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DISCORSO
DEL PAPA AGLI STUDENTI DELLA LUMSA (12 NOVEMBRE 2009) |
Radio
Vaticana, 12 novembre 2009
Benedetto
XVI per i 70 anni della Lumsa: le Università cattoliche
hanno bisogno di "veri maestri" che trasmettano
i valori cristiani oltre al sapere scientifico
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Per celebrare il 70.mo di fondazione della Lumsa, la
Libera Università Maria Santissima Assunta, Benedetto XVI
ha ricevuto questa mattina in Aula Paolo VI un foltissimo
gruppo di docenti e studenti dell’ateneo. A loro, il
Papa ha ribadito il ruolo delle Università cattoliche:
quello di proporre “veri maestri” che non trascurino
gli aspetti etici e una sapienza illuminata dalla fede,
tanto più urgenti - ha detto - in un’epoca segnata da
una generale emergenza educativa. Il servizio di Alessandro
De Carolis:
Il sapere non è mai solo scientifico, ma è quello a
tutto tondo, che sa trasferire in chi lo riceve “valori
e motivazioni profonde”, oltre a nozioni e a un metodo
di ricerca. In poche pennellate e al cospetto di una
straripante e festosa rappresentanza - settemila persone
sui novemila studenti totali che conta la Lumsa nelle sue
quattro sedi italiane - Benedetto XVI traccia
l’identikit dell’Università cattolica. Essa, afferma
citando Giovanni Paolo II - deve “garantire
istituzionalmente una presenza cristiana nel mondo
accademico” e nella “complessa realtà sociale e
culturale”. E aggiunge:
“L’Università cattolica è chiamata ad agire
con l’ispirazione cristiana dei singoli e della comunità
universitaria come tale; con l’incessante riflessione
sapienziale, illuminata dalla fede, e la ricerca
scientifica; con la fedeltà al messaggio cristiano così
come è presentato dalla Chiesa; con l’impegno
istituzionale al servizio del popolo di Dio e della
famiglia umana, nel loro cammino verso la meta ultima”.
La Lumsa, riconosce il Papa, ha mantenuto fede a questa
vocazione sin dalla scintilla ispiratrice che portò alla
sua creazione nel 1939, grazie all’impegno della Serva
di Dio, Madre Luigia Tincani, e del cardinale Giuseppe
Pizzardo. Da ateneo inizialmente destinato alla formazione
di religiose maestre, fino alla trasformazione in Libera
Università del 1989, la Lumsa - afferma Benedetto XVI -
ha sempre avuto “un’identità cattolica ben precisa”
e uno “stretto legame” con la Santa Sede. Tutto ciò,
osserva, deve avere riflessi sulla formazione delle
migliaia di studenti che la popolano, specie oggi che
“l’emergenza educativa”, ripete, si è fatta
“preoccupante”:
“La profonda crisi economica, diffusa in tutto il
mondo, con le cause che ne sono all’origine, hanno
evidenziato l’esigenza di un investimento più deciso e
coraggioso nel campo del sapere e dell’educazione, quale
via per rispondere alle numerose sfide aperte e per
preparare le giovani generazioni a costruire un futuro
migliore”.
Dunque, insiste il Papa, “dinanzi ai profondi
mutamenti in atto”...
“...sempre più urgente è poi la necessità di
appellarsi ai valori fondamentali da trasmettere, come
indispensabile patrimonio, alle giovani generazioni e,
pertanto, di interrogarsi su quali siano tali valori. Alle
istituzioni accademiche si pongono quindi, in modo
pressante, questioni di carattere etico”.
