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IL PAPA IN BENIN (20 novembre 2011)

Radio Vaticana, 21 novembre 2011

L'auspicio del Papa nel congedo dal Benin: possano gli Africani vivere riconciliati nella pace e nella giustizia!

◊ “Possano gli africani vivere riconciliati nella pace e nella giustizia!”: con questo auspicio il Papa ha concluso ieri il suo viaggio apostolico in Benin. Tre giorni intensi, caratterizzati dall’accoglienza straordinaria del popolo beninese. La cerimonia di congedo, ieri pomeriggio, all’aeroporto internazionale “Cardinale Bernardin Gantin” di Cotonou. In serata il rientro del Papa in Vaticano. Il servizio del nostro inviato, Massimiliano Menichetti:

Tra gli applausi della folla festante che ha accompagnato costantemente con preghiere, canti e balli questo viaggio apostolico in Benin, il Papa ha lasciato il Paese non senza ricambiare il calore che ha contraddistinto questo pellegrinaggio di tre giorni:

“Mon voyage apostolique en terre africaine s’achève. …
Il mio viaggio apostolico in terra africana volge al termine. Sono riconoscente a Dio per questi giorni trascorsi con voi nella gioia e nella cordialità“.

Ho desiderato visitare di nuovo questo Continente – ha detto - per il quale ho una stima ed un affetto particolari, perché ho l’intima convinzione che è una terra di speranza. Ed è proprio l’esortazione alla speranza, alla conformazione al Salvatore e al rinnovato slancio al dialogo ecumenico ed interreligioso e alla missione che hanno scandito questo pellegrinaggio del Successore di Pietro:

“D’authentiques valeurs, capables d’instruire le monde, se trouvent ici …
Autentici valori, capaci di ammaestrare il mondo, si trovano qui e non chiedono che di sbocciare con l’aiuto di Dio e la determinazione degli Africani“.

E affidando a tutti i fedeli l’Esortazione apostolica post-sinodale Africae munus, ha precisato che “essa apre prospettive pastorali e che susciterà interessanti iniziative” tradotte in “azioni concrete” nella “vita quotidiana”. Il Papa ha affidato l’accompagnamento, per l’attuazione” del documento, al cardinale Gantin, definito “eminente figlio del Benin” e alla cui tomba ha reso omaggio a Ouidah.

“Durant cette visite, j’ai pu rencontrer diverses composantes de la société …
Durante questa visita, ho potuto incontrare diverse componenti della società del Benin, e membri della Chiesa. Questi numerosi incontri, così diversi nella loro natura, testimoniano la possibilità di una coesistenza armoniosa in seno alla Nazione, e tra la Chiesa e lo Stato”.

“La buona volontà e il rispetto reciproco – ha aggiunto - aiutano non solamente il dialogo, ma sono essenziali per costruire l’unità tra le persone, le etnie e i popoli”:

Vivre ensemble en frères, malgré de légitimes différences, ...
Vivere insieme da fratelli, nonostante le legittime differenze, non è un’utopia“.

Poi ha esortato l’Africa “ad indicare al resto del mondo la strada da prendere per vivere una fraternità autentica nella giustizia fondandosi sulla grandezza della famiglia e del lavoro”:

“Puissent les Africains vivre réconciliés dans la paix et la justice! ...
Possano gli Africani vivere riconciliati nella pace e nella giustizia! Ecco l’augurio che formulo con fiducia e speranza prima di lasciare il Benin e il Continente africano”.

Quindi prima della benedizione in lingua fon l’incoraggiamento per l’intero Continente a essere sempre di più sale della terra e luce del mondo.

ACƐ MAWU TƆN NI KƆN DO BENIN TO Ɔ BI JI
Dio benedica il Benin!“.

CERIMONIA DI CONGEDO

DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI

Aeroporto Internazionale "Card. Bernardin Gantin" di Cotonou

Domenica, 20 novembre 2011

 

Signor Presidente,
Eminenze ed Eccellenze,
Autorità presenti e cari amici!

Il mio viaggio apostolico in terra africana volge al termine. Sono riconoscente a Dio per questi giorni trascorsi con voi nella gioia e nella cordialità. La ringrazio, Signor Presidente, per le Sue cordiali parole e per i molteplici sforzi compiuti per rendere gradevole il mio soggiorno. Ringrazio anche le diverse autorità di questo Paese e tutti i volontari che hanno contribuito con generosità alla riuscita di queste giornate. Non dimentico l’intera popolazione del Benin che mi ha ricevuto con calore ed entusiasmo. La mia gratitudine va anche ai membri della Chiesa cattolica, ai diversi Presidenti delle Conferenze Episcopali nazionali e regionali che hanno viaggiato per giungere fino a qui, e naturalmente, in modo del tutto particolare, ai Vescovi del Benin.

Ho desiderato visitare di nuovo il Continente africano per il quale ho una stima ed un affetto particolari, perché ho l’intima convinzione che è una terra di speranza. Ne ho parlato del resto già parecchie volte. Autentici valori, capaci di ammaestrare il mondo, si trovano qui e non chiedono che di sbocciare con l’aiuto di Dio e la determinazione degli Africani. L’Esortazione apostolica post-sinodale Africae munus può contribuirvi validamente, perché essa apre prospettive pastorali e susciterà interessanti iniziative. La affido a tutti i fedeli africani che sapranno studiarla con attenzione e tradurla in azioni concrete nella loro vita quotidiana. Il Cardinale Gantin, questo eminente figlio del Benin la cui grandezza è stata riconosciuta al punto che questo Aeroporto porta il suo nome, ha partecipato con me a numerosi Sinodi, e ha saputo apportarvi un contributo essenziale e apprezzato. Possa egli accompagnare l’attuazione di questo documento!

Durante questa visita, ho potuto incontrare diverse componenti della società del Benin, e membri della Chiesa. Questi numerosi incontri, così diversi nella loro natura, testimoniano la possibilità di una coesistenza armoniosa in seno alla Nazione, e tra la Chiesa e lo Stato. La buona volontà e il rispetto reciproco aiutano non solamente il dialogo, ma sono essenziali per costruire l’unità tra le persone, le etnie e i popoli. La parola “Fraternità” è del resto la prima delle tre parole del vostro motto nazionale. Vivere insieme da fratelli, nonostante le legittime differenze, non è un’utopia. Perché un paese africano non potrebbe indicare al resto del mondo la strada da prendere per vivere una fraternità autentica nella giustizia fondandosi sulla grandezza della famiglia e del lavoro? Possano gli Africani vivere riconciliati nella pace e nella giustizia! Ecco l’augurio che formulo con fiducia e speranza prima di lasciare il Benin e il Continente africano.

Signor Presidente, Le rinnovo i miei sinceri ringraziamenti che estendo a tutti i Suoi concittadini, ai Vescovi del Benin e a tutti i fedeli del Paese. Desidero anche incoraggiare l’intero Continente a essere sempre di più sale della terra e luce del mondo. Per l’intercessione di Nostra Signora d’Africa, Dio vi benedica tutti!

In lingua fon:ACƐ MAWU TƆN NI KƆN DO BENIN TO Ɔ BI JI [Dio benedica il Benin!]

 

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