti papali e la Sala Regia, ora detta dei
Corazzieri, decorata con un fregio dipinto, opera del
quadraturista Agostino Tassi, mentre sulle pareti
lavorarono Carlo Saraceni e Giovanni Lanfranco, in modo
minore contribuì a questa impresa Lo Spadarino e secondo
Roberto Longhi: Marcantoni Bassetti, Pasquale Ottino e
Alessandro Turchi, detto l'Orbetto.
Gian
Lorenzo Bernini sotto Papa Alessandro VII progettò il
fabbricato detto della Manica Lunga, poi continuato da
Alessandro Specchi e da Ferdinando Fuga. Lo
Scalone d'onore è dominato da un affresco di Melozzo da
Forlì, un "Cristo in gloria", che faceva originariamente parte della decorazione absidale della
Chiesa dei SS. Apostoli, sempre in Roma, la stessa dalla
quale provengono i famosissimi angeli musicanti di Melozzo,
ora nei Musei Vaticani. L'affresco è collocato sopra al
primo pianerottolo, sul muro del lato verso il cortile
d'onore, in modo da essere più visibile per chi esce dal
Palazzo che per chi entra: l'effetto desiderato era quello
di ricordare un'ultima volta all'ospite, mentre stava
andandosene, di avere ricevuto la benedizione papale e,
quindi, fungeva da congedo beneaugurante. Una lapide
latina, infine, murata sotto l'affresco, ricorda il
primato di Melozzo nella prospettiva.
Webmaster: Amedeo Lomonaco - Sottofondo musicale:
Aria sulla quarta corda (Bach)
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