Restate fedeli alla vostra Magna charta, è stato
l’invito del Pontefice ai membri della Lumsa, ovvero ai
propositi di “un lavoro scientifico orientato alla
ricerca della verità, nel dialogo tra fede e ragione”,
elaborando “positive sintesi tra fede e cultura e tra
scienza e sapienza, per la crescita piena ed armonica
della persona umana":
“Oggi, come in passato, l’Università ha bisogno
di veri maestri, che trasmettano, insieme a contenuti e
saperi scientifici, un rigoroso metodo di ricerca e valori
e motivazioni profonde. Immersi in una società
frammentata e relativista, voi, cari studenti, mantenete
sempre aperti la mente e il cuore alla verità. Dedicatevi
ad acquisire, in modo profondo, le conoscenze che
concorrono alla formazione integrale della vostra
personalità, ad affinare la capacità di ricerca del vero
e del bene durante tutta la vita, a prepararvi
professionalmente per diventare costruttori di una società
più giusta e solidale”.
DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
AI DOCENTI E AGLI STUDENTI DELLA
LIBERA UNIVERSITÀ MARIA
SANTISSIMA ASSUNTA (LUMSA)
Aula Paolo VI
Giovedì 12 novembre 2009
Signori
Cardinali,
Signor Presidente del Senato e distinte Autorità,
Magnifico Rettore e chiarissimi Professori,
care Missionarie della Scuola,
cari studenti e amici tutti!
Sono
lieto di incontrarvi in occasione del 70° anniversario di
fondazione della Libera Università Maria Santissima
Assunta. Saluto cordialmente il Rettore della vostra
Università, Prof. Giuseppe Dalla Torre, e lo ringrazio
per le cortesi parole che mi ha rivolto. Mi è gradito
salutare il Presidente del Senato, Onorevole Renato
Schifani, e le altre Autorità civili e militari italiane,
come pure le numerose Personalità, i Rettori e i
Direttori Amministrativi presenti. A tutti voi, che
formate la grande famiglia della LUMSA, rivolgo il mio
caloroso benvenuto.
Il vostro
Ateneo, sorto nel 1939 per iniziativa della serva di Dio
Madre Luigia Tincani, fondatrice dell’Unione Santa
Caterina da Siena delle Missionarie della Scuola, e del
Cardinale Giuseppe Pizzardo, allora Prefetto della
Congregazione dei Seminari e delle Università degli
Studi, con lo scopo di promuovere un’adeguata formazione
universitaria per le religiose destinate
all’insegnamento nelle scuole cattoliche, iniziò la sua
attività nel clima di impegno educativo del mondo
cattolico suscitato dall’Enciclica di Pio XI Divini
illius Magistri. La vostra Università è nata
quindi con un’identità cattolica ben precisa, su
impulso anche della Santa Sede, con la quale conserva uno
stretto legame. Nei trascorsi settant’anni, la LUMSA ha
preparato schiere di insegnanti e si è notevolmente
sviluppata, specie dopo la trasformazione, nel 1989, in
Libera Università, e la conseguente creazione di nuove
Facoltà con l’ampliamento del bacino di utenza. So che
oggi essa conta circa 9000 studenti nelle quattro sedi sul
territorio nazionale e rappresenta un riferimento
importante nel campo educativo. Mentre andava
profondamente evolvendosi la situazione culturale e
legislativa in Italia e in Europa, la LUMSA ha saputo
compiere un percorso di crescita con una duplice
attenzione: rimanere fedele all’intuizione originaria di
Madre Tincani e, al tempo stesso, rispondere alle nuove
sfide della società.
In
effetti, il contesto odierno è caratterizzato da una
preoccupante emergenza educativa, sulla quale ho avuto
modo di soffermarmi in varie occasioni, nella quale assume
una rilevanza del tutto particolare il compito di coloro
che sono chiamati all’insegnamento. Si tratta anzitutto
del ruolo dei docenti universitari, ma anche dello stesso iter
formativo degli studenti che si preparano a svolgere la
professione di docenti nei diversi ordini e gradi della
scuola, oppure di professionisti nei vari ambiti della
società. Infatti, ogni professione diventa occasione per
testimoniare e tradurre in pratica i valori interiorizzati
personalmente durante il periodo accademico. La profonda
crisi economica, diffusa in tutto il mondo, con le cause
che ne sono all’origine, hanno evidenziato l’esigenza
di un investimento più deciso e coraggioso nel campo del
sapere e dell’educazione, quale via per rispondere alle
numerose sfide aperte e per preparare le giovani
generazioni a costruire un futuro migliore (cfr Enc. Caritas
in veritate, 30-31;
61).
Ed ecco allora che si avverte la necessità di creare
nell’ambito educativo legami di pensiero, insegnare a
collaborare tra discipline diverse e ad imparare gli uni
dagli altri. Dinanzi ai profondi mutamenti in atto, sempre
più urgente è poi la necessità di appellarsi ai valori
fondamentali da trasmettere, come indispensabile
patrimonio, alle giovani generazioni e, pertanto, di
interrogarsi su quali siano tali valori. Alle istituzioni
accademiche si pongono quindi, in modo pressante,
questioni di carattere etico.
In tale
contesto, alle Università cattoliche è affidato un ruolo
rilevante, nella fedeltà alla loro identità specifica e
nello sforzo di prestare un servizio qualificato nella
Chiesa e nella società. Risultano quanto mai attuali, in
tal senso, le indicazioni offerte dal mio venerato
predecessore Giovanni
Paolo II nella Costituzione apostolica Ex
corde Ecclesiae, quando invitava l’Università
cattolica a garantire istituzionalmente una presenza
cristiana nel mondo accademico. Nella complessa realtà
sociale e culturale, l’Università cattolica è chiamata
ad agire con l’ispirazione cristiana dei singoli e della
comunità universitaria come tale; con l’incessante
riflessione sapienziale, illuminata dalla fede, e la
ricerca scientifica; con la fedeltà al messaggio
cristiano così come è presentato dalla Chiesa; con
l’impegno istituzionale al servizio del popolo di Dio e
della famiglia umana, nel loro cammino verso la meta
ultima (cfr n. 13).
Cari
amici, la LUMSA è un’Università cattolica, che ha come
elemento specifico della propria identità questa
ispirazione cristiana. Come si legge nella sua Magna
charta, essa si propone un lavoro scientifico
orientato alla ricerca della verità, nel dialogo tra fede
e ragione, in una ideale tensione verso l’integrazione
delle conoscenze e dei valori. Si prefigge al tempo stesso
un’attività formativa da condursi con costante
attenzione etica, elaborando positive sintesi tra fede e
cultura e tra scienza e sapienza, per la crescita piena ed
armonica della persona umana. Questa impostazione è per
voi, cari docenti, stimolante ed esigente. Infatti, mentre
vi impegnate ad essere sempre meglio qualificati
nell’insegnamento e nella ricerca, vi proponete anche di
coltivare la missione educativa. Oggi, come in passato,
l’Università ha bisogno di veri maestri, che
trasmettano, insieme a contenuti e saperi scientifici, un
rigoroso metodo di ricerca e valori e motivazioni
profonde. Immersi in una società frammentata e
relativista, voi, cari studenti, mantenete sempre aperti
la mente e il cuore alla verità. Dedicatevi ad acquisire,
in modo profondo, le conoscenze che concorrono alla
formazione integrale della vostra personalità, ad
affinare la capacità di ricerca del vero e del bene
durante tutta la vita, a prepararvi professionalmente per
diventare costruttori di una società più giusta e
solidale. L’esempio della Madre Tincani fomenti in tutti
l’impegno di accompagnare il rigoroso lavoro accademico
con un’intensa vita interiore, sostenuta dalla
preghiera. La Vergine Maria, Sedes Sapientiae,
guidi questo cammino con la vera sapienza, che viene da
Dio. Vi ringrazio di questo gradito incontro e di cuore
benedico ciascuno di voi e il vostro lavoro.
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